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GLI ECO BLOGGER

Strisce blu: tra automobilisti, Comuni e mobilità nuova

di Giulio Gonella
del 01 aprile 2014

In questi ultimi giorni di annunci, polemiche e smentite, non è scontato ribadire il ruolo…

Treno perso, poi recuperato, telefono caduto, poi salvato. Rocambolismi

di Paolo Hutter
del 29 marzo 2014

Rocambolesco, conoscete il termine?  Dunque stamane  dovevo prendere  l' 8 e 5…

Pedalare è la risposta

di Giuseppe Piras
del 17 marzo 2014

Ci sono domande che ti spiazzano e anche se la risposta è lampante non è così…

Regno Unito: la Grande Distribuzione taglia le emissioni di Co2 del 25%

di Silvia Ricci
del 14 febbraio 2014

Meno 25% di emissioni di Co2 entro il 2020 come valore assoluto è il nuovo obiettivo per i…

Telelavoro uguale migliore qualità del vivere urbano

di Paolo Piacentini
del 06 febbraio 2014

L'iniziativa del Comune di Milano sul telelavoro o "lavoro agile" come è sta…

Neve e pedali: "Che faccio, lascio?"

di Bru Diarist
del 31 gennaio 2014

La neve che sta imbiancando alcune città del nord Italia in questi giorni della merla del …

C’è un mondo al di là delle Alpi

di Gabriele Del Carlo
del 28 gennaio 2014

Benvenuti a tutti in questa nuova pagina. Su questo blog non tratteremo molto di cosa si fa e…

"Cartesio? Neanche ricordo l’ultima volta che sono passati!”

di Lorenzo Fracastoro
del 17 gennaio 2014

Oggi, mentre sfrecciavo in bici davanti alla copisteria di Via Guastalla angolo Via Artisti,…

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GLI ECO-BLOGGER

bicisnob

 

Perché le quattro ruote hanno avuto ragione dei quadrupedi?

pubblicato il 03.07.2012


 

L’industria delle carrozze è stata particolarmente florida, in Europa e in America, fino alla fine del XIX secolo. Poi è comparsa l’automobile. Perché le quattro ruote hanno avuto ragione dei quadrupedi? Non per via dell’affidabilità del mezzo (il cavallo si può azzoppare, ma i motori possono grippare), non per ragioni ambientali (i tubi di scappamento rappresentano un problema almeno analogo a quello che avrebbe prodotto un’ipotetica cavallizzazione di massa col suo maleodorante strascico di “scarichi” fecali), non per calcolo economico (le carrozze erano veicoli per ricchi, le prime automobili anche).

A determinare il successo dei cavalli meccanici è stata la velocità, l’opportunità di poter coprire distanze più lunghe in minor tempo. Che fossero ronzini o stalloni, poco importava: erano lenti. E sono stati mandati in pensione. Oggi quella stessa lentezza, nelle aree urbane, colpisce le automobili che viaggiano a una velocità media che non supera mai i 20-25 chilometri orari. E’ arrivato il momento di pensionare le automobili. E chi, tra gli amministratori pubblici, pensa che non sia possibile, farebbe bene ad andare in pensione.


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Minori incassi dalla sosta. Perchè?

Da Torino a Messina, passando per Milano e Bologna. Negli ultimi anni i bilanci comunali hanno visto entrare sempre meno incassi dalle strisce blu, con cali progressivi fino a 8-9 punti percentuali sull’anno precedente




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