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	<title>Ecocittadino Archivi - Eco dalle Città</title>
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	<description>ambiente urbano</description>
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	<title>Ecocittadino Archivi - Eco dalle Città</title>
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	<item>
		<title>Abbonamenti gratis agli studenti: scarso successo e ancora sconosciuto il saldo</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/abbonamenti-gratis-under-26-scarso-successo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Hutter]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 09:19:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecocittadino]]></category>
		<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sconcertante vicenda del trasporto gratis agli universitari iscritti agli Atenei piemontesi. Se non abbiamo malinteso le cifre, hanno attivato l&#8217;abbonamento gratuito 68mila studenti su 108mila che ne avevano diritto (speriamo di avere malinteso). Vuol dire che a quasi 9 mesi dall&#8217;attivazione dell&#8217;offerta 40mila studenti su 108mila non hanno neanche fatto lo sforzo di compilare [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La sconcertante vicenda del trasporto gratis agli universitari iscritti agli Atenei piemontesi. Se non abbiamo malinteso le cifre, hanno attivato l&#8217;abbonamento gratuito 68mila studenti su 108mila che ne avevano diritto (speriamo di avere malinteso). Vuol dire che a quasi 9 mesi dall&#8217;attivazione dell&#8217;offerta 40mila studenti su 108mila non hanno neanche fatto lo sforzo di compilare la richiesta on line???</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altro che far diminuire l&#8217;uso dell&#8217;auto! Intendiamoci: la categoria che usa meno l&#8217;auto è già quella degli studenti. Difatti non abbiamo mai creduto che questo abbonamento gratis sia un provvedimento antismog. È uno spot per gli Atenei. (Spreco di denaro). Ma addirittura che venga snobbato da 4 studenti su 10 è pazzesco. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Cosa significa? Evidentemente non ne sentono il bisogno, o vivono con la testa tra le nuvole. Aggiungo che Eco dalle Città sta aspettando da un mese di sapere da GTT quanti abbonamenti under 26 ha venduto in meno da quando c&#8217;è quello gratis per studenti. ( Gia sappiamo che quasi 4 su 10 non l&#8217;hanno voluto, magari scopriamo che la grande maggioranza di chi lo ha preso gratis già lo comprava). Premesso che per ridurre l&#8217;uso dell&#8217; auto ci sono ben altre cose da fare, e idem per incentivare il trasporto pubblico, l&#8217;argomento in questione con questi abbonamenti gratis è quello del sostegno ai giovani. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Adesso la Regione ha esteso il regalo agli iscritti all&#8217;Accademia e alle università private come Holden e IED. Per altro pare che ancora non sia possibile effettuare la procedura on line. Se penso ai &#8220;nostri&#8221; ragazzi di Eco dalle Città Aps, richiedenti asilo iscritti a tirocinii o corsi di formazione, che due o quattro volte al giorno stanno con l&#8217;ansia a sfuggire ai controllori perché non hanno i soldi. E ancora più numerosi gli studenti medi poveri&#8230; Loro non hanno diritto neanche a uno sconto oltre a quelli che erano in vigore, limitati ai residenti.</p>
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		<title>Riciclo plastica, la crisi si ridimensiona? Il punto della situazione</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/riciclo-plastica-crisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Hutter]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2025 13:39:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecocittadino]]></category>
		<category><![CDATA[Economia circolare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In attesa di ulteriori dettagli da parte degli abbottonatissimi (per ora) protagonisti, sembra che la paventata crisi del riciclo della plastica in Italia si sia ridimensionata. Il tavolo al Ministero dell&#8217;Ambiente, tenutosi il 25 novembre, si è concluso senza drastiche svolte, né rotture, né provvedimenti eccezionali. Resta sicuramente una situazione di difficoltà. Le aziende che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">In attesa di ulteriori dettagli da parte degli abbottonatissimi (per ora) protagonisti, sembra che la paventata<strong> crisi del riciclo della plastica in Italia si sia ridimensionata</strong>. Il tavolo al Ministero dell&#8217;Ambiente, tenutosi il 25 novembre, si è concluso senza drastiche svolte, né rotture, né provvedimenti eccezionali. Resta sicuramente una <strong>situazione di difficoltà</strong>. Le aziende che riciclano la plastica stanno facendo quest&#8217;anno più fatica a &#8220;piazzarla&#8221; sul mercato delle materie prime seconde, subiscono la concorrenza della plastica &#8220;vergine&#8221; o addirittura di plastica malamente o falsamente &#8220;riciclata&#8221; a prezzi più bassi, e soffrono per i <strong>costi più alti dell&#8217;energia</strong>. Non sono infatti state comprese negli impianti altamente energivori meritevoli di sovvenzioni statali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal tavolo è emerso un<strong> impegno del Governo a maggiori controlli alle dogane </strong>nei confronti di importazioni che si configurano come concorrenza sleale e l&#8217;impegno a riconoscere un <strong>credito di imposta </strong>alle aziende che acquistano plastica riciclata dai riciclatori certificati (quelli di Assorimap). Si tratta però di un credito di imposta che può arrivare al massimo a 20 mila euro per azienda in un anno. Una cifra significativa solo per piccolissime aziende. Nella riunione sembra che <strong>Confindustria Anci