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	<title>cambiamento climatico Archivi - Eco dalle Città</title>
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	<description>ambiente urbano</description>
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	<title>cambiamento climatico Archivi - Eco dalle Città</title>
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		<title>Caldo nei quartieri di Roma, presentata la strategia di contrasto e adattamento</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/convegno-ridurre-l-impatto-del-caldo-nei-quartieri-di-roma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jun 2025 13:52:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA["Ridurre l'impatto del caldo nei quartieri di Roma"]]></category>
		<category><![CDATA[caldo]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[contrasto e adattaemento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 25 giugno, in Campidoglio si è tenuto il convegno &#8220;Ridurre l&#8217;impatto del caldo nei quartieri di Roma. Dalla strategia di adattamento di Roma ai progetti per il clima&#8220;. Un passo in avanti &#8211; spiega una note della Capitale &#8211; rispetto agli impegni presi con la prima strategia di adattamento di Roma Capitale approvata dall’Assemblea capitolina il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/convegno-ridurre-l-impatto-del-caldo-nei-quartieri-di-roma/">Caldo nei quartieri di Roma, presentata la strategia di contrasto e adattamento</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il 25 giugno, in Campidoglio si è tenuto il <strong><a href="https://www.ecodallecitta.it/convegno-adattamento-climatico-nei-quartieri-di-roma/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">convegno</a> </strong>&#8220;<strong>Ridurre l&#8217;impatto del caldo nei quartieri di Roma. Dalla strategia di adattamento di Roma ai progetti per il <a href="https://www.comune.roma.it/web/it/gabinetto-del-sindaco-piano-clima.page" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clima</a></strong>&#8220;. Un passo in avanti &#8211; spiega una note della Capitale &#8211; rispetto agli impegni presi con la prima strategia di adattamento di Roma Capitale approvata dall’Assemblea capitolina il 14 gennaio 2025. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso dell&#8217;evento &#8211; continua la nota &#8211; è stato presentato il <strong>primo rapporto</strong> di <strong>monitoraggio </strong>della <strong>Strategia di adattamento</strong>, elaborato dal CMCC (Centro euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici), che ha evidenziato dati significativi sull&#8217;aumento del caldo a Roma negli ultimi anni. In particolare, il 2024 è stato l&#8217;anno più caldo dal 1991, con un aumento significativo del numero di giorni con forte disagio termico dovuto alla combinazione di umidità e temperature elevate. </p>



<p class="wp-block-paragraph">I dati presentati &#8211; si legge &#8211; nel rapporto mostrano una tendenza allarmante verso l&#8217;aumento delle temperature, che richiede una risposta immediata e coordinata da parte dell&#8217;Amministrazione. Le proiezioni climatiche per il 2050 sono preoccupanti, con temperature più alte e un aumento degli indicatori legati alle temperature in tutti gli scenari climatici analizzati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Amministrazione capitolina &#8211; spiega la nota &#8211; ha già realizzato numerosi interventi e avviato iniziative che coinvolgono tutte le direzioni per ridurre l&#8217;impatto delle crescenti temperature. Tra gli obiettivi principali:</p>



<h3 class="wp-block-heading">Prevenzione sia con la comunicazione ai cittadini ma anche con la realizzazione di una serie di iniziative</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Fra queste la messa in funzione di cinque tende mobili, con il rafforzamento del lavoro delle unità di strada attraverso l’organizzazione di 8 camper giubilari, l’istituzione di un numero verde 80095774 per chiedere teleassistenza e telecompagnia. Per le persone over 70 sono stati messi a disposizione ingressi gratuiti in 18 piscine comunali; per i minori sono stati finanziati centri estivi organizzati dai Municipi, oltre alle gite a Castel Gandolfo. Iniziative a cui si somma il tradizionale pranzo di Ferragosto che lo scorso anno ha coinvolto circa 2.500 persone e quest&#8217;anno arriverà a 3.000.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Rafforzamento della rete delle infrastrutture e dei servizi</h3>



<p class="wp-block-paragraph">A Roma è cresciuta la diffusione di fontanelle pubbliche – sono 3278 i nasoni &#8211; e di Case dell’acqua di Acea, arrivate a 64 di cui 11 realizzate con i fondi del Giubileo. È stata creata la nuova App ACQUEA in tre lingue con la localizzazione dove trovare acqua potabile e gratuita. Rientra in questo intento il rafforzamento delle pensiline dei bus sul territorio. In tutto ne verranno istallate 435 tra centro e periferie. Sono invece 90 gli asili dove è in corso l’installazione di impianti di raffrescamento, con un investimento di 1,5 milioni di euro, per garantire che siano accoglienti e freschi gli spazi che anche a giugno e luglio sono frequentati dai bambini. È stato esteso il numero delle strade oggetto di lavaggio da parte di Ama con l’obiettivo di raggiungere i 12mila chilometri al mese. A questo scopo sono state acquistate 10 autobotti per l’attività di lavaggio strade, di cui 3 già operative. Inoltre, negli ultimi due mesi sono stati lavati e igienizzati circa 18.000 contenitori, ossia oltre il 40% delle postazioni stradali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Interventi strutturali di riqualificazione verde</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Roma ha un territorio talmente grande ed eterogeneo che d’estate si possono avere anche oltre cinque gradi in più in alcuni quartieri rispetto ai parchi, andando ad aggravare la situazione di disagio termico durante le ondate di calore. L’Amministrazione ha quindi portato avanti la piantumazione di oltre 30mila alberi già grandi e 115mila tra piante più giovani di alberi e arbusti, e la realizzazione di interventi di forestazione urbana finanziati nell’ambito del PNRR, con particolare attenzione ai quartieri più vulnerabili. È stato inoltre inaugurato il quinto parco d’affaccio lungo il Tevere, in un progetto che sta restituendo ai romani la possibilità di vivere il fiume di Roma e beneficiare, soprattutto la sera, del fresco e in generale di poter godere di spazi belli e accoglienti. Sono partiti anche i progetti di 21 nuovi parchi, per una spesa di 63 milioni di euro, all’interno del progetto di 100 nuovi parchi per Roma. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi &#8211; prosegue Roma Capitale &#8211; alcuni degli <strong>obiettivi </strong>che l&#8217;Amministrazione capitolina perseguirà:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>presentare il primo piano caldo di Roma entro il prossimo anno;</li>



<li>mappare gli spazi pubblici dotati di impianti di raffrescamento per individuare le priorità di intervento;</li>



<li>creare una rete di rifugi climatici (strutture al chiuso e parchi/giardini) per offrire aria fresca e servizi durante le ondate di calore;</li>



<li>coinvolgere tutti gli assessorati, dipartimenti e il mondo scientifico nel lavoro;</li>



<li>coinvolgere attori economici e sociali per trovare soluzioni attraverso una collaborazione virtuosa;</li>



