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Sostenibilità > Agenda 21

Ecosistema urbano 2010: vince Belluno, Catania ultima. Peggiorano tutte le grandi città ad eccezione di Torino


 

Presentata a Firenze l'edizione 2010 della ricerca realizzata annualmente da Legambiente e Ambiente Italia su dati 2009 o 2008. Belluno torna prima in graduatoria dopo due anni, seguita da Verbania e Parma. In coda, invece, Catania e Palermo. Male in generale il sud, a parte alcune significative eccezioni come Avellino e Salerno. In picchiata le città con oltre 500mila abitanti, tranne Torino (74ima invece che 77ima, supera Roma che scende al 75, Milano è 63ima)

 

lunedì 18 ottobre 2010 09:37

 

Ecosistema urbano 2010: vince Belluno, Catania ultima. Peggiorano tutte le grandi città ad eccezione di Torino
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Lo stato ambientale delle città italiane è sempre più allarmante. È questo il dato principale che emerge dal rapporto 2010 di Ecosistema Urbano, presentato a Firenze nel corso di un convegno che ha visto la partecipazione, tra gli altri, di  Matteo Renzi, Flavio Tosi e Michele Emiliano, rispettivamente sindaci di Firenze, Verona e Bari, Emanuele Burgin, presidente del Coordinamento delle Agende 21 locali, Roberto Della Seta, della commissione Ambiente del Senato e Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente. La ricerca, giunta alla sua 17ima edizione, è stata realizzata come di consueto da Legambiente e dall'Istituto di ricerche Ambiente Italia, in collaborazione con il Sole 24 Ore, e rivela che, con l'unica eccezione di Torino, tutti i centri urbani italiani con più di mezzo milione di abitanti vedono peggiorare il loro stato di salute. Milano, ad esempio, peggiora in tutti gli indici della qualità dell'aria e in particolare per le concentrazioni di ozono (60 giorni di superamento, erano 41 lo scorso anno). Non va meglio a Napoli e Palermo, ancora alle prese con il problema dei rifiuti abbandonati nelle strade, mentre a Roma i cittadini fanno i conti col problema atavico del traffico, con centro e periferie invase dalle auto private. Sul fronte delle città virtuose, invece, spiccano Belluno, Verbania e Parma, seguite da Trento, Bolzano e Siena, La Spezia, Pordenone, Bologna e, a chiudere la top ten, Livorno. Ancora evidente, fatte salve poche ma confortanti eccezioni, il gap tra Nord e Sud, con il fondo della graduatoria occupato quasi esclusivamente da città del Mezzogiorno (tra gli ultimi venti comuni, solo la ligure Imperia (93) rimane a rappresentare il settentrione)e in particolar modo delle città siciliane. Male anche Calabria, Campania, Sardegna e Puglia. Le laziali Viterbo (84), Frosinone (94) e Latina (100) e la toscana Pistoia (85) compongono la rappresentanza in coda del centro del Paese. Palermo è 101, poi c'è la calabrese Crotone (102) e ultima è Catania (103).

In caduta libera i grandi centri, eccetto Torino (74): Genova, 32 (era 22 nella scorsa edizione); Milano, 63 (ma 46 lo scorso anno); Roma, 75 (era 62); Napoli, 96 (era 89); Palermo, 101 (90 nella scorsa edizione). La flessione è dovuta a performance non esaltanti in alcuni dei settori chiave del rapporto, come ad esempio la qualità dell'aria, dove Milano peggiora in tutti e tre gli indici, e dove Palermo, Napoli e Roma non brillano. Oppure nel trasporto pubblico, dove Palermo arretra con evidenza nei passeggeri trasportati, crollando dai 110 viaggi per abitante all'anno della passata edizione agli attuali 44 appena, e Napoli e Genova peggiorano di poco. O, ancora nella percentuale di rifiuti raccolti in maniera differenziata dove Roma resta immobile ad appena il 19,5% e Palermo addirittura scende ad un ridicolo 3,9% (era il 4,3% nella scorsa edizione). Resiste - ma nella parte più bassa della classifica -solo Torino, che è 74ima (era 77ima lo scorso anno), proprio perché migliora di poco nelle medie del Pm10 e soprattutto dell'ozono dove dimezza i giorni di superamento della soglia, scendendo a 36 giorni contro i 74 dello scorso anno, come risale, di poco, anche nei settori del trasporto pubblico, dei consumi idrici e dei rifiuti, sia nella produzione che nella raccolta differenziata, dove arriva al 42%.