e gli altri soggetti interessati abbiano chiesto ad Assorimap di non drammatizzare la situazione</strong>, che potrebbe avere degli aspetti solamente congiunturali e passeggeri. E per il momento infatti non ci sono blocchi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; interessante però che in queste settimane siano tornate all&#8217;ordine del giorno le <strong>impostazioni di transizione ecologica dell&#8217;Unione Europea nel campo degli imballaggi, della plastica e della gestione dei rifiuti</strong>. Detto con parole nostre: non si può stare fermi, o si va avanti sulla strada dell&#8217;economia circolare o si torna al primato di <strong>inceneritori e discariche</strong>. Ecco quindi che si chiede di premere sul mercato perché si trasformi la plastica correttamente riciclata, e di conseguenza, a monte, si faccia una raccolta differenziata di qualità che faciliti una corretta selezione. Ecco che appare, o riappare con forza, in Parlamento una <strong>proposta di legge per introdurre la cauzione su bottiglie e lattine monouso</strong> (A buon rendere, molto più di un vuoto). Ecco che qualcuno torna a parlare di plastic tax.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda la situazione specifica del riciclo della plastica, intanto, molte aziende devono allargare i siti di stoccaggio e comunque non rinunciano a chiedere aiuti. Il tavolo al Ministero si riunirà di nuovo a metà dicembre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio in contemporanea con l&#8217;incontro al Ministero sul riciclo della plastica, Eco dalle Città ha tenuto un incontro sul tema &#8220;<a href="https://www.ecodallecitta.it/i-rifiuti-sono-troppi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">I Rifiuti sono troppi</a>&#8220;. Una constatazione semplice ed elementare ma completamente rimossa dalla attenzione mediatica politica e persino dalla agenda degli addetti ai lavori. <strong>La prima &#8220;erre&#8221; delle priorità per la gestione sostenibile dei rifiuti è la loro riduzione</strong>. Dovrebbe esserlo&#8230; Nella Settimana Europea della Riduzione dei Rifiuti si sono svolte molte azioni, ma in generale non si sta riuscendo a presentare opzioni concrete immediate, al di là della educazione ambientale. (&#8220;Meglio riparare gli apparecchi elettronici ed elettrici anziché buttarli&#8221;) Quello che hanno detto tutti i partecipanti al dibattito, al di là dei loro diversi ruoli e punti di vista, è che <strong>se la massa totale dei rifiuti continua a crescere o comunque a non diminuire, non si può riciclare tutto, né riciclare bene, né riciclare all&#8217;infinito</strong>. In Piemonte è addirittura leggermente aumentato l&#8217;indifferenziato procapite. Ma anche se si arrivasse a percentuali di differenziazione e di riciclo altissime, <strong>non è sostenibile un sistema che ci porta a produrre mezza tonnellata di rifiuti a testa all&#8217;anno</strong>. Oltretutto con un incremento di materiali difficili da gestire e riciclare come spesso sono le plastiche.</p>
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		<item>
		<title>Perchè i rifiuti nel 2024 sono aumentati a Torino e non a Milano?</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/perche-i-rifiuti-nel-2024-sono-aumentati-a-torino-e-non-a-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Hutter]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Feb 2025 17:30:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecocittadino]]></category>
		<category><![CDATA[Economia circolare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il tema rifiuti sembra abbastanza trascurato nel dibattito pubblico. Anzi, forse trascurato è un eufemismo: si parla ancora talvolta di pulizia sporcizia e abbandoni ma per quanto riguarda raccolta differenziata e riduzione dei rifiuti totali l&#8217;attenzione non è forse mai stata così bassa dall&#8217;inizio del Millennio. Non stupisce quindi se siamo i soli a scrivere [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il tema <strong>rifiuti sembra abbastanza trascurato nel dibattito pubblico</strong>. Anzi, forse trascurato è un eufemismo: si parla ancora talvolta di pulizia sporcizia e abbandoni ma per quanto riguarda <strong>raccolta differenziata e riduzione dei rifiuti totali </strong>l&#8217;attenzione non è forse mai stata così bassa dall&#8217;inizio del Millennio. Non stupisce quindi se siamo i soli a scrivere qualcosa sui <strong>risultati 2024 paragonati col 2023</strong>. Lo facciamo paragonando due città, che sono anche quelle in cui abbiamo operato praticamente ai mercati, e cioè a<strong> Torino e Milano</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il risultato apparentemente è distopico. I <strong>rifiuti 2024 rispetto al 2023 aumentano a Torino e non a Milano</strong>, dove sono praticamente stabili. Non stiamo parlando di grosse cifre, ma comunque a<strong> Torino sono oltre 6.300 tonnellate in più rispetto al 2023, il 3%</strong>: 4.400 di raccolta differenziata (di cui ben 1.400 di organico) e 1900 tonnellate in più di rifiuto indifferenziato. A <strong>Milano invece l&#8217;aumento dei rifiuti complessivi è stato solo dello 0,6 per cento</strong>: 4 mila tonnellate in più di organico, 1.600 di carta e cartone compensate da un calo di 1.900 tonnellate di vetro e lattine e ancora di più (meno 4 mila) di indifferenziato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al di là della stranezza (magari casuale) del calo milanese di vetro e lattine, questo breve articolo è dedicato a vedere le cifre da un altro punto di vista. <strong>I rifiuti procapite</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A Torino si sono raccolt<strong>i 214 kili di rifiuto indifferenziato per abitante in un anno</strong>. Ci sarebbe un obiettivo di legge regionale di non superare, nel 2024, i 159 kili per abitante/ anno. Quindi si è sforato di 55 kili per abitante. A<strong> Milano i kili di indifferenziato per abitante sono 175, cioè 40 in meno che a Torino</strong>. In questo calcolo si considerano gli abitanti residenti, e non i pendolari e i turisti ma ce ne sono molti sia a Milano che a Torino. Ad aumentare a Torino sono stati <strong>l&#8217;organico, la plastica, il vetro/lattine, il legno e gli ingombranti</strong>. Sarà dovuto a un particolare aumento del turismo?