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Rinnovabili e burden sharing. Fari puntati sulle Regioni


 

A breve sarà pubblicato in Gazzetta il decreto sul Burden Sharing che definisce gli obiettivi per le Regioni sulle rinnovabili elettriche e termiche al 2020. Un passo importante e vincolante per le Regioni che richiederà la revisione dei Piani energetico-ambientali. Prima però servono i decreti attuativi sugli incentivi alle rinnovabili, in ritardo da 5 mesi - da QualEnergia del 29.02.2012

 

mercoledì 29 febbraio 2012 12:42

 

di Gianni Silvestrini

E’ in via di pubblicazione in Gazzetta il decreto Burden Sharing che definisce gli obiettivi per le Regioni sulle rinnovabili elettriche e termiche al 2020 e che, indirettamente, stimola gli interventi di efficienza energetica necessari per rispettare le percentuali verdi. Si tratta di uno strumento molto importante che consentirà alle Regioni di scegliere le tecnologie su cui puntare e gli strumenti da mettere a disposizione, in sinergia con le incentivazioni nazionali, per far crescere il contributo delle rinnovabili.

Il primo passaggio consisterà nella revisione, entro la fine di giugno, dei Piani energetico-ambientali in modo da definire un percorso che garantisca il rispetto degli obiettivi che, lo ricordiamo, sono legalmente vincolanti. Una scadenza in verità molto ambiziosa. Ci riuscirà la Provincia Autonoma di Trento che, anticipando i tempi, sta già redigendo il nuovo Piano. Sarebbe comunque importante che la revisione avvenisse entro la fine dell’anno.

Anche ai fini di queste elaborazioni, urge la firma dei nuovi decreti governativi sugli incentivi alle rinnovabili (sono già 5 i mesi di ritardo!).

Vista la rapidissima crescita delle rinnovabili elettriche (con un incremento di oltre il 50% tra il 2008 e il 2012) e l’eccezionale exploit del fotovoltaico, che raggiungerà valori almeno tripli rispetto agli 8 GW previsti dal PAN (Piano di Azione Nazionale per le rinnovabili) senza godere di incentivi nella seconda parte del decennio, l’attenzione delle Regioni si dovrà concentrare sulle rinnovabili termiche. Pensiamo, ad esempio, che nel nostro paese viene utilizzato solo un quarto dell’accrescimento annuo boschivo, mentre in Germania e Austria l’impiego arriva al 65%. Una risorsa preziosa da utilizzare.

Infine, un’osservazione. Mentre i valori di riferimento per la produzione elettrica verde sono accurati, lo stesso non si può dire per la parte termica. I numeri appaiano in alcuni casi, specie per le biomasse, molto distanti dalla realtà. Per questo motivo è in corso un progressivo affinamento dei dati. La banca dati Simeri (Sistema Italiano Monitoraggio Energie Rinnovabili) renderà progressivamente più affidabili queste stime e consentirà di arrivare, in alcuni casi, anche ad una revisione dei valori del Burden Sharing.

L’importante comunque è mettersi al lavoro. Fari puntati sulle Regioni!


 

 

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