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	<title>Clima Archivi - Eco dalle Città</title>
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	<title>Clima Archivi - Eco dalle Città</title>
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	<item>
		<title>Rinnovabili in Italia: 3,1 GW di nuova potenza solare nel primo semestre &#8217;26</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/rinnovabili-italia-nuova-potenza-solare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:19:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al 30 giugno 2026 in Italia risultano connessi 2.255.654 impianti fotovoltaici, per una potenza complessiva pari a 46.606 MW. Nei primi sei mesi dell’anno sono stati connessi 3.093 MW di nuova potenza per un totale di 89.173 nuovi impianti. Nello stesso periodo, i sistemi di accumulo elettrochimici hanno raggiunto una capacità cumulata di 19.334 MWh, [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Al 30 giugno 2026 in Italia risultano connessi 2.255.654 impianti fotovoltaici, per una potenza complessiva pari a 46.606 MW. Nei primi sei mesi dell’anno sono stati connessi 3.093 MW di nuova potenza per un totale di 89.173 nuovi <a href="https://www.ecodallecitta.it/solare-stoccaggio-dimezzare-costi-sistema-energetico/" data-type="link" data-id="https://www.ecodallecitta.it/solare-stoccaggio-dimezzare-costi-sistema-energetico/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">impianti</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nello stesso periodo, i sistemi di accumulo elettrochimici hanno raggiunto una capacità cumulata di 19.334 MWh, una potenza di 7.983 MW e una consistenza complessiva di 943.797 impianti. Nel primo semestre 2026 sono stati connessi 1.350 MWh di nuova capacità, di cui 914 MWh associati a impianti fotovoltaici e 436 MWh stand-alone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È quanto emerge dalle elaborazioni di ITALIA SOLARE sui dati Gaudì di Terna aggiornati al 30 giugno 2026.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fotovoltaico: il secondo trimestre cresce in potenza, ma diminuisce il numero degli impianti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I dati del primo semestre mostrano un mercato fotovoltaico sempre più concentrato negli impianti di taglia media e grande. La crescita del C&amp;I e dell’utility scale compensa il calo del residenziale, ma il ridimensionamento degli impianti destinati alle famiglie non deve essere sottovalutato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel secondo trimestre 2026 sono stati connessi 1.654 MW di nuova potenza fotovoltaica, il 15% in più rispetto ai 1.439 MW del primo trimestre. Il numero delle nuove connessioni è invece sceso da 50.513 a 38.660 impianti, con una riduzione del 31% rispetto al trimestre precedente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dato evidenzia una crescita della taglia media delle installazioni connesse, determinata dal diverso andamento dei tre principali segmenti del mercato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel primo semestre 2026:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>il settore residenziale, fino a 20 kW, ha registrato 556 MW e 80.685 nuovi impianti;</li>



<li>il settore commerciale e industriale, tra 20 kW e 1 MW, ha raggiunto 1.154 MW, con 8.183 impianti;</li>



<li>il segmento utility scale, pari o superiore a 1 MW, ha totalizzato 1.383 MW, con la connessione di 305 nuovi impianti.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il confronto con il primo semestre 2025 mostra dinamiche divergenti. Il residenziale è sceso da 725 a 556 MW, con una contrazione del 23%. Il C&amp;I è aumentato da 946 a 1.154 MW, pari al 22%, mentre l’utility scale è passato da 1.137 a 1.383 MW, anch’esso con una crescita del 22%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">All’interno del comparto C&amp;I sono aumentate tutte le classi di potenza: gli impianti tra 20 e 90 kW sono passati da 206 a 228 MW, quelli tra 90 e 200 kW da 219 a 273 MW e quelli tra 200 kW e 1 MW da 521 a 652 MW.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche le due classi utility scale hanno registrato un incremento: da 610 a 731 MW per gli impianti tra 1 e 10 MW e da 528 a 651 MW per quelli superiori a 10 MW.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La transizione non può poggiare su un solo segmento. Servono grandi impianti per aumentare rapidamente la produzione nazionale di energia elettrica, ma occorre nello stesso tempo favorire l’autoconsumo di famiglie e imprese per un abbassamento immediato delle bollette, semplificare le procedure per gli impianti sulle coperture e garantire condizioni stabili per gli investimenti attraverso un fondo di garanzia a tutela delle imprese.&#8221;, commenta Paolo Rocco Viscontini, Presidente di ITALIA SOLARE.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lombardia e Sicilia guidano la nuova potenza fotovoltaica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel primo semestre la Lombardia si colloca al primo posto per nuova potenza fotovoltaica connessa, con 470 MW, seguita a brevissima distanza dalla Sicilia, con 469 MW. Seguono Veneto con 306 MW, Emilia-Romagna con 305 MW, Piemonte con 286 MW, Puglia con 218 MW e Lazio con 215 MW.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Lombardia guida anche la classifica per numero di nuovi impianti, con 13.820 connessioni, seguita da Veneto con 11.233, Emilia-Romagna con 8.039 e Sicilia con 7.146.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In termini di nuova potenza installata per abitante, il valore più elevato si registra in Sicilia, con 98 W per abitante, seguita da Friuli-Venezia Giulia con 84 W, Marche con 71 W e Basilicata con 70 W.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Accumuli: superati i 19 GWh, ma rallentano gli integrati al fotovoltaico</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La crescita dei sistemi stand-alone procede parallelamente al rallentamento dello storage associato al fotovoltaico. È necessario valorizzare entrambe le configurazioni: i grandi accumuli per i servizi e il bilanciamento del sistema elettrico, e i sistemi distribuiti per aumentare l’autoconsumo e mettere a disposizione delle reti di distribuzione ulteriori risorse di flessibilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La capacità complessiva dei sistemi di accumulo associati al solare presenti in Italia è costituita per 11.935 MWh e per 7.336 MWh da impianti stand-alone. Completano il quadro 57 MWh associati a impianti termoelettrici e 6 MWh associati a impianti eolici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel primo semestre 2026 sono stati connessi 60.076 nuovi accumuli, per una potenza complessiva di 593 MW e una capacità pari a 1.350 MWh.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La quasi totalità delle nuove connessioni in termini numerici è costituita da accumuli associati al fotovoltaico: 60.068 sistemi, per 914 MWh di capacità e 470 MW di potenza. Gli otto nuovi impianti stand-alone connessi nel semestre hanno invece contribuito con 436 MWh e 123 MW.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel secondo trimestre, gli accumuli associati al fotovoltaico hanno registrato 403 MWh di nuova capacità, 221 MW di potenza e 25.098 unità connesse. Rispetto al primo trimestre, la capacità è diminuita del 27%, la potenza del 13% e la numerosità degli accumuli del 39%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il confronto semestrale mostra che la capacità degli accumuli associati al fotovoltaico è scesa dai 973 MWh del primo semestre 2025 ai 914 MWh del primo semestre 2026.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La distribuzione per classe di potenza conferma il peso prevalente degli accumuli di piccola taglia associati agli impianti fotovoltaici. Nei primi sei mesi dell’anno, i sistemi di accumulo tra 6 e 20 kW hanno rappresentato 464 MWh, mentre quelli fino a 6 kW hanno raggiunto 187 MWh. Alle taglie superiori a 20 kW sono riconducibili complessivamente 263 MWh.