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Efficienza energetica, primi passi verso l'approvazione della nuova direttiva
La commissione Energia dell'Europarlamento ha approvato il testo provvisorio della nuova norma. Il voto arriva dopo mesi di negoziati e interventi correttivi sulla bozza. A settembre la votazione in seduta plenaria, poi il parere del Consiglio
venerdì 13 luglio 2012 12:57
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La commissione Energia del Parlamento europeo ha approvato, con 42 voti favorevoli, nessun contrario e 2 astenuti, il testo provvisorio della nuova direttiva in materia di efficienza energetica. Sul provvedimento era già stato aggiunto un accordo di massima tra Commissione, Europarlamento e Consiglio nelle scorse settimane. «La nuova direttiva – ha commentato Claude Turmes, il deputato dei Verdi che ha condotto i negoziati per l'Europarlamento - servirà a colmare il gap dell'Ue rispetto al suo impegno di tagliare i consumi di energia del 20% per il 2020». Più volte, infatti, la Commissione Ue ha lanciato l'allarme sulle politiche comunitarie in materia di efficienza, inadeguate a raggiungere il target al 2020, che comunque non è legalmente vincolante.
Oltre a un programma obbligatorio per la riqualificazione energetica degli edifici pubblici, la direttiva prevede un calo progressivo della vendita di energia da parte delle aziende fornitrici. Fra le altre misure previste, l'obbligo per le grandi aziende di sottoporsi ad una valutazione sui consumi energetici da parte di terzi, mentre, per quanto riguarda gli obiettivi nazionali di riduzione dei consumi, ogni Stato membro dovrà presentare a Bruxelles un piano triennale (nel 2014, 2017 e 2020) con i propri impegni e le modalità scelte per attuarli.
Non è stato possibile, infatti, lasciare che fosse l'Ue a stabilire il target di ciascun Paese, anche a causa della strenua opposizione di diversi Governi nazionali. Il voto favorevole della commissione Energia, infatti, giunge dopo molti mesi di trattative tra le diverse istituzioni comunitarie e diversi interventi correttivi sul testo iniziale proposto dalla Commissione. Ora occorrerà attendere l'esito della votazione in seduta plenaria di settembre, nonché il successivo pronunciamento del Consiglio Ue.
Turmes, comunque, è consapevole che la definitiva approvazione della direttiva sarebbe solo uno dei passi necessari nella direzione dell'efficienza energetica: «Per riempire questa lacuna deve essere fatto ancora molto – ha dichiarato - Raggiungere il nostro obiettivo ha senso, non solo per migliorare la nostra sicurezza energetica e i target climatici, ma anche sul fronte economico, perché può stimolare l’attività il mercato e creare milioni di posti di lavoro, mentre riduce le bollette energetiche per le imprese e le famiglie e la nostra dipendenza dalle importazioni di energia».
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