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	<title>acqua Archivi - Eco dalle Città</title>
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	<title>acqua Archivi - Eco dalle Città</title>
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		<title>Milano, al via la nuova centrale di potabilizzazione di Cornaredo per 500mila abitanti</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/nuova-centrale-potabilizzazione-cornaredo-gruppo-cap/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2025 15:29:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[centrale potabilizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[centrale potabilizzazione cornaredo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prenderanno il via lunedì 17 novembre i lavori di realizzazione della nuova centrale di potabilizzazione di Cornaredo: l’opera, che sarà realizzata da Gruppo CAP e rientra in una strategia più ampia della green utility volta a potenziare le reti e superare la frammentazione degli acquedotti comunali, ha l’obiettivo di creare un sistema integrato sovracomunale in [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Prenderanno il via <strong>lunedì 17 novembre</strong> i lavori di realizzazione della nuova<strong> centrale di potabilizzazione di Cornaredo:</strong> l’opera, che sarà realizzata da <a href="https://www.ecodallecitta.it/gruppo-cap-ecomondo-2025/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gruppo CAP</a> e rientra in una strategia più ampia della green utility volta a potenziare le reti e superare la frammentazione degli acquedotti comunali, ha l’obiettivo di creare un <strong>sistema integrato sovracomunale</strong> in grado di garantire affidabilità, efficienza e sostenibilità nella gestione dell’acqua a oltre mezzo milione di abitanti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La nuova centrale&nbsp;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto della nuova centrale affida l’alimentazione a un campo di otto pozzi capaci di fornire una <strong>portata di picco pari a 250 litri al secondo</strong>. L’impianto comprende un <strong>serbatoio di accumulo</strong> della capacità complessiva di 9.500 metri cubi e sistemi di pompaggio ad alta efficienza per il sollevamento e la distribuzione nella rete idrica.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie alla scelta di captare l’acqua nelle aree a maggiore purezza naturale, sarà possibile limitare al minimo i trattamenti di potabilizzazione, assicurando qualità della risorsa e contenimento dei costi. Dal punto di vista costruttivo, la centrale <strong>integra soluzioni tecnologiche e ambientali innovative</strong>: tegole fotovoltaiche per la produzione di energia rinnovabile, percorsi realizzati in cemento drenante, rivestimenti delle vasche e prati armati, a garanzia di minore impatto ambientale e migliore inserimento nel contesto urbano. L’opera verrà completata dalla realizzazione della Dorsale idrica del Nord Milano, una<strong> dorsale di adduzione lunga circa 19 chilometri</strong>, con tubazioni in acciaio di grande diametro (600, 500, 400 e 300 millimetri), che collegherà Cornaredo con i <strong>principali comuni dell’area nord-ovest milanese</strong>: Rho, Bollate, Arese, Baranzate, Pero, Cusano Milanino, Bresso, Cinisello Balsamo e Sesto San Giovanni.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto della Dorsale è stato frutto di un&nbsp;percorso di progettazione partecipata condiviso con cittadini, amministrazioni e stakeholder, finalizzato a discutere le scelte tecniche, raccogliere contributi dal territorio e individuare le soluzioni più adatte per ridurre gli impatti e massimizzare i benefici.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Quest’opera rappresenta una tappa fondamentale all’interno del progetto di realizzazione della Dorsale idrica del Nord Milano. La centrale garantirà alti standard di efficienza tecnica e operativa con l’obiettivo di generare benefici concreti per i territori che serviamo, superando la frammentazione delle reti esistenti per un sistema più coeso, capace di ottimizzare l’uso dell’acqua, ridurre i rischi di interruzioni e assicurare una gestione sostenibile e responsabile&#8221;<em>.</em><strong> </strong>Dichiara<strong> Yuri Santagostino, presidente di Gruppo CAP.</strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La nuova centrale di potabilizzazione rappresenta il segno tangibile di un impegno condiviso e di una collaborazione efficace tra enti pubblici per costruire infrastrutture moderne, capaci di rispondere alle esigenze di oggi e di domani e valorizzare una risorsa preziosa come l’acqua. Cornaredo diventa così un nodo centrale all’interno di una rete sovracomunale efficiente e attenta all’ambiente, che guarda al futuro e oltre i confini amministrativi per garantire un servizio affidabile e di qualità a centinaia di migliaia di cittadini. Come amministrazione, riteniamo importante contribuire a un’opera che pone al centro la tutela dell’ambiente, la valorizzazione dell’acqua come bene comune e il benessere delle persone&#8221;. Dichiara<strong> Corrado D’Urbano, sindaco di Cornaredo.</strong>&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Benefici per il territorio e sostenibilità&nbsp;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Insieme alle dorsali e alle centrali già operative di Pozzuolo Martesana e Trezzo sull’Adda, la centrale di Cornaredo costituisce il completamento dei grandi progetti acquedottistici avviati da CAP negli anni Novanta per la Città metropolitana di Milano. Si tratta di un sistema che punta a <strong>garantire una distribuzione uniforme e sicura</strong> &#8211; riducendo la possibilità di disservizi dovuti a guasti o contaminazioni &#8211; e a offrire la flessibilità necessaria per gestire le risorse come un unico acquedotto integrato. <strong>Centralizzare</strong> la produzione significa<strong> ottimizzare i trattamenti</strong> e <strong>semplificare</strong> il controllo qualitativo grazie a un presidio costante e ridurre i costi complessivi di gestione. La risorsa viene intercettata dove è più pura, assicurando un’acqua di ottima qualità oggi e in prospettiva futura.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo modo, il Sistema Nord Milano non solo rafforza la resilienza dell’intera rete, ma assicura anche un sostanzioso surplus idrico da destinare ai territori più critici, riducendo al minimo l’impatto sociale e ambientale di un’opera di questa portata.&nbsp;</p>
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		<title>Siccità, alluvioni e acque inquinate, Legambiente: &#8220;In Italia gestione idrica inefficace&#8221;</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/italia-crisi-idrica-siccita-alluvioni-inquinamento-legambiente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2025 14:33:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[alluvioni]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento acqua]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente su gestione acqua]]></category>
		<category><![CDATA[siccità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Italia, uno degli hotspot climatici più sensibili nel bacino del Mediteranno, paga lo scotto di una crisi climatica sempre più acuta e di una gestione dell’acqua poco efficace e a compartimenti stagni, priva di una visione d’insieme.&#160;Siccità, alluvioni, ma anche acque inquinate sono i tre i principali alert&#160;che la Penisola si trova a fronteggiare troppo [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">L’Italia, uno degli hotspot climatici più sensibili nel bacino del Mediteranno, paga lo scotto di una crisi climatica sempre più acuta e di una gestione dell’acqua poco efficace e a compartimenti stagni, priva di una visione d’insieme.&nbsp;<strong>Siccità, alluvioni, ma anche acque inquinate sono i tre i principali alert</strong>&nbsp;che la Penisola si trova a fronteggiare troppo spesso in emergenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dati</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo fatto il punto, con dati e proposte, nel corso della VII edizione del Forum nazionale Acqua dal titolo “<em>La resilienza idrica in Italia”</em>&nbsp;organizzato in collaborazione con Utilitalia. E la situazione è preoccupante:&nbsp;<strong>dal 2017 al 22 settembre 2025&nbsp;</strong>nella Penisola sono&nbsp;<strong>142 gli eventi con danni legati a una siccità prolungata&nbsp;</strong>(ad esempio perdita della produttività agricola, interruzioni della distribuzione dell’acqua potabile, riduzione dei capi allevati) registrati dall’Osservatorio Città Clima di Legambiente. Nel 18% dei casi hanno comportato anche&nbsp;<strong>un provvedimento di restrizione dell’uso di acqua per vari scopi,</strong>&nbsp;dal civile all’agricolo, dallo zootecnico all’industriale. Un fenomeno, quello della siccità, sempre più ampio e diffuso e che si è intensificato negli ultimi 4 anni:&nbsp;<strong>dei 142 eventi mappati, ben il 75% si è verificato tra il 2020 e il 2024 con danni rilevanti in diversi comparti produttivi e perdite economiche.&nbsp;</strong>In particolare, dalla primavera 2022 ai primi mesi del 2023, ammonta ad<strong>&nbsp;oltre 6 miliardi di euro&nbsp;</strong>la stima delle perdite economiche relative alla siccità nel settore agricolo (fonte Water economy in Italy, 2023).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla poca acqua si contrappone la<strong>&nbsp;troppa acqua, che porta con sé alluvioni e frane</strong>. Secondo i dati della Protezione Civile sulle ordinanze emesse dal 2013 al 2022 per gli eventi legati al rischio idrogeologico e idraulico, sono stati ben&nbsp;<strong>179 gli stati di emergenza aperti per una ricognizione del danno che supera i 15 miliardi di euro,&nbsp;</strong>a cui vanno aggiunti i danni da decine di miliardi stimati degli eventi alluvionali dell’Emilia-Romagna, Toscana e Marche del 2023.&nbsp;&nbsp;<strong>Sul fronte della qualità delle acque</strong>, sebbene il 75,1% delle acque superficiali e il 70% delle acque sotterranee raggiungano un buono stato chimico (per il sessennio di classificazione 2016-2021), persistono zone di inquinamento critiche e si prevede che per il 2027 il 30% dei corpi idrici superficiali e il 27% circa dei corpi idrici sotterranei non sarà in buono stato chimico. A pesare l’inquinamento chimico, come quello causato da nutrienti da agricoltura o dalle acque reflue urbane, le alterazioni idromorfologiche, l’estrazione di acqua, ma anche la presenza di specie aliene invasive che alterano le condizioni ecologiche e fisico-chimiche dei corpi idrici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Proposte</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Di fronte a questo quadro, abbiamo indirizzato al Governo Meloni&nbsp;<strong>10 proposte,&nbsp;</strong>relative a governance, qualità ed efficienza idrica, investimenti e infrastrutture, chiedendo subito azioni concrete a partire da una Strategia Nazionale della risorsa idrica come chiesto dall’Europa con la Strategia Europea adottata lo scorso 3 giugno per affrontare in modo coordinato le crescenti crisi legate alla gestione delle risorse idriche.