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Sostenibilità > Coltivare la città

Roma, sempre più numerosi gli orti urbani. Ora servono regole chiare


 

Sono ormai un centinaio, in diversi quartieri della capitale, le aree verdi abbandonate prese in gestione da associazioni e famiglie e trasformate in orti urbani, parchi pubblici e spazi per bambini. Le hanno censite il Comune di Roma e la società di urbanistica Studiouap. La speranza è che anche in Italia si arrivi presto a regole certe per affidare ai cittadini le aree pubbliche abbandonate, come già accade in altre realtà europee

 

lunedì 15 novembre 2010 15:32

 

Roma, sempre più numerosi gli orti urbani. Ora servono regole chiare
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Vecchi parchi abbandonati, giardini degradati e infestati dalle erbacce: sono oltre 100 le aree verdi che a Roma sono state recuperate da cittadini e associazioni per essere trasformate in orti urbani condivisi, oppure in spazi pubblici di gioco e di ritrovo. Un censimento del Comune di Roma ne aveva individuate 65, mentre altre 50 sono state inserite dalla società di architettura e urbanistica Studiouap nella mappa “Zappata romana”, disponibile online.

Esempi sono ormai presenti in ogni parte della capitale: a San Lorenzo un piccolo appezzamento privato è stato trasformato da tre associazioni in un'area pubblica con parco giochi, e orto urbano; alla Garbatella, i cittadini coltivano degli orti collettivi in un'area vicina alla sede della Regione Lazio, ma altri parchi urbani e piccoli orti comunitari sono stati realizzati anche a Centocelle, sull'Ardeatina e nella zone del Forte Prenestino, dove un'area verde che si trovava in stato di abbandono è stata riqualificata grazie al contributo del Centro anziani, dell'Associazione Tandereig che lavora con gli adolescenti e del Centro sociale “Forte Prenestino”. Nell'ex parco abbandonato ora esistono un orto didattico, un'area gioco e uno spazio destinato alla messa in scena di spettacoli.

Roma sembra dunque finalmente avviata a seguire l'esempio di altre grandi città europee, come Parigi, dove esistono regole precise e universali per l'affidamento di aree abbandonate ad associazioni e comitati civici. Il Comune ha infatti stipulato una convenzione con le associazioni, per concedere loro in uso i terreni inutilizzati per sei anni. È sempre il Comune che fornisce l'acqua per l'irrigazione e il terriccio vegetale necessario per mettere a dimora le colture, mentre i cittadini garantiscono l'apertura del giardino per almeno due mezze giornate alla settimana e l'ospitalità di iniziative pubbliche. Un esempio che si spera venga presto seguito anche dalle città italiane.


 

 


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