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Smog > Taranto

Legambiente: “Il tribunale conferma la gravità della situazione"


 

Ilva, Riesame conferma sequestro impianto. Fondamentale la nuova Aia. Sono 26 i punti sostanziali e irrinunciabili da adottare nell’impianto e nelle pratiche operative per ridurre efficacemente le emissioni. “Non bastano – aggiunge Cogliati Dezza - le quattro modifiche impiantistiche di cui si è parlato nella riunione tra enti locali e azienda

 

martedì 07 agosto 2012 17:48

 

“La conferma del sequestro anche se con diritto d’uso e degli arresti dei proprietari dell’azienda conferma l’impianto accusatorio del grave inquinamento ambientale causato dall’impianto. La strada tracciata dal Tribunale del Riesame è quella che prevede un forte e rapido ammodernamento degli impianti che per Legambiente deve avvenire attraverso una nuova Aia, che obbligherebbe l’azienda a procedere agli interventi.

Gli atti d’intesa firmati negli anni scorsi a Taranto tra l’Ilva e le Istituzioni locali e nazionali ci hanno, infatti, insegnato che con l’azienda il gentleman agreement, come dimostrano le dichiarazioni di ieri di Ferrante, non funziona e che l’Ilva intraprende azioni per diminuire le proprie emissioni inquinanti solo se costretta”, così dichiara Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente Nazionale in merito alla decisione presa oggi dal Tribunale del Riesame che ha confermato il sequestro del polo siderurgico di Taranto.

“Non bastano – aggiunge Cogliati Dezza - le quattro modifiche impiantistiche di cui si è parlato ieri nella riunione tra enti locali e azienda, ma a nostro parere, come già ribadito con le nostre osservazioni inviate al ministro dell’ambiente Corrado Clini subito dopo la riapertura del procedimento di Aia dello scorso marzo, sono 26 i punti sostanziali e irrinunciabili da adottare nell’impianto e nelle pratiche operative per ridurre efficacemente le emissioni”.


 

 


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