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“L’accumulo distribuito e integrato al fotovoltaico si conferma come la soluzione preferita dal mercato circa la diffusione della capacità di stoccaggio, rispetto agli stoccaggi stand alone utility scale. Occorre riflettere concretamente su come integrare questa capacità di accumulo nella gestione del sistema elettrico, definendo soluzioni tecniche efficaci e sostenibili per sfruttare la capacità di stoccaggio diffuso, in particolare nei periodi di overgeneration”, commenta Fabio Zanellini, Coordinatore Gruppo di lavoro Accumuli di ITALIA SOLARE.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Accumuli distribuiti: Lombardia prima per capacità e numero di connessioni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Limitatamente ai sistemi associati agli impianti fotovoltaici, la Lombardia guida la graduatoria del primo semestre con 122 MWh di nuova capacità, seguita da Emilia-Romagna con 109 MWh, Sicilia con 103 MWh e Veneto con 97 MWh.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Lombardia è prima anche per potenza, con 66 MW, e per numero di unità connesse, pari a 8.818. Seguono, per numero di installazioni, Veneto con 6.698 sistemi ed Emilia-Romagna con 5.659.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em><a href="https://is.italiasolare.eu/data/report/abstract/2026-q2-italia-solare-fotovoltaico-abstract.pdf" rel="noreferrer noopener" target="_blank">Scarica il report Fotovoltaico</a></em></strong></p>
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		<title>Revisione Ets, Eeb: &#8220;Un altro aiuto ai ritardatari industriali&#8221;</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/revisione-ets-eeb-un-altro-aiuto-ai-ritardatari-industriali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 11:05:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Piuttosto che rafforzare il sistema Ets in un momento di volatilità dei combustibili fossili, la proposta indebolisce i punti chiave, premiando gli inquinatori mentre mina le imprese che investono nella produzione priva di fossili&#8221;. A dirlo è l&#8217;European Environmental Bureau (Eeb) dopo che lo scorso 17 luglio la Commissione europea ha messo sul tavolo la [&#8230;]</p>
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]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Piuttosto che rafforzare il sistema Ets in un momento di volatilità dei combustibili fossili, la proposta indebolisce i punti chiave, premiando gli inquinatori mentre mina le imprese che investono nella produzione priva di fossili&#8221;. A dirlo è l&#8217;<strong>European Environmental Bureau</strong> (Eeb) dopo che lo scorso 17 luglio la <strong>Commissione europea</strong> <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/qanda_26_1598" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha messo sul tavolo</a> la sua <strong>revisione del sistema Ets</strong>, il <a href="https://www.ecodallecitta.it/?s=ets" target="_blank" rel="noreferrer noopener">meccanismo</a> di scambio di emissioni progettato per far pagare gli inquinatori e guidare la decarbonizzazione industriale. La proposta della Commissione entrerà ora in negoziati con il Parlamento europeo e gli Stati membri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo l&#8217;organizzazione, dalla sua introduzione l&#8217;Ets <strong><a href="https://climate.ec.europa.eu/news-other-reads/news/eu-emissions-trading-system-has-reduced-emissions-sectors-covered-50-2005-2025-04-04_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha ridotto</a> le emissioni dei settori coperti di circa il 50%</strong>, ma solo ora sta iniziando a guidare una trasformazione industriale significativa. La <a href="https://www.ecodallecitta.it/commissione-ue-industrie-inquinanti-ets/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">proposta</a> di revisione dell&#8217;Ue, spiega l&#8217;Eeb, rischia di <strong>indebolire il meccanismo stesso</strong> Ets, introducendo nuove flessibilità che riducono la pressione sugli alti emettitori e indeboliscono gli incentivi per l&#8217;industria a muoversi verso processi più puliti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Ets non riguarda solo il fatto che gli inquinatori paghino: &#8220;<strong>È il motore europeo per il rinnovamento industriale</strong> &#8211; continua l&#8217;Eeb -. In un momento in cui la corsa globale per l&#8217;industria pulita sta accelerando, indebolire il mercato del carbonio significa indebolire il vantaggio competitivo dell&#8217;Europa&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Invece di sostenere le aziende che guidano questa transizione, per l&#8217;Eeb la Commissione è tornata indietro per accogliere i ritardatari industriali che hanno a lungo usato l&#8217;Ets come <strong>capro espiatorio per decenni di sottoinvestimento</strong>: &#8220;Un prezzo del carbonio più debole penalizza gli investimenti nella produzione priva di fossili e rischia di bloccare l&#8217;Europa nei processi industriali del XIX secolo, prolungando la nostra dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili”.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le criticità della revisione europea dell&#8217;Ets</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i cambiamenti più preoccupanti c&#8217;è un<strong> limite di emissioni più debole</strong>: il fattore di riduzione lineare (Lrf) proposto verrebbe ridotto dal 4,4% precedentemente previsto al 3,7% per il 2031-2035 e solo all&#8217;1,7% per il 2036-2040, consentendo centinaia di milioni di tonnellate di emissioni aggiuntive dai settori Ets.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non solo. È previsto anche un <strong>aumento delle quote gratuite per gli emettitori industriali fino al 2038</strong>,<strong> </strong>rallentando l&#8217;implementazione graduale del meccanismo di adeguamento dei confini del carbonio (Cbam), uno strumento specificamente progettato per scoraggiare le importazioni ad alta intensità di emissioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eeb denuncia anche la <strong>debole condizionalità per ulteriore allocazione gratuita</strong>,&nbsp;che consentirà alle aziende di continuare a ricevere un sussidio de facto per le emissioni senza fare investimenti significativi nella decarbonizzazione industriale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sotto i riflettori anche i <strong>crediti internazionali attraverso la backdoor</strong>, passando il dollaro per ridurre le emissioni al di fuori dell&#8217;Europa. Questi crediti per la riduzione delle emissioni all&#8217;estero, che spesso&nbsp;<a href="https://eeb.org/en_gb/library/letter-against-international-credits-integration-into-the-eu-2040-climate-target-and-ndc/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">mancano</a> di integrità ambientale, sarebbero implementati &#8220;indirettamente&#8221; nell&#8217;Ets dal 2036, in base alla proposta della Commissione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, l&#8217;Eeb critica il <strong>rischio di eccesso di offerta cronica</strong>: oltre a&nbsp;<a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_26_666" target="_blank" rel="noreferrer noopener">demolire</a> la clausola di invalidità, la Commissione ha progettato che il tasso di assunzione della Reserve di stabilità del mercato (Msr) venga ridotto dal 24% al 12%, abbassando il tasso al quale le quote in eccesso vengono rimosse dal mercato. &#8220;Nella costruzione di questa proposta &#8211; continua l&#8217;Eeb &#8211; abbiamo visto una chiara divisione tra&nbsp;l&#8217;industria progressista&nbsp;che sta investendo in soluzioni a basse emissioni di carbonio e&nbsp;i ritardatari&nbsp;che desiderano mantenere lo status quo ed evitare la responsabilità del clima. Sfortunatamente, la Commissione si è inchinata alle pressioni di questi ultimi indebolendo l&#8217;ambizione dell&#8217;Ets in diversi settori chiave&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La proposta crea anche sfide più difficili per gli obiettivi climatici dell&#8217;Ue. Eventuali emissioni aggiuntive consentite ai sensi dell&#8217;Ets dovranno essere compensate da <strong>tagli più profondi in altri settori dell&#8217;economia</strong>, spostando l&#8217;onere lontano dall&#8217;industria pesante e verso ambiti che hanno un impatto più diretto sulle famiglie e sui cittadini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allo stesso tempo, però, l&#8217;Eeb <strong>ha accolto con favore le proposte per ampliare l&#8217;ambito di applicazione dell&#8217;Ets</strong> per includere l&#8217;aviazione internazionale e l&#8217;incenerimento dei rifiuti: &#8220;Portare l&#8217;incenerimento dei rifiuti nel mercato del carbonio dell&#8217;Ue è un passo a lungo atteso verso la riduzione delle emissioni del settore e sostenere la transizione dell&#8217;Europa verso un&#8217;economia circolare&#8221;.