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Bru Diarist

 

Bici sul treno? Su Frecciarossa e Frecciabianca senza l'apposita sacca la tua due ruote rimane a terra

pubblicato il 24.07.2012


 

Oggi ho appurato che quando giri in sella ad una bici non puoi dare nulla per scontato, neppure le cose all’apparenza più banali, come credere che trasportare la tua due ruote su un treno Frecciarossa sia facile quanto farlo su un regionale.

 

È lunedì mattina, devo tornare a Torino da Verona. Fino a Milano viaggerò col solito regionale delle 8 e 40, mentre da Milano a Torino ho deciso di concedermi un gran Frecciarossa. Per me è la prima volta e sono molto curioso. Con la mia amica Fra scherzavamo sulle comodità che avrei trovato a bordo: sedili reclinabili, wi-fi gratuito, quotidiani internazionali, cinema in dolby surround, sigari cubani, carrello con tartine e champagne... Le idiozie si sprecavano. “Per via dell’aria condizionata a palla, io sul Frecciabianca ho patito un freddo del diavolo a giugno! Figurati sul Frecciarossa…portati il montone!” mi diceva ridendo. Quando sabato sera avevo fatto il biglietto, ero ancora indeciso se portare o meno la bici a Torino. Pur credendo che fosse un eccesso di zelo, avevo comunque chiesto alla biglietteria se sul Frecciarossa avrei potuto caricarla senza problemi: “Sì sì, però la deve smontare, perché non si può appendere come sui vecchi treni” fu la risposta della ragazza allo sportello. La mia bici ha ruote flip flop sia davanti che dietro, quindi sono a posto pensai.

 

Lunedì mattina decido di portarla con me. Per il regionale Verona-Milano nessun problema: arrivo in stazione, volo a fare il supplemento bici e dopo averla caricata sul vagone dedicato, mi siedo tranquillo in seconda classe a leggere John Fante. Per il Frecciarossa invece la faccenda si complica subito. Appena sceso a Milano Centrale, mi reco ad uno degli sportelli per l’alta velocità posti a fine binario e chiedo se il supplemento posso farlo da loro senza passare dalle biglietterie generali. La ragazza guarda la mia bici e abbozzando un sorriso mi fa: “Ha la sacca vero?” “Prego?” “La sacca per riporre la bicicletta”. Cado dalle nuvole. “Di che sacca parla mi scusi? Non ne so niente”. “Sulle frecce possiamo caricare le biciclette solo dentro ad una sacca apposita”. Dalle nuvole atterro pesantemente sul binario 9 di Milano Centrale; tento di giustificarmi come un bambino: “Ma la ragazza della biglietteria mi ha detto che basta smontarla” Lei mi guarda compassionevole “Eh… se le hanno detto così hanno sbagliato, noi non possiamo farla salire senza la sacca, perché le bici sulle Frecce vanno nei vestiboli o tra i bagagli e devono essere coperte; non c’è un vagone dedicato” Da bambino mi trasformo in povero sfigatello: “ Non posso smontarla e metterla in un posto dove non disturba nessuno? Sono disposto a tenerla io e viaggiare in piedi.” “Mi dispiace, non possiamo farlo” “Per favore, chiudete un occhio, ho un biglietto non rimborsabile, non posso neppure cambiarlo con un altro”. Le suppliche pietose non servono a nulla “Non so cosa dirle, con la bici così non può salire, mi dispiace”.La vicenda si conclude con un mesto rientro a Torino col primo regionale disponibile e col mio viaggio sul Frecciarossa che rimane un miraggio.