&nbsp;<strong>L’Italia ha bisogno di strategia nazionale che superi la logica dei compartimenti stagni attraverso una gestione integrata e una visione d’insieme</strong>&nbsp;capace di mettere a sistema quanto fatto fino ad oggi, dialogando anche con stakeholder, operatori del settore, esperti ed associazioni e tenendo conto delle buone pratiche già attuate, tra gli esempi il lago d’Orta, il depuratore di Fasano Forcatella e il progetto Spugna della Città Metropolitana di Milano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le proposte indirizzate al Governo, chiediamo di<strong>&nbsp;mettere al centro dell’agenda politica la resilienza idrica</strong>&nbsp;dando piena implementazione alla Direttiva Quadro Acque, Direttiva Alluvioni e a tutte le normative collegate alla gestione della risorsa e all’adattamento ai cambiamenti climatici, a partire dall’emanazione del Decreto Presidente della Repubblica (D.P.R.) che regolamenterà il riutilizzo per i molteplici usi irrigui, industriali civili e ambientali, armonizzando la normativa vigente e permettendo ai gestori un quadro normativo stabile e coerente. È fondamentale uscire dalla logica emergenziale con&nbsp;<strong>Piani anti alluvione e Piani per la gestione della siccità</strong>&nbsp;che vanno condivisi tra istituzioni e comunità locali, integrando buone pratiche, competenze scientifiche ed eccellenze tecnologiche; ridurre i consumi e migliorare l’efficienza idrica; promuovere una&nbsp;<strong>strategia di mitigazione delle immissioni di inquinanti,&nbsp;</strong>ad esempio a livello agricolo utilizzando l’agricoltura biologica e integrata di alto livello, oppure relativamente all’inquinamento da FPAS proseguendo i lavori verso il bando universale.<strong>&nbsp;Rafforzare controllo e monitoraggio sull’uso e sugli scarichi nei settori agricolo, industriale ed edilizio</strong>; rilanciare a livello nazionale e su scala locale la&nbsp;<strong>costruzione e l’adeguamento e/o messa in regola dei sistemi fognari e di depurazione</strong>&nbsp;migliorando l’intero sistema di gestione con piena attuazione della nuova Direttiva 2024/3019.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Senza una strategia nazionale per la risorsa idrica e una pianificazione efficace, il Paese continuerà a pagare caro gli effetti e i danni legati a siccità, alluvioni e inquinamento delle acque.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Perdite e costi economici</h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La siccità dell’estate 2025 costerà all’Italia una perdita complessiva di 6,8 miliardi di euro nel 2025, che salirà a 17,5 miliardi di euro nel 2029,</strong>&nbsp;secondo uno studio del 2025 condotto da esperti dell’Università di Mannheim e della Banca Centrale Europea. E che dire dei&nbsp;<strong>210,5 milioni di euro già pagati in multe dall’Italia per inadempimenti rispetto alla Direttiva Acque Reflue</strong>&nbsp;e ai circa 300 milioni per le restanti penalità da corrispondere fino al 2030, come stima la Corte dei conti, che potevano essere investiti per adeguare gli impianti e prepararli alle più elevate performance richieste dalla nuova Direttiva 2024/3019.&nbsp;<strong>Sul fronte della prevenzione al dissesto idrogeologico,</strong>&nbsp;dal 1999 al 2024 sono stati&nbsp;<strong>20,48 i miliardi di euro spesi per ben 25.903 interventi relativi alla mitigazione del dissesto idrogeologico</strong>&nbsp;(elaborazione Legambiente su dati Rendis, Ispra). Soldi destinati alla prevenzione e che hanno visto portare a termine ben il 35,7% dei lavori previsti, ossia 9.247 su 25.903 per un importo di spesa di circa 5,57 miliardi, ma che al momento sono risultati essere meno efficaci di quanto atteso, visto che – sempre secondo i dati di Ispra – il rischio idrogeologico nel nostro Paese è aumentato nel corso degli ultimi decenni.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Focus PNRR</h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>C’è poi la questione delle risorse europee stanziate in questi anni e dei risultati che ancora faticano ad arrivare</strong>. A livello italiano, per la riduzione delle perdite di rete, gli investimenti in infrastrutture e sistemi digitali per l’efficienza irrigua, per rafforzare la sicurezza e l’affidabilità dell’approvvigionamento idrico e per l’ammodernamento degli impianti di trattamento delle acque reflue e dei sistemi fognari, il Piano di Ripresa e Resilienza dell’UE ha stanziato in tutto ben&nbsp;<strong>5,3 miliardi</strong>&nbsp;di euro. Risorse che con cofinanziamenti pubblici e privati arrivano a circa<strong>&nbsp;8 miliardi, ma che non hanno comunque garantito un’attuazione lineare</strong>, come si legge nell’ultimo Position Paper del laboratorio REF ricerche:&nbsp;<strong>soltanto il 2% dei progetti, infatti, risulta concluso e solo la metà (51) è ancora in fase di collaudo</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Tre esempi di resilienza idrica</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Dove si fa squadra e vi è una gestione compatta i risultati parlano dà soli, come dimostrano tre esempi di resilienza idrica citati da <a href="https://www.legambiente.it/news-storie/clima/siccita-alluvioni-e-acque-inquinate-i-tre-alert-che-costano-caro-allitalia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Legambiente</a>: <strong>il lago d’Orta</strong>, oggetto di uno dei progetti di recupero più importanti a livello internazionale iniziato nel 1987, a seguito di una lunga contaminazione che lo ha reso uno dei bacini lacustri più acidi del mondo, e oggi è parte di un Contratto di Lago siglato dal oltre 130 soggetti pubblici e privati; il <strong>depuratore di Fasano-Forcatella (BR)</strong>, una delle prime esperienze virtuose sul riuso dell’acqua in agricoltura: attivo dal 2007, l’impianto intercetta le acque del depuratore comunale e dopo averle affinate, le distribuisce a 50 aziende agricole, nei periodi di minor richiesta l’acqua, raccolta nel lago Forcatella, viene utilizzata per la ricarica indiretta della falda per mitigare l’intrusione di acqua marina; il <strong>progetto Spugna della Città Metropolitana di Milano</strong> che prevede 90 interventi Nature Based in 32 comuni per ridurre le inondazioni, conservare l’acqua nei periodi siccitosi e ridurre l’inquinamento idrico. Ad oggi annovera 48 cantieri chiusi, 14 aperti e 28 da aprire.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Acqua risorsa strategica: la filiera idrica supera i 383 miliardi, investimenti in crescita</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/lacqua-e-una-risorsa-strategica-i-nuovi-rapporti-di-thea-e-utilitatis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Mar 2025 16:32:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[blue book]]></category>
		<category><![CDATA[filiera idrica]]></category>
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		<category><![CDATA[utilitalia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra imprese, agricoltura e settore energetico, la filiera estesa dell’acqua ha un peso sempre più rilevante per l’economia italiana: dalle risorse idriche “dipende” il 20% del PIL italiano, un valore che ha superato i 383 miliardi di euro. A conclusione dei lavori della sesta edizione della Community “Valore Acqua per l’Italia” di TEHA (The European House-Ambrosetti), [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Tra imprese, agricoltura e settore energetico, la filiera estesa dell’acqua ha un peso sempre più rilevante per l’economia italiana: dalle risorse idriche “dipende” il 20% del PIL italiano, un valore che ha superato i 383 miliardi di euro. A conclusione dei lavori della sesta edizione della Community “Valore Acqua per l’Italia” di TEHA (The European House-Ambrosetti), sono stati presentati il <strong>Blue Book 2025</strong> realizzato dalla Fondazione Utilitatis e promosso da <a href="https://www.utilitalia.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Utilitalia</a> che comprende tutti i dati relativi al servizio idrico integrato, e il <strong>Libro Bianco 2025</strong> “Valore Acqua per l’Italia” di TEHA con un focus specifico sul ciclo idrico esteso che tra servizi, consorzi di bonifica e irrigazione, software e tecnologie, macchinari, impianti e componenti vale 11 miliardi di euro. La filiera estesa dell&#8217;acqua è in crescita mediamente del 5% all&#8217;anno e dal 2015 a oggi coinvolge 1,5 milioni di imprese italiane. Per quanto riguarda invece i gestori del servizio idrico integrato, dal 2021 al 2023 sono stati realizzati investimenti per circa <strong>7,1 miliardi di euro</strong>, cifra che, come emerge dal Blue Book 2025 sale a 13,2 miliardi se si considerano gli interventi programmati per il biennio 2024-2025.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“I grandi utilizzatori di <a href="https://www.ecodallecitta.it/recupero-e-riuso-acque-roma/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">acqua</a> in Italia – ha commentato <strong>Valerio De Molli</strong>, <strong>managing partner e CEO di TEHA </strong>con i manager delle 43 aziende partner della Community Valore Acqua per l’Italia che rappresentano oltre l’80% della filiera idrica del Paese – costituiscono un pilastro fondamentale per l&#8217;economia del Paese. Il settore agricolo coinvolge oltre 1,1 milioni di imprese, con un valore aggiunto di 39,5 miliardi di euro e 930 mila occupati nel 2023. Le imprese manifatturiere idrovore contribuiscono al PIL con 287,7 miliardi di euro, impiegando 3,5 milioni di lavoratori in circa 330.000 imprese. Infine, il settore energetico conta 10 mila imprese, generando un valore aggiunto di 25,3 miliardi di euro e dando lavoro a oltre 100 mila persone”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Per quanto riguarda il comparto del servizio idrico integrato&nbsp;– ha aggiunto&nbsp;<strong>Filippo Brandolini, presidente di Utilitalia</strong>&nbsp;&#8211; il fatturato complessivo ammonta a 8,9 miliardi con quasi 30 mila addetti impiegati. Si tratta dunque di un settore strategico non solo dal punto di vista della qualità della vita dei cittadini e della sostenibilità, ma anche sul fronte economico ed occupazionale. Gli investimenti nel settore idrico sono cresciuti in maniera considerevole negli ultimi anni, con una crescita del 99% dal 2012, anno di avvio della regolazione da parte dell’Arera, e con un’incidenza media del 37% dei fondi pubblici e contributi. Guardando oltre l’orizzonte temporale del PNRR, un sostegno della finanza pubblica sarà fondamentale per affrontare le sfide future che il comparto dovrà affrontare”.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dal 2012 al 2023 gli investimenti dei gestori sono aumentati del 99%.