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Ieri il corteo di protesta contro il termodistruttore. Partiti senza bandiere: "Evitiamo le speculazioni"

Inceneritore, quindicimila no

Il vescovo di Acerra: "Niente imposizioni, ma dialogo..."

Resta alta la tensione nel centrosinistra dopo le dichiarazioni del governatore
Duomo assediato dai trattori. Anziani e ragazzini in prima fila con gli ambientalisti

DAL NOSTRO INVIATO
ELEONORA BERTOLOTTO


ACERRA - Il duomo assediato dai trattori, il vescovo con giubbotto impermeabile e basco in testa, vecchi e bambini, fischietti e megafoni, gente comune e gente di partito ma senza le bandiere «per evitare strumentalizzazioni», sicché nel vento gelido palpitano sopra le teste solo i vessilli gialli della Coldiretti e verdi del Wwf. Acerra è scesa in piazza così, ieri pomeriggio, contro il termovalorizzatore che si va a realizzare in località Pantano, tre passi dalla Montefibre, piena zona Asi, area che fu agricola ed ora chiude l´uno dopo l´altro i pozzi inquinati. Quindicimila persone in corteo dietro il gonfalone per dire che la città ha già dato, e non intende sottoscrivere in bianco un´altra cambiale sulla salute. «I nostri bambini sono uguali a quelli del Vomero», urla una voce. E subito dietro si leva la buriana dei fischi e degli applausi, mentre i Disoccupati organizzati brandiscono le aste dello striscione rosso e ritmano: «Contro l´inceneritore/ che si deve fare/ sabotare sabotare». La polizia è un presenza discreta, quasi invisibile. Le saracinesche dei negozi tutte alzate e i commercianti, che hanno aderito attraverso l´associazione ma senza la serrata dell´estate scorsa - il sabato è giorno di shopping - guardano dalle vetrine già illuminate.
In città il clima è un po´ depresso, dopo le dichiarazioni del governatore, che venerdì ha detto: «Indietro non si torna». Tant´è che al megafono la voce ribadisce più volte: «Non è vero che non c´è più niente da fare. La salute non si contratta». Indietro non si torna? Il vescovo Giovanni Rinaldi trova pure l´umore un po´ amarognolo per lo scherzo: «Bassolino è come Bush: "Tutto è pronto, dobbiamo partire". Il punto è se certe cose si possono risolvere con la guerra o il confronto. Dice che è stato lui a fornirci gli studi che ci danno la dimensione della nostra malattia. Grazie, ma allora pensi a guarirci prima di piazzare un´altra mazzata». E così scherzando sembra indicare una possibile via di mediazione: «Il punto è che l´inceneritore è enorme, 1500 tonnellate sono troppe per un territorio sofferente come questo. Si era detto uno per provincia. Perché le altre debbono essere esenti e gli impianti gravare sul raggio di dieci chilometri?».
Il punto che accomuna le anime della manifestazione, anche le più moderate, è proprio questo: l´impianto sovradimensionato, che dovrà divorare la quantità massima d´immondizia per funzionare al meglio, scoraggerà la raccolta differenziata, perpetuando il sacrificio fino alla notte dei tempi. E marciano a braccetto, le varie anime, l´una accanto all´altra, nel gioco delle parti scambiate e in una alleanza trasversale di cui non si mostrano neppure stupefatte: Rifondazione, Comunisti, Noglobal, Verdi e An. Ds al seguito, neanche un po´ imbarazzati per essere il partito del governatore, come dice Michele Giardiello, «perché questa battaglia ci ha visto schierati fin dal primo momento. Tanto più oggi, per questioni di metodo, oltre che di merito: Bassolino non può decidere sulla testa della gente, e impianti così grandi non sono ammissibili in un territorio già compromesso». Anime che sono qui, a protestare, e anche là, dove la Regione viene governata. Franco Specchio, segretario di Rifondazione che ha sospeso l´assessore Aita, provvedimento morbido quando c´era chi voleva la crisi. Morbido? Macché. «Per noi la sospensione è una cosa seria, mica siamo l´Udeur. Rifondazione non scherza. E´ in atto una battaglia di civiltà. Passo dopo passo, sia avvertito il governatore». E Salvatore Ronghi, segretario di An, che cavalca la battaglia contro l´inceneritore, proprio mentre il ministro Matteoli, stesso partito, invita a realizzarlo in fretta. Contraddizione? Macché. «La nostra idea è chiara: sì ai termovalorizzatori, però non ad Acerra. E´ la posizione anche del ministro». Ma che l´inceneritore sia previsto ad Acerra il ministro lo saprà. «Certo, ma lui sollecita solo di recuperare sui ritardi. Non entra nel merito».
Orba delle bandiere dei partiti double-face, la gente di Acerra sfila compatta. Oggi sarà accanto al vescovo a inaugurare la Città dei ragazzi, e festeggerà per un giorno sul sito del Pantano dove dovrebbe sorgere l´impianto. Non se ne andrà, la notte, perché domani mattina, all´alba, sono attese le ruspe. Potrebbero arrivare, anche se dal Comune è annunciata una ordinanza sospensiva dei lavori. E non arrivassero? «Si aspetterà», dice Giovanni La Montagna, professore. E dovessero entrare con la forza? «Suoneremo le campane».