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	<title>Camera Archivi - Eco dalle Città</title>
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	<description>ambiente urbano</description>
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	<title>Camera Archivi - Eco dalle Città</title>
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	<item>
		<title>Dl Ambiente: via libera definitivo alla Camera, passa il deposito cauzionale per le bottiglie</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/dl-ambiente-camera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Paolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Dec 2024 11:12:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Camera]]></category>
		<category><![CDATA[Camera dei deputati]]></category>
		<category><![CDATA[dl ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con 141 voti favorevoli, 81 contrari e 3 astenuti la Camera ha approvato il Dl Ambiente 2024. Il provvedimento, già passato al Senato, diventa così legge. Presentato come &#8220;un passo decisivo per affrontare le sfide ambientali&#8221;, il decreto introduce misure di semplificazione normativa, innovazioni nel settore delle energie rinnovabili e un aggiornamento del quadro legislativo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/dl-ambiente-camera/">Dl Ambiente: via libera definitivo alla Camera, passa il deposito cauzionale per le bottiglie</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Con 141 voti favorevoli, 81 contrari e 3 astenuti<strong> la Camera ha approvato il Dl Ambiente 2024</strong>. Il provvedimento, già passato al Senato, diventa così <a href="https://comunicazione.camera.it/archivio-prima-pagina/19-45341" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge</a>. Presentato come &#8220;un passo decisivo per affrontare le sfide ambientali&#8221;, il decreto introduce misure di <strong>semplificazione normativa</strong>, innovazioni nel settore delle <strong>energie rinnovabili </strong>e un aggiornamento del quadro legislativo in materia di <strong>economia circolare</strong>, <strong>dissesto idrogeologico </strong>e gestione dei <strong>rifiuti</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una <strong>novità importante riguarda la gestione degli imballaggi</strong>, con l’approvazione di un ordine del giorno del Partito Democratico che impegna il governo a introdurre un <strong>sistema di deposito cauzionale per bottiglie di plastica monouso e lattine</strong>. La misura, già adottata in diversi Paesi europei, punta a migliorare la raccolta differenziata, ridurre i rifiuti dispersi nell’ambiente e garantire un riciclo di qualità, contribuendo alla lotta contro l’inquinamento e il cambiamento climatico. “Grazie al DRS &#8211; ha detto <strong>Eleonora Evi</strong> del Pd &#8211; l’Italia potrà adottare uno strumento efficace per combattere la crisi climatica e ridurre l’inquinamento”, ha concluso la deputata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo <strong>Gilberto Pichetto Fratin</strong>, il decreto mira a risolvere i problemi legati alle procedure di valutazione ambientale: &#8220;Interveniamo su uno dei grandi scogli: le procedure di impatto ambientale e di valutazione strategica sono aumentate enormemente negli ultimi anni. Serve velocità e criteri chiari&#8221; ha dichiarato il ministro, che ha poi sottolineato che <strong>ulteriori riforme arriveranno con la revisione del Codice dell’Ambiente</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Critiche invece le opposizioni. La deputata <strong>Evi</strong>, annunciando il voto contrario alla fiducia posta sul Decreto, ha detto: &#8220;Siamo arrivati a 75 questioni di fiducia in due anni: la democrazia è sospesa, il Parlamento è mortificato&#8221;. Ha poi denunciato i <strong>tempi ridotti per l&#8217;analisi e la presentazione di emendamenti e ha contestato il dl definendolo privo di visione e coraggio</strong>: &#8220;Si insiste con la logica dell&#8217;emergenza e dei commissariamenti, affrontando i sintomi dei problemi senza mai intervenire sulle cause profonde come <strong>prevenzione e pianificazione</strong>. Il governo tiene il Paese ostaggio delle fonti fossili, confondendo la sicurezza energetica con lo sfruttamento delle riserve di gas nazionale&#8221;. Ha inoltre criticato l&#8217;approccio emergenziale verso temi come <strong>dissesto idrogeologico</strong>, <strong>siccità</strong> e <strong>cambiamenti climatici</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche <strong>Mauro Del Barba</strong>, deputato di Italia Viva, ha espresso un giudizio critico sul decreto: &#8220;La montagna ha partorito il topolino. Gli stakeholder si aspettavano norme chiare, invece si trovano con un rinvio&#8221;, ha affermato durante le dichiarazioni di voto. Del Barba ha denunciato la gestione superficiale di temi cruciali, come la crisi idrica, affrontata in maniera frammentaria, e l’economia circolare, in cui i cambiamenti sono limitati al trasferimento interno di competenze tra uffici del ministero. Ha inoltre sottolineato l’assenza di provvedimenti rilevanti sulle terre rare, nonostante l’importanza strategica di questi materiali. L’unico settore con interventi concreti è quello delle energie rinnovabili, ma Del Barba ha criticato la tardiva definizione dei criteri di priorità&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le principali novità introdotte dal Decreto Ambiente 2024</h2>



