FAIL (the browser should render some flash content, not this).

GLI ECO BLOGGER

A furia di combattere lo spreco di cibo...storia di una brioche

di Sobria Martinez
del 25 settembre 2014

Chi ha lasciato una brioche al cioccolato  integra  giovedi mattina 25 settembre alla s…

Come riduco l'uso dei rasoietti usa e getta

di Paolo Hutter
del 19 settembre 2014

Salve.  Nell'avvicinarsi della Settimana Europea della Riduzione  dei Rifiuti, …

Il mio viaggio sulla Brebemi deserta

di Michele Merola
del 11 settembre 2014

Tornando dalle vacanze dal Nord-est ho voluto percorrere la Brebemi: è stato solo qualche …

Plastica, la riciclabilità si valuta con RecyClass

di Silvia Ricci
del 09 settembre 2014

Evitare che le materie plastiche non siano altro che rifiuti conviene, ed è ormai necessar…

Terra dei Paduli

di Gabriele Del Carlo
del 05 settembre 2014

Campagne dove un tempo sorgevano lussureggianti foreste di querce e lecci, oggi ospitano ulivi se…

Una notizia buona e una cattiva

di Giuseppe Piras
del 30 luglio 2014

I giornali riportano una notizia buona e una cattiva. La notizia cattiva è che il Mini…

La raccolta differenziata non è (solo) un affare per specialisti

di Antonio Castagna
del 22 luglio 2014

Venerdì 18 luglio ho presentato il mio libro "Tutto è monnezza" a Barrier…

Le recensioni di Cinemambiente: Nella terra dei fuochi

di Eco Spettatore
del 07 giugno 2014

di Angela Conversano “Terra dei fuochi” è l'espressione che risalta ne…

Le recensioni di Cinemambiente: Endless Roads

di Eco Spettatore
del 07 giugno 2014

di Angela Conversano Endless Roads è la storia della tenacia di una donna che vive a Zhe…

Leggi tutti i post

Conai. Da cosa rinasce cosa

 

Rifiuti > Riduzione

Sacchetti, le nuove regole: passo avanti o altra confusione?


 

Nuovi spessori, nuova distinzione a seconda del manico e ulteriore requisito per i sacchetti non compostabili per essere commercializzati: dovranno contenere il 10 o il 30% di plastica riciclata a seconda dell’uso finale. Commentiamo il testo assieme a Maurizio Paratore, vicepresidente di Apibags, Gruppo nazionale produttori borse in plastica riutilizzabili e riciclabili

 

di Elena Donà
giovedě 23 febbraio 2012 20:03

 

Sacchetti, le nuove regole: passo avanti o altra confusione?
clicca sull'immagine per ingrandire

Il Senato ha approvato le nuove norme per la commercializzazione dei sacchetti, e ci sono delle novità: i sacchetti non compostabili (ai sensi della Uni En 13432) vengono divisi in due categorie, a maniglia esterna e a maniglia interna (cioè a fagiolo, usati per merci di piccole dimensioni o peso leggero). I primi dovranno avere uno spessore minimo di 200 micron se destinati al trasporto di alimenti e di 100 micron per tutto il resto. Gli altri, quelli a fagiolo, potranno essere prodotti con uno spessore minimo inferiore: 100 micron per uso alimentare e 60 micron per le altre merci. Per i sacchetti non compostabili, c’è ora un ulteriore requisito da rispettare oltre allo spessore (NB: “oltre” e non “oppure”): dovranno essere prodotti utilizzando almeno il 30% di plastica riciclata se destinati a contenere alimenti e il 10% se dovranno contenere altri prodotti. Cerchiamo di capire insieme cosa succederà ascoltando diversi punti di vista. Cominciamo da Maurizio Paratore, vicepresidente di Apibags, Gruppo nazionale produttori borse in plastica riutilizzabili e riciclabili.

Cominciamo da un commento a caldo sulle nuove norme. Sono buone notizie o no per i piccoli produttori?

Siamo moderatamente soddisfatti. L’inserimento del nuovo limite dei 60 micron per i sacchettini da boutique è una finestra fondamentale per noi, perché permette alle aziende più piccole di poter ancora lavorare almeno in questo settore specifico di mercato. Come ho già detto più volte, 100 micron è una soglia fuori portata per i piccoli produttori: i costi sono troppo alti. Dal mio punto di vista poi, non c’era alcun bisogno di imporre un limite così alto: è tutta plastica sprecata. Sessanta micron forse riequilibreranno un po’ il mercato.

Parliamo invece del comma 3, che prevede un obbligo ulteriore per i sacchi in plastica non compostabile: una percentuale obbligatoria di plastica riciclata nell’impasto. Ci aveva già accennato al fatto che reperire il materiale riciclato per le piccole aziende non è sempre facile...

Purtroppo è vero. Basta pensare che si usa plastica vergine anche per produrre i sacchi della spazzatura… Ma non solo: la plastica seconda vita va benissimo per realizzare manufatti più spessi, magari stampati e colorati, perché la colorazione della plastica riciclata non influisce sulla qualità del prodotto finale. Se parliamo di una busta da boutique il discorso cambia… il materiale che si recupera dalla filiera del riciclo della plastica è inservibile per questo scopo.

Ora la partita passa alla Camera: cosa chiedete ai deputati?
Partiamo dal presupposto che se gli spessori limite si abbassassero ancora un po’ noi certo non protesteremmo. Quello che vorremmo come Apibags è una marcia indietro su questo 10%. Ma soprattutto che la Camera faccia chiarezza su un problema di cui si è parlato solo ai tempi dell’entrata in vigore del bando e che poi sembra scomparso dalle agende: le scorte. Non tanto quelle dei produttori, ma quelle dei commercianti. Si potranno ancora vendere o distribuire gratuitamente dopo luglio? Si potrebbe pensare che la scadenza luglio 2012 sia già una concessione ma non è così: cinque mesi per esaurire le scorte sono un tempo ragionevole per i grandi distributori, ma non per i piccoli esercizi e le boutique, non hanno certo uno smercio paragonabile. E infatti è proprio questo che ci chiedono: e noi di queste buste ora cosa ne facciamo?

Leggi anche:

Decreto sacchetti, parla Apibags: “Finiremo solo per consumare più plastica”


 

 

 

 

Inserisci un commento:

ATTENZIONE: l'inserimento di commenti volgari o offensivi sarà perseguito a norma di legge



(visibile solo all'utente amministratore)


Bioplastica Mater-Bi

 

Meno rifiuti 2014

 


Conai

 

CiAl Corepla Ricrea Comieco

 

RSS Valido!
Segui Ecodallecitta su Twitter