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Il Consiglio di Stato ha fatto il suo lavoro, ora il Tar Lombardia dovrà tenerne conto


 

EdC intervista telefonicamente l’avv. Marcello Adriano Mazzola, specialista in diritto amministrativo e ambientale e membro del Comitato direttivo della Rivista Giuridica dell’Ambiente di Giuffrè, che entra nei meandri del diritto amministrativo per spiegare come il Consiglio di Stato possa avere “bocciato” il provvedimento Area C del Comune di Milano (la delibera di Giunta n. 795139 del 4/11/2011 qui pubblicata)

 

di Stefano D'Adda
sabato 28 luglio 2012 12:15

 

Avvocato Mazzola, può spiegarci meglio la motivazione dell’ordinanza del Consiglio di Stato - CdS -(qui pubblicata) che ha sospeso Area C?

Le ordinanze del CdS sono sempre provvedimenti cautelari adottati, come dice il preambolo della motivazione, dopo un “sommario esame” del ricorso, perché funzione del CdS, in quanto giudice di appello amministrativo, è innanzitutto ravvisare un’illegittimità giuridica e rinviare la decisione nel merito al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) competente.
Sono due gli aspetti evidenziati dal CdS rispetto al provvedimento del TAR Lombardia appellato e che aveva dato torto al ricorrente autorimessa Mediolanum Parking (Ordinanza Cautelare N. 00606 del 30/4/2012 qui pubblicata): 1) la carenza di potere che inficerebbe il provvedimento Area C – qui c’è il fumus boni iuris (“parvenza di buon diritto”) dell’appellante – ossia il fatto che il Comune lo abbia adottato come decisione di Giunta e non di Consiglio. In più la motivazione “le previsioni pianificatore generali appaiono da tempo scadute”, ossia il fatto che il Comune non avesse alle spalle un PGTU (Piano Generale del Traffico Urbano) aggiornato, fa sempre parte della sospetta illegittimità del provvedimento;
2) l'evidente lesione economica che secondo il CdS l’appellante ha dimostrato, probabilmente producendo documenti a prova del calo di fatturato subito da quando è nata Area C.
In sostanza il CdS ha stabilito: “nel merito di questo provvedimento potrebbero esserci dei problemi e quindi lo sospendiamo. Il TAR riesami la situazione e tenga conto dei profili ravvisati”.

Avvocato, come mai questa decisione è arrivata come un fulmine a ciel sereno il 24 luglio, senza che nessuno ne parlasse o in qualche modo se l’aspettasse?

Contro Area C sono stati fatti decine e decine di ricorsi e tutti respinti dal TAR, qualcuno è finito anche al secondo grado del Consiglio di Stato, ognuno con la propria strategia processuale e bisogna dire che nel caso della Mediolanum Parking il loro avvocato Federico Tedeschini evidentemente è riuscito a fare considerare al CdS elementi che altri ricorsi non contenevano. In sostanza questo ricorso “ha sfondato” un muro che sinora era stato impenetrabile.

Il CdS ha fatto il proprio lavoro, non è andato oltre le proprie competenze? Ai cittadini sembra abnorme che per difendere un interesse singolo si blocchi un provvedimento di interesse generale …

Il CdS ha fatto il proprio lavoro perché suo compito è rilevare profili di potenziale illegittimità dell’esercizio del potere pubblico. Bisogna capire che davanti la Giustizia Amministrativa ci sono comunque sempre due Parti; nella fattispecie una era il Comune, indubbiamente portatore di un interesse assai più generale di quello dell’autorimessa Mediolanum Parking, tuttavia il CdS ha dato ragione all’appellante e al suo interesse rappresentato.
Certo che, ampliando il discorso, questa temporanea vittoria dell’interesse singolo di un’autorimessa contro un provvedimento di limitazione del traffico e contrasto dello smog di portata generale, rischia di amplificare il cosiddetto effetto NIMBY (Not In My Back Yard, lett. "Non nel mio cortile") che si riscontra nelle proteste o ricorsi contro opere di interesse pubblico che possano avere effetti negativi su territori o interessi di singoli…. Ai cittadini questa decisione può apparire grottesca e in effetti riguarda un aspetto interessante e dibattuto del diritto amministrativo: può un interesse collettivo come quello alla salute (tra i presupposti di Area C) essere bilanciabile con l’interesse singolo al guadagno di un’autorimessa? La giustizia ordinaria in questi casi valuta il bilanciamento dell’interesse maggiore da tutelare, ma la giustizia amministrativa, che considera innanzitutto la legittimità dei provvedimenti, può imporre degli stop che al cittadino possono sembrare grotteschi.

Cosa potrà fare il TAR Lombardia ora e quali sono i tempi?

Il TAR dovrà riesaminare la questione alla luce del provvedimento del CdS. Approfondirla ed eventualmente motivarla diversamente, ma dovrà tenere conto dei profili ravvisati. Giuridicamente ora non ci sono termini prefissati perché è il Comune che dovrà attivarsi per chiedere la fissazione al TAR di una nuova udienza sul merito che, stante l’urgenza e importanza della questione, se richiesta verrà fissata in tempi brevi.

L'ordinanza del TAR Lombardia del 30/4/2012 che aveva respinto in primo grado il ricorso di Mediolanum Parking


 

 


 

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