&nbsp;</strong>Come emerge infatti dal Blue Book 2025 di Fondazione Utilitatis, gli investimenti realizzati dai gestori industriali sono passati dai 33 euro annui per abitante del 2012 ai 65 euro annui del 2023,&nbsp;con una crescita stimata fino a 72 euro annui nel 2024 e fino a 80 euro nel 2025,&nbsp;anche per effetto dei progetti legati all’attuazione del PNRR. La capacità di investimento cresce con la dimensione degli operatori: i gestori con fatturato inferiore a 25 milioni di euro investono in media 44 euro per abitante, mentre quelli di maggiori dimensioni superano i 68 euro per abitante. Le gestioni in capo agli enti locali (“in economia”), invece, continuano a registrare valori di investimenti più bassi (29 euro per abitante). Per quanto riguarda le tariffe, nel 2024 la spesa media annuale per il servizio idrico è stata di 384 euro, per un’utenza di tre persone con un consumo di 150 metri cubi: pur registrando un aumento del 5% circa rispetto all’anno precedente, le tariffe italiane rimangono tra le più basse d’Europa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nel 2029 gli investimenti in Italia sono oltre la media Ue.&nbsp;</strong>Oggi in Italia il 16,1% degli investimenti dei gestori industriali nel settore idrico&nbsp;è destinato a tecnologie per l’innovazione e la circolarità (fonte&nbsp;<em>Global Water Intelligence</em>). Secondo i dati del Libro Bianco di Valore acqua per l’Italia di TEHA del 2025, entro il 2029, la quota di investimenti in tecnologie in Italia è prevista in aumento fino a raggiungere il 19%, un tasso di crescita tre volte&nbsp;superiore alla media dell’UE a 27 Paesi. Gli investimenti sono orientati in particolare verso il riuso e riciclo delle acque reflue (31,7%) e la digitalizzazione per la riduzione delle perdite (20,5%). “L’Italia&nbsp;– ha aggiunto&nbsp;<strong>Benedetta Brioschi, partner TEHA</strong>&nbsp;&#8211;&nbsp;deve affrontare con urgenza il problema dell’obsolescenza delle sue infrastrutture idriche. Con un’età media di 58 anni per i grandi invasi e una rete idrica in cui il 22% delle condutture ha oltre mezzo secolo, il rischio di inefficienze e sprechi è altissimo. A questo ritmo, servirebbero 250 anni per rinnovare l’intera rete: investire in digitalizzazione e circolarità significa garantire sicurezza idrica, sostenibilità e sviluppo economico per il Paese.”</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/lacqua-e-una-risorsa-strategica-i-nuovi-rapporti-di-thea-e-utilitatis/">Acqua risorsa strategica: la filiera idrica supera i 383 miliardi, investimenti in crescita</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L’acqua in Italia in un clima che cambia: &#8220;la disponibilità idrica può ridursi dal 40% al 90%&#8221;</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/lacqua-in-italia-in-un-clima-che-cambia-la-disponibilita-idrica-puo-ridursi-dal-40-al-90/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jul 2023 11:02:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Adrea Barbarella]]></category>
		<category><![CDATA[edo ronchi]]></category>
		<category><![CDATA[fondazione sviluppo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Italy for Climate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fenomeni opposti ma, allo stesso tempo, facce della stessa medaglia, la recente alluvione che ha devastato l’Emilia-Romagna e i lunghi periodi di siccità che colpiscono sempre più frequentemente diverse aree del Paese hanno reso ancora più evidente come il tema dell’acqua sia centrale nel nuovo contesto determinato dalla crisi climatica e sottolineato la necessità di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Fenomeni opposti ma, allo stesso tempo, facce della stessa medaglia<strong>, la recente alluvione che ha devastato l’Emilia-Romagna </strong>e <strong>i lunghi periodi di</strong> <strong>siccità</strong> che colpiscono sempre più frequentemente diverse aree del Paese hanno reso ancora più evidente come il tema dell’acqua sia centrale nel nuovo contesto determinato dalla crisi climatica e sottolineato la necessità di agire prontamente per fronteggiare l’aggravamento di eventi estremi, ormai sempre più frequenti e tangibili, che non riguardano solo un lontano futuro ma anche il presente.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se ne è discusso questa mattina a Roma, nel corso della <strong>4° Conferenza Nazionale sul Clima</strong> promossa da <strong>Italy For Climate</strong> con il patrocinio del <strong>Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica</strong>, della <strong>Commissione Europea</strong> e di <strong>Rai per la Sostenibilità</strong>, durante la quale esperti, rappresentanti delle imprese e delle Istituzioni hanno analizzato l’impatto di questi eventi sull’ambiente, l’economia e il benessere delle persone, alla luce dei dati emersi dal Dossier <strong>Troppa o troppo poca? L’acqua in Italia, in un clima che cambia, </strong>presentato nel corso della Conferenza.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I punti principali del Dossier, pubblicato per la prima volta in Italia</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’Italia gode storicamente di una buona disponibilità di acque: è<strong> ancora terza in Europa per disponibilità della risorsa idrica (dietro solo a Francia e Svezia), </strong>con circa<strong> 130 miliardi di m3 disponibili ogni anno. </strong>Tuttavia, questo valore si è ridotto del 20% negli ultimi decenni: <strong>se non arresteremo il riscaldamento globale, la causa principale della riduzione di acqua, la disponibilità potrebbe arrivare a ridursi in breve tempo del 40%</strong>, con punte del 90% in alcune aree del Meridione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Noncuranti del fatto che siamo il Paese europeo con i più alti livelli di stress idrico, manteniamo i livelli record di prelievo di acqua in Europa</strong>: con quasi 40 miliardi di m3 all’anno l’Italia è prima e preleva più del 30% della disponibilità idrica annua: stiamo quindi intaccando il nostro patrimonio idrico e mettendo in pericolo gli ecosistemi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’acqua prelevata in Italia viene destinata per <strong>il 41% all’agricoltura, il 24% ad usi civili, il 20% all‘industria e il 15%</strong> <strong>alla produzione di energia elettrica</strong>. Siamo il secondo paese europeo per prelievi destinati all’agricoltura (dopo la Spagna) ma non sono state attivate procedure avanzate di contabilizzazione degli usi agricoli e non stiamo migliorando la nostra performance.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Italia vanta anche il triste <strong>record europeo di acqua prelevata per usi civili</strong>: con 9 miliardi di m2 ogni anno (e +70% rispetto al 2000). Ciò è dovuto sicuramente all’alto livello di perdite della rete idrica nazionale (che sono in continua crescita e hanno superato il 40%), ma anche ad una scarsa abitudine alla riduzione degli sprechi: <strong>un italiano consuma 220 litri di acqua, il doppio dell’acqua consumata da un cittadino medio europeo. L’Italia è </strong>anche il primo paese Europeo per utilizzo di acqua in industria: 4 volte più della Germania e 8 volte più della Francia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A livello globale siamo entrati in una fase di «anormalità climatica permanente» che ha già modificato il ciclo dell’acqua aumentando la frequenza e l’intensità di eventi meteoclimatici estremi. L’incidenza della crisi climatica e del riscaldamento globale sta portando effetti devastanti: <strong>in vent’anni i ghiacciai alpini in Italia hanno perso in media 25 metri di spessore, oltre 50 miliardi di m3 di ghiaccio. </strong>Secondo il Piano nazionale per l’adattamento al cambiamento climatico, se le temperature continueranno ad aumentare<strong> nessuna delle stazioni sciistiche del Friuli Venezia-Giulia avrebbe a breve una copertura nevosa naturale sufficiente a garantire la stagione </strong>e lo stesso accadrebbe ad un terzo delle stazioni in Lombardia, Trentino-Alto Adige e Piemonte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La crisi climatica, oltre ai danni provocati dal riscaldamento e dall’aumento medio delle temperature,&nbsp; provoca anche l’aumento <strong>dell’intensità e della frequenza di precipitazioni eccezionali, come quello recente dell’Emilia Romagna:</strong>&nbsp; in Italia i fenomeni a carattere eccezionale sono aumentati esponenzialmente negli ultimi anni, fino a superare nel 2022 per la prima volta il valore record di <strong>2.000 episodi all’anno</strong>: <strong>un italiano su cinque risiede in aree potenzialmente allagabili</strong>, mentre sono minacciate da pericolosità idraulica medio-alta 6,9 milioni di persone, 1,1 milioni di imprese e 4,9 milioni di edifici.&nbsp; Le Regioni a maggior rischio di alluvione in Italia sono <strong>l’Emilia-Romagna, seguita da Veneto e Calabria e da Friuli-Venezia-Giulia, Toscana e Lombardia. </strong>In quasi tutte queste Regioni il livello di cementificazione del territorio è molto alto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo l’analisi di Coldiretti e alcune stime recenti di Ismea, il cambiamento climatico ha portato nel 2022 <strong>un danno economico al comparto agricolo di circa 6 miliardi di euro</strong>, con circa il 10% valore della produzione dell’intera filiera e si stima che l’alluvione in Emilia Romagna abbia portato a danni per circa 8 miliardi di Euro. Secondo Confagricoltura nelle aree colpite dall’alluvione sono a rischio almeno 50.000 posti di lavoro tra agricoltori e lavoratori dipendenti nelle campagne, nelle industrie e nelle cooperative di lavorazione e trasformazione”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Inoltre, a partire dal 2000 al 2019, </strong>secondo quanto affermano gli ultimi studi dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale)<strong>, 5 milioni di ettari, il 17% della superficie nazionale, sono risultati soggetti a diverse forme di degrado</strong>, con valori anche ben oltre il 20% in Sardegna, Emilia-Romagna, Campania e Abruzzo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">«<em>Siamo oramai entrati in una fase di </em><strong><em>anormalità climatica permanente</em></strong> &#8211; ha dichiarato <strong>Andrea Barbabella, Responsabile scientifico di Italy for Climate</strong> <em>&#8211; che ha già modificato il ciclo dell’acqua, aumentando frequenza e intensità di eventi meteoclimatici estremi. L’Italia, al centro dell’hot spot climatico del bacino Mediterraneo, è un Paese più a rischio di altri, con aumento di temperatura di quasi 3 °C rispetto al periodo pre-industriale, a fronte di una media mondiale di +1,1 °C. Viviamo in un territorio particolarmente fragile, in cui 12 milioni di persone vivono in aree che potrebbero essere soggette ad alluvioni e vediamo aumentare ogni anno gli eventi di precipitazioni a carattere eccezionale</em><strong><em>. Come collettività dobbiamo comprendere con urgenza il nesso tra la crisi climatica e i rischi di un ciclo idrico sempre più sotto stress, mettendo in campo interventi straordinari di mitigazione e adattamento</em></strong><em>».</em></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dieci proposte&nbsp;</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il Dossier presentato raccoglie anche proposte e linee di azione per affrontare questa crisi:</strong></p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Aggiornare</strong> e rendere più incisive le misure di mitigazione e di adattamento</li>



