FAIL (the browser should render some flash content, not this).

GLI ECO BLOGGER

La raccolta differenziata non è (solo) un affare per specialisti

di Antonio Castagna
del 22 luglio 2014

Venerdì 18 luglio ho presentato il mio libro "Tutto è monnezza" a Barrier…

Un robot ci salverà

di Giuseppe Piras
del 16 luglio 2014

Ad Oristano dal 14 luglio verrà sperimentato un sistema di collegamenti con bus elettrici …

I rifiiuti sprecati tra Roma e Milano

di Paolo Hutter
del 11 luglio 2014

Circola una  giusta  soddisfazione per i risultati  nuovi della Raccolta Differenz…

Le recensioni di Cinemambiente: Nella terra dei fuochi

di Eco Spettatore
del 07 giugno 2014

di Angela Conversano “Terra dei fuochi” è l'espressione che risalta ne…

Le recensioni di Cinemambiente: Endless Roads

di Eco Spettatore
del 07 giugno 2014

di Angela Conversano Endless Roads è la storia della tenacia di una donna che vive a Zhe…

Recensioni di Cinemambiente: Divide in Concorde. ( Divieto alle bottiglie in plastica per l'acqua)

di Eco Spettatore
del 03 giugno 2014

di  Paolo Hutter     Se guardi "Divide in Concorde" hai l'imp…

Imballaggi sostenibili? A condizione che siano realmente e facilmente riciclabili QUI e ORA

di Silvia Ricci
del 01 giugno 2014

Imballaggi sostenibili? A condizione che siano realmente e facilmente riciclabili QUI e ORA …

ZTL notturna a San Salvario: come al solito manca il coraggio

di Giulio Gonella
del 21 maggio 2014

  Digitando ZTL notturna su Google News, fioccano esempi su esempi, da Pisa a Firenze a …

Invasioni digitali anche nel Lodigiano, 24 aprile – 4 maggio 2014

di Michele Merola
del 22 aprile 2014

In questo blog si sostiene convintamente che la cultura e il turismo dovrebbero essere la risorsa…

Leggi tutti i post

Conai. Da cosa rinasce cosa

 

Energia e Clima > Caldo in città

Un programma per il fresco


 

Intervento del direttore Paolo Hutter per La Repubblica Milano ed Eco dalle Città

 

mercoledì 22 agosto 2012 17:33

 

L’ondata di calore in corso non è una ovvietà estiva né una catastrofe naturale passeggera e imprevedibile. È una esperienza da fotografare, analizzare e tenere come punto di riferimento per gli orientamenti del governo delle città. Il cambiamento climatico, con le sue molteplici conseguenze, è il problema principale nel ventunesimo secolo - lo dicono le Nazioni Unite - e la maggiore frequenza e intensità delle ondate di calore è la sua manifestazione più fastidiosa per chi vive nella Pianura Padana e soprattutto nelle città.

Mai prima d’ora un’ondata di calore così intensa si era verificata dopo Ferragosto. I consumi elettrici, in calo a causa della crisi economica, si sono rialzati. Purtroppo però i condizionatori sono un rimedio parziale e discutibile, perché spesso riversano calore su spazi comuni e perché vengono sovradosati esponendo il corpo a sbalzi di temperatura eccessivi. Le temperature dei locali condizionati non dovrebbero scendere di più di 7 gradi rispetto a quelle esterne. Dopo la terribile estate del 2003 è diventato obbligatorio per le città dotarsi di piani anticaldo, che sono però essenzialmente dei provvedimenti di assistenza di emergenza per gli anziani. Si stenta ancora a riconoscere che il caldo è diventato un problema maggiore rispetto al freddo e che questa consapevolezza dovrebbe ispirare una revisione di molti aspetti della vita cittadina, privata e pubblica.

La cementificazione e la motorizzazione hanno fatto diventare le città isole di calore, con una temperatura maggiore rispetto alle zone prevalentemente agricole. Ma dato che la campagna, e a momenti neanche la montagna e il mare, sono più un rifugio da caldo e afa, è di nuovo sulle città che bisogna puntare, ripensandole. La città smart, la città intelligente del futuro dev’essere capace di proteggerci dall’ondata di calore senza moltiplicare il condizionamento d’aria così come lo abbiamo conosciuto, isolando maggiormente gli edifici, coprendo i vetri di cui si è abusato (al posto dei muri), utilizzando le tubature d’acqua del riscaldamento per portarci acqua fredda.

Senza sopravalutarne l’efficacia, vanno adottate anche le misure generali di adattamento ai cambiamenti climatici raccomandate dall’Onu, come la forestazione urbana e periurbana, la riduzione ulteriore dell’uso dei motori durante le ondate di calore, anche per proteggerci dall’eccesso di ozono, il cambiamento verso il chiaro dei colori delle strade e dei tetti. E persino dei veicoli. C’è un grande lavoro da fare col Politecnico, un vero piano di adattamento. Chissà, tra non molto, nelle campagne elettorali conterà la capacità di convincere i cittadini di avere un programma per farli stare un po’ più al fresco.


 

 

Bioplastica Mater-Bi

 

Raccogliere more in città?







» commenti (0)

Conai

 

Ricrea CiAl Comieco Corepla

 

RSS Valido!
Segui Ecodallecitta su Twitter