<br><br>Difficile a dirsi. Resta un problema di <strong>politiche ambientali</strong>, non di analisi: cosa si potrebbe fare per raggiungere l&#8217;obiettivo di legge del <strong>massimo di indifferenziato</strong> (159, non gli attuali 214 a persona), e cosa si potrebbe fare per una <strong>riduzione complessiva della massa dei rifiuti anche differenziati?</strong> E&#8217; possibile attivare un qualche interesse economico che faccia da incentivo?</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<item>
		<title>Che fare nella Giornata mondiale dell&#8217;Ambiente</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/che-fare-nella-giornata-mondiale-dellambiente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Hutter]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jun 2024 10:58:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Ecocittadino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non abbiamo cambiato colore!!!! La testata verde è per la Giornata Mondiale dell&#8217;Ambiente&#8230; Giornata mondiale&#8230; che fare? E&#8217; un mercoledì, non ci sono grandi iniziative particolari. Ma il tema ce l&#8217;abbiamo ben presente. La questione principale oggi per noi sono le conseguenze sull&#8217;ambiente che avranno le elezioni europee. Ne abbiamo parlato, qui di seguito ne [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Non abbiamo cambiato colore!!!! La testata verde è per la <strong>Giornata Mondiale dell&#8217;Ambiente</strong>&#8230; Giornata mondiale&#8230; che fare? E&#8217; un mercoledì, non ci sono grandi iniziative particolari. Ma il tema ce l&#8217;abbiamo ben presente. La questione principale oggi per noi sono le <strong>conseguenze sull&#8217;ambiente che avranno le elezioni europee</strong>. Ne abbiamo parlato, qui di seguito ne ricordiamo qualcosa.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-eco-dalle-citt wp-block-embed-eco-dalle-citt"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="xBJiYkxQw1"><a href="https://www.ecodallecitta.it/ecolofobia-il-video-del-dibattito-del-9-aprile-a-torino-con-roberto-mezzalama/">Ecolofobia, il video del dibattito del 9 aprile a Torino con Roberto Mezzalama</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Ecolofobia, il video del dibattito del 9 aprile a Torino con Roberto Mezzalama&#8221; &#8212; Eco dalle Città" src="https://www.ecodallecitta.it/ecolofobia-il-video-del-dibattito-del-9-aprile-a-torino-con-roberto-mezzalama/embed/#?secret=GqLIUDgeiv#?secret=xBJiYkxQw1" data-secret="xBJiYkxQw1" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-eco-dalle-citt wp-block-embed-eco-dalle-citt"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="0h72jLnG8S"><a href="https://www.ecodallecitta.it/stiamo-assistendo-ad-unondata-anti-ambientalista-il-parere-di-alcuni-noti-ecologisti/">Stiamo assistendo ad un’ondata anti ambientalista? Il parere di alcuni ecologisti</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Stiamo assistendo ad un’ondata anti ambientalista? Il parere di alcuni ecologisti&#8221; &#8212; Eco dalle Città" src="https://www.ecodallecitta.it/stiamo-assistendo-ad-unondata-anti-ambientalista-il-parere-di-alcuni-noti-ecologisti/embed/#?secret=ymfbII977S#?secret=0h72jLnG8S" data-secret="0h72jLnG8S" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-eco-dalle-citt wp-block-embed-eco-dalle-citt"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="sA3vWzZu6L"><a href="https://www.ecodallecitta.it/elezioni-europee-i-partiti-promossi-e-bocciati-secondo-le-associazioni-ambientaliste/">Elezioni europee: i partiti promossi e bocciati secondo le associazioni ambientaliste</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Elezioni europee: i partiti promossi e bocciati secondo le associazioni ambientaliste&#8221; &#8212; Eco dalle Città" src="https://www.ecodallecitta.it/elezioni-europee-i-partiti-promossi-e-bocciati-secondo-le-associazioni-ambientaliste/embed/#?secret=Up1OOufoOL#?secret=sA3vWzZu6L" data-secret="sA3vWzZu6L" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">E poi ci sono le piccole <strong>iniziative individuali</strong>. Possiamo anche divertirci a pensarle e a farle. Possiamo vantare le azioni che facciamo comunque quotidianamente, per esempio il recupero di frutta e verdura da parte degli <strong>Ecomori Salvacibo</strong>. Ma aggiungiamoci qualcosa per la giornata del 5 giugno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Andremo a vedere i <strong>corti di Cinemambiente al Cinema Massimo a Torino e il Punto di Luca Mercalli</strong>. Rossana andrà in bici fino alla Barricalla (10 chilometri) per vedere una delle proiezioni. Sara la segretaria ha appena regalato tre borracce e riduce le sigarette elettroniche da venti a dieci. Chi scrive nonostante la sua vetusta età farà quattro piani e mezzo a piedi per tornare a casa rinunciando all&#8217; ascensore. Bruno ha aggiustato una bici che era ferma da mesi. Martina e Alessandro stanno ultimando il progetto per il bando Economia Circolare del Comune.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E voi? </p>