<li><strong>Aumentare</strong> l’impegno climatico: tagliare le emissioni nette del 58% al 2030 (rispetto al 1990) e raggiungere la neutralità climatica al 2045. Per far questo, tra le altre cose, si deve spingere sulle rinnovabili e, tra queste, sfruttare a pieno il potenziale dell’idroelettrico</li>



<li><strong>Adottare</strong> una Legge per il Clima&nbsp;</li>



<li><strong>Migliorare </strong>il livello di conoscenza delle risorse idriche<strong> </strong>in Italia, con un quadro aggiornato di <strong>tutti i settori</strong></li>



<li><strong>Rinnovare</strong> le infrastrutture e tagliare le perdite di rete, oggi pari al 42% del prelievo per uso civile</li>



<li><strong>Promuovere</strong> un uso più efficiente e circolare dell’acqua in agricoltura</li>



<li><strong>Promuovere</strong> l’uso efficiente e circolare dell’acqua nelle industrie, agevolando gli investimenti&nbsp;</li>



<li><strong>Verificare</strong> gli aggiornamenti dei Piani di gestione del rischio alluvioni</li>



<li><strong>Valorizzare</strong> soluzioni basate sulla natura: è necessario che vi siano aree o casse di espansione controllata delle piene e che i fiumi possano espandersi maggiormente nei loro corsi naturali</li>



