FAIL (the browser should render some flash content, not this).

GLI ECO BLOGGER

Come riduco l'uso dei rasoietti usa e getta

di Paolo Hutter
del 19 settembre 2014

Salve.  Nell'avvicinarsi della Settimana Europea della Riduzione  dei Rifiuti, …

Il mio viaggio sulla Brebemi deserta

di Michele Merola
del 11 settembre 2014

Tornando dalle vacanze dal Nord-est ho voluto percorrere la Brebemi: è stato solo qualche …

Plastica, la riciclabilità si valuta con RecyClass

di Silvia Ricci
del 09 settembre 2014

Evitare che le materie plastiche non siano altro che rifiuti conviene, ed è ormai necessar…

Terra dei Paduli

di Gabriele Del Carlo
del 05 settembre 2014

Campagne dove un tempo sorgevano lussureggianti foreste di querce e lecci, oggi ospitano ulivi se…

Una notizia buona e una cattiva

di Giuseppe Piras
del 30 luglio 2014

I giornali riportano una notizia buona e una cattiva. La notizia cattiva è che il Mini…

La raccolta differenziata non è (solo) un affare per specialisti

di Antonio Castagna
del 22 luglio 2014

Venerdì 18 luglio ho presentato il mio libro "Tutto è monnezza" a Barrier…

Le recensioni di Cinemambiente: Nella terra dei fuochi

di Eco Spettatore
del 07 giugno 2014

di Angela Conversano “Terra dei fuochi” è l'espressione che risalta ne…

Le recensioni di Cinemambiente: Endless Roads

di Eco Spettatore
del 07 giugno 2014

di Angela Conversano Endless Roads è la storia della tenacia di una donna che vive a Zhe…

Recensioni di Cinemambiente: Divide in Concorde. ( Divieto alle bottiglie in plastica per l'acqua)

di Eco Spettatore
del 03 giugno 2014

di  Paolo Hutter     Se guardi "Divide in Concorde" hai l'imp…

Leggi tutti i post

GLI ECO-BLOGGER

Paolo Hutter

 

Non c'è controllo: lo faccio o no il biglietto?

pubblicato il 20.07.2012


 

Ho pensato a questo "post" ovvero intervento mentre esitavo con la moneta in mano sulla fenditura dell'apparecchio rosso che vende i biglietti a bordo del bus 30 tra Torino e Chieri. E' una novità dell'anno scorso, con un sovrapprezzo si possono fare i biglietti a bordo. Corsa serale verso Torino. Lo prendo da anni 2 o 3 volte al mese, non è mai passato un controllore. E' anche per questo che non mi ero procurato un biglietto, che costerebbe 1 e75, ma comprandone 5 costa 1 e 50. A bordo, invece, 2 e 50. Adesso potrei fare quello che si vanta della propria onestà e dire che alla fine la monetona da 2 euro e quella da 50 cent le ho messe perchè ho pensato a quanto ci rimango poi male quando mi tagliano le linee perchè son "troppo" in passivo. Le monete stavolta le ho messe perchè ho pensato allo sciopero, alla crisi, ai doveri. Ma altre volte, lo confesso, ho pensato che, visto che  non ci sono mai controlli qualche prezioso euro lo posso risparmiare anche io. E non ho pagato Le aziende dei trasporti non possono contare solo sulla buona coscienza degli utenti.Ve lo immaginate se non ci fosse il pedaggio da pagare all'entrata o uscita delle autostrade, ma affidato a rari conttrolli casuali? E voi come vi regolate?


« Torna all'elenco dei post

 

Commenti:

Vincenzo - 26.07.2012 10:07

E' una questione di civiltà e non di "controlli". Se siamo convinti di favorire il trasporto pubblico la condizione fondamentale per la sua gestione "virtuosa" è sostenere le spese di un trasporto efficace ed efficiente. Ovviamente si spera che uomini capaci ed onesti "governino" questo processo per il bene dei cittadini e dei lavoratori che sono impegnati tutti i giorni nel trasporto urbano cittadino ed extraurbano.

Let - 24.07.2012 08:07

Personalmente ho l'abbonamento. Spesso penso che non mi serva nemmeno perché lavorando a casa forse coi biglietti risparmierei. Lo faccio, però, anche per sovvenzionare il trasporto pubblico sebbene le cronache romane raccontino di diverse fini che i soldi farebbero non coerenti con quanto da me sperato. Ho sempre pensato che il trasporto pubblico andasse sovvenzionato. Ma con i tagli alle corse, i disservizi e il prezzo che a Roma è salito del 50%, concordo con chi cede il biglietto quando scende dal bus. Una forma di disobbedienza civile. Anche perché il valore reale del servizio è meno della metà.

Silvana - 20.07.2012 11:07

Di solito pago sempre. Ma da quando la Circumvesuviana è nel caos e mi costringe a impiegare anche 2 o 3 ore per percorrere i 12 km che mi separano dal centro di Napoli, in qualche pur rara occasione ho ceduto alla tentazione di salire e basta (tanto i controlli non ci sono più...). Mi rendo conto che è un paradosso - non pagare proprio nel momento di crisi più grave - ma a volte mi sento parte di quegli italiani costantemente vessati, mai evasori (giustamente!) e progressivamente privati dei servizi minimi.

 

 

Inserisci un commento:

ATTENZIONE: l'inserimento di commenti volgari o offensivi sarà perseguito a norma di legge



(visibile solo all'utente amministratore)


Meno rifiuti 2014

 

Aiutaci a scegliere il titolo del ...

"Diario e concorso delle scuole Primarie di Milan,o impegnate contro lo speco di cibo": è questa, l'iniziativa che stiamo per varare ... Vorremmo dargli un titolo sintetico, che sarà sempre accompagnato dal sottotitolo "Diario etc..". Quale titolo sceglieresti?






» commenti (3)

Corepla CiAl Ricrea Comieco

 

RSS Valido!
Segui Ecodallecitta su Twitter