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Acqua > Bene Comune

Comitato “Acqua Bene Comune” comuni e associazioni per la riduzione delle tariffe


 

Con la vittoria del 2° quesito referendario del 12 giugno 2011, è stata abrogata la norma che prevedere la “remunerazione del capitale”, dunque, dal 21 luglio 2011, l’Acquedotto Pugliese non ha più alcun titolo per esigere l’importo della tariffa corrispondente alla remunerazione del capitale investito pari cioè al 7% della bolletta dell’acqua. Indetto un sit-in di protesta

 

di Giuseppe Miccoli
venerdì 23 marzo 2012 17:16

 

Comitato “Acqua Bene Comune” comuni e associazioni per la riduzione delle tariffe
clicca sull'immagine per ingrandire

La sentenza della Consulta del 22 marzo non ferma il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” – Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua (referenti professoressa Cervo e per la città di Bari Federico Cuscito) e richiede alla presidenza dell’Acquedotto Pugliese che venga rispettato il principio secondo il quale non si devono fare profitti nella gestione dell’acqua. Infatti, con la vittoria del 2° quesito referendario del 12 giugno 2011, è stata abrogata la norma che prevedere la “remunerazione del capitale” (pari al 7% delle nostre bollette).

Nella giornata di mobilitazione e sensibilizzazione sulla campagna di “Obbedienza Civile – Il mio voto va rispettato”, alla quale hanno preso parte formalmente i comuni di Bari (Antonella Rinella, capo gabinetto del comune), Villa Castelli (assessore Rocco Alò), Modugno, Giovinazzo (assessore Maria Restivo), Cisternino (assessore Mimmo Carrieri), Laterza, Grumo Appula, Binetto, Lequile, Altamura (Gianfranco Pallotta), Mola di Bari, e le associazioni dei consumatori (Movimento Consumatori (referente Fabio Mastrolilli), Unione Nazionale Consumatori, Adiconsum, Unicons (referente Fracensco Saverio del Buono), Confconsumatori, Movimento Difesa Cittadino, Lega Consumatori, e Federconsumatori(Marcello Santoro), il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” ha fatto pervenire alla presidenza dell’Acquedotto Pugliese mille lettere di reclamo in quanto, dal 21 luglio 2011, tale società (pubblica o privata che sia) non ha più alcun titolo per esigere l’importo della tariffa corrispondente alla remunerazione del capitale investito (pari al 7,49% per l’anno 2011 ed al 8,28% per l’anno 2012).

Cosa accadrà in futuro? I comuni - hanno fatto sapere i loro delegati ufficiali durante il sit in di protesta - metteranno a disposizione i propri URP (ufficio relazione per il pubblico) dei cittadini affinchè questi possano compilare il modulo di reclamo. Modulo che sarà inviato al gestore e all’ATO competente quali provvederanno alla decurtazione dalle relative bollette del servizio idrico, della componente “remunerazione capitali investito”. Inoltre contestualmente sarà richiesto il rimborso della percentuale eventualmente già versata per i periodi successivi al 20 luglio 2011.


 

 


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