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ue, presentato nuovo piano per elettrificazione al 46% entro il 2040</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/piano-di-elettrificazione-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 10:25:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Decarbonizzare la produzione di elettricità è solo metà della sfida: l&#8217;Europa deve anche elettrificare la domanda sostituendo i combustibili fossili negli edifici, nei trasporti e nell&#8217;industria. È questo l&#8217;obiettivo dell&#8217;Electrification Action Plan, il piano d&#8217;azione per l&#8217;elettrificazione presentato dalla Commissione Ue lo scorso 17 luglio. Il testo propone un obiettivo di elettrificazione legalmente vincolante, misure [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Decarbonizzare la produzione di elettricità è solo metà della sfida</strong>: l&#8217;Europa deve anche elettrificare la domanda sostituendo i combustibili fossili negli edifici, nei trasporti e nell&#8217;industria. È questo l&#8217;obiettivo dell&#8217;<strong><a href="https://www.ecodallecitta.it/europa-ecco-prezzo-co₂-elettrificazione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Electrification Action Plan</a></strong>, il piano d&#8217;azione per l&#8217;elettrificazione <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_26_1596" target="_blank" rel="noreferrer noopener">presentato</a> dalla <strong>Commissione Ue</strong> lo scorso 17 luglio. Il testo propone un obiettivo di elettrificazione legalmente vincolante, misure per rendere l&#8217;elettricità più competitiva dei combustibili fossili e nuovi strumenti per accelerare il passaggio dal riscaldamento dei fossili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I gruppi ambientalisti hanno accolto con favore il piano e hanno chiesto che lo slancio dell&#8217;energia sia portato avanti e un approccio ambizioso alla strategia di riscaldamento e raffreddamento. &#8220;La Commissione &#8211; spiega <strong>Davide Sabbadin</strong>, responsabile della Politica climatica ed energetica dell&#8217;<strong>European Environmental Bureau</strong> (Eeb) &#8211; ha ragione nel riconoscere che l&#8217;elettrificazione richiede più che installare più pompe di calore. Accogliamo con favore la creazione di uno spazio dedicato come la <strong>Better Homes Partnership</strong> e l&#8217;attenzione su soluzioni integrate che riuniscono pompe di calore con efficienza energetica, energie rinnovabili, stoccaggio e altre tecnologie abilitanti. L&#8217;enfasi sui modelli di business a costo anticipato zero è anche un passo cruciale per rendere il riscaldamento pulito accessibile a più famiglie&#8221;.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le misure del piano di elettrificazione dell&#8217;Ue</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il piano d&#8217;azione dell&#8217;Ue include <strong>un obiettivo di elettrificazione giuridicamente vincolante del 46% per il 2040</strong>, da incorporare nella futura legislazione dell&#8217;Unione sull&#8217;Energia. Per l&#8217;Eeb, però, si tratta di un obiettivo importante ma ancora timido perché l&#8217;Ue <a href="https://eeb.org/wp-content/uploads/2020/06/PAC_scenario_technical_summary_FINAL.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">possiede</a> già il potenziale tecnico per&nbsp;funzionare&nbsp;al 100% con energie rinnovabili entro il 2040.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il testo presenta poi un impegno a&nbsp;<strong>riformare la tassazione dell&#8217;elettricità&nbsp;</strong>per ridurre il divario di prezzo tra elettricità e gas, insieme a misure per rendere le bollette dell&#8217;elettricità più eque. Correggere questo squilibrio di lunga data, secondo l&#8217;Eeb, è essenziale per integrare le tecnologie prive di fossili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dovrà essere sviluppato un piano per quasi&nbsp;<strong>raddoppiare le installazioni annuali della pompa di calore entro il 2030&nbsp;</strong>rispetto ai livelli del 2025. L&#8217;incanalamento delle pompe di calore è essenziale, ma l&#8217;implementazione deve essere collegata a pacchetti di ristrutturazione e adattamento più ampi che combinano miglioramenti dell&#8217;efficienza, generazione di energia rinnovabile, flessibilità e altre tecnologie abilitanti, come riconosciuto dal piano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Ue vuole poi introdurre un&nbsp;<strong>meccanismo di mercato del calore pulito entro il 2027&nbsp;</strong>per supportare l&#8217;implementazione della pompa di calore e ridurre i costi iniziali: questo potrebbe aiutare ad accelerare l&#8217;assorbimento, in particolare se supporta modelli di finanziamento innovativi e soluzioni di ristrutturazione integrate piuttosto che concentrarsi solo sulle singole tecnologie. E un maggiore utilizzo dei finanziamenti dell&#8217;Ue, comprese&nbsp;le <strong>entrate Ets2</strong> e il <strong>Fondo sociale per il Clima</strong>, per sostenere le famiglie vulnerabili e rendere più accessibili le tecnologie pulite.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le criticità del piano secondo Eeb</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il piano include anche una strategia dedicata di riscaldamento e raffreddamento, riconoscendo il ruolo cruciale degli edifici nell&#8217;eliminazione graduale dei fossili in Europa. Tuttavia, l&#8217;Eeb <a href="https://mailchi.mp/04701f41ebb9/electrification-action-plan?e=81f978331b" target="_blank" rel="noreferrer noopener">avverte</a> che il successo di questa transizione dipenderà dall&#8217;andare oltre un approccio a tecnologia singola e dal garantire che le soluzioni siano implementate insieme. &#8220;Quando l&#8217;Europa investe su larga scala &#8211; aggiunge Sabbadin &#8211; deve <strong>prendere le scelte tecnologiche giuste</strong>. La Commissione ha perso l&#8217;occasione di guidare gli Stati membri verso pompe di calore a prova di futuro utilizzando refrigeranti naturali, che sono già disponibili e protetti da future restrizioni di Pfas e F-gas&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi strumenti, secondo Eeb, devono essere integrati da finanziamenti nazionali adeguati, permessi più semplici e politiche che aiutino le famiglie ad accedere a&nbsp;<a href="https://europeanenvironmentalbureau.substack.com/p/europe-needs-independence-kits-to" target="_blank" rel="noreferrer noopener">kit di indipendenza energetica&nbsp;</a>che combinano diversi tipi di soluzioni. La Commissione sottolinea anche il ruolo delle autorità locali, proponendo sostegno ai piani comunali di riscaldamento e raffreddamento attraverso iniziative come la struttura europea per le città. Tuttavia, l&#8217;organizzazione avverte che il piano rimane molto al di sotto di quanto necessario, con l&#8217;attuale sostegno che <strong>raggiunge solo una frazione dei comuni europei</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Eeb critica anche il fatto che il piano <strong>non stabilisca aspettative più chiare sul tipo di pompe di calore</strong> che dovrebbero essere promosse. Mentre l&#8217;Europa <a href="https://eeb.org/wp-content/uploads/2024/11/EIA-2024-EU-F-Gas-Regulations-Climate-Briefing-SPREADS.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">si muove</a> verso regole più severe sui&nbsp;refrigeranti&nbsp;a gas F&nbsp;dannoso, le famiglie e le autorità pubbliche dovrebbero essere incoraggiate a scegliere tecnologie a prova di futuro che rimangano efficienti, convenienti e facili da mantenere per i decenni a venire. Le pompe di calore che utilizzano refrigeranti naturali <a href="https://www.euractiv.com/opinion/naturally-cool-europe-set-to-lead-a-climate-revolution-with-refrigerants/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sono già ampiamente&nbsp;disponibili&nbsp;</a>e dovrebbero essere prioritarie, soprattutto quando il denaro pubblico viene utilizzato per sostenere il loro impiego.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/piano-di-elettrificazione-ue/">Ue, presentato nuovo piano per elettrificazione al 46% entro il 2040</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