<li><strong>Valorizzare</strong> il ruolo delle città: <strong>possono contrastare le ondate e le isole di calore </strong>aumentando le infrastrutture verdi; <strong>possono contribuire a ridurre i rischi di alluvione</strong>, riducendo le impermeabilizzazioni di aree urbane e di parcheggi</li>
</ol>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il Piano Energia e Clima</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il cambiamento del ciclo idrico determinato dal riscaldamento globale impone la necessità di adattarci ad un nuovo contesto. Ma al tempo stesso è necessario agire subito con politiche efficaci di mitigazione per frenare il riscaldamento, altrimenti adattarsi non sarà più possibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La priorità è ridurre le emissioni e l’Italia ancora non sta facendo la sua parte. Nella mattinata di lavori il dibattito si è concentrato anche sulle misure contenute nell’executive summary del PNIEC che l’Italia ha trasmesso a Bruxelles nei giorni scorsi, alla luce della roadmap per la neutralità climatica proposta da Italy for Climate.&nbsp;<br>«<em>Per ridurre l’impatto di alluvioni e siccità è necessario contribuire a rallentare il riscaldamento globale che le alimenta, tagliando le emissioni di gas serra, e aggiornare e rendere operative misure di adattamento”</em> – ha spiegato <strong>Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile</strong><em>&#8211; Con Italy for Climate abbiamo proposto una specifica Roadmap per l’Italia, con obiettivi e target sfidanti al 2030 e al 2045 e specifiche strategie settoriali.&nbsp;Qualche giorno fa il Governo ha trasmesso a Bruxelles una prima sintesi dell’aggiornamento del Piano nazione integrato energia e clima (Pniec): per l’Italia, Paese vulnerabile per i cambiamenti climatici, è più conveniente accelerare l’impegno e puntare su obiettivi avanzati di decarbonizzazione, per cogliere anche i vantaggi tecnologici, economici e occupazionali, piuttosto che rinviare le misure, concentrandole in pochi anni futuri anche con maggiori costi. </em><strong><em>La proposta di nuovo Pniec inviata a Bruxelles è poco ambiziosa: punta ad un taglio solo del 45% delle emissioni di gas serra al 2030</em></strong><em> (rispetto ad una media europea del 55%) in 40 anni dal 1990, lasciando un altro 45% (per arrivare al 90%) ai successivi 20 anni; </em><strong><em>sottovaluta le potenzialità di crescita delle rinnovabili elettriche, della penetrazione elettrica, dell’efficienza energetica degli edifici e di una mobilità più elettrica e con meno auto</em></strong><em>».</em></p>
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		<title>Acqua, a Bari la terza tappa del progetto Utilitalia Innovation</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/acqua-a-bari-la-terza-tappa-del-progetto-utilitalia-innovation/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jun 2023 10:17:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Acquedotto Pugliese]]></category>
		<category><![CDATA[acquevenete]]></category>
		<category><![CDATA[bari]]></category>
		<category><![CDATA[BrianzAcque]]></category>
		<category><![CDATA[Smat]]></category>
		<category><![CDATA[utilitalia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel contesto del Water Innovation Summit, il 22 giugno a Bari si è svolto Utilitalia Innovation, il progetto promosso da Utilitalia (la Federazione delle imprese idriche, ambientali ed energetiche) con l&#8217;obiettivo di sostenere lo sviluppo di programmi innovativi delle utility e facilitare il dialogo tra le imprese associate e le migliori startup verticali e settoriali. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nel contesto del <a href="https://waterinnovationsummit.org/en/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Water Innovation Summit</a>, il 22 giugno a Bari si è svolto Utilitalia Innovation, il progetto promosso da Utilitalia (la Federazione delle imprese idriche, ambientali ed energetiche) con l&#8217;obiettivo di sostenere lo sviluppo di programmi innovativi delle utility e facilitare il dialogo tra le imprese associate e le migliori startup verticali e settoriali. Durante l&#8217;evento, incentrato sul settore del ciclo idrico integrato, sono stati presentati quattro progetti promossi dalle aziende associate a Utilitalia: <strong>acquevenete</strong>, <strong>Acquedotto Pugliese</strong>, <strong>BrianzAcque</strong> e <strong><a href="https://www.ecodallecitta.it/siccita-smat-torino-per-il-momento-non-si-evidenziano-criticita/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Smat</a></strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto &#8220;<strong>Sustainable Water Management</strong>&#8221; della Rete di Gestori &#8220;Acqua in Rete Bacchiglione&#8221; (composta da acquevenete, Viacqua, AcegasApsAmga) ha ottenuto un finanziamento complessivo di 33 milioni di euro all&#8217;interno del PNRR. Si tratta di un piano strategico che si basa su un percorso già avviato dalla Rete, volto alla tutela delle risorse idriche, all&#8217;ottimizzazione dei consumi energetici e alla salvaguardia delle fonti di approvvigionamento. Grazie a questa iniziativa, si prevede di ridurre le perdite idriche del 35% entro il 2026 su tutti i territori di riferimento, consentendo così di risparmiare 13 milioni di metri cubi di acqua in 5 anni, che altrimenti andrebbero dispersi. Questo obiettivo sarà raggiunto attraverso progetti di digitalizzazione, modellazione, gestione della pressione e asset management che operano in modo sinergico e complementare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con l’obiettivo di migliorare ulteriormente la gestione unificata della rete idrica e la qualità del servizio erogato ai cittadini in Puglia, <strong>Acquedotto Pugliese </strong>ha lanciato, a giugno dello scorso anno, il progetto “<strong>Smart Water Management”</strong>, che ha permesso la realizzazione di un gemello digitale della rete idrica utilizzando nuove tecnologie predittive a tutela della nostra risorsa più preziosa, l’acqua. Si tratta di un passo avanti molto importante e di un progetto all’avanguardia considerato che l’Acquedotto Pugliese con reti idriche per oltre 25.000 chilometri al servizio di oltre 4 milioni di cittadini, 12.500 chilometri di reti fognarie e 185 depuratori, è tra i maggiori player nazionali nella gestione del ciclo idrico integrato e una delle opere di ingegneria civile più complessa di Europa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>BrianzAcque</strong> è il gestore del Servizio Idrico Integrato di Monza e Brianza, a totale partecipazione pubblica. Da tempo, quando ancora i cambiamenti climatici non erano una delle principali emergenze del Pianeta, l’azienda ha messo a punto una precisa strategia di adattamento così da governare le acque in modo corretto sia in caso di precipitazioni violente e ravvicinate sia in caso di periodi di siccità. Il focus di oggi si è concentrato sulle <strong>“Natured Base Solution”</strong>, con&nbsp; case history sui parchi dell’acqua, sui sistemi di drenaggio urbano sostenibile e su piazze ad allagamento controllato. Un nuovo approccio sostenibile che ha consentito a BrianzAcque di orientare l’azione di difesa idraulica del territorio promuovendo la resilienza degli ecosistemi urbani e naturali con una visione multiscalare e multidisciplinare,&nbsp;che vede nelle acque meteoriche una risorsa e non un problema.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con l’obiettivo di perseguire l’efficientamento energetico ed incrementare la produzione di energia da fonte rinnovabile, <strong>SMAT </strong>ha infine sviluppato la progettazione e la realizzazione di <strong>campi fotovoltaici flottanti</strong> da installare sui bacini di lagunaggio, dai quali l’Azienda trae la provvista per il grande potabilizzatore di Torino che assicura la risorsa idrica a buona parte della città ed integra la dotazione ad altri Comuni della cintura. La soluzione del fotovoltaico galleggiante evita il consumo di suolo, crea un’ombreggiatura sulla superficie del bacino che riduce in modo significativo l’irraggiamento solare, l’aumento della temperatura dell’acqua e, di conseguenza, lo sviluppo di alghe e quindi il consumo energetico nelle fasi di potabilizzazione e, infine, costituisce una fonte di energia rinnovabile che può essere auto-consumata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Nel campo del servizio idrico integrato – spiega il <strong>vicepresidente di Utilitalia, Alessandro Russo</strong> – l’innovazione gioca un ruolo sempre più centrale da molteplici punti di vista. Per il miglioramento delle infrastrutture, innanzitutto, ma anche nell’ambito della depurazione per consentire il riuso dell’acqua e il recupero di materia nell’ottica dell’economia circolare. Senza dimenticare la principale sfida che i gestori dovranno affrontare nel prossimo futuro: quella della tutela della risorsa e dell’adeguamento delle reti di fronte agli effetti dei cambiamenti climatici, anche attraverso soluzioni basate sulla natura”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto Utilitalia Innovation si chiuderà il 17 ottobre con <strong>l’innovation day</strong> in programma a Milano: in quella occasione i maggiori player dell’innovazione e alcune startup selezionate incontreranno le 450 imprese associate a Utilitalia, per verificare come le migliori soluzioni tecnologiche presenti sul mercato possano rispondere alle esigenze delle utility sui territori, per elevare la qualità dei servizi offerti ai cittadini.</p>
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		<title>&#8220;L’acqua di Roma bevila nel vetro&#8221;: al via il progetto di sensibilizzazione di Comune e Coreve</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/lacqua-di-roma-bevila-nel-vetro-progetto-di-sensibilizzazione-di-comune-e-coreve/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Dec 2022 14:30:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia circolare]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[coreve]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Consumare acqua pubblica e ridurre i rifiuti è l’obiettivo della nuova campagna di sensibilizzazione realizzato da Comune di Roma e il Consorzio Recupero Vetro (CoReVe)&#160;nell’ambito del progetto “Acqua di Roma”. Al centro dell’iniziativa una speciale bottiglia in vetro riciclato appositamente realizzata dal CoReVe e donata a Roma Capitale in 100 mila esemplari. Alla bottiglia è [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Consumare acqua pubblica e ridurre i rifiuti è l’obiettivo della nuova campagna di sensibilizzazione realizzato da Comune di Roma e il Consorzio Recupero Vetro (CoReVe)&nbsp;nell’ambito del progetto “Acqua di Roma”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro dell’iniziativa una speciale bottiglia in vetro riciclato appositamente realizzata dal CoReVe e donata a Roma Capitale in <strong>100 mila esemplari</strong>. Alla bottiglia è stato volutamente dato un design&nbsp;<em>vintage&nbsp;</em>che richiama consuetudini passate di utilizzare bottiglie di vetro per l’acqua da bere. Ha un’imboccatura ampia per consentirne il lavaggio ed è realizzata con una lavorazione che ne minimizza i rischi di rottura. La bottiglia sarà distribuita in un sacchetto di carta riciclata decorato con un logo che riproduce le fontanelle pubbliche di Roma, i “<em>nasoni</em>” e che riporta lo slogan della campagna “<strong><em>L’Acqua di Roma: bevila nel vetro. Una buona abitudine che fa bene all’ambiente</em></strong>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto prevede una serie di iniziative che consentiranno la distribuzione delle bottiglie per tutto il corso del 2023. La prima di queste riguarda i dipendenti di Roma Capitale e di AMA e tutti gli utilizzatori dei Centri di raccolta AMA. Verrà, inoltre, donata agli utenti delle Biblioteche comunali e saranno poi coinvolte le scuole, dove la distribuzione della bottiglia sarà accompagnata da momenti di educazione ambientale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La campagna si unisce all’ultima iniziativa di CoReVe al fianco della Capitale nel cercare soluzioni concrete ai problemi della raccolta differenziata. Grazie ai Bandi nazionali Anci-CoReVe, lanciati per colmare in maniera strutturale il gap di raccolta tra Nord e Sud con <strong>un investimento di circa 10 milioni di euro</strong>, la città di Roma usufruirà di un <strong>finanziamento del valore di € 426.000 per migliorare la raccolta stradale del vetro</strong>. Attraverso il finanziamento, il Comune acquisterà più di <strong>1200 campane che si andranno ad aggiungere alle 5000 già presenti sul territorio</strong> e implementerà una campagna di comunicazione di servizio per informare adeguatamente i cittadini coinvolti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Con questa campagna, realizzata in collaborazione con CoReVe, di cui voglio ringraziare il Presidente Scotti per il fondamentale contributo, mettiamo in campo un’ulteriore azione di sensibilizzazione sui temi della sostenibilità ambientale, dell’importanza che i comportamenti individuali hanno sulla riduzione della produzione dei rifiuti e della plastica in particolare. Questo progetto pone l’accento anche <strong>sul ruolo che i produttori degli imballaggi rivestono nel dare compimento alla transizione ecologica</strong>: essi devono sempre più orientare la loro attività verso la sostenibilità e la circolarità dei loro manufatti. In più, la bottiglia che è al centro del progetto ‘L’Acqua di Roma’ è il simbolo di quanto la corretta differenziazione dei rifiuti, a partire dal vetro, consenta il loro recupero e riciclo limitando il consumo di materie prime e di energia con conseguenti riduzioni delle emissioni di CO2. Se si considera, inoltre, che il vetro può essere riciclato all’infinito, questa campagna si pone l’obiettivo di sostenere la realizzazione di un modello perfetto di economia circolare</em>” dichiara l’<strong>Assessora Alfonsi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Il vetro è principe della sostenibilità: può essere riciclato all’infinito e il suo riciclo permette di contenere le emissioni di&nbsp;gas serra (CO2), di risparmiare energia e di ridurre al minimo il ricorso alle&nbsp;materie prime vergini, di natura estrattiva&nbsp;(minerali da cava, come sabbia o carbonati) e chimica (soda). L’Italia ha già raggiunto ottimi tassi di riciclo ma bisogna ancora lavorare per recuperare le tonnellate di vetro che finiscono in discarica disperdendo un patrimonio enorme. Per questa ragione siamo felici di dare il nostro contributo al Comune di Roma per la promozione di questa iniziativa per incoraggiare il consumo di acqua pubblica e il riciclo del vetro. Si tratta di due azioni che aiutano concretamente l’ambiente e rappresentano per i cittadini anche un vantaggio in termini economici. Il Coreve, infatti, remunera i Comuni con corrispettivi determinati in base alla qualità e quantità del vetro raccolto e questo potrebbe consentire di abbassare le tariffe per lo smaltimento dei rifiuti in capo ai cittadini</em>” ha dichiarato&nbsp;<strong>Gianni Scotti</strong>, Presidente del Coreve.</p>
