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Riqualificazione energetica in edilizia sociale, l'esperienza di Torino


 

Eco dalle Città a colloquio con il presidente dell'Agenzia territoriale per la casa della provincia di Torino, che racconta i progetti di riqualificazione energetica già realizzati e quelli in corso di attuazione nel capoluogo piemontese

 

di Silvana Santo
mercoledì 12 ottobre 2011 16:46

 

Riqualificazione energetica in edilizia sociale, l'esperienza di Torino
clicca sull'immagine per ingrandire

L'Atc è l'Agenzia territoriale per la casa della provincia di Torino e ha in gestione diverse strutture destinate all'edilizia popolare. Eco dalle città ha intervistato il presidente Elvi Rossi a proposito dei progetti di riqualificazione energetica realizzati (o programmati) sugli edifici amministrati dall'Atc.


In materia di riqualificazione energetica, presidente, quali iniziative sono state realizzate nelle strutture gestite dall'Agenzia?
L’Atc di Torino è probabilmente uno degli enti di edilizia pubblica in Italia ad aver investito di più sulla riqualificazione energetica dei suoi edifici. Tra i tanti interventi realizzati, segnalo ad esempio l'installazione di due caldaie a biomasse, una a Vinovo (alimentata a cippato) e l'altra a Chivasso, a pellet. Due centrali a cogenerazione sono invece in esercizio a via Arquata e a Spina 3.

Prevalentemente interventi di sostituzione delle caldaie, dunque...
Non solo. In via Arquata, dove gestiamo un insediamento di edilizia popolare degli anni ’20, sono stati eseguiti due notevoli interventi: il Contratto di quartiere e Polycity. Il primo progetto ha permesso di realizzare una rete di teleriscaldamento di quartiere che serve buona parte degli edifici del quartiere di via Arquata. Grazie a Polycity, iniziativa coordinata dall’Università di Stoccarda e finanziata dall’Unione Europea, sono inoltre stati installati impianti fotovoltaici che alimentano anche la vicina sede di Atc. Il progetto ha permesso anche di sostituire circa 500 infissi con serramenti a taglio termico e vetri basso emissivi.

Avete in cantiere altre iniziative analoghe?
Nell'ambito dei Programmi operativi regionali finanziati dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Por/Fesr), Atc ha progettato 7 interventi di riqualificazione energetica che riguarderanno circa 2mila alloggi. Due interventi partiranno nel 2012, mentre per gli altri, in parte si è in attesa dell’approvazione Regionale che contribuisce al finanziamento, e in parte si attende di concludere la fase progettuale. Il costo complessivo previsto per gli interventi è di circa 30 milioni di euro.

Dal punto di vista economico e ambientale, la ristrutturazione energetica degli edifici già esistenti è sempre più vantaggiosa rispetto alla costruzione ex novo?
Prima di tutto, occorre sottolineare che lo spazio a disposizione per costruire non è infinito, e questo spesso già rappresenta di per sé un motivo per cui preferire la ristrutturazione. In qualche caso, come ad esempio nell’area della fonderia ex-Nebiolo di corso Novara a Torino, può essere invece preferibile edificare da zero. In questa ex area industriale di 6mila metri quadrati, dismessa alla fine degli anni ’70 e oggetto di una riqualificazione da parte del Comune di Torino, Atc ha progettato e ha portato a termine la costruzione di un edificio di edilizia sociale di 160 alloggi, finanziato dalla Regione Piemonte. L’intervento è caratterizzato da un sistema di contabilizzazione sia dell’acqua che del calore, con lettura via radio, ed è stato realizzato un sistema di produzione dell’acqua calda centralizzato, integrato da pannelli solari.

Dal punto di vista strettamente sociale, che valenza hanno progetti di questo tipo?
Sul piano sociale, iniziative come queste permettono di aiutare fasce deboli della popolazione per far fronte alla voce più costosa del loro budget familiare, imparando a consumare meno energia. Grazie al recupero del costruito esistente, inoltre, la riqualificazione ha un altro importante beneficio: permette di non sradicare da un contesto urbano persone che magari hanno vissuto per tutta la vita nello stesso quartiere, di cui conoscono la storia, con cui si identificano e dove hanno costruito una, forse l’unica, rete di relazioni sociali.

Quali sono, su scala internazionale, le città che prendete a modello in materia di riqualificazione dell'edilizia esistente?
Sicuramente Amsterdam. Ma anche Saragozza e Parigi, che ha affrontato un imponente lavoro di riqualificazione delle sue banlieue.


 

 


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