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Energia e Clima > Rinnovabili
Quinto conto energia, Giordano (Conferenza Regioni): «Non accolte le tutte le nostre richieste»
Il coordinatore delle Regioni nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni riconosce che il testo del provvedimento è stato in parte modificato secondo le indicazioni degli enti locali, ma contesta il taglio degli incentivi
martedì 10 luglio 2012 13:09
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«Riconosciamo lo sforzo dei ministeri nel migliorare il testo dei decreti, in particolare quello del Quinto conto energia, ma evidenziamo che il nuovo testo appare profondamente modificato e non sempre in accoglimento delle osservazioni regionali». È questo il primo commento dell’assessore allo Sviluppo economico ed Energia della Regione Piemonte, Massimo Giordano, all’atto della firma dei due decreti ministeriali relativi all’incentivazione delle fonti rinnovabili nel nostro Paese, firmati dai ministri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente venerdì e pubblicati ieri dalla Gazzetta ufficiale.
Giordano, che è anche il coordinatore delle Regioni nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni in materia di ambiente ed energia, sottolinea che «la materia ha un'importanza basilare, non solo per i risvolti relativi alla produzione di energia da fonti rinnovabili e al conseguimento degli obiettivi europei di riduzione dei fattori di dipendenza dai combustibili fossili, ma anche rispetto alle tematiche ambientali - la riduzione dei fattori di cambio climatico legati alle emissioni di CO2 - e a quelle agricole, per un minore impatto ed uso di risorse».
«Siamo soddisfatti - prosegue l’assessore - per quanto riguarda l'introduzione della semplificazione delle procedure per l’iscrizione ai registri, finalizzata a ridurre al massimo gli oneri e gli adempimenti da parte degli investitori e per la maggior attenzione rivolta agli impianti in cui il proponente è un ente pubblico. Inoltre valutiamo positivamente il tentativo di introduzione di norme di salvaguardia sugli investimenti già avviati. Ma non comprendiamo perché, in un momento importante per le scelte energetiche del Paese e per la diffusione di energia pulita e rinnovabile, si debba ulteriormente ridurre il livello degli incentivi. Ci sembra un controsenso che freni sia in direzione dello sviluppo dell’uso delle fonti, sia di quello della green economy».
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