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		<title>Revisione Ets, Wwf: &#8220;Proposta Ue indebolisce la lotta ai cambiamenti climatici&#8221;</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/revisione-ets-wwf-cambiamenti-climatici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 15:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ecodallecitta.it/?p=66997</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Wwf esprime forti preoccupazioni per la proposta di revisione dell&#8217;Emission Trading System (Ets) presentata dalla Commissione europea, ritenendo che alcune delle modifiche previste possano compromettere l&#8217;efficacia di uno dei principali strumenti europei per la riduzione delle emissioni di gas serra. Secondo l&#8217;organizzazione ambientalista, la riforma rischia infatti di indebolire gli incentivi alla decarbonizzazione, rallentare [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Wwf</strong> esprime forti preoccupazioni per la proposta di revisione dell&#8217;<strong>Emission Trading System (<a href="https://www.ecodallecitta.it/europa-ecco-prezzo-co%e2%82%82-elettrificazione/" data-type="link" data-id="https://www.ecodallecitta.it/europa-ecco-prezzo-co%e2%82%82-elettrificazione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ets</a>)</strong> presentata dalla <a href="https://www.ecodallecitta.it/commissione-ue-industrie-inquinanti-ets/" data-type="link" data-id="https://www.ecodallecitta.it/commissione-ue-industrie-inquinanti-ets/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Commissione europea</a>, ritenendo che alcune delle modifiche previste possano compromettere l&#8217;efficacia di uno dei principali strumenti europei per la riduzione delle emissioni di gas serra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo l&#8217;organizzazione ambientalista, la riforma rischia infatti di indebolire gli incentivi alla decarbonizzazione, rallentare la transizione energetica e mettere a rischio il raggiungimento degli obiettivi climatici europei al 2040.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le critiche alla riforma dell&#8217;Ets</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per il Wwf, il sistema Ets ha funzionato negli anni grazie alla combinazione di tre elementi fondamentali: un limite progressivamente decrescente alle emissioni, un prezzo della CO2 sufficientemente elevato da incentivare la riduzione dell&#8217;inquinamento e l&#8217;utilizzo delle entrate generate per sostenere la transizione energetica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<strong>L&#8217;Ets funziona perché i suoi elementi fondamentali si rafforzano a vicenda: un tetto alle emissioni in calo, un prezzo significativo per l&#8217;inquinamento ed entrate che sostengono la transizione verso l&#8217;energia pulita</strong>&#8220;, afferma <strong><a href="https://vociperilclima.greenpeace.it/esperti/mariagrazia-midulla/" data-type="link" data-id="https://vociperilclima.greenpeace.it/esperti/mariagrazia-midulla/">Mariagrazia Midulla</a></strong>, responsabile Clima ed Energia del Wwf Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;associazione contesta in particolare la proposta di prolungare fino al 2040 l&#8217;assegnazione gratuita di quote di emissione ad alcuni settori industriali, una misura che, secondo il Wwf, rischia di ridurre gli incentivi agli investimenti in tecnologie più pulite.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I timori per l&#8217;obiettivo climatico al 2040</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli aspetti più critici evidenziati dal Wwf vi è anche la modifica del <strong>Fattore di Riduzione Lineare (Lrf)</strong>, il meccanismo che determina la velocità con cui diminuisce il tetto massimo delle emissioni consentite dal sistema Ets.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo l&#8217;organizzazione, un rallentamento del tasso di riduzione potrebbe consentire l&#8217;emissione di ulteriori <strong>2 miliardi di tonnellate di CO2</strong>, rendendo più difficile il raggiungimento dell&#8217;obiettivo europeo di riduzione del <strong>90% delle emissioni nette entro il 2040</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Wwf critica inoltre la possibilità di utilizzare ulteriori quote per compensare le emissioni attraverso progetti di cattura e stoccaggio del carbonio, ritenendo che questa scelta possa ridurre ulteriormente la pressione sulle imprese affinché diminuiscano le emissioni alla fonte.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Promosso il Piano per l&#8217;elettrificazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Diverso il giudizio sul nuovo <strong>Piano d&#8217;azione per l&#8217;elettrificazione</strong> pubblicato dalla Commissione europea insieme alla proposta di riforma dell&#8217;Ets.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;associazione accoglie positivamente l&#8217;obiettivo di favorire la diffusione dell&#8217;elettricità prodotta da fonti pulite e di ridurre gradualmente i sussidi ai combustibili fossili, considerati ancora un ostacolo alla transizione energetica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il Wwf, l&#8217;elettrificazione può contribuire a rafforzare l&#8217;indipendenza energetica europea e a ridurre le bollette, purché sia accompagnata da un deciso sviluppo delle <strong>energie rinnovabili</strong>, da interventi di <strong>efficienza energetica</strong> e da investimenti nelle <strong>reti elettriche</strong> e nella flessibilità del sistema.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La richiesta del Wwf</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per l&#8217;associazione ambientalista, l&#8217;Unione europea dovrebbe evitare qualsiasi misura che possa indebolire il segnale di prezzo della CO2 e mantenere alta l&#8217;ambizione climatica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Wwf ribadisce che la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili rappresenta una priorità non solo per il clima, ma anche per la sicurezza energetica e la competitività economica dell&#8217;Europa, soprattutto in una fase caratterizzata da crescente instabilità geopolitica e dagli effetti sempre più evidenti della crisi climatica.</p>
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		<item>