<h4 class="wp-block-heading">Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e semplificazioni normative</h4>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Iter accelerato per la VIA</strong>: Corsia preferenziale per progetti che contribuiscono agli obiettivi del PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima);</li>



<li><strong>Certificazione di disponibilità dei terreni</strong>: Obbligo di documentare la disponibilità legale dei terreni per progetti di energia rinnovabile;</li>



<li><strong>Allineamento normativo</strong>: Adeguamento delle verifiche ai criteri del <a href="https://www.ecodallecitta.it/coordinamento-free-boccia-il-testo-unico-rinnovabili-non-semplifica-ne-razionalizza-le-procedure/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Testo Unico Rinnovabili</a>;</li>



<li><strong>Progetti prioritari</strong>: Iter preferenziale per:
<ul class="wp-block-list">
<li>Impianti di accumulo idroelettrico;</li>



<li>Cattura e stoccaggio di CO2;</li>



<li>Conversione industriale in bioraffinerie;</li>



<li>Nuovi impianti idroelettrici fino a 10 MW.</li>
</ul>
</li>
</ul>



<h4 class="wp-block-heading">Semplificazioni per le imprese nel settore rifiuti</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il legale rappresentante può assumere direttamente il ruolo di responsabile tecnico per la gestione dei rifiuti, a condizione che abbia ricoperto tale ruolo per almeno tre anni consecutivi nella stessa azienda.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Rinnovabili</h4>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Zone prioritarie</strong> per accelerare le autorizzazioni;</li>



<li>Priorità ai progetti di idrogeno verde, fotovoltaico ed eolico, inclusi impianti agrivoltaici superiori a 50 MW e impianti eolici terrestri oltre i 70 MW.</li>
</ul>



<h4 class="wp-block-heading">Economia circolare</h4>



<ul class="wp-block-list">
<li>Rafforzamento dell’<strong>Albo Gestori Ambientali</strong>, con regole specifiche per le piccole imprese;</li>



<li><strong>Ritiro RAEE (rifiuti elettronici)</strong>: Obbligo per i grandi negozi di ritirare piccoli dispositivi elettronici senza necessità di un nuovo acquisto.</li>
</ul>



<h4 class="wp-block-heading">Dissesto idrogeologico e risorse idriche</h4>



<ul class="wp-block-list">
<li>Fondo per la mitigazione del rischio in aree soggette a frane e alluvioni;</li>



<li>Obbligo per i comuni di includere strategie preventive nei piani urbanistici;</li>



<li>Piano per la manutenzione dei bacini idrografici, con risorse potenziate al Commissario Straordinario.</li>
</ul>



<h4 class="wp-block-heading">Idrocarburi e transizione energetica</h4>



<ul class="wp-block-list">
<li>Stop a nuovi permessi per la ricerca e sfruttamento di idrocarburi;</li>



<li>Distanza ridotta a 9 miglia dalla costa per le piattaforme offshore di gas fossile, con deroghe solo per giacimenti significativi;</li>



<li>Permessi legati a forniture calmierate per le aziende energivore.</li>
</ul>



<h4 class="wp-block-heading">Finanziamenti e infrastrutture sostenibili</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Autorizzazione prorogata al 2025 per finanziamenti fino a 500 milioni di euro da parte di <strong>Cassa Depositi e Prestiti</strong> per progetti del Piano Mattei.</p>



