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DOCUMENTO - Velocità massima: 80-90 km/h


 

Catalogna,stanno per entrare in vigore limiti di 80 km/h per abbattere consumi ed emissioni

 

lunedì 05 febbraio 2007 12:54
(ultima modifica mercoledì 21 febbraio 2007 00:00)

 

Viaggiare a 80-90 km/h riduce i consumi


La potenza di un motore automobilistico può variare da pochi kW fino a svariate centinaia. La relazione che lega la velocità con la potenza erogata dal motore è influenzata da molti fattori ma, in generale, si può affermare che la potenza richiesta dall'automobile per avanzare varia linearmente al crescere della velocità sino ad una certa soglia (indicativamente 80 km/h) per poi variare con il quadrato della velocità, ossia la crescita di potenza richiesta aumenta molto di più se la velocità supera questa soglia. Dunque l’optimum di rendimento di un motore automobilistico di media cilindrata si ha per velocità comprese tra i 70 e i 90 km/h. Dalla relazione che lega i consumi di carburante di un motore di media cilindrata con la velocità, si può osservare come passare da 80 km/h a 130 km/h implica un aumento di circa un terzo dei consumi di carburante.


Relazione tra la velocità di un’automobile dotata di un motore a benzina di media cilindrata ed i consumi di carburante. Fino ai 90 km/h i consumi sono minori
Fonte: Rudolf Pfleiderer, Dr. Martin Dieterich: Speed Elasticity of Mileage Demand - www.verkehrswissenschaftler.de


Viaggiare a 80-90 km/h riduce le emissioni

Una serie di grafici riferiti ad uno studio effettuato nel 1991 nella città di Bruxelles mostrano come variano le emissioni di un’automobile “media” in funzione della velocità. Passare da 30 a 80 km/h implica una generale riduzione delle emissioni semplicemente per il fatto che è possibile usare una marcia più lunga (ad esempio la quarta anziché la terza) e quindi il numero di giri motore è inferiore a parità di distanza percorsa. L’effetto di resistenza dell’aria non è ancora così importante come a velocità superiori ai 110 km/h, velocità per cui, oltre i benefici derivati dall’utilizzo della quinta marcia, si presentano gli effetti negativi causati dell’attrito dell’aria: per questo motivo i consumi, e di conseguenza le emissioni, aumentano drasticamente.


Velocità comprese tra i 70 e 90 km/h sono ottimali dal punto di vista delle emissioni
Fonte: Paul Safonov, Vincent Favrel, Walter Hec - Environmental Impacts of Mobility and Urban Development: A Case Study of the Brussels-Capital Region. International Symposium on Ecosystem Health, Session "Transportation Corridors and Ecosystem Health" - Sacramento, CA, USA, August 16, 1999



NOTA:
Come si spiegano allora i dati presentati nel dossier sulle zone 30? Si deve tener conto che sono dati globali e realistici, riferiti ad un’andatura comprensiva di fermate, accelerazioni e decelerazioni, e ci si riferisce ad una velocità media di 30 km/h, mentre i grafici dell’articolo di Bruxelles sono riferiti ad una velocità costante. Una velocità di 80-90 km/h è positiva in termini di efficienza solo se costante: in uno scenario di frequenti arresti e ripartenze, avere un limite di velocità inferiore riduce la durata delle fasi di accelerazione, che sono quelle che producono i maggiori consumi. Infatti, viaggiare ad una velocità costante di 30 km/h comporterebbe dei consumi addirittura inferiori a quelli dichiarati in “zona 30”! Questo quindi spiega la riduzione di consumi misurata in “zona 30”, ma conferma anche che si potrebbero ottenere benefici ben maggiori se il flusso di traffico si muovesse in modo fluido, senza troppi arresti e ripartente, ovviamente sempre con velocità massime di 80-90 km/h.



Qualcuno dice o fa qualcosa?


Buoni propositi negli USA, in California, dove l’organizzazione DRIVE 55 Conservation Project promuove la guida a 55 miglia/h (circa 90 km/h) mostrando come, ad esempio, il tempo che si risparmia viaggiando invece a 65 miglia/h (104 km/h) su una distanza di 95 km sia di soli 10 minuti:

“Sei disposto a concedere 5 minuti del tuo tempo per risparmiare carburante, ridurre l’inquinamento, risparmiare vite umane e disarmare i banditi del petrolio?”


“Research shows that most people commute about 30 miles (48 km) to work each day. Can you spare 5 minutes to conserve fuel, reduce pollution, save lives and disarm the petroleum bandits?”
Fonte: www.drive55.org - DRIVE 55 Conservation Project



Buoni propositi anche in Piemonte: “Occorrerà fare delle serie valutazioni su questo fenomeno - dicono De Ruggiero, Piras e Mangone - istituendo sulle strade limiti di velocità significativi. In alcuni paesi europei come la Francia, queste limitazioni vengono attuate sulla rete stradale sulla base delle rilevazioni della qualità dell’aria comunicate in tempo reale”.


