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Smog > Taranto

Wwf, Riesame decisione coerente. La ‘profezia’ della Procura di Taranto in un atto del 2000


 

Insieme alla bonifica Ministero e Regione garantiscano un rigido contenimento delle emissioni nei parametri di legge ed un maggiore rigore nell’applicazione delle autorizzazioni già rilasciate. La ‘profezia’ della Procura di Taranto su ambiente e salute in un atto del 2000

 

martedì 07 agosto 2012 18:12

 

“Una decisione coerente con l’evidenza dei dati della perizia sull’inquinamento ambientale e sui danni alla salute connessi”. Così il WWF Italia, che dal 2001 segue con i propri legali la vicenda dell’Ilva (ex-Italsider), commenta la sentenza del Tribunale del Riesame di Taranto che ha confermato il sequestro degli impianti.

“Le attività – prosegue l’associazione in una nota - possono proseguire soltanto se si crea un meccanismo credibile, misurabile e contestuale tra l’azione di bonifica e risanamento ambientale ed il rigido contenimento delle emissioni nei parametri di legge, che vanno monitorate costantemente da un soggetto terzo sotto il controllo delle istituzioni pubbliche. In questo contesto sono fondamentali sia il ruolo del Ministero dell’Ambiente sia della Regione che, in via prioritaria, devono farsi garanti del rispetto delle prescrizioni date al fine di evitarne l’elusione, come fin qui accaduto, con grave danno per la salute dei cittadini e dei lavoratori”.

“Il WWF continua a ritenere che, a valle dell’azione di bonifica e di una ripresa delle attività nei termini di legge, occorre riaprire un ampio confronto della riconversione dell’area industriale e di una riaffermazione della bellezza e del contesto ambientale di Taranto, oggi interamente schiacciato dall’attività industriale, prima dall’Italsider e poi dell’Ilva, avvenuta violando le garanzie di legge poste a tutela dei cittadini, dei lavoratori e dell’ambiente”.

LA ‘PROFEZIA’ DELLA PROCURA DI TARANTO NEL 2000
“E’ infine emozionante ricordare come la magistratura già oltre 12 anni fa, al di là delle proprie competenze specifiche, avesse intuito l’importanza di evidenziare la questione della tutela della salute e dell’ambiente insieme a quella dei posti di lavoro. In particolare, nelle considerazioni conclusive di un atto della Procura di Taranto del 15 dicembre del 2000, avente per oggetto ‘Inquinamento atmosferico nell’abitato di Taranto’ e rivolto a diverse istituzioni - tra cui Ministero dell’Ambiente, Regione e Comune - si legge: ‘L’esigenza di tutelare posti di lavoro in una terra che vive ancora drammaticamente di fenomeni di sottoccupazione e disoccupazione è ben nota a chi scrive che se ne fa anche carico, tanto da valutare con la massima attenzione le modalità dei propri interventi, ma nel bilanciamento degli interessi, che trovano adeguata tutela nella Carta costituzionale, gli Organi politico-amministrativi non possono privilegiarne alcuni a scapito di altri: la tutela dei posti di lavoro non può prescindere dal rispetto della salute degli operai e degli abitanti della città di Taranto e dei comuni limitrofi e dell’ambiente’.


 

 


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