		<title>La Commissione Ue presenta la riforma dell’Ets</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/commissione-ue-industrie-inquinanti-ets/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 14:42:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ecodallecitta.it/?p=66998</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Commissione Europea ha presentato la proposta di revisione dell’Emission Trading System (ETS), il principale strumento comunitario per la riduzione delle emissioni di gas serra. L’intervento rientra nel pacchetto di misure collegato al nuovo Piano d’azione per l’elettrificazione e punta ad adeguare il sistema agli obiettivi climatici dell’Unione Europea al 2040. L’ETS regola le emissioni [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La <strong><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/qanda_26_1598" data-type="link" data-id="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/qanda_26_1598" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Commissione Europea</a></strong> ha presentato la proposta di revisione dell’<strong>Emission Trading System (<a href="https://www.ecodallecitta.it/europa-ecco-prezzo-co%e2%82%82-elettrificazione/" data-type="link" data-id="https://www.ecodallecitta.it/europa-ecco-prezzo-co%e2%82%82-elettrificazione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ETS</a>)</strong>, il principale strumento comunitario per la riduzione delle emissioni di gas serra. L’intervento rientra nel pacchetto di misure collegato al nuovo <strong>Piano d’azione per l’elettrificazione</strong> e punta ad adeguare il sistema agli obiettivi climatici dell’Unione Europea al 2040.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ETS regola le emissioni di settori come produzione energetica, industria, trasporto aereo e marittimo attraverso un sistema di quote negoziabili che stabilisce un limite massimo alle emissioni complessive consentite.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nuova traiettoria per la riduzione delle emissioni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La revisione aggiorna il percorso di riduzione delle emissioni a partire dal 2031, in coerenza con il nuovo obiettivo europeo di ridurre del 90% le emissioni nette entro il 2040.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Commissione propone di modificare il <strong>fattore di riduzione lineare (LRF)</strong>, il meccanismo che determina la diminuzione progressiva delle quote disponibili sul mercato. Il nuovo tasso sarà del <strong>3,7% annuo nel periodo 2031-2035</strong> e dell’<strong>1,7% nel periodo 2036-2040</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quote gratuite e meccanismo CBAM</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli elementi centrali della proposta figura la revisione del calendario relativo alle <strong>quote gratuite di emissione</strong> assegnate alle industrie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per i settori interessati dal <strong>Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM)</strong>, il meccanismo europeo che applica un prezzo del carbonio alle importazioni provenienti da Paesi con standard ambientali meno stringenti, la riduzione delle quote gratuite sarà graduale e proseguirà fino al 2038.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Commissione prevede inoltre una revisione dei parametri di assegnazione per accompagnare gli investimenti nella decarbonizzazione industriale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Crediti internazionali e assorbimenti di carbonio</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La proposta introduce la possibilità di utilizzare una quota limitata di <strong>crediti internazionali di alta qualità</strong> per sostenere progetti di riduzione delle emissioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È inoltre prevista l’integrazione nel sistema ETS di <strong>250 milioni di tonnellate di assorbimenti permanenti di carbonio</strong>, misura che punta a favorire lo sviluppo del mercato delle tecnologie di rimozione della CO₂.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Riforma della riserva di stabilità del mercato</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il pacchetto comprende anche una revisione della <strong>Market Stability Reserve</strong>, lo strumento che regola la quantità di quote presenti sul mercato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo la Commissione, la modifica punta a migliorare la stabilità del sistema, garantire maggiore liquidità e ridurre l’eccessiva volatilità dei prezzi delle quote di emissione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Più risorse per la transizione industriale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un capitolo importante della riforma riguarda l’utilizzo delle entrate generate dall’ETS.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli Stati membri saranno chiamati a destinare una quota significativa dei proventi agli investimenti per la decarbonizzazione dei settori industriali coinvolti. Secondo le stime della Commissione, la misura potrebbe mobilitare circa <strong>100 miliardi di euro entro il 2030</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per sostenere questi investimenti Bruxelles punta inoltre a rafforzare la futura <strong>Banca per la decarbonizzazione industriale</strong>, che dovrebbe mettere a disposizione fino a <strong>100 miliardi di euro</strong>, con una prima dotazione di 30 miliardi attraverso il programma <strong>Investment Booster</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Estensione agli inceneritori</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La proposta conferma infine l’<strong>estensione del sistema ETS agli <a href="https://www.ecodallecitta.it/incenerimento-sistema-eu-ets-rifiuti-discarica/" data-type="link" data-id="https://www.ecodallecitta.it/incenerimento-sistema-eu-ets-rifiuti-discarica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">impianti di incenerimento dei rifiuti</a></strong>, una misura già anticipata nei mesi scorsi e destinata a entrare nel nuovo quadro normativo europeo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La revisione dovrà ora essere esaminata dal <strong>Parlamento europeo</strong> e dal <strong>Consiglio dell’Unione Europea</strong>, che saranno chiamati a definire il testo definitivo della riforma.</p>
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		<title>Bollette, Energy Square: con l’elettrificazione risparmi fino a 260 miliardi l’anno</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/bollette-energy-square-elettrificazione-risparmi-260-miliardi-anno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 13:52:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ecodallecitta.it/?p=66989</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Italia continua a pagare uno dei prezzi dell&#8217;energia più elevati d&#8217;Europa e a dipendere fortemente dalle importazioni di combustibili fossili. Per invertire questa tendenza servono interventi strutturali che accelerino la transizione energetica e rendano più competitivo il sistema economico nazionale. È questa la conclusione del rapporto presentato alla Camera da Energy Square, think tank che [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Italia continua a pagare uno dei prezzi dell&#8217;energia più elevati d&#8217;Europa e a dipendere fortemente dalle importazioni di combustibili fossili. Per invertire questa tendenza servono interventi strutturali che accelerino la transizione energetica e rendano più competitivo il sistema economico nazionale. È questa la conclusione del rapporto presentato alla Camera da <strong><a href="https://www.energysquare.it/" data-type="link" data-id="https://www.energysquare.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Energy Square</a></strong>, think tank che riunisce ricercatori, accademici ed esperti del settore energetico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;elettrificazione come leva per ridurre i costi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il documento individua nell&#8217;<strong><a href="https://www.ecodallecitta.it/europa-ecco-prezzo-co%e2%82%82-elettrificazione/" data-type="link" data-id="https://www.ecodallecitta.it/europa-ecco-prezzo-co%e2%82%82-elettrificazione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">elettrificazione dei consumi</a></strong> una delle principali leve per ridurre i costi energetici. Secondo le stime riportate dagli esperti, l&#8217;Unione europea potrebbe arrivare a risparmiare fino a <strong>260 miliardi di euro l&#8217;anno</strong> grazie al progressivo abbandono di petrolio e gas importati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per raggiungere questo obiettivo, il rapporto propone <strong>20 interventi operativi</strong> che spaziano dalla riforma della fiscalità energetica alla semplificazione delle procedure autorizzative per impianti rinnovabili, reti elettriche e sistemi di accumulo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fiscalità energetica da ripensare</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Gli