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Po, sette più
Reportage: dopo i dati disastrosi della scorsa settimana pro e contro tra chi frequenta il corso d'acqua - da La Stampa del 16.07.2009
giovedì 16 luglio 2009 12:14
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Maurizio Lupo
Un «sette più» alle acque del Po. In pochi giorni dall’ultima piena sono tornate verdi, da arancione marcio che erano. Il voto lo danno abbastanza concordi i canottieri che solcano il grande fiume, chi lavora sui suoi argini, chi vi passa il tempo, magari ricordando i tempi in cui qui si faceva anche vita balneare. Non supera però l’esame il fondale, giudicato «saturo di limo, gravido di sabbia, tanto che alla minima pioggia trabocca, invadendo imbarchi e sponde».
«Sì, l’acqua del Po è di nuovo pulita, come negli Anni Cinquanta, quando qui si faceva spiaggia» dice Graziella Perosino, dopo «69 anni vissuti» all’«Imbarco del Re», quello ai piedi della scalinata della reggia del Valentino. «L’inquinamento delle acque ha incominciato a diminuire 25 anni fa, da quando è entrato in attività il collettore che le fa depurare a San Mauro. Ma il letto del fiume è in stato di abbandono».
Come? «Da 40 anni non vedo draghe che ripuliscano il suo alveo. Il fondo del fiume si è alzato di un metro. Un tempo se immergevi di punta un remo lo bagnavi tutto, ora per metà resta asciutto. Allora le piene avvenivano ogni 8 o 10 anni. Ora, nell’ultimo anno, ho avuto l’acqua nel mio locale quattro volte. Succede perché il deflusso è lento, colpa del limo».
«Sì, il fiume appare più pulito» conferma Luciano Quaglia, 72 anni. Si definisce «il Re del Po». Dice di essere nato in riva al fiume e di aver compiuto diversi salvataggi. Da esperto pescatore esplora l’acqua: «C’è nuova vita. Nuotano di nuovo i cavedani. E’ un bel segnale, anche se sono pesci spazzino. Una volta c’erano anche i barbi e le ferse, ma richiedono acqua limpida, ghiaiosa, ormai scomparsa».
«Beh, quella che c’è ora è di un bel verde» osserva Mariana Soare, barista del chiosco vicino al Castello Medievale. «Domenica, con la piena, era diventata arancione. Era terra, sporcata però anche dalla maleducazione di chi vi butta di tutto». «A volte vediamo galleggiare non solo bottiglie di plastica e cartacce, ma persino scheletri di frigoriferi» assicura Arcadio Zucaro, responsabile del ristorante Idrovolante. Dal 15 marzo il Po gli ha allagato il locale tre volte, «lasciando venti centimetri di fango». Come rimediare? «Pulendo il fiume e magari avvisando per tempo l’arrivo di una piena».
I canottieri invece promuovono il loro Po. Al circolo «Cerea» Beppe Fracasso dice che «quest’anno il fiume va mediamente bene, come livello dell’acqua e purezza. Merita un bel sette». L’allenatore Paolo Braida dice «che rispetto a 15 anni fa il fiume è migliorato molto. Una volta odorava, puzzava. Anche se ci sono ancora scarichi strani. Ogni due mesi schiume biancastre appaiono in zona Molinette. Una volta succedeva anche al Sangone, ora non più. Sì, al Po darei un sette più». Guido Gravina, canottiere di 17 anni, spiega che «l’acqua dopo lo sbocco del Sangone e all’isolotto successivo è pulita. Si vede il fondo. Mentre è sporca dinanzi ai Murazzi e peggiora dopo piazza Vittorio». «Perché - sostiene Perosino - sovente cede la diga Michelotti. E’ composta da migliaia di metri cubi di terra e materiali inerti. Quando l’ondata del Po la travolge il terriccio viene disperso. E’ questione di deflusso, altrimenti il fiume sarebbe abbastanza accettabile».
Al circolo «Canottieri Armida» Laura Bevilacqua, cogestore della società, conferma «acque pulite. Però ogni tanto dagli scarichi antistanti la Reggia del Valentino escono schiume bianche, dopo mezzanotte. E’ successo due volte l’anno scorso. Mentre ora alle nove del mattino si avvistano sovente alcune macchie oleose». Anche Bevilacqua ritiene urgente la pulizia dell’alveo: «All’altezza del castello del Valentino la piena ha lasciato tre metri di sabbia. E’ un peccato. La città deve proteggere un angolo così bello». «Il Po è un tesoro prezioso» ricorda l’istruttrice di canottaggio Elisabetta Brugo. «E’ pulito, non da bere, ma è una meraviglia rispetto il passato». «Sì - interviene Alessandra, bionda canottiera - domenica aveva un brutto aspetto. Ma dopo i temporali è riuscito a pulirsi. Rimane in giro ancora qualche tronco galleggiante. Andrebbe rimosso».
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