<p class="wp-block-paragraph">ps. potete darci proprio oggi una offerta su <a href="https://www.gofundme.com/f/sostieni-i-progetti-salvacibo-di-ecodallecitta?attribution_id=undefined&amp;utm_campaign=man_sharesheet_dash&amp;utm_medium=customer&amp;utm_source=website_widget">Go fund me</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>“Agricoltura, ambientalisti alla riscossa!” &#8211; Rivedi il nostro incontro del 26 febbraio</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/agricoltura-ambientalisti-alla-riscossa-lincontro-del-26-febbraio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Hutter]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Feb 2024 14:42:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cibo]]></category>
		<category><![CDATA[Ecocittadino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ho tratto da questo incontro l&#8217;idea che forse gli agricoltori sostenibili dovrebbero formare un quarto sindacato. Quelli esistenti, Coldiretti, Cia e Confagricoltura, sono troppo coinvolti nella gestione e nella difesa degli interessi prevalenti, che perlopiù coincidono con quelli dell&#8217;agroindustria e della grande distribuzione. La PAC premia la quantità più che la qualità, la grande impresa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/agricoltura-ambientalisti-alla-riscossa-lincontro-del-26-febbraio/">“Agricoltura, ambientalisti alla riscossa!” &#8211; Rivedi il nostro incontro del 26 febbraio</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Ho tratto da questo incontro l&#8217;idea che forse gli agricoltori sostenibili dovrebbero formare un <strong>quarto sindacato</strong>. Quelli esistenti, <strong>Coldiretti, Cia e Confagricoltura</strong>, sono troppo coinvolti nella gestione e nella difesa degli interessi prevalenti, che perlopiù coincidono con quelli dell&#8217;<strong>agroindustria</strong> e della <strong>grande distribuzione</strong>. La <strong>PAC</strong> premia la quantità più che la qualità, la grande impresa più che la piccola. Come ci ha confermato <strong>Monica Frassoni</strong> da Bruxelles, è falso che il <strong>Green New Deal</strong> e le altre impostazioni ambientaliste maturate negli anni scorsi abbiano messo in difficoltà gli agricoltori. I problemi degli agricoltori, la povertà che affligge molti, soprattutto piccoli, derivano dai meccanismi di mercato, non dagli standard ambientali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Andrea Beretta</strong> ha ironizzato sui trattori che pesano tonnellate e fanno sprofondare il terreno. Si è fantasticato su possibili trattori elettrici, o almeno che siano a basso consumo. <strong>Alessandra Turco</strong> ha spiegato che le organizzazioni di categoria sono così forti perché c&#8217;è bisogno di loro per ragioni burocratiche e di servizio, ma non rappresentano le ragioni dell&#8217;agricoltura sostenibile e neanche della maggioranza dei piccoli produttori. <strong>Elisa Campra, Oliviero Alotto e Davide Lo Bue</strong> hanno argomentato sui diversi aspetti di questo conflitto. Tutti d&#8217;accordo sul fatto che l&#8217;agricoltura è stata data troppo per scontata, che le emissioni del comparto sono troppo alte e che solo da una maggiore informazione può partire una alternativa o almeno soluzioni più ragionevoli. Le elezioni europee saranno molto importanti per determinare la sopravvivenza di un Green New Deal nel settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><iframe width="100%" src="https://www.youtube.com/embed/9759T3rL1uk">
</iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/agricoltura-ambientalisti-alla-riscossa-lincontro-del-26-febbraio/">“Agricoltura, ambientalisti alla riscossa!” &#8211; Rivedi il nostro incontro del 26 febbraio</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Non c&#8217;è una direttiva Salvini contro le zone 30. Cerchiamo di capire cosa c&#8217;è</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/non-ce-una-direttiva-salvini-contro-le-zone-30-capiamo-cosa-ce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Hutter]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jan 2024 12:41:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecocittadino]]></category>
		<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutti parlano di Salvini e Bologna Città 30. Tante dichiarazioni, alcune polemiche, altre dialoganti da ambo le parti. Ma cosa sta succedendo in realtà?&#160;Formulo la mia ipotesi interpretativa a oggi, giovedì 25 gennaio. È stata resa nota una direttiva del Ministero Infrastrutture Trasporti che precisa i limiti entro i quali i Comuni posso istituire zone [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/non-ce-una-direttiva-salvini-contro-le-zone-30-capiamo-cosa-ce/">Non c&#8217;è una direttiva Salvini contro le zone 30. Cerchiamo di capire cosa c&#8217;è</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Tutti parlano di Salvini e Bologna Città 30. Tante dichiarazioni, alcune polemiche, altre dialoganti da ambo le parti. Ma cosa sta succedendo in realtà?&nbsp;Formulo la mia ipotesi interpretativa a oggi, giovedì 25 gennaio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È stata resa nota una <a href="https://www.ecodallecitta.it/ecco-la-direttiva-del-mit-per-ridimensionare-bologna-strade-a-30-allora-solo-in-condizioni-particolari/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">direttiva del Ministero Infrastrutture Trasporti</a> che precisa i limiti entro i quali i Comuni posso istituire zone 30. Si tratta di nuove disposizioni o solo di una precisazione delle disposizioni esistenti? In altre parole: la nuova direttiva diminuisce i poteri dei Comuni o no? Chiaramente la scena, dal punto di vista dell&#8217;immagine politico mediatica, è quella che vede il Ministro Salvini difendere gli automobilisti nei confronti dei Comuni che vogliono le zone 30. Ma dato che poi tutto passa attraverso i tecnici e gli atti amministrativi, bisogna poi vedere in concreto cosa succede. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche perché (come i Comuni in generale hanno ricordato e in particolare quello di Bologna) l&#8217;idea stessa delle zone 30 è da anni nelle raccomandazioni del Ministero dei Trasporti.  