<li>rafforzare la cooperazione con altre aree urbane per replicare le buone pratiche.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Affrontare le ondate di calore e aiutare i cittadini è una delle nostre priorità &#8211; ha detto il Sindaco <strong>Roberto Gualtieri</strong> -, ci lavoriamo dal primo giorno per dare risposte concrete a un fenomeno sempre più evidente come quello dell&#8217;aumento delle temperature. Stiamo piantando un milione di alberi in città e sono molte le iniziative portate avanti: depavimentazioni stradali, maggiori spazi pedonali, tanti parchi, a partire da quelli sul fiume, condizionamento climatico in asili e centri anziani, realizzazione di rifugi climatici, possibilità per anziani e fragili di andare gratuitamente nelle piscine o al mare, informazioni sui punti idrici disponibili e i servizi sanitari a supporto. L&#8217;altro aspetto determinante è quello della prevenzione e quindi la strategia di riduzione delle emissioni per concorrere a bloccare il cambiamento climatico&#8221;.</p>
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		<title>Clima e ondate di calore, al via la campagna nazionale &#8220;Che caldo fa!&#8221; di Legambiente</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/clima-campagna-nazionale-che-caldo-fa-legambiente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jun 2025 09:57:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[campagna che caldo fa]]></category>
		<category><![CDATA[campagna legamente]]></category>
		<category><![CDATA[che caldo fa]]></category>
		<category><![CDATA[ondate di calore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Che caldo fa!&#8221; è il titolo della nuova campagna lanciata da Legambiente a Roma per affrontare l’impatto delle ondate di calore nei contesti urbani e sensibilizzare sul tema ancora poco conosciuto della cooling poverty. Un’iniziativa che prende forma in un momento critico: tra la fine di maggio e il 20 giugno 2025, il Ministero della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/clima-campagna-nazionale-che-caldo-fa-legambiente/">Clima e ondate di calore, al via la campagna nazionale &#8220;Che caldo fa!&#8221; di Legambiente</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>“Che caldo fa!&#8221; </strong>è il titolo della nuova campagna lanciata da <strong><a href="https://www.legambiente.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Legambiente</a></strong> a Roma per affrontare l’impatto delle <strong>ondate di calore</strong> nei contesti urbani e sensibilizzare sul tema ancora poco conosciuto della <strong>cooling poverty</strong>. Un’iniziativa che prende forma in un momento critico: tra la fine di maggio e il 20 giugno 2025, il <strong>Ministero della Salute</strong> ha emesso <strong>21 bollettini giornalieri</strong> con <strong>23 allerte di livello 3</strong>, il massimo previsto per condizioni di <strong>caldo eccessivo</strong>. Dieci le città con bollino rosso: <strong>Bologna, Bolzano, Brescia, Campobasso, Firenze, Frosinone, Latina, Perugia, Roma e Torino</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le <a href="https://www.ecodallecitta.it/piano-sociale-per-il-clima/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">alte temperature</a> colpiscono soprattutto <strong>quartieri e periferie</strong> caratterizzati da <strong>elevata densità abitativa</strong> e <strong>scarsa dotazione di verde e infrastrutture adeguate</strong>, amplificando le disuguaglianze ambientali e sociali. Secondo i dati del Ministero, nell’estate 2024 si sono registrati <strong>359 bollettini di livello massimo</strong> nelle 27 città monitorate e un <strong>eccesso di mortalità</strong> tra gli <strong>ultraottantacinquenni</strong>, con un aumento dell’<strong>8% al Nord</strong> e del <strong>9% al Centro-Sud</strong> rispetto alla media attesa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La campagna “Che caldo fa!” si sviluppa in <strong>cinque tappe</strong> – <strong>Roma, Napoli, Bologna, Milano e Palermo</strong> – con il supporto del <strong>Banco dell’Energia</strong> e la partecipazione della <strong>Croce Rossa Italiana</strong>. Obiettivo dell’iniziativa è richiamare l’attenzione su quelle aree urbane dove l’aumento delle temperature si somma alla mancanza di servizi e condizioni abitative adeguate, chiedendo <strong>interventi mirati per rendere le città più fresche e più eque</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I dati sui monitoraggi su Roma</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Prima osservata speciale della campagna “Che caldo che fa!”&nbsp;<strong>è Roma e due suoi quartieri simbolo, la Garbatella e Don Bosco, dove Legambiente il 18 e il 19 giugno ha realizzato 31 termografie. Le termofoto scattate nelle ore più calde della giornata</strong>,in un areale di circa mezzo chilometro quadrato (rispettivamente di 0,65 km2&nbsp;per Garbatella e di 0,43 km2&nbsp;per il Don Bosco) dove si trovanofarmacie, supermercati, fermate di bus, piste ciclabili e parchi,&nbsp;<strong>hanno rilevato una temperatura media rispettivamente di 35,4°C e di 37,9°C</strong>; mentre quella massima registrata al suolo ha toccato<strong>&nbsp;i 68°C&nbsp;</strong>in una pista ciclabile a Don Bosco.<strong>&nbsp;Temperature altrettanto alte, di 52,2°C</strong>,alla&nbsp;<strong>fermata del bus Giulio Agricola</strong>&nbsp;e al&nbsp;<strong>parcheggio antistante la Regione Lazio</strong>, 53,7°C.&nbsp; Situazione migliore nei luoghi ombreggiati dove la temperatura al suolo rilevata è stata di ben 15°C in meno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I&nbsp;<strong>dati dei monitoraggi sono stati presentati oggi al Parco della Garbatella da Legambiente che ha aperto la mattinata con un flash mob.</strong>&nbsp;Al grido “Siamo al limite. Ebollizione globale”, Legambiente ha installato un termometro gigante con quattro livelli di caldo – verde “Caldo sopportabile”, Giallo “Caldo anomalo”, Arancione “Ondate di calore”, Rosso “Ebollizione globale” – per richiamare l’attenzione sul tema delle alte temperature al centro della campagna e avanzare le s<strong>ue proposte</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Che caldo che fa, le proposte Legambiente per città + fresche + giuste</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>A livello nazionale, l’associazione ambientalista chiede di approvare un piano di adattamento climatico, con un focus specifico sulle città,&nbsp;</strong>che preveda misure che vanno da interventi di rigenerazione urbana in grado di attutire gli effetti di questo fenomeno, a partire dall’aumento di aree verdi, delle infrastrutture blu e di ombreggiature, fino all’attivazione di servizi a supporto delle fasce più esposte, per età, aspetti sanitari o sociali e l’implementazione di servizi di allerta e supporto sanitario.&nbsp;<strong>A livello locale, nel caso specifico di Roma, l’associazione ambientalista chiede interventi a Piazza San Giovanni Bosco, per mitigare l’effetto delle isole di calore,</strong>&nbsp;e al parcheggio antistante la Regione Lazio (attualmente completamente al sole e caso emblematico come parcheggi pubblici, così come fermate del TPL esposte al sole e in generale luoghi di attesa per gli uffici pubblici, necessitino di coperture adatte a fornire ombreggiamento). Infine, Legambiente chiede modifiche al Regolamento Edilizio, attraverso delle percentuali obbligatorie di superfici permeabili negli spazi cittadini privati e pubblici (parcheggi, cortili, piazze) e di recupero, riutilizzo e risparmio di acqua negli edifici, in tutti i casi di nuova costruzione e ristrutturazione di edifici e lotti. I materiali da utilizzare per le pavimentazioni negli spazi urbani pubblici e privati non devono superare determinati coefficienti di riflessione, così come l’inserimento di pensiline fotovoltaiche che permettano di ridurre gli effetti dell’eccessivo soleggiamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Con la nostra nuova campagna “Che Caldo che fa!” – spiega&nbsp;<strong>Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente –</strong>&nbsp;vogliamo mettere al centro il tema della&nbsp;<em>cooling poverty</em>, ovvero di come le alte temperature diventino del tutto insostenibili in alcune aree della città e per quelle persone che non possono accedere agli interventi o ai servizi per attenuarne gli effetti. Ad oggi, infatti, nei quartieri a basso reddito, la mancanza di spazi verdi e l’impossibilità spesso ad accedere a soluzioni di raffrescamento aumentano l’esposizione al caldo e il rischio di malori, mentre nei quartieri più benestanti si riscontrano condizioni migliori per mitigare il fenomeno: parchi e aree verdi, ventilazione naturale, accesso a impianti di climatizzazione. Le politiche di adattamento climatico nelle nostre città devono essere sviluppate con un approccio multidimensionale, per evitare che le misure adottate contribuiscano ad ampliare le disuguaglianze esistenti. Incrociare la mappatura delle isole di calore con quella della carenza di servizi e degli indicatori socioeconomici dei quartieri consente di identificare con precisione le aree urbane più vulnerabili da ogni punto di vista. Questo approccio integrato permette di progettare interventi mirati, capaci di prevenire e mitigare gli effetti dello stress termico su cittadine e cittadini già esposti a fragilità sanitarie, economiche o sociali.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Il caldo estremo non colpisce tutti nello stesso modo. Chi vive in periferia, in case non coibentate o senza aree verdi intorno, è molto più esposto ai rischi per la salute legati alle alte temperature – ha affermato&nbsp;<strong>Silvia Pedrotti</strong>, Responsabile di Banco dell’energia – Con questa campagna, al fianco di Legambiente, vogliamo portare attenzione su una forma di disuguaglianza ancora poco conosciuta, la cooling poverty, che colpisce le persone più fragili e le lascia senza difese di fronte al fenomeno delle ondate di calore estive. Intervenire subito è fondamentale per garantire condizioni di vita dignitose anche nei mesi più caldi e per non lasciare indietro nessuno”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">SOS caldo a Roma</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La Capitale</strong>,sottolinea Legambiente,<strong>&nbsp;è una città sempre più da bollino rosso:&nbsp;</strong>secondo gli ultimi dati disponibili (2022, fonte Istat)&nbsp;<strong>a Roma la temperatura media ha raggiunto i 18,7°C, con un incremento di +3,1°C rispetto alla media 1971-2000 e più che doppio rispetto all’aumento medio nazionale rispetto al periodo preindustriale di +1,48°C</strong>. Sempre più frequenti anche le&nbsp;<strong>notti tropicali</strong>, durante le quali la temperatura minima non scende sotto i 20°C, mentre&nbsp;<strong>l’effetto isola di calore&nbsp;</strong>segna una differenza di 6,5°C tra le zone centrali e il quadrante est della città grazie alle aree verdi. Altro&nbsp;<em>alert&nbsp;</em>è rappresentato dagli&nbsp;<strong>eventi meteo estremi,&nbsp;</strong>che nella Capitale dal<strong>&nbsp;2015 al 2024 hanno raggiunto quota 89 facendo di Roma il primo comune in classifica nella Penisola</strong>&nbsp;per eventi meteo estremi. Ai dati climatici, si aggiungono quelli socio-economici: se da una parte Roma è in linea con la media nazionale sul reddito medio (€24.243 al 2023), con un buon tasso di occupazione (70,4% contro il 62% in Italia), dall’altro lato nella Capitale il tasso di disoccupazione giovanile è oltre la media, con un 21,7% contro il 20,1% della media nazionale al 2023.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Monitoraggio quartiere&nbsp;Garbatella</h2>



<p class="wp-block-paragraph">16 le termografie realizzate da Legambiente, utilizzando una termocamera. Mappati&nbsp;<strong>8 luoghi</strong>, tra cui parchi, piazze, farmacie, fermate del trasporto pubblico, ingressi di scuole e chiese. Qui la&nbsp;<strong>temperatura ambiente media</strong>&nbsp;è risultata pari a&nbsp;<strong>35,4°C</strong>, con una&nbsp;<strong>temperatura massima</strong>&nbsp;registrata sulla sagoma di&nbsp;<strong>66,8°C,&nbsp;</strong>dopo che era stata lasciata qualche minuto sullo scivolo in un’area giochi del parco Cavallo Pazzo.&nbsp;<strong>Nei pochi luoghi più freschi del quartiere, dalle termofoto si registrano differenze di temperatura di quasi 15°C (tra zona ombreggiata e al sole del parco Cavallo Pazzo), e 24°C (tra zona ombreggiata e al sole della fermata del bus).</strong>&nbsp;La sagoma di cartone, posizionata in una zona ombreggiata a lato di una farmacia e pochi minuti dopo su una panchina al sole di fronte alla stessa farmacia, ha visto un aumento di temperatura di 19°C.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Monitoraggio quartiere Don Bosco</h2>



