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Alessandria: raccolta differenziata a passo di gambero con il ritorno ai cassonetti su strada

 

 

Nota dell'ex assessore provinciale all'Ambiente Renzo Penna sul calo delle percentuali di raccolta differenziata ad Alessandria: "Con l'abbandono della raccolta porta a porta Alessandria tornerà ad essere in coda tra i capoluoghi della regione". Un riconoscimento al nostro notiziario: "Per essere informati che la raccolta differenziata è diminuita del 5% nel 2009 si è dovuta attendere la rivista online Eco dalle Città"

 

lunedì 05 luglio 2010 12:49

 

Alessandria: raccolta differenziata a passo di gambero con il ritorno ai cassonetti su strada
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Renzo Penna*

Per essere informati che la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani della città di Alessandria è diminuita del 5% nel 2009 - passando dal 51 al 46% - si è dovuta attendere la rivista online “Eco dalle città”. Che ha evidenziato come l’unica città italiana che con Alessandria accusa un calo della RD è Napoli. Mentre, in generale, la raccolta differenziata cresce. Un altro elemento che, nei rifiuti, accomuna il capoluogo alessandrino alla Campania si ritrova nella comune volontà di peggiorare la situazione. In Campania ai comuni che sono stati, nonostante tutto, virtuosi nella differenziata si chiede di passare la gestione ad altre strutture dimostratesi scarsamente efficienti e poco affidabili. Suscitando la giusta protesta dei sindaci. Ad Alessandria nei quartieri che sono risultati tra i migliori nella raccolta differenziata - Orti, Galimberti e Borsalino - dove si sono toccate punte del 67% e una percentuale media del 63, si elimina un sistema serio di raccolta, quella domiciliare, che ha dimostrato di funzionare ed è, soprattutto, stato bene accolto dai cittadini. E si riportano i cassonetti sulle strade tornando all’indietro, come i gamberi. Da noi, almeno per ora, nessuno protesta in maniera decisa. Si “borbotta” e si subisce il ritorno al vecchio sistema. Frutto di incultura ed illogica arroganza. Come per il ritorno delle auto nel centro si cerca il consenso dei cittadini vellicandone le abitudini e i vizi peggiori. La deresponsabilizzazione verso la cosa pubblica, la libertà ad uso personale, il far prevalere l’egoismo dell’oggi a scapito di una migliore qualità della vita per le future generazioni. In questo contesto il direttore dell’Amiu, su mandato dell’Amministrazione Comunale di Alessandria, si assume la responsabilità di smantellare la raccolta domiciliare e di ridimensionare in quantità e qualità la differenziata e il recupero dei materiali. Contro ogni logica, l’indirizzo univoco di esperti e studiosi della materia e contro qualsiasi idea di efficienza. Mentre tutte le altre città si muovono in direzione opposta, si rimettono fuori i contenitori, aumentando l’ingombro del suolo pubblico e peggiorando pulizia e igiene della città. Tornano le “isole” ad essere il luogo dove abbandonare i rifiuti ingombranti e a depositare l’immondizia per terra. Com’era nel passato e come sta già avvenendo dove - Spinetta Marengo e la Frascetta - il porta-a-porta è stato eliminato o, nei sobborghi, dove non è mai partito. Quello che i responsabili del sistema non dicono, ma che non ha bisogno di una grande capacità di previsione per essere svelato, è che la raccolta differenziata in questi primi mesi del 2010 è in caduta libera ed è scesa ben al di sotto del 46%. Mentre la normativa italiana, definita sia dai governi di centro destra che da quelli di centro sinistra, prescrive per la raccolta differenziata l’obiettivo del 60% al 2011 e del 65% al 2012. Ricordo che l’obbligo del 2009 era di “almeno” il 50 per cento. Le persone con cui parlo e che sul tema mi chiedono lumi avvertono, correttamente, il cambiamento in atto come un abbandono della raccolta differenziata. E al direttore dell’Amiu vorrei dire che se i cittadini considerano un errore la rimessa sulle strade dei cassonetti, non si tratta di “resistenza al cambiamento”, come egli sostiene, ma, più semplicemente, di una sconsolata presa d’atto dell’abbandono di una modalità per differenziare e valorizzare i rifiuti che ha dimostrato di funzionare. In una realtà come il comune di Alessandria, fatto di molti sobborghi e la popolazione distribuita su un’area vasta, il netto miglioramento della differenziata - passata dal 30 a oltre il 50% dal 2005 al 2008 - è stato reso possibile dalla raccolta a domicilio che ha responsabilizzato sia gli addetti che i cittadini. Un impegno intenso durato tre anni. Con il venir meno di questo servizio si avrà una caduta percentuale e un peggioramento qualitativo della raccolta molto più rapido. E Alessandria, nella differenziazione dei rifiuti, tornerà ad essere in coda tra i capoluoghi della regione Piemonte. Come tutti gli studi e le esperienze dimostrano in maniera inequivoca sono la modalità e l’efficienza del servizio che permettono alte percentuali di RD. Mentre i cassonetti sulla strada la disincentivano e la peggiorano. In questo settore gli spot televisivi, come i generici richiami ad una “maggiore educazione” servono a poco.

*Assessore provinciale all’Ambiente di Alessandria dal 2004 al 2008


 

 


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