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Rifiuti > Raccolta differenziata

Cambiano i contributi ambientali Conai sugli imballaggi in legno


 

Dal primo gennaio 2009, in contemporanea con le variazioni sugli imballi in plastica, il Contributo Ambientale Conai per il legno passa da 4 a 8 euro per tonnellata

 

lunedì 24 novembre 2008 12:58

 

Dal primo gennaio 2009 cambia il Contributo Ambientale sugli imballaggi in legno: il contributo, rimasto costante per il quadriennio 2005/2008, passerà dagli attuali 4 euro a 8 euro alla tonnellata. Il Consiglio di amministrazione Conai ha deliberato la variazione nel giugno scorso su richiesta di Rilegno, il consorzio nazionale che si occupa di raccolta, il recupero e il riciclaggio degli imballaggi di legno.
L’aumento del contributo a carico degli utilizzatori di imballaggi in legno in Italia, che, per quel che riguarda la materia prima legno era il più basso d’Europa e rimarrà uno dei più bassi a livello europeo, si è reso necessario per garantire anche in futuro i risultati raggiunti da Rilegno sull’intero territorio nazionale, assicurando allo stesso tempo l'equilibrio economico del Consorzio. Se il contributo fosse rimasto inalterato, si sarebbe andati incontro ad una situazione di forte disequilibrio del sistema.

Crescono i costi, diminuiscono i ricavi

I costi di gestione del sistema sono infatti aumentati notevolmente, seguendo il trend di crescita della quantità di rifiuti in legno raccolta (da 218.9899 tonnellate nel 2001 a 1.814.940 nel 2007, + 720% in 7 anni) che ha richiesto un sostegno economico sempre più grande da parte di Rilegno.
In particolare, l’aumento della raccolta nelle regioni del Sud ha fatto lievitare i costi di trasporto, per portare i rifiuti di legno verso degli impianti di riciclaggio, che per la maggior parte si trova nell’area della Pianura Padana. D’altro canto, nell’ultimo periodo sono diminuiti i ricavi per Rilegno: nell’ultimo anno, il mutato atteggiamento delle condizioni del ritiro del materiale legnoso da parte delle aziende riciclatrici che producono agglomerati lignei si è tradotto infatti in una revisione del valore di mercato della materia prima seconda, con inevitabili ripercussioni anche sul bilancio consortile.
Per questo, si è reso necessario ristabilire l’equilibrio economico e finanziario del Consorzio aumentando il contributo ambientale, al fine di mantenere il livello di recupero attualmente raggiunto e valorizzare ulteriormente il sistema di raccolta e ritiro garantito dal network di piattaforme consortili.
Rilegno sta valutando e analizzando eventuali altre soluzioni di recupero alternative al riciclo a pannello, che comunque rimane, anche a livello normativo, la migliore destinazione possibile per il rifiuto proveniente dagli imballaggi di legno.

RILEGNO: chi è e cosa fa

Rilegno è il Consorzio Nazionale per la raccolta, il recupero e il riciclo dei rifiuti di imballaggio di legno (pallet, cassette per l’ortofrutta, imballaggi industriali). Aderente a Conai - Consorzio Nazionale Imballaggi, Rilegno ha il compito di raggiungere gli obiettivi fissati per legge per il recupero complessivo degli imballaggi legnosi.
Inoltre, grazie agli accordi stretti con ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), con Federambiente e con Fise Assoambiente, Rilegno coordina anche la raccolta di altri rifiuti in legno provenienti dal circuito cittadino (porte, infissi, mobili…).

Rilegno firma convenzioni con Comuni, aziende, soggetti pubblici e privati per organizzare il recupero del legno in maniera capillare sul territorio nazionale. Con oltre 2.300 consorziati, tra produttori di imballaggi di legno, importatori di materiale legnoso, imprese che riciclano il legno, Rilegno “salva” il legno e lo avvia al riciclo, impedendo che ogni anno oltre 1.600.000 tonnellate di rifiuti di legno finiscano in discarica: è così che il legno si trasforma da rifiuto in risorsa.

I rifiuti legnosi vengono raccolti presso piattaforme convenzionate per il conferimento (oltre 350 in tutta Italia). Le aziende che utilizzano imballaggi in legno, i Comuni e le imprese che raccolgono rifiuti ingombranti di legno conferiscono i rifiuti presso le piattaforme, che a loro volta garantiscono l’avvio al riciclo grazie al coordinamento di Rilegno. I rifiuti, ridotti di volume, vengono trasportati alle industrie del riciclo, dove il legno, pulito e ridotto in piccole schegge, diventa rinnovata materia prima per il circuito produttivo industriale (base per semilavorati dell’industria del mobile, pasta cellulosica per cartiere, blocchi di legno – cemento per il settore edile). Una percentuale del legno recuperato viene anche avviato a termovalorizzazione.

Nel 2007

2.860.000 tonnellate di imballaggi di legno immessi al consumo
1.814.940 tonnellate di legno avviate a recupero da Rilegno
Di queste, 960.205 tonnellate di imballaggi di legno
1.739.205 tonnellate di imballaggi di legno complessivamente recuperati in Italia
+ 12,4% rispetto all’anno precedente
359 piattaforme convenzionate, a copertura di tutte le regioni
39.124.150 abitanti serviti in Italia nel 2007,
quasi il 67% della popolazione nazionale
4.474 i Comuni serviti
2.304 i consorziati Rilegno
528.000 tonnellate di rifiuti legnosi raccolti in Lombardia;
nel Nord Italia: 1.242.466 tonnellate.
al Centro, 409.731 tonnellate;
al Sud 162.743 tonnellate.

+ 720% in 7 anni: la crescita della raccolta di rifiuti di legno dal 2000 ad oggi


 

 

Minori incassi dalla sosta. Perchè?

Da Torino a Messina, passando per Milano e Bologna. Negli ultimi anni i bilanci comunali hanno visto entrare sempre meno incassi dalle strisce blu, con cali progressivi fino a 8-9 punti percentuali sull’anno precedente




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