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Rifiuti > Inceneritori e Impianti

Inceneritore di Parma. La preoccupazione di Iren, l'alternativa 5 stelle


 

Sul destino dell'inceneritore di Parma in costruzione incombe la volontà del neosindaco di Parma, Federico Pizzarotti, deciso a bloccare l'impianto. L'ad di Iren, Roberto Garbati: "Siamo preoccupati". Il movimento 5 Stelle di Parma: "L'alternativa esiste"

 

giovedě 31 maggio 2012 09:40

 

Inceneritore di Parma. La preoccupazione di Iren, l'alternativa 5 stelle
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In un'intervista al quotidiano La Stampa l'amministratore delegato di Iren, Roberto Garbati, ha espresso la preoccupazione della multiutility sull'intenzione del neosindaco 5 stelle di Parma, Federico Pizzarotti, di bloccare l'inceneritore in costruzione. «Siamo preoccupati - ha dichiarato l'ad di Iren - ma se si guarda la questione in modo razionale e a quali strumenti possono essere messi in atto per tornare indietro allora posso dire che non siamo allarmati. Ci sono autorizzazioni finali che spettano al Comune e altre alla Provincia: in queste valutazioni si analizzeranno anche le altre questioni in gioco, non solo lo smaltimento dei rifiuti ma anche il progetto di realizzare una rete di teleriscaldamento. Senza dimenticare il rischio di perdere dei posti di lavoro. Portare i rifiuti nei paesi del Nord per farli bruciare a caro prezzo non è economicamente vantaggioso».

L'alternativa del Movimento 5 Stelle di Parma
Il Movimento 5 stelle di Parma ha risposto alle dichiarazioni di Garbati, affermando che "l'alternativa esiste". E la spiega in cinque punti:

"1) Esiste un piano alternativo all'inceneritore di Uguzzolo. Un piano di riconversione industriale con proposte studiate con tecnici di settore come il dottor Enzo Favoino che ha contribuito a redigere il piano della vicina provincia di Reggio Emilia. Il piano alternativo, già più volte presentato in occasioni pubbliche, dall'associazione Corretta Gestione Rifiuti di Parma, prevede riduzione rifiuti, implemento della raccolta differenziata porta a porta, costruzione di centri riciclo, selezione, compostaggio, trattamento meccanico biologico e linea d'estrusione per parte dei residui plastici. Se in provincia di Reggio Emilia un piano analogo ha portato a contabilizzare 28.000 tonnellate annue da portare a smaltimento, per la provincia di Parma tale piano studiato dal dottor Favoino ed altri tecnici prevede, visto il minor numero di rifiuti prodotto nella nostra provincia un ammontare massimo di 16.000 tonnellate annue. Quantità esigua di rifiuti che rende l'inceneritore una scelta economicamente svantaggiosa, mentre questa quantità è facilmente gestibile con accordi su vasta scala anche regionali. Ricordiamo che il piano Iren Spa punta a bruciare 130.000 tonnellate
annue di rifiuti ad Uguzzolo. In provincia di Reggio Emilia con un analogo piano non si è costruito l'inceneritore.

2) La soluzione alternativa, che è reale e costruita in anni di confronto con tecnici, permette di salvaguardare l'immagine dell'industria agroalimentare parmigiana e delle nostre eccellenze nel Mondo, ad esempio il Parmigiano Reggiano. Anche la rete internazionale Slow Food si è detta contraria alla realizzazione in questa area. Inoltre con la proposta alternativa si creerebbero molti più posti di lavoro rispetto alla costruzione e gestione di un inutile inceneritore che per un trentennio dovrà essere alimentato annualmente da 130.000 tonnellate di rifiuti.

3) La "soluzione olandese" non è una soluzione definitiva, ma esclusivamente una ipotesi ponte prima della riconversione industriale dell'area. Tale ipotesi "ponte" temporanea, verrebbe confrontata sul libero mercato con altri prezzi di smaltimento.

4) Ricordiamo infine che la Federazione dei Medici dell'Emilia Romagna ancora nel dicembre 2011 ha richiesto una moratoria sulla costruzione di nuovi inceneritori nella nostra Regione e la stessa linea d'indirizzo viene dalle conclusioni dello studio Moniter della Regione Emilia Romagna.

5) Parma sede dell'Authority Alimentare Europea intende seguire le linee d'indirizzo del Parlamento Europeo che in data 20 aprile 2012 ha indicato alla Commissione di emanare direttive che prevedono "il divieto di incenerimento di qualsiasi rifiuti riciclabile e compostabile". Ricordiamo che Iren Spa vuole bruciare nel forno di Uguzzolo materiali riciclabili come diversi tipi di plastiche (oggi tutte recuperabili) e compostabili (come 20.000 tonnellate di fanghi di depurazione). Come è già stato fatto in passato, tutta la cittadinanza verrà nuovamente messa a conoscenza del piano alternativo con campagne di informazione".

“L’inceneritore di Parma? Il Comune non decide da solo” - da La Stampa del 28.05.2012


 

 


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