<p class="wp-block-paragraph">15 le termografie realizzate da Legambiente in 10 luoghi diversi. Anche qui sono stati mappate con la termocamera piazze, piste ciclabili e viali alberati.&nbsp;<strong>La temperatura ambiente media registrata è stata di 37,9°C, mentre la temperatura massima al suolo ha toccato i 68°C,</strong>&nbsp;rilevata su una pista ciclabile completamente priva di ombra. Nel quartiere, a valle delle termografie, è risultato che una delle zone più fresche per la sagoma è stata la zona centrale di una carreggiata, completamente ombreggiata da alberi molto alti, ma ad oggi “convertita” in un parcheggio improvvisato: lì la temperatura della sagoma è stata di 33°C, 13,4°C in meno di quelli poi raggiunti dalla sagoma una volta posta in piazza San Giovanni Bosco sotto al sole. Temperature sulla sagoma ancora più alte sono state registrate presso la casetta dell’acqua in piazza, a 51°C, e presso la fermata del bus Giulio Agricola, a 52,2°C, quasi 20°C in più alla prima temperatura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fondazione Banco dell’energia è un ente senza scopo di lucro che ha l’obiettivo di raccogliere fondi per sostenere, attraverso il meccanismo della solidarietà indiretta, persone e famiglie in situazione di vulnerabilità economica e sociale, ponendo particolare attenzione al tema della povertà energetica. Dal 2016 Banco dell’energia ha raccolto e donato oltre 13 milioni di euro a sostegno di circa 17.000 beneficiari, operando attraverso interventi in sostegno di persone in difficoltà e iniziative formative e di sensibilizzazione per aumentare la cultura e la consapevolezza sui consumi e l’efficientamento energetico. Tra queste, il Manifesto “Insieme per contrastare la povertà energetica”, a cui hanno aderito 100 stakeholder tra aziende, organizzazioni del terzo settore, associazioni e istituti di ricerca, network che garantisce la realizzazione di numerosi progetti di solidarietà su tutto il territorio nazionale. Fanno parte del Board della Fondazione Banco dell’energia, oltre ai Soci Fondatori A2A e le sue Fondazioni AEM, ASM e LGH, anche Edison, Plenitude ed Iren.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/clima-campagna-nazionale-che-caldo-fa-legambiente/">Clima e ondate di calore, al via la campagna nazionale &#8220;Che caldo fa!&#8221; di Legambiente</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Clima, ondate di calore e siccità aumentano i rischi per la salute dei bambini</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/cambiamento-climatico-limpatto-di-ondate-di-calore-e-siccita-sulla-salute-respiratoria-dei-bambini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisa Rossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Feb 2025 15:52:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[bambini e cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[respiro sibilante e cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[salute respiratoria e cambiamento climatico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I cambiamenti climatici causati dalle attività umane hanno un impatto significativo sulla frequenza e sull&#8217;intensità degli eventi meteorologici estremi con conseguenze negative sulla salute umana. Fenomeni come le ondate di calore prolungate, periodi di siccità estesi, incendi boschivi di vasta portata e alluvioni devastanti sono collegati ad un aumento del rischio di decessi, lesioni gravi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/cambiamento-climatico-limpatto-di-ondate-di-calore-e-siccita-sulla-salute-respiratoria-dei-bambini/">Clima, ondate di calore e siccità aumentano i rischi per la salute dei bambini</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>I cambiamenti climatici causati dalle attività umane hanno un impatto significativo sulla frequenza e sull&#8217;intensità degli eventi meteorologici estremi con conseguenze negative sulla salute umana</strong>. Fenomeni come le ondate di calore prolungate, periodi di siccità estesi, incendi boschivi di vasta portata e alluvioni devastanti sono collegati ad un aumento del rischio di decessi, lesioni gravi e necessità di ricoveri ospedalieri, sia nell&#8217;immediato che nelle settimane successive al verificarsi di tali eventi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>A queste evidenze scientifiche, un <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0160412025000546?via%3Dihub" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nuovo studio</a> pubblicato sulla rivista Environment International e condotto dal team di ricerca dell&#8217;Università di Torino e dell&#8217;Unità di Epidemiologia AOU Citta della Salute e della scienza di Torino, ora aggiunge che gli eventi estremi legati al cambiamento climatico hanno un impatto sulla salute respiratoria già nelle prime fasi di crescita dei bambini</strong>. Nello specifico, lo studio ha rivelato un&#8217;associazione preoccupante tra esposizione a eventi estremi nel primo anno di vita e aumento del rischio di respiro sibilante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca ha analizzato i dati di 5.704 bambini nati tra il 2005 e il 2016 e <strong>partecipanti del progetto <a href="https://millegiorni.info/ninfea/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">NINFEA</a></strong>, uno studio di coorte che ha coinvolto donne in gravidanza e i loro figli su tutto il territorio nazionale. I ricercatori hanno incrociato i dati relativi alla salute respiratoria dei bambini con le informazioni climatiche relative al luogo di nascita, valutando l&#8217;esposizione a ondate di calore, siccità, precipitazioni estreme e livelli di particolato fine (PM2.5) derivante da incendi boschivi nel primo anno di vita.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Ondate di calore e siccità: un rischio per la salute respiratoria</h4>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I risultati dello studio hanno evidenziato una correlazione significativa tra l&#8217;esposizione a ondate di calore e siccità nei primi 12 mesi di vita e l&#8217;aumento del rischio di sviluppare respiro sibilante tra i 6 e i 18 mesi di età</strong>. In particolare, ogni ondata di calore aggiuntiva nel primo anno di vita è risultata associata a un aumento del 16% del rischio di respiro sibilante. Un risultato allarmante, soprattutto se si considera che il cambiamento climatico in corso sta aumentando la frequenza e l&#8217;intensità di questi eventi estremi.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Il ruolo del particolato fine e delle precipitazioni estreme</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Lo studio ha anche preso in considerazione l&#8217;esposizione al particolato fine (PM2.5) derivante dagli incendi boschivi, un altro fattore di rischio per la salute respiratoria. Tuttavia, in questo caso i risultati sono stati meno chiari, probabilmente a causa del numero limitato di bambini esposti a livelli elevati di PM2.5. Per quanto riguarda le precipitazioni estreme, invece, non è stata riscontrata alcuna associazione con il respiro sibilante.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Implicazioni e prospettive future</h4>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca apre nuove prospettive sulla prevenzione delle malattie respiratorie nei bambini e sottolinea l&#8217;importanza di adottare politiche di mitigazione del cambiamento climatico per proteggere la salute delle future generazioni. Come ha sottolineato <strong>Silvia Maritano</strong>, prima autrice dell’articolo&nbsp;e ricercatrice del dell’<strong>Università di Torino</strong>&nbsp;presso l’Unità di Epidemiologia AOU Città della Salute e della Scienza di Torino: &#8220;I risultati sottolineano l’importanza di considerare le conseguenze del cambiamento climatico come potenziali determinanti di patologie croniche in ottica longitudinale. Questo lavoro apre la strada a nuove ricerche sui rischi a lungo termine del cambiamento climatico, mettendo in luce l’urgente necessità di politiche congiunte di mitigazione e prevenzione volte a ridurre l’esposizione ai fenomeni meteorologici estremi fin dalle prime fasi di vita delle persone&#8221;.</p>
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		<title>2,3 milioni di morti da caldo in più in Europa entro il 2099: Barcellona, Napoli e Roma città più a rischio</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/clima-morti-caldo-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisa Rossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2025 10:54:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[caldo estremo]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[mortalità caldo estremo]]></category>
		<category><![CDATA[studio nature medicine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I cambiamenti climatici rischiano di provocare un incremento significativo delle morti in Europa a causa delle ondate di caldo intenso, che compenseranno abbondantemente la diminuzione dei decessi legati al freddo. Questo allarmante scenario è il risultato di uno studio condotto dai ricercatori del laboratorio Environment &#38; Health Modelling (EHM) della London School of Hygiene &#38; [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>I cambiamenti climatici rischiano di provocare un incremento significativo delle morti in Europa a causa delle ondate di caldo intenso</strong>, che compenseranno abbondantemente la diminuzione dei decessi legati al freddo. Questo allarmante scenario è il risultato di uno studio condotto dai ricercatori del laboratorio<strong> Environment &amp; Health Modelling (EHM) della London School of Hygiene &amp; Tropical Medicine (LSHTM), <a href="https://www.nature.com/articles/s41591-024-03452-2" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pubblicato</a> su Nature Medicine</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;L&#8217;analisi fornisce una prova inconfutabile del fatto che il forte aumento dei decessi legati al caldo supererà di gran lunga qualsiasi calo legato al freddo, determinando un aumento netto della mortalità in tutta Europa&#8221;, <strong>afferma Antonio Gasparrini, responsabile dell&#8217;EHM-Lab e autore principale dello studio</strong>. &#8220;Questi risultati sfatano le teorie avanzate su presunti effetti &#8216;benefici&#8217; del riscaldamento climatico, spesso proposte in opposizione a politiche di mitigazione vitali che dovrebbero essere attuate al più presto&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo i ricercatori, <strong>entro la fine del secolo il <a href="https://www.ecodallecitta.it/2024-anno-caldo-wwf/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cambiamento climatico</a> potrebbe causare oltre 2,3 milioni di morti aggiuntive legate al caldo in 854 città europee</strong>, qualora non venissero intraprese azioni drastiche per ridurre le emissioni di gas serra. Lo studio evidenzia che fino al 70% di questi decessi potrebbe essere evitato con interventi efficaci per contrastare il riscaldamento globale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le città più colpite dal caldo estremo</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le città europee, Barcellona è destinata a essere la più colpita, con una previsione di 246.082 morti legate alla temperatura entro il 2099. <strong>Seguono due città italiane, Roma e Napoli, rispettivamente con 147.738 e 147.248 decessi stimati</strong>. Madrid, con 129.716 morti previsti, occupa il quarto posto, seguita da Milano con 110.131.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella lista delle città più colpite figurano anche Atene (87.523 decessi stimati), Valencia (67.519), Marsiglia (51.306), Bucarest (47.468) e Genova (36.338), che chiude la top ten. Gli studiosi sottolineano che le città mediterranee saranno quelle maggiormente colpite, ma il fenomeno interesserà anche centri più piccoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Spostandosi verso il nord Europa, l’impatto del riscaldamento climatico sarà meno grave. Città come Parigi potrebbero registrare aumenti della mortalità più contenuti, benché significativi. In alcune aree settentrionali, come le isole britanniche e la Scandinavia, si prevede invece una diminuzione dei decessi legati al clima, con Londra che potrebbe vedere una riduzione di 27.455 morti entro il 2099. Tuttavia, questi cali non bastano a compensare gli aumenti nel resto d’Europa, con un saldo netto di 2,3 milioni di morti in più a livello continentale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un continente che si riscalda più velocemente</h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’Europa si sta riscaldando a un ritmo doppio rispetto alla media globale, rendendola il continente che subisce più rapidamente le conseguenze del cambiamento climatico</strong>. Tuttavia, l&#8217;aumento della mortalità non è l’unico problema: ondate di caldo estremo, siccità e altri fenomeni climatici stanno mettendo a dura prova le infrastrutture e la resilienza delle città.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Adattarsi non basta: servono azioni drastiche</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Pur essendo fondamentale migliorare la capacità delle città di far fronte al caldo estremo, questo non sarà sufficiente per evitare un alto numero di decessi, specialmente nelle aree più vulnerabili come il Mediterraneo, i Balcani e l’Europa centrale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;I nostri risultati sottolineano l&#8217;urgente necessità di perseguire in modo aggressivo sia la mitigazione dei cambiamenti climatici che l&#8217;adattamento agli impatti da essi determinati&#8221;, afferma Pierre Masselot, autore dello studio. &#8220;Ciò vale soprattutto per l&#8217;area del Mediterraneo, nella quale, se non si fa nulla, le conseguenze potrebbero essere disastrose&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La chiave per salvare milioni di vite, concludono i ricercatori, è una drastica riduzione delle emissioni di gas serra</strong>. Solo così sarà possibile ridurre l’impatto del riscaldamento globale, limitando i danni di un problema che minaccia il futuro dell’intero continente.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="789" src="https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2025/01/41591_2024_3452_Fig5_ESM-1024x789.webp" alt="" class="wp-image-44732" srcset="https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2025/01/41591_2024_3452_Fig5_ESM-1024x789.webp 1024w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2025/01/41591_2024_3452_Fig5_ESM-300x231.webp 300w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2025/01/41591_2024_3452_Fig5_ESM-768x592.webp 768w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2025/01/41591_2024_3452_Fig5_ESM-1536x1184.webp 1536w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2025/01/41591_2024_3452_Fig5_ESM-2048x1578.webp 2048w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2025/01/41591_2024_3452_Fig5_ESM-545x420.webp 545w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2025/01/41591_2024_3452_Fig5_ESM-150x116.webp 150w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2025/01/41591_2024_3452_Fig5_ESM-696x536.webp 696w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2025/01/41591_2024_3452_Fig5_ESM-1068x823.webp 1068w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2025/01/41591_2024_3452_Fig5_ESM-1920x1480.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Proiezione dei tassi di mortalità netti in eccesso correlati alla temperatura dal 2015 al 2099 in base a tre scenari SSP-RCP per ciascuna fascia d&#8217;età.                 Credit foto: Nature Medicine</figcaption></figure>
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		<title>Crisi climatica: il 2024 sarà sicuramente il primo anno sopra 1,5°C e il più caldo di sempre</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/cambiamento-climatico-il-2024-sara-sicuramente-il-primo-anno-sopra-15-c-e-il-piu-caldo-di-sempre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisa Rossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Nov 2024 12:47:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[Copernicus]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi estremi]]></category>
		<category><![CDATA[inondazioni]]></category>
		<category><![CDATA[scioglimento ghiacci]]></category>
		<category><![CDATA[siccità]]></category>
		<category><![CDATA[superamento 1 e 5 ° C]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Copernicus Climate Change Service (C3S), programma di monitoraggio climatico Ue, ha pubblicato nuovi dati che evidenziano un nuovo grave record della crisi climatica in atto. Citando Samantha Burgess, vicedirettrice del C3S: &#8220;Dopo 10 mesi, è ormai praticamente certo che il 2024 sarà l&#8217;anno più caldo mai registrato e il primo a superare la soglia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/cambiamento-climatico-il-2024-sara-sicuramente-il-primo-anno-sopra-15-c-e-il-piu-caldo-di-sempre/">Crisi climatica: il 2024 sarà sicuramente il primo anno sopra 1,5°C e il più caldo di sempre</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Copernicus Climate Change Service (C3S)</strong>, programma di monitoraggio climatico Ue, <strong>ha pubblicato <a href="https://climate.copernicus.eu/copernicus-2024-virtually-certain-be-warmest-year-and-first-year-above-15degc" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nuovi dati che evidenziano un nuovo grave record della crisi climatica</a> in atto</strong>. Citando Samantha Burgess, vicedirettrice del C3S: &#8220;<strong>Dopo 10 mesi, è ormai praticamente certo che il 2024 sarà l&#8217;anno più caldo mai registrato e il primo a superare la soglia di 1,5° C rispetto ai livelli preindustriali secondo i dati ERA5</strong>. Questo record dovrebbe essere un catalizzatore per intensificare gli sforzi in vista della prossima COP29&#8243;.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Temperature da record in ottobre: uno sguardo ai dati</h3>



