Secondarie > Mobilità

Viva la neve

 

 

 

mercoledì 07 gennaio 2009 18:10

 

Paolo Hutter

Dal primo pomeriggio la neve è diventata bagnata, quindi più scomoda e meno suggestiva. Ma ciò non toglie che quello che ci sta circondando sia un grande evento meteorologico, un grande spettacolo, anche se ovviamente anche un grande disagio. E’ una nevicata di quelle sempre più rare, ed è un peccato che molti non riescano a godersela perché hanno perso il senso del rapporto con la natura, e quindi pretendono che tutto funzioni normalmente, e si rovinano l’umore prendendosela con chissà chi, con gli spalatori, con gli autisti, con i comuni. Ma non c’è servizio né amministrazione per quanto solerti che possano risolvere più di 30 centimetri di neve che cadono in poche ore su una città italiana. L’importante è che nessuno si faccia male, che funzionino ambulanze e ospedali. Tutto il resto deve e può venire dopo. Anzi: solo se si dichiara apertamente che una nevicata così eccezionale comporta uno stato di semi-vacanza si possono ridurre i disagi.

E’ una lezione che mi è rimasta impressa dalle grandi nevicate del 1985 e 1987, quando solo dopo giorni di inutili sforzi a mantenere i ritmi della produttività metropolitana ci si convinse che i cittadini andavano invitati a collaborare, non illusi da promesse di artificiale abolizione della neve.

Al di là dei regolamenti, che stabiliscono la responsabilità dei condominii e dei commercianti sui marciapiedi, dovrebbe essere evidente che quando la nevicata è enorme o i cittadini collaborano spalando o, più saggiamente, fanno meglio a godersi la neve, la quale comunque – siamo in Italia – non durerà molto.

Non so se siano di più i cittadini arrabbiati e preoccupati per i disagi o quelli incuriositi e divertiti: ne ho visti molti in giro a fare fotografie, ma tutto sommato pochi ad accorgersi di quel vero e proprio capolavoro spontaneo che sono le decorazioni della neve sulle statue.. Mediamente mi sembra comunque che ci sia stata più contemplazione e meno nevrosi di vent’anni fa: ha giocato a favore della saggezza anche il fatto di essere a ridosso del giorno festivo della Befana, quindi ancora senza un rientro pieno. Ho testimonianze dirette di come si siano dannati inutilmente l’anima i più colpiti dai ritardi causati dalla neve, ovvero i rientranti dalla Malpensa che tra aerei e successivi treni hanno accumulato fino a venti ore di ritardo. Quei pochi che l’han presa con filosofia fotografando la Padania imbiancata se la son passata meglio. Certo, ci vorrebbe una qualche sensata regolamentazione di chi paga le ore di lavoro che si perdono rinunciando agli spostamenti lunghi e medi per le strade innevate: attualmente ci rimettono i dipendenti, a meno che non riescano a mettersi in malattia, o viceversa che riescano a complessare il datore di lavoro.

Ma visto che la cosa accade comunque, che lo si voglia o no, tanto vale prevederla con una specie di fondo “grandi nevicate” da dividersi in parti uguali. Non si rischia che succeda spesso, purtroppo (il riscaldamento è globale.) E le scuole potrebbero invece restare aperte per chi vuole e può vivere collettivamente una esperienza invernale che una volta era molto più frequente. Senza obbligo di frequenza, ma senza neanche obbligo di chiusura. Resta la fetta di popolazione crescente degli anziani. Tendenzialmente sono i più malmostosi, i più inclini ad andare in ansia. Ma cerchiamo di aiutarli a sentirsi invece più giovani, a ricordare quando l’inverno anche a Torino e Carmagnola era spesso bianco e, come mi ha raccontato mio padre ieri, capitava di scendere con gli sci dal Monte dei Cappuccini. Un mondo più sano, quello che vogliamo salvare.


 

 


 

compraverde

Le tariffe biorarie ti cambiano qualcosa?

Per milioni di italiani con questa estate è iniziata la diffrenza: si paga un po' di più per i comsumi elettrici 8-19 feriali e un po' meno per 19-8 e fine settimana




Conai

Comieco

Sunny Car

RSS Valido!