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		<title>Monitoraggio ANBI su siccità: intaccate anche le risorse idriche sotterranee</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/monitoraggio-anbi-su-siccita-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jul 2022 12:09:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[anbi]]></category>
		<category><![CDATA[siccità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È il Centro- Italia la provincia con maggiori problemi di siccità nel nostro Paese. Lo segnala l’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche, in base ai dati del report settimanale. Caldo soffocante ed assenza di piogge, inoltre, dopo laghi e corsi d’acqua stanno compromettendo anche le riserve d’acqua sotterranea del Centro-Nord Italia, proseguendo un deficit pluviometrico, che [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">È il Centro- Italia la provincia con maggiori problemi di siccità nel nostro Paese. Lo segnala l’<strong>Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche, </strong>in base ai dati del report settimanale. <strong>Caldo soffocante ed assenza di piogge, inoltre, dopo laghi e corsi d’acqua stanno compromettendo anche le riserve d’acqua sotterranea del Centro-Nord Italia, proseguendo un deficit pluviometrico, che si protrae dall’anno scorso e che conferma i caratteri di una siccità endemica in territori, dove serviranno anni per riequilibrare il bilancio idrologico.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sul Lazio è eccezionale il deficit pluviometrico, fin qui registrato principalmente sulle province di Roma e Viterbo (in particolare, lungo il litorale):</strong> <strong>quasi dappertutto sono caduti un centinaio di millimetri di pioggia in quasi 8 mesi </strong>ed il record negativo è detenuto da Ladispoli con soli mm. 94.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Per il Centro-Nord Italia, in Emilia Romagna </strong>le portate dei fiumi Enza (mc./sec. 0,4) e Reno (mc./sec. 0,6) scendono sotto i minimi storici: <strong>sulle pianure a Nord della foce del fiume Reno sono finora caduti, da inizio d’anno, solo 205 millimetri di pioggia, una quantità molto simile a quello registrata nei primi 6 mesi del 2021, influendo sulla ricarica della falda e sulla risalita del cuneo salino nelle zone costiere.</strong> Un’analoga condizione si registrò a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 del secolo scorso, ma ad aggravare l’attuale contingenza c’è l’aumento esponenziale delle temperature in un’Europa flagellata da disastrosi incendi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>“La siccità di quest’anno ha caratteri nuovi e di assoluta gravità, perché l’assenza di pioggia e neve sta intaccando anche riserve idriche, destinate prioritariamente all’uso potabile, provocando un deficit, che si protrarrà nel tempo</strong> – evidenzia <strong>Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) &#8211; Non intervenire urgentemente con un piano di infrastrutture per la raccolta delle acque piovane, come i 10.000 laghetti proposti da noi e Coldiretti, espone i territori al ripetersi di crisi sempre più devastanti, perché ricadenti su contesti già idricamente indeboliti.”</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>“I prelievi d’acqua a profondità maggiori – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – comportano gravi rischi per l’equilibrio idrogeologico. La risposta alla siccità non può essere la cultura del pozzo</strong>, bensì l’utilizzo razionale delle risorse di superficie, che devono essere incrementate, diminuendo la percentuale d’acqua, che termina inutilizzata in mare ed oggi pari all’89% dei circa 3 miliardi di metri cubi di pioggia, che annualmente cadono sul nostro Paese.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">I dati fotografano una situazione drammatica soprattutto per l’agricoltura e quindi per la produzione di cibo: <strong>in una sola settimana,</strong> <strong>il volume d’acqua nel lago Maggiore è calato di ben 48 milioni di metri cubi, </strong>portando a quasi 3 miliardi di metri cubi, il deficit rispetto alla media del periodo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In Piemonte, i fiumi sono ai minimi termini:</strong> il Tanaro scende ad una portata di soli mc./sec. 2,5 vale a dire il 10% circa di quella del 2021, anno già di grave crisi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Appare senza fine la crisi del fiume Po,</strong> che settimanalmente segna record negativi di portata, <strong>arrivando a toccare mc./sec. 113,7 (ben 123 metri cubi al secondo in meno rispetto al precedente minimo storico!) al rilevamento ferrarese di Pontelagoscuro, cioè circa il 10% della portata media (mc./sec. 1140) ed il 75% in meno della portata limite per l’intrusione del cuneo salino.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In Valle d’Aosta,</strong> dove a Luglio non è praticamente piovuto, <strong>si riduce la portata della Dora Baltea</strong>, che rimane però sopra la media storica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In Lombardia, le portate del fiume Adda sono dimezzate anche rispetto a quelle del “annus horribilis” 2017 ed alle riserve idriche regionali manca ben 1 miliardo di metri cubi rispetto alla media </strong>(fonte: ARPA Lombardia)<strong>.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Scendono ancora i livelli del fiume Adige in Veneto e si attestano su valori oltre 2 metri inferiori a quelli dell’anno scorso</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In Umbria, dove è piovuto pochissimo, i laghi di San Casciano e di Chiusi permangono a livelli minimi, mentre il bacino di Corbara è sceso di 58 centimetri in 7 giorni.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Adempiendo al compito di dare acqua alle campagne, <strong>calano i livelli nei bacini delle Marche,</strong> scesi di circa 1.300.000 metri cubi in una settimana, contenendone ora poco più di 42 milioni, ma rimanendo al di sopra dei livelli del 2021.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Permane grave la condizione dei corsi d’acqua in Toscana, dove il fiume Serchio registra una portata addirittura più che dimezzata rispetto a quella del Deflusso Minimo Vitale, così come l’Ombrone, da settimane in condizioni critiche</strong> (fonte: Centro Funzionale Regione Toscana).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda il Sud Italia, <strong>in Campania</strong>, i livelli idrometrici dei fiumi Sele e Volturno appaiono in calo, mentre è stabile il Sarno; si segnalano in discesa i volumi idrici nei bacini del Cilento (l’invaso di Piano della Rocca è al 53% del riempimento e trattiene quasi il 20% in meno rispetto al 2021) e nel lago di Conza (quasi 5 milioni di metri cubi in meno rispetto all’anno scorso). Pertanto, <strong>permane stabile la condizione di siccità nel bacino idrografico del Liri-Garigliano e Volturno.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Infine, in 7 giorni, l’acqua trattenuta negli invasi di Basilicata è calata di quasi 13 milioni di metri cubi, raggiungendo un deficit di oltre 38 milioni sui livelli dell’anno scorso </strong>(fonte: Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale),<strong> mentre è di circa 11 milioni di metri cubi la discesa di risorsa idrica nei bacini della Puglia, dove però si registra un confortante +Mmc. 10,22 sul 2021.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/monitoraggio-anbi-su-siccita-italia/">Monitoraggio ANBI su siccità: intaccate anche le risorse idriche sotterranee</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
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		<title>“Attenzione all’acqua! Si può”, la nuova campagna sul risparmio idrico della Regione Lazio</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/campagna-sensibilizzazione-spreco-acqua-regione-lazio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jul 2022 09:35:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Lazio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un decalogo di comportamenti responsabili per sensibilizzare i cittadini all’utilizzo consapevole e corretto dell’acqua. È da qui che nasce la campagna di sensibilizzazione promossa dalla Regione Lazio in collaborazione con Acea “Attenzione all’acqua! Si può”. L’abitudine ad avere acqua potabile corrente nelle nostre case, negli uffici e persino per strada, fa sì che spesso non [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Un decalogo di comportamenti responsabili per sensibilizzare i cittadini all’utilizzo consapevole e corretto dell’acqua. È da qui che nasce la <strong>campagna di sensibilizzazione promossa dalla Regione Lazio in collaborazione con Acea “Attenzione all’acqua! Si può”</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’abitudine ad avere acqua potabile corrente nelle nostre case, negli uffici e persino per strada, fa sì che spesso non facciamo caso agli sprechi. Eppure questa risorsa così importante per la vita quotidiana delle persone, ma anche per l’agricoltura e per le imprese, è sempre disponibile a condizione che il prelievo non sia superiore alla capacità di ricarica delle falde e che le acque di ricarica continuino ad essere di buona qualità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi, soprattutto a causa dell’emergenza climatica, si assiste a scene da film distopici, con grandi fiumi che sembrano prosciugarsi e una crisi idrica preoccupante in tutti i settori. Se il tema del riscaldamento globale va affrontato su scala planetaria dai Governi dei vari Paesi del mondo, nel nostro piccolo, tutti possiamo però dare il nostro contributo per evitare che l’acqua venga sprecata.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La campagna promossa dalla Regione Lazio prevede quindi 10 punti che indicano come usarla al meglio nelle azioni quotidiane che compiamo</strong>, dall’igiene personale alla preparazione del cibo, con le indicazioni sul risparmio annuale ottenuto da ogni utilizzo attento dell’acqua, a partire dall’informazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Basti pensare che semplicemente chiudendo il rubinetto quando ci si lava i denti o ci si rade, si possono risparmiare circa 5.000 litri d’acqua all&#8217;anno a persona o che fare la doccia invece del bagno nella vasca evita di consumare circa 45.000 litri d’acqua all’anno per persona. Una costante manutenzione della rete idrica domestica, inoltre, riparando un rubinetto che gocciola o un water che perde, fa risparmiare oltre 40.000 litri l’anno di acqua. Non utilizzare l’acqua corrente per lavare le verdure o scongelare gli alimenti significa un risparmio di oltre 8.000 litri l’anno per una famiglia di tre persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Piccoli accorgimenti quotidiani, grazie ai quali è possibile evitare gli sprechi, seguire buone pratiche di sostenibilità e anche risparmiare sulla bolletta.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="youtube-embed" data-video_id="uDHDQSonuiw"><iframe title="Attenzione all&#039;acqua" width="696" height="392" src="https://www.youtube.com/embed/uDHDQSonuiw?feature=oembed&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Regole per un uso attento</strong></p>



