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Non mi piace il progresso fatto di tondini e betoniere

 

 

La replica di Mercalli: dobbiamo fare i conti con i cambiamenti climatici - da La Repubblica del 30.10.2007

 

martedì 30 ottobre 2007 14:13
(ultima modifica martedì 30 ottobre 2007 00:00)

 

Nessuno si ricorda mai degli immensi spazi delle aree dismesse. Manca poi un´idea virtuosa della manutenzione
Chiamparino mi accusa di fare previsioni sbagliate Mi stupisco che abbia tenuto il maglioncino: la colpa è del condizionatore

Luca Mercalli


POCHI giorni fa è uscito GEO4, il quarto rapporto dell´United Nations Environment Programme: crisi ambientale a tutto campo. Il petrolio intanto è a 92 dollari al barile. Basterebbero queste due notizie per far pensare a Chiamparino che la Torino del futuro potrebbe essere diversa da come la immagina lui. Dovrà fare i conti con scarsità energetica e alimentare, cambiamenti climatici e sociali, uno scenario diverso da quello "business as usual" a cui guarda ostinatamente con fede incrollabile sognando grattacieli. Io non pretendo di avere la ricetta vincente per il futuro, ma chiedo solo che chi fa strategia politica, ammesso che la voglia fare, tenga presente anche il piano B. Rifletta senza pregiudizi, analizzi i dati e poi prenda le decisioni più sagge per i torinesi di domani senza additare a nemici del progresso coloro che provano a elaborare visioni diverse. Estetica a parte, Torino ha bisogno di un grattacielo o di nuovi spazi? Gli spazi ci sono in aree dimesse? Si possono trovare soluzioni nell´architettura d´avanguardia come le case passive? Un grattacielo sarà sicuro in un mondo a scarsità energetica? Prima si fanno le valutazioni, poi si trova la soluzione più adatta allo scenario più probabile. Il fatto che il coro dei "no" stia aumentando, è sintomo di un disagio derivante dal raggiungimento di alcuni limiti invalicabili nella disponibilità delle risorse. Ovunque è un denso formicolare di persone, di auto, di edifici e di infrastrutture e – rispetto a trent´anni fa – sono caduti alcuni miti del progresso che facevano tollerare qualsiasi operazione infrastrutturale accettandone le ricadute negative pur di creare lavoro.
Oggi il benessere è diffuso – pressoché chiunque abita in una casa dotata di acqua e servizi igienici, elettricità e riscaldamento, quindi è salutare che ci si domandi se i sacrifici irreversibili che vengono continuamente richiesti al territorio abbiano ancora un senso o viceversa minaccino la qualità della vita. Se la politica non vuole sentirsi rispondere continuamente dei "no", credo semplicemente che debba cambiare le domande. Permane l´idea che il buon amministratore sia colui che "costruisce" qualcosa di nuovo, lasciando la propria piramide ai posteri. Manca del tutto l´idea virtuosa della manutenzione e della cura di ciò che già esiste, che versa spesso in condizioni di trascuratezza.
Le ultime generazioni hanno costruito e modificato l´ambiente più di quanto abbiano fatto tutte le precedenti in almeno 7000 anni: è evidente come questo tasso di sfruttamento non possa procedere oltre, proprio per mancanza delle risorse naturali. Perché mai si deve aggiungere sempre qualcosa? Risponderei dunque "sì" a un programma di ristrutturazione a tappeto dei centri storici e di riqualificazione estetica delle brutture, al recupero delle aree industriali dismesse, al prolungamento della metropolitana e al miglioramento delle ferrovie esistenti, al rilancio dell´agricoltura locale, alla fruibilità del patrimonio storico e archeologico, al sostegno di tutte le pratiche di risparmio, efficienza energetica e introduzione massiccia delle energie rinnovabili, alla raccolta differenziata dei rifiuti e a un incisivo programma di riduzione degli stessi, all´utilizzo razionale dell´acqua con raccolta di quella piovana, alla riconquista del senso di appartenenza e di rispetto del luogo in cui si vive. Ovviamente continuerò a rispondere "no" se mi verranno fatte sempre le ormai scontate proposte di "progresso" a suon di tondino e betoniera. Ah, dimenticavo, chi legge questo giornale sa che non faccio previsioni stagionali, e comunque l´estate 2007 a Torino è stata di 1,3 gradi oltre la media. Signor Sindaco, se ha tenuto il maglioncino, forse è perché aveva l´aria condizionata accesa.


 

 

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Per milioni di italiani con questa estate è iniziata la diffrenza: si paga un po' di più per i comsumi elettrici 8-19 feriali e un po' meno per 19-8 e fine settimana




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