FAIL (the browser should render some flash content, not this).

GLI ECO BLOGGER

Come riduco l'uso dei rasoietti usa e getta

di Paolo Hutter
del 19 settembre 2014

Salve.  Nell'avvicinarsi della Settimana Europea della Riduzione  dei Rifiuti, …

Il mio viaggio sulla Brebemi deserta

di Michele Merola
del 11 settembre 2014

Tornando dalle vacanze dal Nord-est ho voluto percorrere la Brebemi: è stato solo qualche …

Plastica, la riciclabilità si valuta con RecyClass

di Silvia Ricci
del 09 settembre 2014

Evitare che le materie plastiche non siano altro che rifiuti conviene, ed è ormai necessar…

Terra dei Paduli

di Gabriele Del Carlo
del 05 settembre 2014

Campagne dove un tempo sorgevano lussureggianti foreste di querce e lecci, oggi ospitano ulivi se…

Una notizia buona e una cattiva

di Giuseppe Piras
del 30 luglio 2014

I giornali riportano una notizia buona e una cattiva. La notizia cattiva è che il Mini…

La raccolta differenziata non è (solo) un affare per specialisti

di Antonio Castagna
del 22 luglio 2014

Venerdì 18 luglio ho presentato il mio libro "Tutto è monnezza" a Barrier…

Le recensioni di Cinemambiente: Nella terra dei fuochi

di Eco Spettatore
del 07 giugno 2014

di Angela Conversano “Terra dei fuochi” è l'espressione che risalta ne…

Le recensioni di Cinemambiente: Endless Roads

di Eco Spettatore
del 07 giugno 2014

di Angela Conversano Endless Roads è la storia della tenacia di una donna che vive a Zhe…

Recensioni di Cinemambiente: Divide in Concorde. ( Divieto alle bottiglie in plastica per l'acqua)

di Eco Spettatore
del 03 giugno 2014

di  Paolo Hutter     Se guardi "Divide in Concorde" hai l'imp…

Leggi tutti i post

Conai. Da cosa rinasce cosa Smart Puglia 2014

 

Letti per voi > Sostenibilità

Sull'oasi in Darsena decidano i milanesi


 

di Paolo Hutter, Repubblica ed Eco dalle Città, 6 agosto 2012

 

lunedì 06 agosto 2012 10:12

 

Sull'oasi in Darsena decidano i milanesi
clicca sull'immagine per ingrandire

Nel cuore della Darsena, in un punto chiave della città e delle trasformazioni previste per l’Expo, c’è una inedita risorsa naturale, un cantiere –evento spontaneo, un prezioso bene comune che nessuno aveva programmato e neanche immaginato: una sorta di oasi di vegetazione spontanea e uccelli (ma non solo) selvatici, sorta grazie alla interruzione dei lavori per quello che avrebbe dovuto diventare il parcheggio sotterraneo.
Non solo arbusti, piante e fiori, ma persino alberi che in pochi anni hanno superato i 5 metri.

Non si è ancora capito bene chi come quando e in che sede deciderà il destino di questa oasi, ma il Comune ed Expo 2015 dovrebbero rendersi conto che ormai questa sorta di boschetto lacustre è un pezzo della storia recente della città, ed è amato da molti cittadini vecchi e nuovi. Soprattutto da quelli nuovi, che non hanno nostalgia per il ricordo di una grande Darsena specchio d’acqua tutto portuale in mezzo al cemento della città, e che apprezzano il gioco dell’avifauna tra bosco e canneto, anche se ci sarebbe bisogno di un po’ di pulizia e di manutenzione. Ma non sarebbe difficile, volendo, con costi minimi e un po’ di volontariato, gestire l’area in modo che sia all’altezza della quantità di gente che passa e si ferma, e dell’importanza del luogo.

Quello dell’oasi della Darsena è un caso esemplare, quasi da studiare, di un nuovo bene comune sotto gli occhi di tutti, visto con favore da molti – penso dalla maggioranza – ma del quale nessuno si occupa. La Milano che vuole verde e alimentare l’Expo 2015 non dovrebbe – io direi addirittura non può – in nome di un astratto e improbabile “dover essere” di navigabilità far fuori una curiosa ricchezza naturale come questa oasi.

E’ impensabile che possa anche solo essere ridimensionata senza una discussione pubblica preventiva e una qualche forma di consultazione democratica. Il referendum in proposito non era stato abbastanza preciso anche se parlando di Darsena quale “porto delle città e area ecologica” aveva indicato di salvaguardare il verde spontaneo. Non è detto che la scelta debba essere drastica. Recentemente le architette Alessandra Mauri e Francesca Oggionni hanno elaborato un semplice progetto che consente di salvaguardare una parte dell’oasi pur facendo tornare a Darsena portuale gran parte dell’area. “Tutto ciò è assolutamente fattibile e a costi modesti: la darsena è vuota, le piante già ci sono, si tratta di definire il perimetro e collocarvi attorno un primo muretto e poi pietre che argineranno l'acqua fino ad una certa altezza.” Si tratterebbe di un’isola, per esempio di 80-100 metri di lunghezza di fronte alla sponda, per una decina di metri di larghezza.

A mio parere sarebbe meglio salvaguardarla tutta, ma c’è la possibilità tecnica di un compromesso, e la necessità democratica che la scelta sia partecipata. Intanto però, l’oasi dev’esser mantenuta. E se l’autunno scorso un’apertura dalla Conca del Naviglio aveva rischiato di annegare gli alberi, adesso la minaccia è la siccità, perché tutti i flussi d’acqua sono stati bloccati. Non si sa da chi e se per qualche scopo. Allora l’assessore Maran era intervenuto personalmente per salvare l’oasi, si spera che succeda


 

 


Notizie correlate


» Milano, Darsena Pioniera: proviamo a spostare l’oasi?


» Salvare l'oasi della Darsena. La nostra intervista a Mauro Belardi (WWF) | Video


 

Bioplastica Mater-Bi Amsa

 

cariplo ok

 

Meno rifiuti 2014

 

Aiutaci a scegliere il titolo del ...

"Diario e concorso delle scuole Primarie di Milano impegnate contro lo speco di cibo": è questa, l'iniziativa che stiamo per varare. Vorremmo darle un titolo sintetico, che sarà sempre accompagnato da un sottotitolo esplicativo. Quale titolo sceglieresti?






» commenti (3)

Conai

 

Corepla Comieco CiAl Ricrea

 

RSS Valido!
Segui Ecodallecitta su Twitter