<ol class="wp-block-list" type="1">
<li><strong>Chiudi il rubinetto quando ti lavi i denti o ti radi</strong><br>risparmiamo circa 5.000 litri d’acqua all&#8217;anno per persona</li>



<li><strong>Controlla se il&nbsp;rubinetto gocciola</strong><br>risparmiamo circa 2.500 litri d’acqua all’anno per rubinetto</li>



<li><strong>Controlla se il water perde</strong><br>risparmiamo circa 40.000 litri d’acqua all’ anno per water</li>



<li><strong>Usa un regolatore del getto dell’acqua sui rubinetti</strong><br>risparmiamo circa 6.000/8.000 litri d’acqua all’anno per rubinetto</li>



<li><strong>Prediligi la doccia al bagno</strong><br>risparmiamo circa 45.000 litri d’acqua all’anno per persona (una doccia al giorno)</li>



<li><strong>Utilizza la lavatrice e la lavastoviglie a pieno carico</strong><br>risparmiamo circa 8.000/11.000 litri d’acqua all&#8217;anno per una famiglia di tre persone</li>



<li><strong>Utilizza acqua già utilizzata per innaffiare i fiori o le piante</strong><br>risparmiamo circa 1.400/1.800 litri d’acqua all’anno per una famiglia di tre persone</li>



<li><strong>Lava le verdure lasciandole a mollo anziché in acqua corrente</strong><br>risparmiamo circa 4.500 litri d’acqua all&#8217;anno per una famiglia di tre persone</li>



<li><strong>Scongela gli alimenti all’aria o in una bacinella e non sotto l’acqua corrente</strong><br>risparmiamo circa 3.000/4.000 litri d’acqua all&#8217;anno per una famiglia di tre persone (uno scongelamento 2 volte a settimana)</li>