 

Sono stato sprovveduto non c’è che dire, non mi sono informato a dovere e mi sono fidato di un’operatrice forse un po’ distratta. Ma mentre il controllore ci conferma che sulla linea sono possibili dei gran ritardi dovuti ad un incidente – piove sempre sul bagnato – rifletto e penso che sia piuttosto assurdo che un treno che costa tre volte di più rispetto ad un regionale offra, di fatto, un servizio in meno. Che cavolo me ne faccio di arrivare prima se poi per via di una semplice bicicletta sono impossibilitato a viaggiare come vorrei? Sento già arrivare l’obiezione più scontata: quanti siete a viaggiare in bici rispetto alla stragrande maggioranza dei viaggiatori? La mia risposta è che se le cose rimangono così saremo sempre meno e non credo che nella situazione socio economica attuale questo sia negativo solo per gli amanti delle due ruote. E comunque rimane il fatto che i ciclisti non possono sempre essere considerati un impiccio per la gente che viaggia “normalmente”, sia sulle strade che sulle rotaie. Arrivato a Torino però mi viene un dubbio…accendo il pc e vado sul sito delle ferrovie. Alla pagina “In treno con la bici” trovo scritto a chiare lettere: “Su tutti i treni in nazionali è ammesso il trasporto gratuito delle bici nelle apposite sacche. Sui treni EuroStar e AltaVelocità sono ammesse purché la sacca venga collocata nei vani per il trasporto dei bagagli previsti nei vestiboli delle vetture”. Sono un po’ confuso, non so più bene cosa pensare. Sembra che la sacca più economica costi sui 40 euro; se non fosse troppo ingombrante, direi che può essere un compromesso accettabile se veramente permettesse di caricare la bici sui treni sempre gratis. Mi informerò meglio, voglio farmi un'idea più precisa a riguardo.Tuttavia, credo che il buon vecchio vagone biciclette dei nostri regionali scassati sia ancora la soluzione migliore per un cicloviaggiatore.


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Commenti:

Federica - 07.04.2014 11:04

Ciao, grazie alle vostre info sono riuscita a salire sul frecciarossa con la bici. Ho costruito una sacca, ricavandola da un lenzuolo che poi ho colorato, e dentro ci ho messo la mia bici da combattimento, una vecchissima Graziella che per ora non mi ha mai abbandonato!

Umberto - 30.05.2013 17:05

Ti capisco, anch'io dovrò viaggare in un freccia bianca, sto guardando che tipo di sacca usare, nel sito della FIAB ci sono le istruzioni per farsela. Non è difficile e alle ferrovie non interessa se è poco elegante.

Lorifrac - 12.10.2012 01:10

Hey Bruno,
non posso non constatare che tu con le bici porti assai sfiga :P
saluti da Yellowstone!

giova - 01.08.2012 11:08

la sacca deve avere delle caratteristiche precise o una autocostruita con un materiale leggerissimo, che faccia la parte della sacca pur nn essendolo, va bene? così nn ingombrerebbe portarsela dietro! naturalmente concordo con voi sul grado di civilizzazione delle nostre ferrovie ... ma anche su altri temi nn siamo "primi della classe": a Milano non è ancora decollata la raccolta dell'umido, mentre a Merano la si faceva nel 1967! c'è mezzo secolo di differenza! e mi risulta che in diverse città europee si sale in tram e autobus con la bici!
ogni tanto qualche eccezione a discrezione del personale: un capotreno a Trento (andavo a Milano) mi fece salire su un intercity una sera, in considerazione del fatto che avendo perso l'ultimo regionale sarei rimasto fermo fino al giorno dopo ... ma simpatie, atti compassionevoli, volontarismi, familismi e clientelismi sn controproducenti, illudendoci di poter rinunciare a nuove e più moderne regole

Lidia - 25.07.2012 22:07

Purtroppo neanche sugli Intercity si possono caricare le bici e si è costretti a smontarle e riporle nella sacca.
E pure sui regionali, il capotreno può "a discrezione" lasciarti gi

Ilaria - 25.07.2012 21:07

Hai tutta la mia comprensione come viaggiatore, non essendo io una ciclista, neppure di città, ma un' assidua frequentatrice di treni con un passato da pendolare. Nella maggior parte dei miei viaggi ho avuto problemi, sia sui regionali che sui freccia... Sono sempre stata sprovveduta io????

Stefano - 25.07.2012 11:07

Complimenti per il racconto, Bru Diarist. Hai tutta la mia comprensione come viaggiatore ciclista. Hai avuto coraggio, io semplicemente non ci ho mai provato a portare la bici su un Freccia Rossa o Argento perchè sapevo che avrei solo avuto da litigare...
Speriamo che si accorgano col tempo anche di questo anacronismo ...

 

 

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