La &#8220;<a href="https://www.mit.gov.it/comunicazione/news/limiti-di-velocita-nei-centri-urbani-pronta-la-direttiva" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nuova direttiva</a>&#8221; sembra che non sia ancora in vigore. Si tratterebbe di una bozza di direttiva che verrà confrontata con Anci prima di essere corretta e diventare operativa. A questo corrispondono i toni abbastanza concilianti dei sindaci Lepore e del presidente Anci, Antonio Decaro. E&#8217; possibile che da ambo le parti sia più conveniente arrivare a un accordo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; probabile che i Comuni dovranno produrre altre carte (altre motivazioni ulteriori) per motivare i loro provvedimenti. Ma sembra improbabile che strade che sono state messe alla velocità massima di 30 all&#8217;ora tornino ai 50 o ai 70 per decisione del Ministero. Primo, perché ci sarebbe un conflitto di potere ( di attribuzione) dall&#8217;esito incerto. Secondo, perché vi immaginate che su una strada che era stata messa a 30 chilometri all&#8217;ora e poi torna a 50 per decisione diciamo così di Salvini si verifica un incidente grave? </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto questo che ho ipotizzato non sottovaluta né ridimensiona lo scontro politico sentimentale emotivo e nevrotico sui limiti di velocità, ma è per leggere le tappe successive del confronto-scontro. Che sono ancora aperte.</p>
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		<title>La favola del varco nei tornelli della metropolitana di Stoccolma</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/la-favola-del-varco-nei-tornelli-della-metropolitana-di-stoccolma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Hutter]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jan 2024 09:55:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecocittadino]]></category>
		<category><![CDATA[metropolitana]]></category>
		<category><![CDATA[metropolitana Stoccolma]]></category>
		<category><![CDATA[Stoccolma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A proposito di tornelli e a proposito di miti e bufale che crescono nei social. Sta girando con una diffusione incredibile una storia che racconta di una &#8220;autocertificazione di esonero dal pagamento del biglietto&#8221; che sarebbe presente a Stoccolma. La storia (che non pochi hanno scambiato per notizia) è tra l&#8217;altro scritta in un italiano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">A proposito di tornelli e a proposito di miti e bufale che crescono nei social. Sta girando con una diffusione incredibile una storia che racconta di una &#8220;<strong>autocertificazione di esonero dal pagamento del biglietto</strong>&#8221; che sarebbe presente a Stoccolma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La storia (che non pochi hanno scambiato per notizia) è tra l&#8217;altro scritta in un italiano improbabile, frutto evidente (dovrebbe essere evidente) di una traduzione automatica sgraziata. I &#8220;mi piace&#8221; e le condivisioni che questa storia sta ottenendo su Facebook sono enormi, se si tiene conto che nessun &#8220;influencer&#8221; né tanto meno nessun giornale l&#8217;ha lanciata, ma è una grande condivisione dal basso. <strong>Dell&#8217;ordine di ventimila &#8220;mi piace&#8221; su diecimila condivisioni su un post</strong>, il che significa tantissimi piccoli diffusori. E analoghe cifre su altri post, che riportano il testo identico ma <a href="https://www.bufale.net/la-bufala-del-lasciapassare-vuoto-per-la-metropolitana-gratis-a-stoccolma/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il &#8220;viaggiatore&#8221; di cui si parla all&#8217;inizio è italiano invece che algerino</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ce ne occupiamo perché riguarda ancora una volta la questione <strong>tornelli/evasione/gratuità nelle metropolitane</strong>, dopo che a Milano molti avevano cercato di sostenere che a Berlino &#8220;senza tornelli tutti pagano&#8221;. Questa volta i tornelli ci sono, anche a Stoccolma, perché come volevasi dimostrare sono le città tedesche e austriache senza tornelli a fare eccezione, non tutte le altre che ce li hanno. Ma questa volta, come in una fiaba, c&#8217;è un varco magico libero per chi non se la sente di pagare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco il testo, se non vi è già capitato di incrociarlo su Facebook:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Un ingegnere algerino è entrato in una stazione della metro a Stoccolma, capitale della Svezia.</em><br><em>Lì, notò che, tra le tante torri di accesso normali e comuni, ce n&#8217;era una che dava il libero passaggio.Poi ha chiesto al venditore di biglietti perché questo mulino è libero di passare senza guardia giurata nelle vicinanze. La signora gli ha poi spiegato che questo passo era destinato a persone che, per qualche motivo, non avevano soldi per pagare il biglietto.</em><br><em>Incredibile, abituato alla maniera algerina, non ha potuto non fargli la domanda che, per lui, era ovvia:</em><br><em>&#8211; E se la persona avesse i soldi ma semplicemente non volesse pagare?</em><br><em>La venditrice si è immersa gli occhi azzurri e con un sorriso di sorprendente purezza, gli ha risposto:</em><br><em>&#8211; Ma perché dovrei farlo?</em><br><em>Incapace di rispondere, l&#8217;ingegnere ha pagato il biglietto ed è andato al mulinello, seguito da una folla che aveva pagato anche i biglietti.</em><br><em>Il lasciapassare è stato lasciato vuoto.</em><br><em>L&#8217;onestà è uno dei valori più liberatori che un popolo possa avere.</em><br><em>Un&#8217;azienda che è riuscita a trasformare questo valore in qualcosa di naturale si trova senza dubbio in uno stato di maggiore sviluppo.