Citiamo ad esempio l’ordinanza n° 2006/3047 del prefetto dell’Alta Savoia (Francia), che a seguito dei superamenti delle soglie di precauzione delle concentrazioni di biossido di azoto (NO2), ha ordinato un abbassamento delle velocità massime consentite su tutta la rete stradale dell’agglomerato di Chamonix-Mont Blanc: laddove i limiti di velocità sono superiori ai 70 km/h, questi saranno ridotti di 20 km/h. Queste misure hanno effetto dalle cinque di mattina del giorno di pubblicazione dell’ordinanza e hanno una durata di 24 ore.


Ed a livello nazionale? Il ministro dell’ambiente Alfonso Pecoraro Scanio: “Bisognerebbe ridurre la velocita' per ridurre lo smog”.

“Bisognerebbe ridurre la velocità su autostrade e tangenziali non solo in condizioni climatiche critiche, come già succede, ma anche in condizioni di inquinamento critiche. Il livello di inquinamento scende in modo drastico se cambia la velocità: a 130 chilometri orari, c'e' un tasso di inquinamento doppio rispetto a quello che potrebbe esserci a 90 chilometri orari. Quindi, in situazioni particolari, bisogna capire che in alcune aree va ridotta la velocità”.

“Stiamo lavorando ad una proposta, ad alcune linee guida. E spero che al più presto potremo fare un incontro con i presidenti delle Regioni della Pianura Padana per avere una posizione coordinata. Dovremmo coinvolgere anche il sistema autostrade. La diminuzione della velocità esiste già in particolari condizioni climatiche. Bisognerebbe estendere il principio anche per l'aria inquinata, condizione ancora più seria dal punto di vista sanitario” (fonte: Ansa).



Nel frattempo, in Spagna, il Parlamento della Catalogna ha promulgato il Piano di Attuazione per Ridurre l’Inquinamento che, tra le altre cose, contiene una serie di criteri per ridurre la quota di inquinamento dell’aria dovuta ad i trasporti. Oltre a classiche (ed importanti) misure quali il potenziamento del trasporto pubblico urbano e suburbano nell’area di Barcellona, la promulgazione di un Piano Strategico della Bicicletta, l’applicazione delle normative Euro 4 ed Euro 5 relativamente all’omologazione dei veicoli, il Piano prevede la riduzione dei limiti di velocità sulle tangenziali e autostrade della Catalogna a 80 km/h.





Piano d’azione per ridurre l’inquinamento in Catalogna

La Generalitat de Catalunya – Giunta regionale catalana – ha concordato un Piano d’Azione per contenere l’inquinamento atmosferico nell’area metropolitana di Barcellona. La sua entrata in vigore è prevista a partire da maggio 2007. Il piano contiene 77 misure che, entro il 2010, serviranno a ridurre fino al 30% il livello di inquinanti nell’aria. Attraverso la mappatura delle zone più inquinate, il piano d’azione stabilisce quali sono le “zone di protezione speciale” –ZPE-; gli inquinanti atmosferici sott’accusa sono il biossido di azoto (NO2) e il Pm10.

Le misure contenute nel piano d’azione raggruppano diversi ambiti: trasporto pubblico e traffico, porto e aeroporto di Barcellona, settore energetico e industriale. Per quanto riguarda il trasporto pubblico e il traffico, oltre all’ampliamento della metropolitana, l’istituzione di nuove corsie preferenziali e la diffusione dell’auto condivisa, il piano prevede la riduzione della velocità massima degli autoveicoli a 80 km/h su tangeziali, autostrade urbane e strade di grande scorrimento (tutte le grandi vie di accesso a Barcellona). In base a quanto scritto nel documento, portando la velocità da 120 a 80 km/h, le emissioni di biossido di azoto degli autoveicoli potranno ridursi di una percentuale che oscilla tra il 27 e il 50% (secondo la cilindrata del mezzo). La misura sarà accompagnata da un aumento dei controlli autovelox; attualmente si stima che in Catalogna le infrazioni del limite di velocità sono del 32,5% e sulle autostrade raggiungono il 60%.

Il piano contiene anche alcune misure volte a ridurre le emissioni inquinanti dei mezzi pubblici. È prevista l’installazione di filtri antiparticolato sui mezzi Euro3 entro la fine del 2009 -per questi veicoli il piano stima una riduzione di emissioni Pm10 dell’80% - e la sostituzione dei mezzi Euro0, Euro1 e Euro 2, del trasporto pubblico e della nettezza urbana, con nuovi veicoli alimentati a gas – si prevede annualmente, la riduzione di 1254 tonnellate di biossido di azoto e di 60 tonnellate di Pm10 nell’aria.



Azione comune dei cantoni romandi

21.12.06: I cantoni romandi vogliono agire assieme nella lotta contro le polveri fini (PM10). Essi hanno un piano d'azione che limita a 80 km/h la velocità sulle autostrade quando la concentrazione delle PM10 raggiunge i 100 µg/m3. Questa soglia corrisponde al doppio del valore limite fissato dall'Oiat. Le misure si basano sul concetto d'intervento «PM10» definito a fine settembre 2006 dai Direttori cantonali dell'ambiente.
Piano d'azione cantonale «polveri fini» (20.12.06, f, pdf)
Comunicato stampa ATA/Lega contro il cancro/Medici per l'ambiente/Unia del 26.09.06 (f, pdf)


A cura di Velio Coviello – velio.coviello@amente.org – redazione Ecodallecitta


 

 

 

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