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Il "piano casa" del Piemonte all'insegna dell'efficienza energetica

 

 

La Regione gioca d'anticipo sul provvedimento del Governo e snellisce le procedure per gli interventi edilizi, purchè questi siano finalizzati al risparmio energetico. L'ampliamento del 20% delle cubature è vincolato ad un risparmio energetico del 40%. La demolizione e ricostruzione viene invece premiata con il 35% di cubatura in più

 

di Federico Vozza
martedì 26 maggio 2009 13:21

 

Il "piano casa" del Piemonte all'insegna dell'efficienza energetica
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Il Piemonte gioca d'anticipo sul "piano casa" del Governo. La Giunta regionale ha adottato il disegno di legge presentato dall'assessore all'Urbanistica Sergio Conti che disciplina lo "snellimento delle procedure in materia edilizia ed urbanistica”. Con questo provvedimento, che dovrà passare ora all'esame del Consiglio regionale, la Regione Piemonte dà seguito all'intesa sottoscritta lo scorso 1° aprile tra Stato, Regioni ed Enti locali volta all'adozione di misure che contribuiscano a rilanciare l’economia attraverso investimenti in edilizia che al contempo favoriscano la riqualificazione del patrimonio esistente sotto il profilo dell’efficienza energetica e della qualità architettonica.

La misura adottata dalla Giunta piemontese prevede concessioni per ampliamenti edilizi fino al 20% della volumetria esistente per unità edilizie uni e bi-familiari (con una volumetria non superiore ai 1000 metri cubi). L'ampliamento può arrivare fino al 35% nel caso di demolizione e ricostruzione. In entrambi i casi la concessione viene rilasciata a condizione che si utilizzino tecnologie volte al risparmio energetico, che portino ad una riduzione del 40% del fabbisogno di energia dell'edificio, al miglioramento della qualità architettonica, della sicurezza delle strutture e dell’accessibilità.

Quali garanzie a tutela della qualità del paesaggio? Gli interventi non possono essere realizzati su edifici presenti in centri storici o aree d’interesse storico e paesaggistico. Non saranno autorizzati inoltre ampliamenti su singoli edifici, civili o di architettura rurale, di valore storico-artistico, ambientale o documentario. La palla ora passa ai Comuni che, entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge, decideranno se applicare le disposizioni in toto o solo in parte, indicando eventualmente altri parametri qualitativi e quantitativi. Ai Comuni infine la facoltà di individuare edifici produttivi o artigianali che costituiscono elementi deturpanti per il paesaggio per i quali prevedere il trasferimento in aree produttive ecologicamente attrezzate (APEA).

Le osservazioni e le proposte di modifica di Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta

I costruttori: “Il piano casa è deludente” - da La Stampa del 28.05.2009


 

 


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