</em><br><em>Questa è educazione&#8230; Così e soprattutto!</em><br><em>Coltivate questo valore e trasmettetelo ai vostri figli, nipoti, studenti, società.</em><br><em>Il tuo mondo cambia quando cambi tu. Non premiamo pratiche fraudolente, misfatti, corruzione… Facciamo dell&#8217;onestà e della buona fede un&#8217;abitudine…&#8221;</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rilanciando personalmente questo testo, facendolo precedere da molti punti interrogativi, ho raccolto elementi decisivi, che mancavano ma che non erano difficili da trovare. Prima di tutto chi è stato a Stoccolma e almeno un po&#8217; la conosce nega risolutamente che esista qualcosa del genere. Non c&#8217;è il varco clemente e non è neanche vero che tutti paghino, per spirito civico universale. <a href="https://www.ecodallecitta.it/a-proposito-di-tornelli-milano-berlino-e-di-bonus-trasporti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ci sono saltatori di tornelli e multe, come più o meno ovunque</a>. In secondo luogo, per quanto riguarda il testo, era già circolato in inglese un anno fa. Forse è inutile aggiungere altri commenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/la-favola-del-varco-nei-tornelli-della-metropolitana-di-stoccolma/">La favola del varco nei tornelli della metropolitana di Stoccolma</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
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		<title>A proposito di tornelli Milano &#8211; Berlino e di bonus trasporti</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/a-proposito-di-tornelli-milano-berlino-e-di-bonus-trasporti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Hutter]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jan 2024 09:55:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecocittadino]]></category>
		<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ha creato grande discussione a Milano la inaugurazione di nuovi tornelli più alti per l&#8217;ingresso nella metropolitana. E&#8217; stata occasione di nuove proteste (solo ed esclusivamente nel senso di lamentele via social) per il caro-biglietti. Negli stessi giorni di inizio anno si è dimenticato, rimosso, ignorato che è sparito il bonus trasporti di 60 euro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/a-proposito-di-tornelli-milano-berlino-e-di-bonus-trasporti/">A proposito di tornelli Milano &#8211; Berlino e di bonus trasporti</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Ha creato grande discussione a <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/01/04/milano-entrano-in-funzione-i-tornelli-della-polemica-installati-alla-fermata-della-metro-di-san-donato-ecco-come-funzionano/7400934/">Milano la inaugurazione di nuovi tornelli più alti per l&#8217;ingresso nella metropolitana</a>. E&#8217; stata occasione di <strong>nuove proteste </strong>(solo ed esclusivamente nel senso di lamentele via social) per il caro-biglietti. Negli stessi giorni di inizio anno si è dimenticato, rimosso, ignorato che è sparito il <strong>bonus trasporti di 60 euro</strong> per i redditi inferiori a 20 mila euro annui. E&#8217; vero che la forma di distribuzione (o forse si dice somministrazione) di questi bonus trasporti è stata più simile a una lotteria che a un beneficio sociale: un click day che cominciava alle otto di mattina del primo giorno del mese. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A dicembre molta più gente ci provava, perché si era sparsa la voce o la capacità di usare lo spid, e i fondi si erano ristretti. I bonus di 60 euro si sono esauriti in due ore, servendo circa 139 mila persone. <strong>Il governo ha promesso una riformulazione legata alla &#8220;carta risparmio spesa dedicata a te&#8221;</strong>. Ma finora non si è visto neanche quello. Stupisce il silenzio, finora, dei media, dei sindacati, dei Comuni e soprattutto delle aziende di trasporto che ne beneficiavano indirettamente. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Senza favoleggiare di <strong>trasporti gratis</strong>, si dovrebbe e potrebbe lavorare su un <strong>rilancio in grande stile del bonus trasporti (pubblici)</strong>, cercando di fare qualcosa di più semplice ed equo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda la discussione milanese sui tornelli, l&#8217;opinione social si è divisa tra chi appoggia l&#8217;innalzamento dei tornelli per evitare che siano saltabili e chi la trova una misura antipatica, rivelatrice di un atteggiamento antipopolare. <strong>La statistica ufficiale diffusa dall&#8217;Assessorato alla Mobilità è che a Milano l&#8217;evasione sarebbe ridotta al 2,5%</strong>, cioè che su cento controllati due viaggiatori e mezzo sono senza biglietto. L&#8217;impressione visiva che si ha ai tornelli della metropolitana a volte è maggiore ma si sa che &#8220;a naso&#8221; non sempre si azzecca. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcuni commentatori social hanno detto che più efficace sarebbe <strong>la strategia berlinese</strong>, dove non ci sono tornelli (non ci sono del tutto) ma agguerriti controllori in borghese. Ci siamo informati sui <strong>dati di Berlino e sono i seguenti: 961 milioni di viaggi, 9,6 milioni di controlli (casualmente uno su cento viaggi) e 592 mila multe</strong>, equivalente all&#8217; 8,5 per cento di trovati senza biglietto o abbonamento.