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GLI ECO-BLOGGER

Paolo Hutter

 

Non c'è controllo: lo faccio o no il biglietto?

pubblicato il 20.07.2012


 

Ho pensato a questo "post" ovvero intervento mentre esitavo con la moneta in mano sulla fenditura dell'apparecchio rosso che vende i biglietti a bordo del bus 30 tra Torino e Chieri. E' una novità dell'anno scorso, con un sovrapprezzo si possono fare i biglietti a bordo. Corsa serale verso Torino. Lo prendo da anni 2 o 3 volte al mese, non è mai passato un controllore. E' anche per questo che non mi ero procurato un biglietto, che costerebbe 1 e75, ma comprandone 5 costa 1 e 50. A bordo, invece, 2 e 50. Adesso potrei fare quello che si vanta della propria onestà e dire che alla fine la monetona da 2 euro e quella da 50 cent le ho messe perchè ho pensato a quanto ci rimango poi male quando mi tagliano le linee perchè son "troppo" in passivo. Le monete stavolta le ho messe perchè ho pensato allo sciopero, alla crisi, ai doveri. Ma altre volte, lo confesso, ho pensato che, visto che  non ci sono mai controlli qualche prezioso euro lo posso risparmiare anche io. E non ho pagato Le aziende dei trasporti non possono contare solo sulla buona coscienza degli utenti.Ve lo immaginate se non ci fosse il pedaggio da pagare all'entrata o uscita delle autostrade, ma affidato a rari conttrolli casuali? E voi come vi regolate?


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Commenti:

Vincenzo - 26.07.2012 10:07

E' una questione di civiltà e non di "controlli". Se siamo convinti di favorire il trasporto pubblico la condizione fondamentale per la sua gestione "virtuosa" è sostenere le spese di un trasporto efficace ed efficiente. Ovviamente si spera che uomini capaci ed onesti "governino" questo processo per il bene dei cittadini e dei lavoratori che sono impegnati tutti i giorni nel trasporto urbano cittadino ed extraurbano.

Let - 24.07.2012 08:07

Personalmente ho l'abbonamento. Spesso penso che non mi serva nemmeno perché lavorando a casa forse coi biglietti risparmierei. Lo faccio, però, anche per sovvenzionare il trasporto pubblico sebbene le cronache romane raccontino di diverse fini che i soldi farebbero non coerenti con quanto da me sperato. Ho sempre pensato che il trasporto pubblico andasse sovvenzionato. Ma con i tagli alle corse, i disservizi e il prezzo che a Roma è salito del 50%, concordo con chi cede il biglietto quando scende dal bus. Una forma di disobbedienza civile. Anche perché il valore reale del servizio è meno della metà.

Silvana - 20.07.2012 11:07

Di solito pago sempre. Ma da quando la Circumvesuviana è nel caos e mi costringe a impiegare anche 2 o 3 ore per percorrere i 12 km che mi separano dal centro di Napoli, in qualche pur rara occasione ho ceduto alla tentazione di salire e basta (tanto i controlli non ci sono più...). Mi rendo conto che è un paradosso - non pagare proprio nel momento di crisi più grave - ma a volte mi sento parte di quegli italiani costantemente vessati, mai evasori (giustamente!) e progressivamente privati dei servizi minimi.

 

 

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