autori evidenziano come l&#8217;attuale sistema fiscale continui a penalizzare l&#8217;utilizzo dell&#8217;elettricità rispetto ai combustibili fossili, rallentando la diffusione di tecnologie più efficienti come le <strong>pompe di calore</strong> e l&#8217;elettrificazione di molti processi industriali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Energy Square, il problema non riguarda soltanto la decarbonizzazione ma anche la <strong>sicurezza energetica</strong> e la competitività economica. La forte dipendenza italiana dalle importazioni di gas espone infatti famiglie e imprese alle oscillazioni dei mercati internazionali e alle tensioni geopolitiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nodo delle autorizzazioni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i principali ostacoli individuati dal think tank c&#8217;è la lentezza delle procedure amministrative. Pur disponendo di tecnologie, competenze industriali e capitali necessari per accelerare la transizione energetica, l&#8217;Italia continua a registrare ritardi nell&#8217;autorizzazione di nuovi impianti rinnovabili e infrastrutture strategiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<strong>L&#8217;Italia dispone delle tecnologie, delle competenze industriali e dei capitali per aumentare l&#8217;elettrificazione dei consumi e sviluppare rinnovabili, reti e accumuli. Il fattore principale che frena questi investimenti è l&#8217;incapacità del sistema pubblico di autorizzarli in tempi certi</strong>&#8220;, ha dichiarato <strong>Agostino Re Rebaudengo</strong>, membro di Energy Square.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una questione economica oltre che ambientale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per gli esperti, una maggiore diffusione dell&#8217;elettrificazione, accompagnata dallo sviluppo di <strong>energie rinnovabili, reti e sistemi di accumulo</strong>, rappresenta la strada più efficace per contenere le bollette nel lungo periodo, ridurre la dipendenza energetica dall&#8217;estero e rafforzare la competitività del sistema produttivo italiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rapporto arriva inoltre in concomitanza con la presentazione del nuovo <strong>Piano d&#8217;azione europeo per l&#8217;elettrificazione</strong>, che punta a incrementare il peso dell&#8217;elettricità nei consumi finali energetici dell&#8217;Unione europea e a sostenere la transizione verso un sistema energetico meno dipendente dai combustibili fossili.</p>



<div data-wp-interactive="core/file" class="wp-block-file"><object data-wp-bind--hidden="!state.hasPdfPreview" hidden class="wp-block-file__embed" data="https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2026/07/Energy-Square_Policy-Brief_Ridurre-i-costi-dellenergia-in-Italia_compressed.pdf" type="application/pdf" style="width:100%;height:600px" aria-label="Incorporamento di Energy Square_Policy Brief_Ridurre i costi dell&apos;energia in Italia_compressed."></object><a id="wp-block-file--media-aefb98d5-61f2-4136-a6c5-bf910a5a5e83" href="https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2026/07/Energy-Square_Policy-Brief_Ridurre-i-costi-dellenergia-in-Italia_compressed.pdf">Energy Square_Policy Brief_Ridurre i costi dell&#8217;energia in Italia_compressed</a><a href="https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2026/07/Energy-Square_Policy-Brief_Ridurre-i-costi-dellenergia-in-Italia_compressed.pdf" class="wp-block-file__button wp-element-button" download aria-describedby="wp-block-file--media-aefb98d5-61f2-4136-a6c5-bf910a5a5e83">Download</a></div>
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		<item>
		<title>Revisione Ets, Ecco: preservare prezzo CO2 e accelerare elettrificazione</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/europa-ecco-prezzo-co%e2%82%82-elettrificazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 13:12:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ecodallecitta.it/?p=66986</guid>

					<description><![CDATA[<p>In occasione della presentazione da parte della Commissione europea della proposta di revisione del sistema ETS (Emission Trading System) e del nuovo Electrification Action Plan, il think tank climatico ECCO interviene sottolineando la necessità di mantenere un forte segnale economico sul costo delle emissioni e di favorire l&#8217;elettrificazione attraverso una riforma della fiscalità energetica. Secondo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">In occasione della presentazione da parte della <strong>Commissione europea</strong> della proposta di revisione del sistema <strong><a href="https://www.ecodallecitta.it/ecco-ets-sicurezza-energetica/" data-type="link" data-id="https://www.ecodallecitta.it/ecco-ets-sicurezza-energetica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ETS (Emission Trading System)</a></strong> e del nuovo <strong>Electrification Action Plan</strong>, il think tank climatico <strong>ECCO</strong> interviene sottolineando la necessità di mantenere un forte segnale economico sul costo delle emissioni e di favorire l&#8217;elettrificazione attraverso una riforma della fiscalità energetica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo ECCO, i due strumenti rappresentano elementi complementari di una strategia europea volta a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, rafforzare la sicurezza energetica e sostenere la competitività dell&#8217;industria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">ETS, uno strumento da rafforzare senza penalizzare l&#8217;industria</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il think tank evidenzia come il sistema ETS abbia avuto un ruolo centrale nel processo di decarbonizzazione europeo, orientando investimenti e consumi verso tecnologie a basse emissioni e generando importanti risorse economiche per finanziare la transizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2024 le entrate derivanti dal sistema hanno raggiunto <strong>38,8 miliardi di euro</strong>, mentre dal 2013 il valore cumulato supera i <strong>230 miliardi di euro</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo <strong><a href="https://eccoclimate.org/staff/davide-panzeri/" data-type="link" data-id="https://eccoclimate.org/staff/davide-panzeri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Davide Panzeri</a></strong>, responsabile Politiche Italia-Europa di ECCO, la revisione dovrà introdurre strumenti di flessibilità per i comparti industriali più difficili da decarbonizzare, evitando però di compromettere l&#8217;efficacia del meccanismo o di penalizzare le imprese che hanno già investito in processi produttivi più sostenibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per ECCO è fondamentale evitare sia un eccessivo aggravio di costi per l&#8217;industria sia un indebolimento del prezzo della CO₂ che ridurrebbe gli incentivi agli investimenti in tecnologie pulite, efficienza energetica ed elettrificazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Elettrificazione ferma al 23% in Europa</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo <strong>Electrification Action Plan</strong> nasce con l&#8217;obiettivo di rilanciare un processo che nell&#8217;Unione europea è sostanzialmente fermo da anni. Attualmente l&#8217;elettricità rappresenta circa il <strong>23% dei consumi finali di energia</strong>, mentre in Paesi come Cina, Corea del Sud e Giappone la quota supera il 30%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Italia si colloca leggermente sotto la media europea, con una quota pari al <strong>22%</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo ECCO, l&#8217;elettrificazione rappresenta il percorso più efficiente e meno costoso per ridurre le emissioni, soprattutto nel riscaldamento degli edifici e nei processi industriali a bassa e media temperatura. Le tecnologie elettriche disponibili consentono infatti di ottenere lo stesso servizio energetico consumando da tre a quattro volte meno energia rispetto alle alternative basate sui combustibili fossili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fiscalità