Nel complesso, restano al palo le isole pedonali, le zone a traffico limitato e il verde, si conferma scarsamente utilizzato il trasporto pubblico, mentre crescono le immatricolazioni di automobili, molto probabilmente frutto dell'ennesima rottamazione promossa dal Governo. «La vera emergenza nelle nostre città - ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza - è rappresentata spesso dalla scarsa lungimiranza, dalla mancanza di coraggio e di modernità da parte di chi le governa. Perché se è vero che lo Stato investe pochissimo nelle infrastrutture per il trasporto pubblico urbano, questo non può diventare l'alibi per l'immobilismo delle grandi città che oggi invece potrebbero rappresentare il fulcro del cambiamento, approntando da subito interventi sostanziosi quasi a costo zero». Se le grandi aree metropolitane sono in picchiata, i miglioramenti più eclatanti riguardano capoluoghi più piccoli: Oristano (22ima, era 74ima lo scorso anno), Avellino (29ima, era addirittura 80ima), Sondrio (35ima, era 73ima), Isernia (52, era 95ima nella passata edizione) e Pordenone, che scalando 29 posti entra nella top ten (è ottava, era 37ima lo scorso anno). Sorprende quest'anno, in positivo, la presenza tra i primi quaranta capoluoghi di ben 5 città meridionali (erano 4, ma tra i primi 42 lo scorso), due delle quali campane. Ancora più eclatante è il fatto che la conferma di Salerno (19ª, era 34ª nella passata edizione) e la comparsa di Avellino (29ª, 80ª lo scorso anno) avviene principalmente per un impressionante balzo in avanti nei numeri della raccolta differenziata dei rifiuti, messo insieme a performance complessivamente buone.

In testa alla classifica, Belluno, che era seconda lo scorso anno e prima due e tre edizioni or sono del rapporto, si conferma vincitrice per un trend complessivamente buono, conquistando un solo primato assoluto nella produzione di rifiuti che scende di poco, e riconfermando i buoni dati relativi alla qualità dell'aria, nella percentuale raccolta differenziata, nel calo nella produzione complessiva di rifiuti, nel numero dei passeggeri trasportati dal trasporto pubblico (dai 77 viaggi per abitante all'anno della passata edizione agli attuali 91). Seconda è Verbania, terza è Parma che conferma ancora il suo stazionamento tra le prime (era quinta due anni or sono e ancora terza lo scorso anno). correndo la classifica, ecco la vera sorpresa entrata di prepotenza nella top ten: Pordenone. Il capoluogo friulano, arriva all'ottavo posto dalla 37ima posizione dello scorso anno. Il suo prepotente avanzamento è dovuto a miglioramenti significativi in settori chiave di Ecosistema Urbano: qualità dell'aria (in tutti e tre gli inquinanti monitorati); rifiuti, diminuendo la produzione complessiva e agganciando il primato assoluto nella percentuale di rifiuti raccolti in maniera differenziata con il 76,3% (era appena il 44,4% lo scorso anno), energie rinnovabili.

Sul fronte opposto della classifica, Palermo passa dal novantesimo posto dello scorso anno al terzultimo, scendendo di ben undici posizioni (peggiorano le medie di No2 e Pm10, cresce la produzione di rifiuti pro capite e scende ancora la già risibile percentuale di rifiuti raccolti in modo differenziato, ora ferma al 3,9%). Va ancora peggio a Catania, maglia nera con il suo 130imo posto in graduatoria. Era 94ima tre edizioni or sono, 101ima due anni fa e già ultima lo scorso anno. Molte le cause del tracollo: una qualità dell'aria non ottimale, perdite della rete idrica che arrivano al 50%, alti consumi idrici pro capite, una depurazione che copre poco più del 20% dell'utenza, un trasporto pubblico scarsamente utilizzato, sempre più auto in circolazione, una elevata produzione di rifiuti, una percentuale ridicola di raccolta differenziata, pochissimi centimetri di suolo urbano destinati a pedoni, ciclisti e ztl e meno di 5 metri quadri di verde per ogni abitante (sono 4,79 mq/abitante). In controtendenza solo i dati relativo ai metri quadrati di solare termico installati su edifici comunali ogni 1.000 abitanti, indice nel quale Catania anche quest'anno si conferma quinta assoluta con 4,77 metri quadrati installati ogni 1.000 abitanti.


Centotré capoluoghi sotto la lente verde - da Il Sole 24 Ore del 18.10.2010

Grandi città in crisi sul fronte ambientale. Belluno rinconquista il primato - da Il Sole 24 Ore del 18.10.2010


 

 


La sintesi del rapporto [0,10 MB]

Ecosistema Urbano 2010 - Legambiente e Ambiente Italia


 

La classifica completa [0,11 MB]

Ecosistema Urbano 2010 - Legambiente e Ambiente Italia


 

 


Notizie correlate


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