FAIL (the browser should render some flash content, not this).

GLI ECO BLOGGER

Strisce blu: tra automobilisti, Comuni e mobilità nuova

di Giulio Gonella
del 01 aprile 2014

In questi ultimi giorni di annunci, polemiche e smentite, non è scontato ribadire il ruolo…

Treno perso, poi recuperato, telefono caduto, poi salvato. Rocambolismi

di Paolo Hutter
del 29 marzo 2014

Rocambolesco, conoscete il termine?  Dunque stamane  dovevo prendere  l' 8 e 5…

Pedalare è la risposta

di Giuseppe Piras
del 17 marzo 2014

Ci sono domande che ti spiazzano e anche se la risposta è lampante non è così…

Regno Unito: la Grande Distribuzione taglia le emissioni di Co2 del 25%

di Silvia Ricci
del 14 febbraio 2014

Meno 25% di emissioni di Co2 entro il 2020 come valore assoluto è il nuovo obiettivo per i…

Telelavoro uguale migliore qualità del vivere urbano

di Paolo Piacentini
del 06 febbraio 2014

L'iniziativa del Comune di Milano sul telelavoro o "lavoro agile" come è sta…

Neve e pedali: "Che faccio, lascio?"

di Bru Diarist
del 31 gennaio 2014

La neve che sta imbiancando alcune città del nord Italia in questi giorni della merla del …

C’è un mondo al di là delle Alpi

di Gabriele Del Carlo
del 28 gennaio 2014

Benvenuti a tutti in questa nuova pagina. Su questo blog non tratteremo molto di cosa si fa e…

"Cartesio? Neanche ricordo l’ultima volta che sono passati!”

di Lorenzo Fracastoro
del 17 gennaio 2014

Oggi, mentre sfrecciavo in bici davanti alla copisteria di Via Guastalla angolo Via Artisti,…

Leggi tutti i post

Conai. Da cosa rinasce cosa

 

Energia e Clima > Caldo in città

Un programma per il fresco


 

Intervento del direttore Paolo Hutter per La Repubblica Milano ed Eco dalle Città

 

mercoledì 22 agosto 2012 17:33

 

L’ondata di calore in corso non è una ovvietà estiva né una catastrofe naturale passeggera e imprevedibile. È una esperienza da fotografare, analizzare e tenere come punto di riferimento per gli orientamenti del governo delle città. Il cambiamento climatico, con le sue molteplici conseguenze, è il problema principale nel ventunesimo secolo - lo dicono le Nazioni Unite - e la maggiore frequenza e intensità delle ondate di calore è la sua manifestazione più fastidiosa per chi vive nella Pianura Padana e soprattutto nelle città.

Mai prima d’ora un’ondata di calore così intensa si era verificata dopo Ferragosto. I consumi elettrici, in calo a causa della crisi economica, si sono rialzati. Purtroppo però i condizionatori sono un rimedio parziale e discutibile, perché spesso riversano calore su spazi comuni e perché vengono sovradosati esponendo il corpo a sbalzi di temperatura eccessivi. Le temperature dei locali condizionati non dovrebbero scendere di più di 7 gradi rispetto a quelle esterne. Dopo la terribile estate del 2003 è diventato obbligatorio per le città dotarsi di piani anticaldo, che sono però essenzialmente dei provvedimenti di assistenza di emergenza per gli anziani. Si stenta ancora a riconoscere che il caldo è diventato un problema maggiore rispetto al freddo e che questa consapevolezza dovrebbe ispirare una revisione di molti aspetti della vita cittadina, privata e pubblica.

La cementificazione e la motorizzazione hanno fatto diventare le città isole di calore, con una temperatura maggiore rispetto alle zone prevalentemente agricole. Ma dato che la campagna, e a momenti neanche la montagna e il mare, sono più un rifugio da caldo e afa, è di nuovo sulle città che bisogna puntare, ripensandole. La città smart, la città intelligente del futuro dev’essere capace di proteggerci dall’ondata di calore senza moltiplicare il condizionamento d’aria così come lo abbiamo conosciuto, isolando maggiormente gli edifici, coprendo i vetri di cui si è abusato (al posto dei muri), utilizzando le tubature d’acqua del riscaldamento per portarci acqua fredda.

Senza sopravalutarne l’efficacia, vanno adottate anche le misure generali di adattamento ai cambiamenti climatici raccomandate dall’Onu, come la forestazione urbana e periurbana, la riduzione ulteriore dell’uso dei motori durante le ondate di calore, anche per proteggerci dall’eccesso di ozono, il cambiamento verso il chiaro dei colori delle strade e dei tetti. E persino dei veicoli. C’è un grande lavoro da fare col Politecnico, un vero piano di adattamento. Chissà, tra non molto, nelle campagne elettorali conterà la capacità di convincere i cittadini di avere un programma per farli stare un po’ più al fresco.


 

 

Bioplastica Mater-Bi

 

H2O

 

Minori incassi dalla sosta. Perchè?

Da Torino a Messina, passando per Milano e Bologna. Negli ultimi anni i bilanci comunali hanno visto entrare sempre meno incassi dalle strisce blu, con cali progressivi fino a 8-9 punti percentuali sull’anno precedente




» commenti (0)

Conai

 

Corepla Ricrea CoReVe CiAl Rilegno Comieco

 

RSS Valido!
Segui Ecodallecitta su Twitter