energetica da riequilibrare</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei principali ostacoli all&#8217;elettrificazione individuati dal think tank riguarda la struttura della fiscalità energetica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">ECCO evidenzia come, in Italia, la tassazione e gli oneri applicati all&#8217;elettricità possano risultare fino a <strong>20 volte superiori</strong> rispetto a quelli che gravano sui combustibili fossili a parità di servizio energetico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo <strong>Francesca Andreolli</strong>, ricercatrice senior Energia ed Efficienza di ECCO, una delle misure più efficaci per accelerare la diffusione delle tecnologie elettriche consiste proprio nel ridurre il differenziale di costo tra elettricità e fonti fossili, oggi fortemente influenzato da imposte e oneri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo indicato è portare il costo dell&#8217;elettricità a non oltre il doppio di quello del gas per le imprese e a non oltre due volte e mezzo per le famiglie, rendendo così economicamente più conveniente l&#8217;adozione di soluzioni elettriche ad alta efficienza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Competitività e sicurezza energetica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per ECCO la diffusione dell&#8217;elettrificazione non rappresenta soltanto una misura climatica, ma anche una scelta strategica per ridurre l&#8217;esposizione dell&#8217;economia europea alla volatilità dei mercati energetici internazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;abbandono progressivo dei combustibili fossili e la maggiore efficienza delle tecnologie elettriche potrebbero infatti tradursi in una significativa riduzione dei costi energetici per famiglie e imprese, contribuendo al rafforzamento della competitività industriale europea e della sicurezza energetica del continente.</p>
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		<title>Extinction Rebellion dipinge un toret di Torino: &#8220;Questo caldo una scelta politica&#8221;</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/extinction-rebellion-toret-torino-caldo-scelta-politica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 10:43:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nuova iniziativa di Extinction Rebellion a Torino: un toret del centro città, in piazza Arbarello, – che versava in condizioni di degrado &#8211; è stato ridipinto di verde fluo per richiamare l’attenzione sulle ondate di calore estremo e sulle conseguenze della siccità che ha colpito il territorio negli ultimi mesi. Una protesta artistica dal forte [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nuova iniziativa di <strong>Extinction Rebellion a Torino:</strong> <strong>un toret del centro città</strong>, in piazza Arbarello, – che versava in condizioni di degrado &#8211; è stato <strong>ridipinto di verde fluo</strong> per richiamare l’attenzione sulle <strong>ondate di calore estremo e sulle conseguenze della siccità </strong>che ha colpito il territorio negli ultimi mesi. Una protesta artistica dal forte impatto visivo, realizzata su uno dei simboli dell’acqua potabile pubblica torinese: un bene comune gratuito e indispensabile, soprattutto nelle giornate di caldo record di questa estate, segnata da temperature mai raggiunte prima.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La fontana di piazza Arbarello è stata <strong>abbellita con vasi di fiori e bicchieri a disposizione di tutti per abbeverarsi</strong>, e una scritta che recita <strong>“Caldo e siccità: chi governa ti lascia a secco”</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">“Il Po è in secca. I ghiacciai stanno fondendo. Di fronte alla spaventosa cecità della Regione Piemonte e del Governo, e a decisioni politiche che vanno in direzione contraria alla tutela della salute dei cittadini e del bene comune, dipingiamo di verde fluo un toret del centro città perché<strong> ricordi a ognuno di noi, in queste giornate di calore estremo, che questo caldo è una scelta politica</strong>&#8220;, afferma Extinction Rebellion. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i responsabili dell’aggravarsi della crisi idrica, Extinction Rebellion, ancora una volta, ricorda le <strong>responsabilità della Regione Piemonte e del Governo</strong>: &#8220;In un periodo storico&nbsp;segnato da siccità sempre più frequenti e da una crescente pressione sulle risorse idriche &#8211; proseguono gli attivisti &#8211; la <strong>Cabina di Regia per la Crisi Idrica</strong>,&nbsp;istituita presso il Ministero delle Infrastrutture di Matteo Salvini durante la terribile siccità del 2022, <strong>si è riunita, dopo un’anno dall’ultima riunione, solo il 9 luglio</strong>. Sono stati stanziati 1,7 miliardi di fondi emergenziali, una misura ritenuta insufficiente dall’Associazione Nazionale dei consorzi irrigui, di fronte al cronicizzarsi della crisi&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La Giunta Cirio, nell’estate 2025, proponeva una disposizione di legge (Lg. 9/2025 Art. 34 su deflusso ecologico e Art. 50 su aree protette) che consentiva un <a href="https://www.giornalelavoce.it/news/attualita/697678/la-legge-per-prosciugare-i-fiumi-non-passa-schiaffo-della-corte-alla-regione-piemonte.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">aumento dei prelievi </a>di acqua dai fiumi fino al 70% della portata nei periodi di magra, andando di fatto a raggirare la Direttiva Europea 2000/60/CE. La legge, infatti, è stata bocciata dalla Corte Costituzionale nell’aprile 2026  risultando in contrasto con la normativa europea e nazionale nonché priva di fondamenta tecnico scientifiche e valutazioni specialistiche circa il deflusso ecologico. “Una storia che evidenzia la mancanza di visione del Governo e di questa Giunta nei confronti dei temi legati alla salvaguardia degli ecosistemi e del clima&#8221;</p>
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		<title>Record di consumi energetici in Italia per il caldo: +4,6% rispetto a picco 2025</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/record-consumi-energetici-italia-caldo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 10:17:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nuovo record di consumi energetici in Italia a causa del caldo. Secondo i dati Terna nella giornata di mercoledì 15 luglio è stata raggiunta la massima punta oraria di fabbisogno del 2026. Il picco è stato registrato nella fascia oraria compresa tra le 15 e le 16, quando la richiesta sulla rete ha toccato quota 57.985 megawatt (MW), equivalente [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nuovo record di <strong>consumi energetici in Italia a causa del caldo</strong>. Secondo i dati Terna nella giornata di mercoledì <strong>15 luglio</strong> è stata raggiunta la <strong>massima punta oraria di fabbisogno del 2026</strong>. Il picco è stato registrato nella fascia oraria compresa tra le <strong>15 e le 16</strong>, quando la richiesta sulla rete ha toccato quota <strong>57.985 megawatt (MW)</strong>, equivalente a circa 57,98 gigawatt (GW). Si tratta, allo stato attuale, del valore più elevato da inizio anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il valore è <strong>in aumento del 4,6% rispetto al picco registrato nel 2025</strong>, pari a 55.450 MW. L&#8217;incremento è legato al <strong>caldo estremo</strong> degli ultimi giorni, che porta famiglie, uffici e attività produttive a <strong>utilizzare più intensamente i sistemi di raffrescamento</strong>. Nelle giornate più torride la domanda di energia tende infatti a concentrarsi nelle ore centrali del pomeriggio, quando le temperature raggiungono i massimi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Terna precisa che il dato sulla punta di fabbisogno a <strong>57.985 MW</strong> è <strong>provvisorio e soggetto a rettifica</strong>. Le statistiche pubblicate, spiega la società, rappresentano il <strong>fabbisogno elettrico nazionale</strong>, ossia la quantità di energia richiesta complessivamente dal sistema in un dato momento, al netto degli scambi con l’estero. La <strong>punta oraria</strong> indica l’ora in cui questa richiesta raggiunge il valore massimo nell’arco della giornata o, come in questo caso, dell’intero anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Data Center, Wwf: &#8220;Alimentarli con rinnovabili ed evitare bolla speculativa&#8221;</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/data-center-wwf-rinnovabili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 12:56:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ecodallecitta.it/?p=66934</guid>