<p class="wp-block-paragraph">C3S analizza le temperature atmosferiche e marittime, le variazioni della copertura glaciale e altre variabili idrologiche, utilizzando un complesso sistema di analisi computerizzata basato sul dataset ERA5, il quale integra miliardi di rilevamenti provenienti da satelliti, navi, aerei e stazioni meteorologiche di tutto il mondo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo i dati , <strong>ottobre 2024 è stato il secondo ottobre più caldo mai registrato dopo quello del 2023</strong>. La temperatura media globale dell&#8217;aria superficiale ha raggiunto i 15,25° C, <strong>con un&#8217;anomalia di +0,80°C rispetto alla media del periodo 1991-2020</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Questo ottobre, quindi, si posiziona 1,65° C sopra i livelli preindustriali (1850-1900) ed è stato il 15° mese in un periodo di 16 mesi, in cui la temperatura media globale dell&#8217;aria superficiale ha superato 1,5° C</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Inoltre, la temperatura media globale degli ultimi 12 mesi (novembre 2023 &#8211; ottobre 2024) è stata di 0,74° C sopra la media del periodo 1991-2020 e di circa 1,62° C sopra la media preindustriale del periodo 1850-1900.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Verso l&#8217;anno più caldo mai registrato</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Da gennaio a ottobre, <strong>nei primi 10 mesi del 2024, la temperatura globale è stata di 0,71° C superiore alla media</strong> del periodo 1991-2020. Si tratta di un&#8217;anomalia che segna un valore mai registrato in questo lasso di tempo ed è <strong>0,16° C più calda rispetto allo stesso periodo del 2023. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo gli scienziati del C3S, è ormai certo che il 2024 sia quello più caldo mai registrato. Per evitarlo, infatti, l&#8217;anomalia della temperatura media dovrebbe scendere drasticamente a quasi zero nei prossimi due mesi. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nel 2023, l&#8217;anomalia rispetto ai livelli preindustriali era di 1,48° C e le previsioni per il 2024 indicano che questo valore salirà oltre i 1,5° C, avvicinandosi probabilmente ai 1,55° C.</strong> </p>



