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Crisi economica o crisi ambientale?


 

Quali sono i punti di contatto tra crisi economica, cambiamenti climatici e sviluppo sostenibile? Come si stà muovendo il nostro Paese rispetto a quelli della Comunità Europea e, specialmente, rispetto all’“uragano” Obama? Facciamo il punto con l’On. Margiotta, Vicepresidente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, ed autore di un recente intervenuto in aula sulla cosiddetta mozione “Realacci” - da rinnovabili.it

 

mercoledì 11 febbraio 2009 10:45

 

Onorevole Margiotta, come giudica alcuni atteggiamenti della nostra politica secondo i quali la crisi economica ha esigenze prioritarie tali da relegare la lotta ai cambiamenti climatici in fondo alla scala gerarchica dei nostri obiettivi?
E’ un grave errore, che purtroppo aleggia in taluni ragionamenti, e per certi versi ha caratterizzato anche il recente atteggiamento del Governo italiano in sede Ue. E’ vero in realtà il contrario, come affermato meglio di tutti da Al Gore, premio Nobel: i medesimi provvedimenti da assumere per combattere i mutamenti climatici sono in grado contemporaneamente di fornire un contributo decisivo per fronteggiare la drammatica crisi che coinvolge il pianeta.

Quali sono le principali caratteristiche che l’emergente green economy sta rappresentando in tutto il pianeta?
Quello che colpisce di più è l’uguale consapevolezza che hanno leader progressisti (Obama, Gordon Brown, Tony Blair) e moderati (Merkel, Sarkozy): attraverso la green economy si creano posti di lavoro e si determina sviluppo. Per fare solo due esempi: Obama punta a far nascere 5 milioni di nuovi occupati negli USA nei prossimi anni; Merkel ha valutato in 1,8 milioni di posti di lavoro il contributo dell’industria ambientale e delle rinnovabili alla economia tedesca.

Lei, Onorevole Margiotta, è Vicepresidente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati. Che ruolo hanno i lavori della sua Commissione su queste tematiche ed in che modo possono incidere concretamente sulle future politiche ambientali del nostro Paese?
Il Parlamento legifera, e la VIII Commissione, oltreché di territorio e lavori pubblici, si occupa principalmente di ambiente. Nella scorsa legislatura la Presidenza Realacci aveva dato grande smalto ed autorevolezza ad i nostri lavori, nonostante le carenze della iniziativa di governo del Ministro. Nella presente, con il Presidente Alessandri, che pure ha la mia stima e lavora bene, abbiamo ancora qualche difficoltà nel confronto con il governo e con il Ministro Prestigiacomo. In ogni caso, su tutti i provvedimenti facciamo sentire la nostra voce, in particolare noi del PD, all’opposizione.Crisi economica o crisi ambientale?

Le grandi democrazie europee, dalla Germania, alla Francia, all’Inghilterra, indipendentemente dalla collocazione politica dei governi, stanno seguendo gli indirizzi della UE muovendosi nella medesima direzione: individuare nel new deal ecologico lo strumento per fronteggiare la drammatica crisi economica. E in Italia?
In Italia siamo ancora fermi, siamo ai primi passi. Finora non abbiamo riscontrato importanti iniziative in tale direzione, ed anzi qualche volta si è andati in senso opposto (si pensi all’eliminazione dell’obbligo dei certificati di efficienza energetica per le compravendite di nuovi appartamenti, o al rischio, scongiurato anche grazie al PD, di eliminazione persino retroattiva dei contributi 55% per le ristrutturazioni). E’ per questo che abbiamo presentato la mozione: speriamo di poter ottenere la approvazione della stessa, ed un impegno unitario del Parlamento, e del Governo, su questi temi.


 

 

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