<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Approvato alla Camera nuovo codice della strada. Le associazioni: &#8220;Brutta notizia&#8221;</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/nuovo-codice-della-strada-per-le-associazioni-e-una-brutta-notizia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Mar 2024 17:32:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[Camera]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovo codice della strada]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Camera dei Deputati ha ratificato mercoledì 27 marzo la proposta del Ministro Salvini riguardante il nuovo Codice della Strada, senza accogliere alcuna delle richieste avanzate in sede parlamentare da parte delle associazioni dei familiari delle vittime della strada e nonostante le varie iniziative tenutesi nelle ultime settimane in oltre 40 piazze in Italia. Queste [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/nuovo-codice-della-strada-per-le-associazioni-e-una-brutta-notizia/">Approvato alla Camera nuovo codice della strada. Le associazioni: &#8220;Brutta notizia&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La Camera dei Deputati ha ratificato mercoledì 27 marzo la proposta del Ministro Salvini riguardante il <a href="https://comunicazione.camera.it/archivio-prima-pagina/19-38991" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>n</strong></a><a href="https://comunicazione.camera.it/archivio-prima-pagina/19-38991"><strong>uovo Codice della Strada</strong></a>, senza accogliere alcuna delle<strong> richieste avanzate in sede parlamentare da parte delle associazioni dei familiari delle vittime della strada</strong> e nonostante le varie iniziative tenutesi nelle ultime settimane in oltre 40 piazze in Italia. Queste manifestazioni, promosse da associazioni per la sicurezza stradale e la mobilità sostenibile, hanno evidenziato un chiaro dissenso nei confronti del <strong>provvedimento, ritenuto sbagliato perchè peggiorativo rispetto alla già grave situazione </strong>sulle strade italiane. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le <strong>organizzazioni</strong>, unite a <strong>migliaia di cittadini</strong>, hanno già annunciato che continueranno comunque la mobilitazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“È una giornata triste per l’Italia &#8211; <strong>dichiarano Paolo Pozzi e Angela Bedoni, genitori di Lucia, investita e uccisa a 17 anni, nella notte di Natale del 2004, a Melegnano </strong>&#8211; l’approvazione alla Camera del nuovo Codice della Strada è una brutta notizia perché questa riforma rappresenta un passo indietro per la tutela della vita umana. Non ci stancheremo mai di ripeterlo: troppe persone muoiono a causa della velocità delle automobili, nel nostro Paese, quasi il doppio rispetto agli altri paesi europei. È la prima causa di morte tra i giovani, proprio come nostra figlia Lucia. Ma il nuovo codice, insieme a decreti e direttive, limita gli autovelox, ostacola i provvedimenti comunali di riduzione della velocità e addirittura delega il governo ad aumentare i limiti, ad esempio. E moltissime altre sono le norme critiche come denunciamo da tempo senza che sia stata accolta nessuna nostra proposta. Per questo motivo chiediamo al Governo Meloni e a tutte le forze di maggioranza e opposizione di riscrivere in profondità insieme alle nostre associazioni la riforma del Codice della Strada, che dovrà essere discussa al Senato nelle prossime settimane, eliminando tutte le gravi criticità dell’attuale testo e inserendo le norme necessarie invece mancanti”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le associazioni spiegano che il Nuovo Codice della Strada è stato appena approvato da uno dei due rami del Parlamento nonostante:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Un appello video delle associazioni familiari vittime della strada</li>



<li>Una lettera diretta al presidente Meloni da parte delle associazioni familiari vittime sulla strada, con cui veniva chiesto di mettere in pausa l’approvazione del codice per&nbsp;riscriverlo&nbsp;insieme a loro</li>



<li>40 piazze in tutta Italia tra il 9 e il 12 marzo, dove associazioni e attiviste/i si sono mobilitato al grido di “Stop al Codice della Strage”</li>



<li>Oltre 20.000 email ai parlamentari suddivisi per Regione e oltre 12.000 rivolte direttamente alla Presidente Meloni</li>



<li>Oltre 2.500 telefonate ai capigruppo alla Camera, uno strumento usato per la prima volta in Italia</li>