<h3 class="wp-block-heading">Le temperature in Europa e nel mondo</h3>



<p class="wp-block-paragraph"> In Europa, l&#8217;ottobre 2024 ha segnato una temperatura media di 10,83° C, un valore di 1,23° C superiore alla media di ottobre dal 1991-2020, rendendolo il quinto più caldo mai registrato nel Continente. Il record rimane l&#8217;ottobre 2022, che con un&#8217;anomalia di 1,92° C rispetto alla media. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A livello globale, le anomalie più marcate si sono registrate in Canada settentrionale, negli Stati Uniti centrali e occidentali, in Tibet, Giappone e Australia. Le uniche regioni in cui sono state registrate temperature inferiori alla media sono state la Groenlandia centrale e l&#8217;Islanda. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="882" src="https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2024/11/C3S_PR_202410_Fig2_timeseries_global_temperature_anomalies_ref1850-1900_allmonths-1024x882.png" alt="" class="wp-image-41855" srcset="https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2024/11/C3S_PR_202410_Fig2_timeseries_global_temperature_anomalies_ref1850-1900_allmonths-1024x882.png 1024w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2024/11/C3S_PR_202410_Fig2_timeseries_global_temperature_anomalies_ref1850-1900_allmonths-300x258.png 300w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2024/11/C3S_PR_202410_Fig2_timeseries_global_temperature_anomalies_ref1850-1900_allmonths-768x661.png 768w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2024/11/C3S_PR_202410_Fig2_timeseries_global_temperature_anomalies_ref1850-1900_allmonths-488x420.png 488w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2024/11/C3S_PR_202410_Fig2_timeseries_global_temperature_anomalies_ref1850-1900_allmonths-150x129.png 150w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2024/11/C3S_PR_202410_Fig2_timeseries_global_temperature_anomalies_ref1850-1900_allmonths-696x599.png 696w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2024/11/C3S_PR_202410_Fig2_timeseries_global_temperature_anomalies_ref1850-1900_allmonths-1068x920.png 1068w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2024/11/C3S_PR_202410_Fig2_timeseries_global_temperature_anomalies_ref1850-1900_allmonths.png 806w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Monthly global surface air temperature anomalies (°C) relative to 1850–1900 from January 1940 to October 2024, plotted as time series for each year. 2024 is shown with a thick red line, 2023 with a thick orange line, and all other years with thin grey lines. Data source: ERA5. Credit: Copernicus Climate Change Service /ECMWF.</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Temperature della superfice del mare: persistono anomalie elevate</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La temperatura media della superficie del mare (SST), ad ottobre 2024 ha raggiunto i 20,68° C sulle latitudini 60°S-60°N. Si tratta del secondo valore mai registrato ad ottobre, e solo o,10° C inferiore al medesimo mese del 2023. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante nel Pacifico equatoriale orientale e centrale si siano registrate temperature inferiori alla media, indicando un passaggio attraverso le condizione di La Niña, le SST oceaniche sono rimaste insolitamente alte in molte regioni.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le condizioni del ghiaccio artico ad ottobre 2024</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nel mese di ottobre 2024, l&#8217;estensione del ghiaccio marino artico è stata la quarta più bassa mai registrata per questo periodo, risultando inferiore del 19% rispetto alla media. Le concentrazioni di ghiaccio marino sono state particolarmente ridotte in tutte le aree marginali dell&#8217;Oceano Artico, con anomalie significative nel Mare di Barents, nell&#8217;Arcipelago canadese e a nord delle isole Svalbard. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche l&#8217;estensione del ghiaccio marino antartico ha raggiunto livelli minimi, risultando la seconda più bassa mai osservata per ottobre e inferiore dell&#8217;8% alla media storica, superata solo da ottobre 2023 (-11%). Questo dato conferma la persistenza di forti anomalie negative che hanno caratterizzato sia il 2023 che il 2024. Nell&#8217;Oceano Antartico, le concentrazioni di ghiaccio marino sono rimaste molto al di sotto della media, specialmente nella zona dell&#8217;Oceano Indiano. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="742" src="https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2024/11/C3S_PR_202410_Fig3_map_sst_anomalies_and_extremes-1024x742.png" alt="" class="wp-image-41856" srcset="https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2024/11/C3S_PR_202410_Fig3_map_sst_anomalies_and_extremes-1024x742.png 1024w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2024/11/C3S_PR_202410_Fig3_map_sst_anomalies_and_extremes-300x218.png 300w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2024/11/C3S_PR_202410_Fig3_map_sst_anomalies_and_extremes-768x557.png 768w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2024/11/C3S_PR_202410_Fig3_map_sst_anomalies_and_extremes-1536x1114.png 1536w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2024/11/C3S_PR_202410_Fig3_map_sst_anomalies_and_extremes-2048x1485.png 2048w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2024/11/C3S_PR_202410_Fig3_map_sst_anomalies_and_extremes-579x420.png 579w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2024/11/C3S_PR_202410_Fig3_map_sst_anomalies_and_extremes-150x109.png 150w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2024/11/C3S_PR_202410_Fig3_map_sst_anomalies_and_extremes-696x505.png 696w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2024/11/C3S_PR_202410_Fig3_map_sst_anomalies_and_extremes-1068x774.png 1068w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2024/11/C3S_PR_202410_Fig3_map_sst_anomalies_and_extremes-1920x1392.png 1920w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2024/11/C3S_PR_202410_Fig3_map_sst_anomalies_and_extremes-324x235.png 324w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2024/11/C3S_PR_202410_Fig3_map_sst_anomalies_and_extremes.png 957w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Anomalies and extremes in sea surface temperature for October 2024. Colour categories refer to the percentiles of the temperature distributions for the 1991–2020 reference period. The extreme (“Coolest” and “Warmest”) categories are based on rankings for the period 1979–2024. Values are calculated only for the ice-free oceans. Areas covered with sea ice and ice shelves in October 2024 are shown in light grey. Data source: ERA5. Credit: Copernicus Climate Change Service /ECMWF.</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Le variabili idrologiche</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nell&#8217;ottobre 2024, la penisola iberica &#8211; di cui ricordiamo le immagini delle violente inondazioni di Valencia che hanno provocato oltre 200 vittime -, ma anche la Francia, il nord Italia, la Norvegia, la Svezia settentrionale e l&#8217;area est del Mar Nero hanno registrato precipitazioni superiori alla media. <br>Al contrario, molte aree dell&#8217;Europa orientale come la Russia occidentale, la Grecia e la Turchia occidentale, hanno registrato livelli di precipitazioni e umidità del suolo inferiori alla media. <br>Condizioni insolitamente umide si sono verificate anche nella Cina meridionale e orientale, a Taiwan, in Florida, in alcune zone dell&#8217;Australia occidentale e nel sud del Brasile. In Florida, l&#8217;uragano Milton ha colpito le coste meno di due settimane dopo l&#8217;uragano Helene. <br>Invece, condizioni più &#8220;secche&#8221; del solito sono state osservate in gran parte degli Stati Uniti, nelle pianure centrali australiane, in molte aree dell&#8217;Africa meridionale e del Madagascar, oltre che in parti dell&#8217;Argentina e del Cile, dove la persistente siccità negli Stati Uniti sta colpendo un numero record di persone. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><br></p>