<br><br>C&#8217;è chi ritiene che la percentuale di evasori a Berlino sia così, cioè più che tripla rispetto a Milano, perché i controllori ne &#8220;beccano&#8221; di più. Ma è una opinione come un&#8217;altra. (E&#8217; curiosa la mania di considerare sempre migliori le cose degli stati a Nord delle Alpi, a prescindere dai dati). Per ora ci sono quei dati e <strong>la constatazione è che in altre metropoli i tornelli ci sono, e anzi tendenzialmente vengono rafforzati</strong>. Se davvero l&#8217;evasione a MIlano è solo del 2,5% significa che è marginale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi sono i saltatori di tornelli? Ovviamente sono prevalentemente <strong>giovani e sicuramente molti sono di basso reddito</strong>. Ma c&#8217;è anche una specie di moda ovvero di mentalità secondo la quale se si riesce a farlo non si paga il trasporto pubblico. Sarebbe interessante una analisi sociologica per capire qual è il <strong>peso specifico delle diverse motivazioni</strong>. La Città di Milano risponde alle obiezioni sottolineando che ha un abbonamento annuale a soli 50 euro per disoccupati poveri. Ma certamente potrebbe essere <strong>rafforzato e ampliato un sistema di tariffe agevolate per cercare di ridurre ancora di più l&#8217;evasione e migliorare la vita di molte persone</strong>. Sarebbe nell&#8217;interesse sia delle casse Atm e comunali (non è sempre facile incassare poi le multe) che di chi viaggia senza biglietto con lo stress di evitare i controllori. <br><br>Contemporaneamente è altissima la <strong>percentuale delle auto che non pagano la sosta </strong>o parcheggiano in sosta vietata senza essere multate.. ma questo è un altro discorso. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Dopo la pubblicazione di questo articolo abbiamo potuto approfondire con Atm alcuni dati. La percentuale di evasione nella metropolitana è stata del 2,6 per cento nel 2023 sul totale di 4 milioni di controlli (passeggeri controllati). Il totale di viaggio nella rete metropolitana è stato di 280 milioni, quindi un controllo su 70 corse (uno su 100 a Berlino ). La percentuale di evasione nella metropolitana era di poco superiore al 2% fino al 2019, poi è aumentata molto col Covid (niente controllori), è stata calcolata al 4% a fine Covid ed è calata al 2,6% nel 2023. Non è ancora stata comunicata la evasione sui mezzi di superficie, nè il numero di controlli effettuati sui mezzi di superficie. Comunque è molto più alta, gli ultimi dati disponibili pre Covid davano al 9%. (Per quanto riguarda il paragone con Berlino bisogna tener presente che nella capitale tedesca la rete sotterranea ha un peso maggiore, ma comunque è senza tornelli. Come i mezzi di superficie a Milano..)</em></p>
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		<title>Cooling for all. Quale politica del fresco?</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/cooling-for-all-quale-politica-del-fresco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Hutter]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jul 2023 07:44:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Ecocittadino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Cooling for all, cooling equity&#8221;. Vedo che il tema e la parola d&#8217;ordine circolano nella rete. Il problema di proteggersi dal caldo sta diventando più importante di quello di proteggersi dal freddo, come non era mai accaduto nella storia del genere umano. In una delle statistiche riportate in questi testi si dice che sarebbero attualmente [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/cooling-for-all-quale-politica-del-fresco/">Cooling for all. Quale politica del fresco?</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Cooling for all, cooling equity&#8221;. Vedo che il tema e la parola d&#8217;ordine circolano nella rete. Il problema di <a href="https://www.ecodallecitta.it/caldo-esperti-sima-lanciano-allarme-seri-rischi-per-la-salute-umana/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">proteggersi dal caldo</a> sta diventando più importante di quello di proteggersi dal freddo, come non era mai accaduto nella storia del genere umano. In una delle statistiche riportate in questi testi si dice che sarebbero attualmente attivi nel mondo 3 miliardi e mezzo di impianti di raffrescamento (sommando tipi diversi) ma di questo passo cresceranno a 14 miliardi nel 2050. Quando in questi giorni di caldo estivo prendo tram importanti a Torino come il 4 mi accorgo subito dell&#8217;aria condizionata. Lo stacco con la sensazione termica delle nostre case e delle nostre strade è netto. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi guardo attorno: i mezzi pubblici, in particolare a Torino, sono usati soprattutto da anziani, da giovanissimi, da gente povera, da madri immigrate coi bambini. Tutta gente che a casa l&#8217;aria condizionata non ce l&#8217;ha. Mi viene da immaginare che in giornate più afose, qualcuno rimanga sul tram a fare avanti e indietro solo per godersi il refrigerio. Non sono riuscito a trovare una statistica attendibile su quanti hanno l&#8217;aria condizionata in casa. Nel giugno dell&#8217;anno scorso, 2022, l&#8217;Istat ha diffuso una sua stima secondo la quale il 48,8% delle famiglie italiane &#8220;dispone di un sistema di condizionamento&#8221; ma guardandomi attorno, almeno a Torino, potrebbe essere un po&#8217; esagerata. In ogni caso significa che almeno in una abitazione su due non c&#8217;è, mentre in quasi tutte le case c&#8217;è un qualche sistema di riscaldamento. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Cooling for all, giustizia climatica: manca. A New York, riporta Green America, il 50% dei morti per il caldo sono neri, ma i neri sono solo il 25% della popolazione. Una stima socioeconomica analoga non è disponibile per l&#8217; Italia. Ma sappiamo che l&#8217;anno scorso, 2022, le ondate di calore hanno provocato in Europa 61.672 morti in più rispetto alla media delle estati precedenti (tra il 30 maggio e il 4 settembre) e che il paese dove la strage è stata maggiore è stata l&#8217; Italia. Certo come per lo smog, ma anche come per il Covid, nella maggior parte dei casi il caldo è stato un co-fattore, ha stroncato persone già anziane e fragili. Ma oltre 18 mila morti in più in tre mesi in Italia non è un problema trascurabile. </p>



