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Mobilità, Italia rimandata

 

 

Presentato il rapporto Federmobilità-Isfort sulla mobilità sostenibile nelle città italiane. A parte rare eccellenze, tutte al centro-nord, la situazione generale è ancora insoddisfacente. A preoccupare gli esperti, soprattutto la scarsa diffusione delle aree pedonalizzate e l’aumento incontrollato dei motocicli

 

lunedì 15 ottobre 2007 12:11
(ultima modifica lunedì 15 ottobre 2007 00:00)

 

Silvana Santo

Semaforo giallo per la città italiane in tema di mobilità sostenibile. È il giudizio che emerge da un’indagine realizzata da Isfort (Istituto superiore di formazione e ricerca per i trasporti) e Federmobilità. Tariffazione della sosta, zone a traffico limitato e isole pedonali i parametri analizzati. Rare le punte di eccellenza, tutte localizzate al centro-nord: Firenze, Pavia, Piacenza, Rimini e Torino. Questi cinque capoluoghi, infatti, sono i soli che hanno mostrato valori al di sopra della media nazionale per tutti i parametri analizzati.

Le altre città d’Italia, a prescindere dalla collocazione geografica, presentano ancora lacune molto gravi, soprattutto per quanto riguarda le aree pedonalizzate e l’applicazione di pedaggi per l’ingresso delle auto nei centri storici. Preoccupante anche l’aumento esponenziale dell’uso di motocicli, che nella maggior parte delle città italiane possono circolare liberamente anche nelle zone a traffico limitato. Più confortanti i dati relativi alla diffusione della sosta tariffata, che si diffonde, non senza polemiche e proteste da parte della cittadinanza, anche nel Mezzogiorno.


 

» Gli strumenti dissuasivi della mobilità privata nelle città italiane: un approfondimento sulle limitazioni alla circolazione e alla sosta - il rapporto di Federmobilità


 

 

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