<p class="wp-block-paragraph"><br><br><br><br></p>
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		<item>
		<title>Crisi climatica e salute, nel 2023 raggiunti nuovi record &#124; The Lancet Report</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/crisi-climatica-salute-lancet-report/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisa Rossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Oct 2024 10:19:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[combustibili fossili]]></category>
		<category><![CDATA[insicurezza alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[salute pubblica e cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[the lancet countdown on health and climate change]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le minacce alla salute umana causate dal cambiamento climatico sono in aumento a livello globale, con 10 indicatori su 15 che hanno raggiunto nuovi massimi storici. Questo è quanto riporta l&#8217;ottavo rapporto &#8220;The Lancet Countdown on Health and Climate Change&#8220;, finanziato da Wellcome e prodotto in stretta collaborazione con l&#8217;Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Lo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Le minacce alla salute umana causate dal cambiamento climatico sono in aumento a livello globale, con 10 indicatori su 15 che hanno raggiunto nuovi massimi storici. Questo è quanto riporta <a href="https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(24)01822-1/abstract?rss=yes" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l&#8217;<strong>ottavo rapporto &#8220;The Lancet Countdown on Health and Climate Change</strong></a><strong>&#8220;</strong>, finanziato da Wellcome e prodotto in stretta collaborazione con l&#8217;Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Lo studio è stato elaborato da 122 esperti di alto profilo, rappresentanti di 57 istituzioni accademiche e agenzie ONU, inclusa la World Meteorological Organization (Wmo). <br><br>Pubblicato in vista della COP29, il rapporto offre un&#8217;analisi aggiornata delle connessioni tra salute e cambiamenti climatici. Include nuovi parametri che monitorano eventi come precipitazioni estreme, dismissione del carbone, perdita di foreste, tempeste di sabbia e polvere, aumento delle temperature notturne, perdita di sonno e la formazione su clima e salute.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nel 2023, le persone hanno vissuto in media 50 giorni con temperature pericolose per la salute</strong>, una situazione accentuata dai cambiamenti climatici. La siccità estrema ha colpito il 48% della superficie terrestre (secondo livello più alto mai registrato) e ondate di calore più frequenti hanno portato 151 milioni di persone a sperimentare insicurezza alimentare rispetto al periodo 1981-2010. Gli autori del rapporto esortano governi e aziende a ridurre investimenti nei combustibili fossili e le emissioni di gas serra, sottolineando che anni di ritardi nell&#8217;adattamento stanno riducendo le possibilità di sopravvivenza globale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il rapporto evidenzia che le risorse finanziarie per arrivare a emissioni nette zero sono disponibili, ma trilioni di dollari vengono attualmente destinati dai governi a sussidi e investimenti nei combustibili fossili</strong>, aggravando così il cambiamento climatico. Gli autori propongono una trasformazione dei sistemi finanziari globali, con un ri-orientamento dei fondi verso energie rinnovabili e attività sostenibili. Questa transizione consentirebbe di ottenere benefici economici e sanitari significativi, come una maggiore sicurezza energetica, aria e acqua più pulite, stili di vita più sani e nuove opportunità di lavoro sostenibili, migliorando salute e benessere collettivo.<br> Per il rapporto, quindi, questi trilioni dovrebbero essere utilizzati per guidare una transizione rapida ed equa verso un&#8217;economia a emissioni nette zero di gas serra, invece di danneggiare la salute di miliardi di persone in tutto il mondo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Il punto di quest&#8217;anno sulle imminenti minacce alla salute dell&#8217;inazione climatica rivela i risultati più preoccupanti nei nostri otto anni di monitoraggio. Ancora una volta, l&#8217;anno scorso ha battuto i record sui cambiamenti climatici, con ondate di calore estreme, eventi meteorologici mortali e incendi devastanti che hanno colpito le persone di tutto il mondo. Nessun individuo o economia del pianeta è immune dalle minacce per la salute del cambiamento climatico. L&#8217;espansione incessante dei combustibili fossili e le emissioni da record di gas serra aggravano questi pericolosi impatti sulla salute e minaccia di invertire i limitati progressi compiuti finora e di mettere un futuro sano ancora fuori portata. Nonostante questa minaccia, vediamo che le risorse finanziarie continuano ad essere investite proprio nelle cose che minano la nostra salute. Riutilizzare i trilioni di dollari investiti o sovvenzionati nell&#8217;industria dei combustibili fossili ogni anno fornirebbe l&#8217;opportunità di fornire una transizione giusta ed equa verso l&#8217;energia pulita e l&#8217;efficienza energetica e un futuro più sano, a beneficio dell&#8217;economia globale&#8221;, ha dichiarato la dott. Marina Romanello, direttrice esecutiva del Lancet Countdown all&#8217;University College di Londra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Costi umani da record del cambiamento climatico</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il 2023 è stato l&#8217;anno più caldo mai registrato, caratterizzato da siccità, ondate di calore letali, incendi e disastri climatici che hanno colpito la salute e i mezzi di sussistenza a livello globale</strong>. I decessi legati al caldo sono aumentati drammaticamente, soprattutto tra gli over 65, con un incremento del 167% rispetto agli anni &#8217;90. Si tratta di un dato ben al di sopra dell&#8217;aumento del 65% che ci si sarebbe aspettati tenendo conto solo del cambiamento demografico e non di quello climatico. Questa situazione accentua le disuguaglianze, poiché i giorni di caldo pericoloso per la salute sono aumentati in modo più marcato nei paesi con un basso indice di sviluppo umano.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nel 2023, le persone hanno sono state esposte ad un record di 1.512 ore di alte temperature, con un aumento del 27,7% rispetto al periodo 1990-1999</strong>, comportando rischi di stress da calore durante attività leggere all&#8217;aperto. Le temperature elevate hanno anche causato 512 miliardi di ore potenziali di lavoro perse a livello globale (un aumento del 49% rispetto alla media 1990-1999), corrispondenti a perdite di reddito di 835 miliardi di dollari, un impatto significativo sui PIL dei paesi a basso (7,6%) e medio reddito (4,4%). Inoltre, dal 2014 al 2023, il 61% della superficie terrestre ha visto un aumento di eventi di precipitazioni estreme rispetto al periodo tra il 1961 e il 1990, con un aumento del rischio di inondazioni, malattie infettive e contaminazione dell&#8217;acqua. Le ondate di calore e le siccità hanno contribuito a far aumentare di 151 milioni le persone che hanno affrontato insicurezza alimentare da moderata a grave in 124 paesi nel 2022, rispetto agli anni 1981-2010.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il rapporto stima che tra il 2019 e il 2023 le perdite economiche annuali dovute a eventi meteorologici estremi ammontino a 227 miliardi di dollari</strong>, superando il PIL del 60% delle economie mondiali. Inoltre, rispetto al periodo 1951-1960, nell&#8217;ultimo decennio il rischio di trasmissione della dengue da parte delle zanzare è aumentato del 46% per le Aedes alboptictus e dell&#8217;11% per le Aedes aegypti, con oltre 5 milioni di casi segnalati in più di 80 paesi nel 2023.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Le <a href="https://www.ecodallecitta.it/the-lancet-i-decessi-causati-dal-caldo-e-aumentato-dell11-nel-sud-europa-e-del-9-in-tutto-il-continente/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">persone</a> in tutte le parti del mondo soffrono sempre più degli effetti finanziari e sulla salute dei cambiamenti climatici, e le comunità svantaggiate nelle nazioni con risorse limitate sono spesso le più colpite, ma dotate del minor numero di protezioni finanziarie e tecnologiche. L&#8217;adattamento non riesce a tenere il passo con le minacce sanitarie in rapida crescita del cambiamento climatico, e con i limiti all&#8217;adattamento che incombono e la copertura sanitaria universale ancora un sogno irrealizzabile per più della metà della popolazione mondiale, è urgentemente necessario un sostegno finanziario per rafforzare i sistemi sanitari per proteggere meglio le persone&#8221;, ha detto il Prof. Wenjia Cai, copresidente del Lancet Countdown Working Group 4 presso l&#8217;Università di Tsinghua.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I governi e le aziende minacciano di invertire i progressi limitati</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nuovi indicatori mostrano che governi e aziende continuano a investire massicciamente nei combustibili fossili, contribuendo a più elevate emissioni di gas serra di tutti i tempi e a una significativa perdita di alberi, compromettendo così la sopravvivenza globale</strong>. Nel 2023, le emissioni globali di CO₂ legate all&#8217;energia hanno raggiunto un massimo storico, aumentando dell&#8217;1,1% rispetto al 2022, e per la prima volta in un decennio la quota di combustibili fossili nel sistema energetico globale è salita all&#8217;80,3%. Nonostante la scarsità di finanziamenti per l&#8217;azione climatica, gli investimenti in combustibili fossili hanno rappresentato il 36,6% degli investimenti globali in energia nel 2023, con molti governi che hanno aumentato i sussidi a questi combustibili a causa dell&#8217;aumento dei prezzi dell&#8217;energia dopo l&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nel 2022, 72 dei 86 paesi analizzati hanno speso un record di 1,4 trilioni di dollari in sussidi per i combustibili fossili, che hanno superato il 10% della spesa sanitaria nazionale in 47 paesi e il 100% in 23</strong>. Questi sussidi hanno messo in ombra qualsiasi impegno finanziario per l&#8217;azione climatica discusso alla COP28. Questi sussidi hanno superato il 10% della spesa sanitaria nazionale in 47 paesi e il 100% in 23 paesi. In più, il Fondo per perdite e danni istituito alla COP27 per supportare i paesi più vulnerabili ha ricevuto solo 700 milioni di dollari in impegni iniziali, meno dello 0,2% del fabbisogno annuale stimato.<br></p>
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		<title>Secondo ANBI 1.899 eventi estremi da gennaio. WWF: &#8220;Urgente abbattimento Co2 e adattamento&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Oct 2024 08:49:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[abbattimento Co2]]></category>
		<category><![CDATA[adattamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[anbi]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[crisi climatica]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi estremi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo i dati raccolti dall&#8217;Osservatorio dell&#8217;Associazione Nazionale Bonifiche Irrigazioni Miglioramenti Fondiari ANBI sulle Risorse Idriche, in Italia, tra gennaio e metà settembre 2024 si sono registrati 1.899 eventi estremi di cui 212 tornado (52 nella prima metà di settembre, il 71% sulle coste tirreniche), 1.023 nubifragi (157 nella prima prima metà di settembre, il 91% [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Secondo i dati raccolti dall&#8217;Osservatorio dell&#8217;Associazione Nazionale Bonifiche Irrigazioni Miglioramenti Fondiari ANBI sulle Risorse Idriche, in Italia, tra gennaio e metà settembre 2024 si sono registrati 1.899 eventi estremi di cui 212 tornado (52 nella prima metà di settembre, il 71% sulle coste tirreniche), 1.023 nubifragi (157 nella prima prima metà di settembre, il 91% sulle regioni del Centro-Nord), 664 grandinate con chicchi di grandi dimensioni (37 nella prima metà di settembre, record in Versilia con chicchi di diametro fra 7 e 9 cm). Particolarmente colpita l’Emilia-Romagna che in un anno e mezzo ha registrato 3 alluvioni disastrose.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">Riportando questi dati, in una nota il WWF ha commentato come: <strong>&#8220;L’informazione in Italia non affronta seriamente il problema della crisi climatica,</strong> non unisce i puntini, non dà il senso delle conseguenze già in atto e del ritardo dell’azione per cercare di non far progredire il caos climatico di cui hanno interamente responsabilità le attività umane, a partire dall’uso dei combustibili fossili, e per affrontare l’enorme danno ormai provocato attraverso l’adattamento&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Il WWF rilancia l’attenzione sull’urgenza di perseguire seriamente la transizione verso un’energia e un’economia decarbonizzate, nonché di attuare il Piano nazionale di Adattamento per adeguare il territorio e le attività economiche alla nuova realtà e all’enorme aumento dei rischi&#8221;, continua la nota. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<strong>È un fatto assodato che le emissioni di gas serra indotte dall&#8217;uomo hanno portato a un aumento della frequenza e/o dell&#8217;intensità di alcuni fenomeni meteorologici e climatici estremi rispetto all&#8217;epoca preindustriale</strong>”, dice il Sesto Rapporto di Valutazione del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC), pubblicato nel 2021. L&#8217;evidenza dei cambiamenti osservati negli estremi e la loro attribuzione all&#8217;influenza umana si è rafforzata rispetto al Rapporto precedente, in particolare per quanto riguarda le precipitazioni estreme, la siccità, i cicloni tropicali e gli estremi composti (compresi gli eventi secchi/caldi e gli incendi).</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;L’incremento è globale.  <strong>Messi insieme, gli eventi estremi hanno causato, tra il 1970 e il 2021, più di 2 milioni di morti e perdite economiche che sfiorano i 4mila miliardi di euro. </strong>La scorsa settimana, prima che la Romagna affrontasse l’ennesima alluvione e dopo che l’Europa centrale era stata funestata da precipitazioni estreme e alluvioni, la valle di Kathmandu, in Nepal, è stata teatro di inondazioni devastanti a causa di piogge eccezionalmente intense, che hanno comportato più di 200 morti. L’uragano Helene che dal 25 settembre ha devastato ampie aree della zona sudest degli Stati Uniti ha continuato a causare vittime (al momento si calcola più di 200) e dispersi. A metà settembre è stata la volta dell’Europa con il ciclone Boris che ha creato enormi problemi alle capitali del centro Europa e del nord Italia, causando più di 20 vittime&#8221;, spiega il WWF. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L’IPCC prevede che con l’incremento della temperatura media globale, c’è il rischio di un aumento esponenziale degli eventi estremi una volta rari. “Con l&#8217;aumento del riscaldamento globale, alcuni eventi poco probabili nei climi passati e attuali diventeranno più frequenti e vi è una maggiore possibilità che si verifichino eventi e imprevedibili storicamente senza precedenti”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Il Piano Nazionale Integrato Clima ed Energia (PNIEC) non persegue seriamente né l’abbattimento delle emissioni climalteranti, né la transizione fuori dai combustibili fossili e gli obiettivi di triplicare le fonti energia rinnovabile e raddoppiare l’efficienza energetica, decisi dalla COP28 a Dubai lo scorso anno, Il Piano nazionale di Adattamento al Cambiamento Climatico (PNACC) è stato approvato finalmente alla fine dello scorso anno, ma poi è stato messo in un cassetto, non se ne sente più nemmeno parlare.&nbsp;<strong>Il documento di bilancio dovrebbe essere un’occasione per programmare gli investimenti nella transizione verso una nuova economia e per ridisegnare il territorio e le attività economiche</strong>&nbsp;alla luce dei nuovi rischi del cambiamento climatico, e invece Governo e Confindustria parlano di tutt’altro e addirittura si permettono di sprecare soldi per opere inutili e false soluzioni, per esempio il Ponte sullo Stretto e il nucleare. Le persone in tutto il mondo sono sempre più preoccupate, non solo per la crisi climatica, ma anche per la subordinazione della politica per l’incapacità di governare la transizione e l’adattamento. Bisogna investire nella prosperità, bisogna lavorare duro e cooperare per riuscire ad assicurarla a noi e ai nostri figli”, &nbsp;afferma&nbsp;<strong>Mariagrazia Midulla, Responsabile clima e energia del WWF Italia.</strong></p>
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		<title>Conferenza di Bonn, modesti passi avanti e grandi sfide verso la COP29 di Baku</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/conferenza-di-bonn-progressi-e-sfide-verso-la-cop29-di-baku/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jun 2024 09:38:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[conferenza bonn]]></category>
		<category><![CDATA[cop29]]></category>
		<category><![CDATA[Nazioni Unite]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di recente, dopo due settimane di lavori, si è conclusa la Conferenza di Bonn sui cambiamenti climatici in cui si è discusso dei progressi da fare in vista della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP29) che si terrà a novembre a Baku, in Azerbaigian. “Abbiamo fatto piccoli passi avanti qui a Bonn,” ha [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Di recente, dopo due settimane di lavori, si è conclusa la <strong>Conferenza di Bonn sui cambiamenti climatici</strong> in cui si è discusso dei progressi da fare in vista della <strong>Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP29)</strong> che si terrà a novembre a Baku, in Azerbaigian.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Abbiamo fatto piccoli passi avanti qui a Bonn,” ha detto <strong>Simon Stiell, Segretario Esecutivo dell’ONU</strong> per i cambiamenti climatici, nel suo discorso di chiusura. “Ma troppi punti sono ancora sul tavolo. Ci siamo lasciati con una montagna molto ripida da scalare per ottenere risultati ambiziosi a Baku.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">In una nota, le Nazioni Unite hanno fatto sapere che i progressi che si sono fatti a Bonn includono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>&#8220;La semplificazione dei contenuti relativi al Nuovo Obiettivo Quantificato Collettivo sul Finanziamento del Clima. Ma <strong>opzioni chiare e il quadro sostanziale di una bozza di decisione devono essere finalizzati prima del COP29</strong>.</li>



