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Compostaggio di vicinato: primo impianto inaugurato a Sant'Antonino di Susa


 

Taglio del nastro per la prima delle tre compostiere collettive finanziate dalla Provincia di Torino: dopo Sant'Antonino sarà la volta di Barone Canavese e Collegno. L’assessore all'Ambiente della Provincia Roberto Ronco: “In questo modo si abbattono i costi di trasporto e di conferimento dei rifiuti, e si riducono le emissioni di CO2 in atmosfera”. Foto e videointerviste

 

di Federico Vozza
venerdì 27 luglio 2012 10:16

 

Compostaggio di vicinato: primo impianto inaugurato a Sant'Antonino di Susa
clicca sull'immagine per ingrandire

L'organico, si sa, costituisce la parte più consistente dei rifiuti domestici. Partendo da questo dato e dal costo che ne deriva sul fronte dello smaltimento, la Provincia di Torino ha promosso nei mesi scorsi un bando rivolto ai Comuni per promuovere la pratica del compostaggio collettivo di vicinato, soluzione che si colloca a metà tra il compostaggio domestico e il trattamento nei grandi impianti. Ad aggiudicarsi i 60 mila euro complessivi messi a disposizione dall'Ente sono stati Sant'Antonino di Susa, Barone Canavese e Collegno, che hanno scelto di aggiungere alle azioni già messe in campo sul fronte della riduzione dei rifiuti l'installazione sul proprio territorio di una compostiera semiautomatica. La prima ad essere stata inaugurata è la compostiera di via Superga a Sant'Antonino di Susa: servirà 86 famiglie residenti nel borgo, trattando in loco i loro rifiuti organici, che non dovranno quindi più essere trasportati all’impianto di compostaggio in quanto saranno i cittadini stessi a portarli nella compostiera. “I benefici saranno di natura sia economica sia ambientale -ha commentato l’assessore all'Ambiente della Provincia Roberto Ronco-. In questo modo si abbattono i costi di trasporto e di conferimento dei rifiuti, e si riducono le emissioni di CO2 in atmosfera”.

La compostiera, con un trattamento di tipo aerobico, potrà trasformare in compost fino a 20 tonnellate di materiale all’anno tra scarti di cucina, residui di fiori e piante e sfalci provenienti dai giardini. L'impianto è costituito da una trinciatrice che sminuzza il materiale in ingresso, una miscelatrice che garantisce un’adeguata aerazione e un dosatore automatico per inserire quando necessario la giusta quantità di materiale legnoso sminuzzato o di pellet. Ogni ciclo di trattamento ha una durata compresa tra i 40 e i 60 giorni. Della struttura -inaugurata alla presenza del sindaco e consigliere provinciale Antonio Ferrentino e della Commissione Ambiente del Consiglio provinciale- sono stati sottolineati sia i positivi risvolti ambientali ed economici, ma anche l'aspetto socializzante. Non a caso lo slogan scelto per informare i cittadini coinvolti dalla sperimentazione è "Insieme è meglio".
“Il compost prodotto sarà distribuito gratuitamente in primo luogo agli abitanti che si servono della compostiera -ha spiegato il sindaco Antonio Ferrentino-. Il rimanente sarà utilizzato dal Comune come terriccio per i lavori di giardinaggio”. Prodotta dalla ditta svedese Jora Ab, il macchinario è alloggiato in una struttura in legno appositamente realizzata, e la manutenzione e lo svuotamento sono a cura dell’ACSEL, l’azienda che gestisce il servizio di raccolta rifiuti in Val di Susa.

Intervista all'assessore all'Ambiente della Provincia di Torino Roberto Ronco


Intervista al sindaco del Comune di Sant'Antonino di Susa Antonio Ferrentino


 

 


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» Compostaggio collettivo: pubblicati i vincitori del bando provinciale


 


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