<li><strong>Utilizza l’acqua del deumidificatore o del condizionatore per il ferro da stiro</strong><br>risparmiamo acqua e allunghiamo la vita dell’elettrodomestico essendo completamente priva di calcare</li>
</ol>
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		<title>&#8220;ABC-acqua bene comune Napoli” alla ricerca di due membri da nominare nel consiglio di amministrazione tra le associazioni ambientaliste</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/abc-acqua-bene-napoli-ricerca-due-membri-cda-associazioni-ambientaliste/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 May 2021 09:51:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[bene comune]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È stato pubblicato sul sito istituzionale del Comune di Napoli l’avviso pubblico riservato alle associazioni di protezione ambientale per la riapertura dei termini del precedente avviso del 19 aprile per l’individuazione di due membri tra componenti di associazioni ambientaliste da nominare nel consiglio di amministrazione di ABC “acqua bene comune Napoli” – azienda speciale. La [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">È stato <a href="../../../../Downloads/01_Avviso_Ambientalisti.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pubblicato sul sito istituzionale del Comune di Napoli</a> l’avviso pubblico riservato alle associazioni di protezione ambientale per la riapertura dei termini del precedente avviso del 19 aprile per l’individuazione di due membri tra componenti di associazioni ambientaliste da nominare nel consiglio di amministrazione di <strong>ABC “acqua bene comune Napoli”</strong> – azienda speciale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La riapertura si è resa necessaria – come si legge nell’avviso – “considerato l’esiguo numero di candidature fatte pervenire dalle Associazioni Ambientaliste a seguito della pubblicazione dell’Avviso del 19/04/2021, scaduto in data 04/05/2021, avente ad oggetto l’individuazione di due membri tra componenti di Associazioni Ambientaliste da nominare nel Consiglio di Amministrazione di “Acqua Bene Comune” – Azienda Speciale e valutata l’opportunità di <strong>garantire una più ampia partecipazione da parte delle stesse Associazioni Ambientaliste</strong>.“</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono così riaperti i termini dell’avviso del 19/04/2021 e le proposte di candidatura possono essere avanzate esclusivamente dalle Associazioni Ambientaliste inserite nell’elenco delle Associazioni di protezione ambientale riconosciute dal Ministero dell’Ambiente. Le proposte di candidatura dovranno essere presentate utilizzando esclusivamente il modello disponibile sul sito istituzionale del Comune di Napoli, tassativamente, <strong>entro le ore 12:00:00 di lunedì 31 maggio 2021</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Modalità di presentazione</strong>:<br>A mano e/o a mezzo Raccomandata A/R, al Protocollo Generale del Comune di Napoli sito in Piazza Municipio – Palazzo San Giacomo – 80133 Napoli, precisando che non fa fede la data di spedizione bensì la data e l’ora di effettivo arrivo al Protocollo Generale del Comune di Napoli. Sulla busta va indicata la dicitura: “Candidature associazioni Ambientaliste per Consiglio di Amministrazione ABC – Napoli;<br>Tramite posta elettronica certificata all’indirizzo: <a href="mailto:partecipate@pec.comune.napoli.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">partecipate@pec.comune.napoli.it</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/1%252F2%252F1%252FD.7f39a688248b6cd608df/P/BLOB%3AID%3D42483/E/pdf"></a> <a href="https://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/1%252F2%252F1%252FD.7f39a688248b6cd608df/P/BLOB%3AID%3D42483/E/pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Avviso pubblico (685.18 KB)</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/1%252Fa%252F6%252FD.9b5f22dcdba8baf1f004/P/BLOB%3AID%3D42483/E/pdf"></a> <a href="https://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/1%252Fa%252F6%252FD.9b5f22dcdba8baf1f004/P/BLOB%3AID%3D42483/E/pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dichiarazione di insussistenza di cause di inconferibilità e/o incompatibilità (86.63 KB)</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/1%252Fb%252F6%252FD.713039ae82b522ee50b5/P/BLOB%3AID%3D42483/E/pdf"></a> <a href="https://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/1%252Fb%252F6%252FD.713039ae82b522ee50b5/P/BLOB%3AID%3D42483/E/pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Proposta di candidatura (58.62 KB)</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte: <a href="https://www.comune.napoli.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comune di Napoli</a></p>
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		<title>&#8220;Water to food&#8221;: il progetto del Politecnico di Torino che ti dice con un click quanta acqua “consuma” ogni alimento</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/acqua-cibo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Apr 2021 10:57:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cibo]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[politecnico di torino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quanta acqua serve per produrre i chicchi di caffè che finiscono in una sola tazzina? E per un piatto di pasta o una semplice mela? Oggi è possibile saperlo con un semplice click grazie al progetto del Politecnico di Torino “Water To Food”: un progetto di comunicazione di dati e informazioni sull’impatto che la produzione e il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/acqua-cibo/">&#8220;Water to food&#8221;: il progetto del Politecnico di Torino che ti dice con un click quanta acqua “consuma” ogni alimento</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Quanta acqua serve per produrre i chicchi di caffè che finiscono in una sola tazzina? E per un piatto di pasta o una semplice mela? Oggi è possibile saperlo con un semplice click grazie al progetto del <strong>Politecnico di Torino</strong> “<strong>Water To Food</strong>”: un progetto di comunicazione di dati e informazioni sull’impatto che la <strong>produzione e il commercio internazionale di cibo hanno sulle risorse idriche mondiali e locali</strong>. Nato dal progetto di ricerca europeo <em>Coping with WAter Scarcity In a globalized world</em>, CWASI, coordinato da <strong>Francesco Laio</strong> docente presso il <strong>Dipartimento di Ingegneria per l’ambiente, il territorio e le infrastrutture del Politecnico</strong>, Water to Food nasce durante il lockdown da un’idea delle tre giovani ricercatrici <strong>Benedetta Falsetti</strong>, <strong>Carla Sciarra</strong> e <strong>Marta Tuninetti</strong> che nell’ultimo anno hanno lavorato al fianco di un team di esperti in comunicazione digitale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Water to Food ha l’obiettivo di mettere a disposizione della società i dati riguardanti l’acqua virtuale contenuta nel cibo che si consuma, ovvero <strong>l’acqua che, prelevata da una nazione per coltivare e lavorare un determinato bene, si sposta con esso dal posto di produzione al posto di consumo</strong>. Questi dati, prodotti negli anni dalla squadra di ricercatori e ricercatrici del progetto CWASI , sono  oggi facilmente accessibili e leggibili da chiunque voglia informarsi sul tema, magari proprio nel momento in cui è tra i corridoi del supermercato e sta decidendo cosa comprare: basta collegarsi al sito <a href="https://www.watertofood.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">watertofood.org</a> e accedere alla sezione <a href="https://www.watertofood.org/play-with-data/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Play with data</a>, e controllare il valore della <strong>“water footprint” </strong>l’impronta idrica del prodotto, analizzando le differenze tra i posti diversi di produzione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">E così si può scoprire che <strong>per produrre un chilo di caffè etiope servono più di undicimila litri di acqua </strong>e che l’Italia importa dall’Etiopia circa 95 milioni di metri cubi di acqua proprio sotto forma di chicchi da tostare. E ancora per la<strong> pasta</strong>: tra i vari stati da cui proviene il grano, l’Italia importa da Russia, Australia, Stati Uniti e Canada, stato da cui importa più di un miliardo di metri cubi di acqua virtuale. Considerando che il Lago di Garda ha un volume di circa 50 chilometri cubi, si stima che <strong>il volume totale di acqua virtuale che l’Italia importa sotto forma di cibo</strong> <strong>nel corso di un anno sia circa 1750 chilometri cubi </strong>(secondo una stima fatta per l’anno 2016), volume che corrisponde a circa 35 volte il volume, appunto, del lago di Garda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Water to Food è pensato proprio per chi, essendo curioso e attento su questi temi e volenteroso di ridurre l’impatto sulle risorse idriche della sua dieta, possa <strong>accedere in maniera rapida e facile ad un vasto database di informazioni</strong>, che possono  aiutare nella scelta degli acquisti e promuovendo così un <strong>consumo di acqua più sostenibile</strong>– spiegano dal gruppo di lavoro – Per raggiungere il nostro obiettivo di comunicare i risultati della nostra ricerca, abbiamo anche prodotto un libro di infografiche e informazioni utili alla società, presto consultabile sul sito Water to Food e un video esplicativo della ricerca e dei suoi concetti chiave. Ci piacerebbe che questo portale, ricco di tante informazioni, diventi un punto di riferimento per tutti gli interessati e per altri ricercatori per creare sinergie di lavoro”.</p>
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