<li>Si sono fatti passi avanti verso indicatori di adattamento che siano orientati al futuro, efficaci e scientificamente validi.</li>



<li>Sono stati compiuti progressi verso un mercato internazionale del carbonio meglio funzionante, ma resta ancora del lavoro da fare.</li>



<li>Le parti, poi, hanno collaborato per la trasparenza e si sono supportate reciprocamente nella pianificazione di piani d&#8217;azione climatica più forti.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Un Nuovo Obiettivo Quantificato Collettivo sul Finanziamento del Clima</h3>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Le riunioni di giugno hanno ospitato un <strong>dialogo tecnico di esperti (TED10) per consentire un esame approfondito degli elementi del Nuovo Obiettivo Quantificato Collettivo sul finanziamento del clima (NCQG)</strong>, includendo la garanzia che questo sia: ambizioso, strutturato in modo ottimale, riportato in modo trasparente per migliorare la qualità del finanziamento climatico per i paesi in via di sviluppo&#8221;, continuano le Nazioni Unite. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Le parti hanno anche lavorato per diversi giorni sullo sviluppo di un quadro sostanziale per un testo negoziale di bozza da considerare alla COP29, delineando il testo qui a Bonn. Stiell ha anche sottolineato la necessità di ulteriori progressi sulle questioni di finanziamento del clima al di fuori del processo UNFCCC, incluso da parte del G7. &#8220;Le economie avanzate hanno molteplici leve da azionare, anche come azionisti nelle banche di sviluppo.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;I Co-Presidenti hanno invitato le Parti a presentare le loro opinioni consolidate e aggiornate sul NCQG in modo che possano produrre un nuovo documento di input con opzioni per TED11 e la terza riunione del programma di lavoro ad-hoc, che si terrà consecutivamente in ottobre. Un dialogo ministeriale ad alto livello sul NCQG si terrà anche in ottobre per aiutare a spianare la strada a un risultato alla COP29&#8221;, spiegano le Nazioni Unite. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Progressi nella Costruzione della Resilienza e dell&#8217;Adattamento</h3>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Al COP28 negli Emirati Arabi Uniti lo scorso dicembre, le parti hanno concordato misure per l&#8217;Obiettivo Globale sull&#8217;Adattamento che hanno creato obiettivi tematici che evidenziano le priorità globali orientate al futuro. Alle riunioni climatiche delle Nazioni Unite di giugno, le parti hanno fatto passi importanti verso indicatori in ciascuno di questi obiettivi tematici che saranno inclusivi, trasparenti e scientificamente validi. Le parti hanno fatto notevoli progressi su ciò che è necessario fare per il prossimo passo, incluso come questi indicatori saranno decisi e il lavoro tecnico futuro&#8221;, continua la nota. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Come parte del risultato della Valutazione Globale, le Nazioni Unite sui cambiamenti climatici esortano le parti a sviluppare Piani Nazionali di Adattamento (NAP) entro la fine del 2025 e a fare progressi nella loro attuazione entro il 2030. Solo 58 paesi in via di sviluppo hanno presentato un NAP. <strong>Il segretariato ha chiesto a più paesi di avere un piano entro il 2025 e di fare progressi nella loro attuazione entro il 2030</strong>. Nei prossimi mesi, le Nazioni Unite sui cambiamenti climatici lavoreranno direttamente con i paesi per accelerare la formulazione dei NAP, anche attraverso i loro Centri di Collaborazione Regionale&#8221;, si legge. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Progressi nei Mercati Internazionali del Carbonio sotto l&#8217;Articolo 6</h3>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;I delegati &#8211; raccontano le Nazioni Unite &#8211; hanno c<strong>ompiuto importanti passi avanti su aspetti tecnici chiave dell&#8217;Articolo 6</strong>, inclusa l&#8217;autorizzazione dei crediti di carbonio, l&#8217;ambito delle attività, il registro del mercato internazionale del carbonio e altro ancora. Le discussioni costruttive a Bonn, poi, hanno chiarito le posizioni sull&#8217;Articolo 6.2 e 6.4 in vista della COP29. I delegati hanno anche concordato di tenere un workshop per avanzare ulteriormente il lavoro tecnico sull&#8217;Articolo 6.2 e 6.4 prima di novembre. Di conseguenza, saranno meglio preparati per incontrarsi a Baku pronti a finalizzare un risultato e a procedere verso mercati del carbonio migliori&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;In vista della COP29, si procederà con ulteriori lavori sull&#8217;Articolo 6.4. L&#8217;organismo delle Nazioni Unite responsabile dell&#8217;operativizzazione di un <strong>nuovo mercato globale del carbonio nell&#8217;ambito dell&#8217;Accordo di Parigi</strong> si incontrerà due volte prima delle negoziazioni a Baku per finalizzare le raccomandazioni sulle metodologie e le rimozioni delle emissioni. Il feedback raccolto dalle parti e dai portatori di interessi durante un evento di coinvolgimento durante le riunioni climatiche di giugno sarà incorporato in queste raccomandazioni. L&#8217;organismo di supervisione mira anche a finalizzare uno Strumento di Sviluppo Sostenibile in vista della COP29, per stabilire salvaguardie ambientali e sociali. Completare gli elementi rimanenti sull&#8217;Articolo 6 a Baku sbloccherà ulteriori finanziamenti per i piani climatici nazionali e l&#8217;adattamento&#8221;, precisa l&#8217;Organizzazione. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La nuova presidenza della COP, poi, ha richiesto ai paesi di presentare i loro Rapporti Biennali sulla Trasparenza (BTR)</strong> prima del COP29 a Baku per consolidare una base di prove per obiettivi ambiziosi. A giugno, vari eventi hanno supportato i paesi in via di sviluppo con workshop e dialoghi sul Supporto ETF. Le Nazioni Unite hanno dichiarato che lanceranno nuovi strumenti di reporting del Quadro di Trasparenza Rafforzato e un Climate Data Hub in collaborazione con Microsoft. Prima del COP29, si terranno sessioni di formazione sui nuovi strumenti in Africa, America Latina e Caraibi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per concludere, le Nazioni Unite hanno dichiarato che <strong>le parti devono presentare il prossimo ciclo di Contributi Determinati a Livello Nazionale (NDC) all&#8217;inizio del prossimo anno</strong>, allineati con l&#8217;obiettivo di 1,5 °C e includendo tutti i settori e gas serra. A giugno, le Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e il partenariato NDC hanno introdotto il NDC 3.0 Navigator per supportare le parti nello sviluppo di nuovi NDC con un focus sull&#8217;implementazione. </p>
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		<title>Gennaio 2024 è il più caldo mai registrato. WWF: &#8220;Un vero e proprio momento sismico per il clima&#8221;</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/gennaio-2024-e-il-piu-caldo-mai-registrato-wwf-un-vero-e-proprio-momento-sismico-per-il-clima/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Feb 2024 14:43:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[crisi climatica]]></category>
		<category><![CDATA[eventi climatici estremi]]></category>
		<category><![CDATA[gennaio 2024 il più caldo]]></category>
		<category><![CDATA[WWF]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo l&#8217;annuncio del Centro per i cambiamenti climatici Copernicus dell&#8217;ulteriore record negativo che vede gennaio 2024 come il più caldo mai registrato, il WWF ha espresso in una nota la sua preoccupazione: &#8220;I nuovi dati mostrano che il mondo ha sopportato 12 mesi consecutivi con un riscaldamento globale di 1,5o C superiore rispetto ai livelli [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/gennaio-2024-e-il-piu-caldo-mai-registrato-wwf-un-vero-e-proprio-momento-sismico-per-il-clima/">Gennaio 2024 è il più caldo mai registrato. WWF: &#8220;Un vero e proprio momento sismico per il clima&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Dopo l&#8217;annuncio del Centro per i cambiamenti climatici Copernicus dell&#8217;ulteriore record negativo che vede <a href="https://www.ecodallecitta.it/clima-altro-record-negativo-gennaio-2024-e-stato-il-piu-caldo-mai-registrato/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">gennaio 2024 come il più caldo mai registrato</a>, il WWF ha espresso in una nota la sua preoccupazione: </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;I nuovi dati mostrano che il mondo ha sopportato 12 mesi consecutivi con un riscaldamento globale di 1,5o C superiore rispetto ai livelli preindustriali. Questo dato arriva dopo che altri recenti dati sulla temperatura superficiale globale hanno mostrato un riscaldamento record tra 1,34o C e 1,54o C nel 2023. Ciò deve spingere i Paesi e le imprese ad accelerare gli sforzi per ridurre le emissioni di gas serra&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Il dato è davvero molto preoccupante &#8211; prosegue l&#8217;organizzazione ambientalista &#8211; ma non significa che il mondo abbia superato la soglia di 1,5o C a cui fanno riferimento l&#8217;IPCC, le Nazioni Unite e l&#8217;Accordo di Parigi. A tal fine sarebbe necessario che la temperatura media globale rimanesse al di sopra di 1,5o C per un periodo medio di 20 anni. Tuttavia, a meno che non vi sia un&#8217;immediata e profonda riduzione delle emissioni in tutti i settori e in tutte le regioni del mondo, la Terra è destinata a superare la soglia di 1,5o C all&#8217;inizio del 2030&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Stephanie Roe, scienziata a capo del programma WWF per il clima e l&#8217;energia</strong>&nbsp;e tra le autrici e gli autori del rapporto IPCC AR6, ha dichiarato: &#8220;Questa nuova pietra miliare della temperatura è un vero e proprio &#8220;momento sismico&#8221; per il clima. E coincide con il raggiungimento di un massimo storico anche per le emissioni globali di gas serra. Senza una considerevole riduzione delle emissioni nei prossimi anni, supereremo la soglia di 1,5o C a lungo termine nel prossimo decennio e dovremo affrontare sfide e costi ancora maggiori per riportare le temperature al di sotto di tale livello&#8221;.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Prevenire ogni ulteriore aumento del riscaldamento è importante ora per le persone e la natura. Più le temperature aumentano, più estremi saranno gli impatti dei cambiamenti climatici e più alto sarà il rischio di punti critici e di impatti irreversibili sugli ecosistemi e sulle vite e i mezzi di sussistenza delle persone.&nbsp;È fondamentale che i Paesi allineino rapidamente le loro politiche e i loro investimenti a ciò che è necessario per limitare il riscaldamento globale al di sotto di 1,5o C. Ciò significa raggiungere il picco delle emissioni di gas serra nel prossimo anno e ridurle a livello globale di almeno il 43% entro il 2030. Per fare questo, l&#8217;azione per trasformare le economie, i sistemi energetici e alimentari, e per proteggere e ripristinare la natura deve avere una velocità e una scala senza precedenti. Le soluzioni sono già disponibili, serve solo la volontà di realizzarle in questo decennio critico. Il rapporto AR6 dell&#8217;IPCC ritiene&nbsp;sia necessario aumentare i finanziamenti da 3 a 6 volte entro il 2030 per limitare il riscaldamento al di sotto di 1,5o C. &#8220;I Paesi devono aumentare significativamente i finanziamenti ora e lavorare per concordare un nuovo ambizioso obiettivo di finanziamento per il clima alla COP29&#8221;, <strong>ha spiegato Roe.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;L&#8217;Italia &#8211; conclude il WWF &#8211; ha registrato il quinto gennaio più caldo dal 1800. La temperatura media è stata di 1,67 °C superiore al periodo di riferimento 1991-2020&#8221;. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="378" height="378" src="https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2024/02/unnamed-1.jpg" alt="" class="wp-image-34470" srcset="https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2024/02/unnamed-1.jpg 378w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2024/02/unnamed-1-300x300.jpg 300w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2024/02/unnamed-1-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 378px) 100vw, 378px" /></figure>