					<description><![CDATA[<p>La domanda di energia per i data center è in crescita, va soddisfatta con energia rinnovabile, ma bisogna evitare che il tutto si trasformi in una bolla speculativa sia sul piano territoriale, sia su quello energetico. Attualmente le stime di crescita più elevate riflettono in gran parte annunci di sviluppatori e non capacità effettivamente richiesta [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La domanda di energia per i <strong>data center è in crescita, va soddisfatta con energia rinnovabile</strong>, ma bisogna evitare che il tutto si trasformi in una <strong>bolla speculativa sia sul piano territoriale, sia su quello energetico</strong>. Attualmente le stime di crescita più elevate riflettono in gran parte annunci di sviluppatori e non capacità effettivamente richiesta né realizzabile nel breve periodo, per questo il fenomeno va governato con standard ambientali, energetici, sociali e territoriali precisi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">È questo il quadro tracciato dallo studio <strong>&#8220;Data center: quanti, dove e come. E soprattutto, alimentati con quali fonti energetiche? &#8220;</strong> realizzato dall’Università di Padova, con il contributo liberale del <a href="https://www.ecodallecitta.it/data-center-webinar-wwf-sulle-criticita-di-queste-nuove-strutture/" data-type="link" data-id="https://www.ecodallecitta.it/data-center-webinar-wwf-sulle-criticita-di-queste-nuove-strutture/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">WWF Italia</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il report parte dall’analisi di tre possibili scenari sul fabbisogno energetico necessario per i dati center del futuro e sul suo peso sui consumi totali a livello nazionale. Il primo prevede una quota sui consumi nazionali del 4% entro il 2035, il secondo del 7,5% e il terzo del 15%.&nbsp;<strong>Lo scenario più realistico è considerato quello del 4%.&nbsp;</strong>Questo perché, tra i vari motivi: le richieste di connessione a Terna sommano 82,6 GW (marzo 2026), un ordine di grandezza superiore al fabbisogno realistico; nel 2023-2025 solo il 68% degli investimenti annunciati è stato effettivamente realizzato (Osservatorio Politecnico di Milano); l’evoluzione recente delle prestazioni dei chip e delle tecniche di raffreddamento lasciano intendere che i consumi dei Data Center futuri saranno inferiori a quelli realizzati finora. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per dare una misura del fenomeno,<strong> l’efficienza elaborativa per unità di energia di Google è cresciuta oltre 6 volte in cinque anni</strong>; inoltre, sono presenti colli di bottiglia di filiera che impediscono di raggiungere i tassi di crescita immaginati negli scenari più spinti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prendendo in considerazione quindi lo scenario base, il report sottolinea come la domanda dei data center del futuro possa essere <strong>alimentata con energia interamente rinnovabile</strong>, eventualmente integrata dalla flotta di centrali a gas a ciclo combinato (CCGT) esistente e poco utilizzata, senza necessità di nuovo termoelettrico dedicato.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, il nucleare (inclusi i famosi piccoli reattori modulari), ammesso e non concesso veda mai la luce, non darebbe contributi significativi, almeno entro il 2035, e non va considerato come opzione per la copertura della domanda dei data center, che crescerà nel decennio e verosimilmente saturerà in seguito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per raggiungere questi risultati serviranno innanzitutto i Power Purchase Agreement (PPA). Si tratta di accordi a lungo termine che le aziende fornitrici di energia rinnovabile stipulano con i loro clienti. Alcuni oggi sono già in atto, per esempio, quelli tra Apple ed Engie (138 MW, marzo 2026, parte di un portafoglio Engie da 1,6 GW al 2030), Edison-Data4 (decennale, dal 2025), Iren-Statkraft (30 GWh/anno solare, decennale dal 2025) ed Enfinity-Microsoft (400 MW in Italia nel 2026). Il ruolo delle istituzioni sarà però fondamentale per consolidare e aumentare l’offerta energetica rinnovabile.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel rapporto si danno anche indicazioni sulle politiche necessarie. A partire dal suggerimento di produrre&nbsp;un <strong>Piano Nazionale di sviluppo dei Data Center</strong>, la creazione di un processo autorizzativo ben definito e senza cortocircuiti, che tra l&#8217;altro introduca criteri di<strong>&nbsp;idoneità territoriale</strong>&nbsp;(disponibilità di capacità di reti elettrica e di fibra, alimentazione con fonti rinnovabili, prossimità con reti TLR) e&nbsp;<strong>soglie minime vincolanti di sostenibilità</strong>. Si propone anche di introdurre dei&nbsp;<strong>pre-screening tecnici&nbsp;</strong>per le richieste: per la&nbsp;<strong>connessione, la sostenibilità ambientale, i requisiti finanziari minimi.&nbsp;</strong>Si propone di vincolare i nuovi insediamenti e ampliamenti al principio&nbsp;<strong>“brownfield only”</strong>&nbsp;(solo aree impermeabilizzate, degradate o dismesse) e di introdurre degli obblighi relativi all’approvvigionamento da fonti rinnovabili, accelerando il processo autorizzativo. Tra le altre proposte, infine, quella di introdurre<strong>&nbsp;una priorità per i nuovi data center con recupero del calore di scarto</strong>&nbsp;in aree servite o servibili da reti di teleriscaldamento.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;“I Data Center sono centrali per la competitività economica dell’Italia, ma non possono divenire il grimaldello con cui proporre infrastrutture non necessarie. I consumi di energia cresceranno, ma non in quantità tale da stravolgere il settore elettrico. Anzi, le caratteristiche della domanda di energia del data center e il loro equipaggiamento con tecnologie di controllo avanzatissime li candidano a divenire parte attiva della gestione delle reti elettriche, capaci di fornire servizi di flessibilità”, afferma&nbsp;<strong>Arturo Lorenzoni, curatore dello studio</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;“Questo studio dimostra che la transizione ha bisogno di essere governata: in primis imponendo degli standard elevati che favoriscano progetti reali e basati sui migliori standard ambientali, energetici e sociali. I data center vanno alimentati con energia rinnovabile, collocati in aree già industrializzate per evitare il consumo di suolo e per approfittare di infrastrutture già esistenti, raffreddati con circuiti chiusi di ricircolo che minimizzino il consumo di acqua in un Paese a forte rischio siccità &#8211; dichiara&nbsp;<strong>Mariagrazia Midulla, Responsabile Clima ed Energia del WWF Italia</strong>&#8211; Vanno anche assicurati i migliori standard di lavoro e un rapporto corretto con il territorio attraverso reali percorsi partecipativi e misure di ripristino naturale realmente efficaci. Serve poi un quadro ben più ampio delle reali possibilità di sviluppo e delle vocazioni che il Paese intende avere, in modo da evitare che tutto questo gran parlare di data center si riveli solo una bolla speculativa. Per questo chiediamo alle istituzioni di attivarsi e non limitarsi a fare solo misure limitate e su sollecitazione dei proponenti”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/data-center-wwf-rinnovabili/">Data Center, Wwf: &#8220;Alimentarli con rinnovabili ed evitare bolla speculativa&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
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