<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; dalla choccante estate del 2003 che ci sono piani di prevenzione e di emergenza caldo, e non bastano. C&#8217;è da auspicare che l&#8217;ondata di caldo di questi giorni (appena successivi alla metà luglio 2023) porti a risvegliare la consapevolezza sia a lungo che a breve termine, e anche ad accelerare alcune soluzioni. Anni fa scrivevamo elogi dei ventilatori, che consumano drasticamente meno dei condizionatori, oltre a costare pochissimo. Ma ora è inevitabile concentrare l&#8217;attenzione ambientalista sui condizionatori, molto spesso inevitabili, affinché non aggiungano emissioni serra, come medicine che peggiorano la malattia.</p>
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		<title>Diminuiscono le vendite di ortofrutta in Italia per cui diminuisce il rifiuto organico</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/cala-lortofrutta-dovrebbe-calare-lorganico-la-nostra-inchiesta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Hutter]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 May 2023 07:28:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecocittadino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stiamo ricercando attorno ad alcune cifre e ad alcune impressioni dirette che abbiamo avuto a partire dal calo dei rifiuti organici nei mercati di Torino. Queste ricerche sono un po&#8217; lente da farsi perché i dati li cechiamo da qualche parte e magari saltano fuori da un&#8217;altra. Per questo vale la pena di presentare ai [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/cala-lortofrutta-dovrebbe-calare-lorganico-la-nostra-inchiesta/">Diminuiscono le vendite di ortofrutta in Italia per cui diminuisce il rifiuto organico</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Stiamo ricercando attorno ad alcune cifre e ad alcune impressioni dirette che abbiamo avuto a partire dal <strong>calo dei rifiuti organici nei <a href="https://www.ecodallecitta.it/tra-torino-e-milano-recuperati-e-ridistribuiti-500-mila-kg-di-cibo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">mercati di Torino</a></strong>. Queste ricerche sono un po&#8217; lente da farsi perché i dati li cechiamo da qualche parte e magari saltano fuori da un&#8217;altra. Per questo vale la pena di presentare ai lettori interessati la bozza di lavori in corso. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Torino i dati complessivi di raccolta <a href="https://www.amiat.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Amiat</a> del 2022 vedono un<strong> calo dei rifiuti totali del 2,5%, ma per il solo organico il calo è del 5%</strong>. Pensavamo magari a qualche problema nella capacità di intercettazione. Poi abbiamo saputo da Amiat che l&#8217;organico <strong>nei mercati nel 2022 è calato di circa il 18 per cento sull&#8217;anno precedente</strong>. Poi sono venuti i dati della città metropolitana che confermano, sia pure un po&#8217; attenuata la tendenza generale del capoluogo, ma localizzano nei comuni serviti dal <strong>consorzio CidiU</strong> ( Collegno, Rivoli, Grugliasco) una accentuazione particolarmente forte. Il calo generale dei rifiuti, e in particolare dell&#8217;organico (ma anche della carta) qui supera il 10%. In generale a Torino non c&#8217;è invece un calo di plastica e vetro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci siamo rivolti al <strong>direttore del Caat (&#8220;mercati generali&#8221;)</strong> che ci ha anticipato i dati che saranno precisati e ufficializzati a giorni. Il traffico totale di merci transitate nel Caat non è diminuito tra il 2021 e il 2022 perché è aumentato l&#8217;export verso la Francia. Ma<strong> i rifiuti sono calati da 5.280 circa tonnellate a circa 4.400 e la frazione organica è addirittura crollata da 1.389 a 864 tonnellate</strong>. Sono ancora da analizzare tutti i motivi di questo calo. (La presenza delle nostre attività di recupero da un lato e l&#8217;aumento dei prezzi dall&#8217;altro possono aver stimolato i grossisti a evitare il più possibile le eccedenze.)&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma il dato che sta a monte di tutto ciò, prima che arrivino conferme sul fronte dei rifiuti, che ancora non sono arrivate da altre città, è quello sulle<strong> vendite di ortofrutta</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo l&#8217;Osservatorio CSO <strong>l&#8217;ortofrutta consumata in Italia nel 2022 è stata pari a 5,47 milioni di tonnellate, l&#8217; 8,6% in meno rispetto al 2021. Il calo sarebbe addirittura del 18/20 per cento per i fruttivendoli e gli ambulanti dei mercati</strong>. I prezzi medi si sono incrementati dell&#8217; 8,6 per cento, in perfetta sintonia, pare, con il calo delle tonnellate: cioè si è speso uguale (forse l&#8217; 1% in meno) per comprare l&#8217; 8,6% in meno, ma in questo calo complessivo&nbsp;ulteriori fette di mercato sono andate alla distribuzione organizzata e all&#8217;ortofrutta confezionata. (Sarebbe una spiegazione del perché cala l&#8217;organico e non la plastica.)&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se tutto ciò si tiene logicamente, resta da capire <strong>perché sinora gli impianti che compostano l&#8217;organico non abbiano lamentato un calo e perché solo a Torino sia emerso sinora nettamente il calo della produzione totale e dell&#8217;organico</strong>. A Milano non è andata così ma è una città ricca con boom di passaggi turistici. Attendiamo le altre zone d&#8217;Italia&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/cala-lortofrutta-dovrebbe-calare-lorganico-la-nostra-inchiesta/">Diminuiscono le vendite di ortofrutta in Italia per cui diminuisce il rifiuto organico</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
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