<details class="wp-block-details is-layout-flow wp-block-details-is-layout-flow"><summary><em>Temperature in Italia a Gennaio 2024, deviazioni rispetto alla medie 1991-2020</em><br><em>(Dati Istituto di Scienze dell&#8217;Atmosfera e del Clima CNR)</em></summary>
<p class="wp-block-paragraph"></p>
</details>
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		<title>Ministri dell&#8217;Ambiente europei scrivono all&#8217;Ue: &#8220;Più ambizione nella lotta al cambiamento climatico&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jan 2024 16:57:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione UE]]></category>
		<category><![CDATA[COP28]]></category>
		<category><![CDATA[esclusiva politico europe]]></category>
		<category><![CDATA[fit for 55]]></category>
		<category><![CDATA[lettera ministri ambiente europei]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 25 gennaio Politico Europe, l&#8217;edizione europea della testata giornalistica americana Politico, ha divulgato in esclusiva una lettera firmata dai ministri dell&#8217;Ambiente di undici paesi europei che chiedono alle istituzioni Ue una maggiore ambizione azione globale sul clima. &#8220;Il 2023 si è rivelato il più caldo anno registrato &#8211; si legge nella missiva &#8211; e il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/esclusiva-politico-europe-diversi-ministri-dellambiente-europei-scrivono-allue-piu-ambizione-nella-lotta-al-cambiamento-climatico/">Ministri dell&#8217;Ambiente europei scrivono all&#8217;Ue: &#8220;Più ambizione nella lotta al cambiamento climatico&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il 25 gennaio <strong><a href="https://www.politico.eu/article/eu-heavyweights-urge-ambitious-2040-climate-targets-breaking-silence-carbon-emission-cuts/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Politico Europe</a></strong>, l&#8217;edizione europea della testata giornalistica americana Politico, ha divulgato in esclusiva una <strong>lettera firmata dai ministri dell&#8217;Ambiente di undici paesi europei </strong>che chiedono alle istituzioni Ue una maggiore <strong><strong>ambizione azione globale sul clima</strong>. </strong>&#8220;Il 2023 si è rivelato il più caldo anno registrato &#8211; si legge nella missiva &#8211; e il riscaldamento globale è destinato a intensificare una serie di effetti negativi che mettono a dura prova il benessere e la salute sicurezza del mondo a rischio&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I paesi firmatari sono Austria, Bulgaria, Germania, Danimarca, Spagna, Finlandia, Francia, Lussemburgo, Irlanda, Norvegia e Portogallo. Assente l&#8217;Italia. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Con la COP28 &#8211; continua la lettera &#8211; si è concluso <a href="https://www.ecodallecitta.it/cop28-accordo-per-una-transizione-dai-combustibili-fossili/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l&#8217;accordo</a> per accelerare la riduzione delle emissioni verso lo zero netto entro il 2050 e mantenere l&#8217;obiettivo di non superare gli 1,5°. (&#8230;). È fondamentale che l’UE traduca tutto ciò in un’<strong>azione concreta e ambiziosa per inviare un segnale politico forte</strong>. Tuttavia, possiamo convincere gli altri a farsi avanti solo se svolgiamo il lavoro a casa (&#8230;). Allo stesso tempo, dobbiamo garantire una corretta attuazione del pacchetto legislativo “<a href="https://www.ecodallecitta.it/fit-for-55-il-consiglio-ue-adotta-cinque-atti-legislativi-chiave/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fit for 55</a>”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In merito alla Commissione europea, poi, nella lettera si legge che: &#8220;(&#8230;) Dovrebbe dare seguito alla decisione della COP26 sul piano quinquennale per centrare l&#8217;obiettivo di diminuire gradualmente i combustibili fossili (&#8230;)&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;(&#8230;) <strong>Incrementare le ambizioni sarà un compito considerevole. Per aprire la strada dobbiamo garantire che l’azione per il clima sia efficace un&#8217;opportunità per tutti</strong>. La transizione verde dovrebbe quindi continuare ad essere economicamente fattibile, a costi contenuti gestibili e non lascino indietro nessuno, soprattutto i cittadini più vulnerabili&#8221;, ha concluso la lettera congiunta pubblicata in esclusiva da Politico Europe. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/esclusiva-politico-europe-diversi-ministri-dellambiente-europei-scrivono-allue-piu-ambizione-nella-lotta-al-cambiamento-climatico/">Ministri dell&#8217;Ambiente europei scrivono all&#8217;Ue: &#8220;Più ambizione nella lotta al cambiamento climatico&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
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