<li>Ordini del Giorno approvati dai Consigli Comunali e dalle Assemblee di Roma Capitale, Milano, Torino, Bologna, e forti prese di posizione di Brescia, Bergamo, Padova, Verona, Vicenza. Sono molte le altre città in cui Ordini del Giorno simili sono stati presentati e stanno per venire discussi, tra cui: Aosta, Genova, Jesi, Modena, Monza, Perugia</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Come si legge in una <strong>nota di Legambiente</strong>, &#8220;il Ministro Salvini qualche giorno fa ha dichiarato che “il 25% delle osservazioni fatte nelle audizioni è stato accolto” e questo non dovrebbe essere già di per sé motivo di vanto, perché significa che tre osservazioni su quattro sono state rigettate. Ma andando ancora più a fondo a verificare le audizioni svolte e le memorie depositate, si vede come solo pochissime delle osservazioni fatte dalle associazioni familiari vittime e dalle associazioni impegnate nella tutela della sicurezza stradale e promozione della mobilità attiva siano state accolte (ad esempio l’alcool lock), mentre tutte le altre sono state ignorate o rifiutate. Sono stati respinti, in particolare, tutte le proposte e gli emendamenti che da un lato correggevano le norme più gravi (quelle contenenti pesanti limitazioni ad autovelox, ciclabili, ZTL, zone 30, aree pedonali, controlli e sanzioni, finto metro e mezzo salva-ciclisti, etc.) e che dall’altro lato introducevano le misure necessarie per una vera sicurezza stradale (abbassamento delle velocità nelle strade urbane, controlli digitali contro la guida distratta al telefono, sensori anti-angoli ciechi, educazione stradale come materia obbligatoria dell’educazione civica, etc.)&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Al contrario &#8211; <strong>prosegue l&#8217;organizzazione ambientalista</strong> &#8211; sono state ampiamente accolte le osservazioni provenienti da quel comparto che rappresenta chiarissimi interessi economici privati legati al mondo del trasporto privato e del trasporto su gomma, come l’ACI – automobile club d’Italia e l’Associazione delle imprese di Autotrasporto (AssoTir), proprio quell’associazione che a Milano ha fatto ricorso al TAR contro l’obbligo di sensori contro gli angoli ciechi dei mezzi pesanti, misura per l’appunto non prevista dal Nuovo Codice ed esplicitamente bocciata a fronte di vari emendamenti che andavano in quella direzione. Sempre il Ministro Salvini nelle scorse settimane ha dichiarato di essere disponibile ad accogliere ‘suggerimenti’, ma nei fatti nessuna proposta fatta per migliorare il Nuovo Codice è finora stata accolta, in oltre 6 mesi di iter del disegno di legge&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le critiche e l’allarme per la &#8220;<strong>controriforma dell’insicurezza stradale</strong>&#8220;, come l&#8217;hanno ribattezzate le associazioni, non sono arrivate solo dall’Italia: quasi 50 organizzazioni internazionali hanno scritto al Governo per chiedere di fermare l’approvazione e riscriverne le parti più pericolose per la tutela della vita umana. Tra&nbsp;queste&nbsp;Clean Cities Campaign, European Federation of Road Traffic Victims, European Transport Safety Council, International Federation of Pedestrians, European Cyclists’ Federation, European Driving Schools Association. Ha sottoscritto anche POLIS, la principale rete di città e regioni europee che collaborano per sviluppare tecnologie e politiche innovative per il trasporto locale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le critiche alla proposta di nuovo codice</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Come riportato nell’analisi legale dell’esperto di sicurezza stradale Andrea Colombo, la riforma viene criticata perché ha un impianto molto chiaro: debole coi forti e forte coi deboli. &#8220;Da una parte &#8211; <strong>commentano le associazioni</strong> &#8211; meno regole, meno limitazioni, meno controlli, meno sanzioni e più libertà di circolare e andare veloci nelle città per auto, moto, camion merci, ecc.; dall’altra parte, regole più restrittive, meno spazio in strada e quindi, meno sicurezza per i veicoli più leggeri e gli utenti più vulnerabili, cioè pedoni, ciclisti, micromobilità, bambini, anziani, disabili. È perciò una riforma contro la sicurezza stradale, con limiti di velocità più alti, restrizioni all’uso di autovelox e controlli automatici in generale, nessun intervento reale sulla distrazione alla guida; una riforma contro la mobilità sostenibile, con uno stop immediato alla realizzazione di nuove ciclabili urbane e una sola multa per chi viola le aree pedonali anche più volte al giorno; una riforma contro i Comuni, con nuovi regolamenti e decreti ministeriali che decideranno se, come e dove le città possono usare leve come ZTL, telecamere, sosta regolamentata, etc&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le associazioni riportano che il Nuovo codice:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>diminuisce la sicurezza stradale</li>



<li>boicotta la mobilità sostenibile</li>



<li>indebolisce i Comuni</li>



<li>rende più difficili i controlli per velocità e sosta abusiva</li>



<li>rende possibile l’aumento dei limiti di velocità</li>



<li>diminuisce le multe per i limiti di velocità e transito in ZTL e aree pedonali</li>



<li>boicotta le Zone a Traffico Limitato e le Aree Pedonali</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Inoltre, facendo un focus sulla mobilità attiva, le associazioni spiegano che, il nuovo Codice:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>blocca la realizzazione di nuove piste e corsie ciclabili</li>



<li>restringe la possibilità del doppio senso di marcia per le bici</li>



<li>riduce la possibilità di realizzare le case avanzate</li>



<li>rende le strade ciclabili meno sicure</li>



<li>rende inutile il “metro e mezzo salvaciclisti” con la clausola “ove la strada lo consenta”</li>



<li>crea confusione con l’introduzione di nuove Zone Ciclabili</li>



<li>obbliga in futuro i ciclisti a casco e targa</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">I dati della sicurezza stradale in Italia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Come riportato da Legambiente, il tasso di mortalità stradale in Italia, con 53 persone per milione di abitanti, è significativamente più elevato rispetto alla media europea, che si attesta a 26 in Gran Bretagna e 36 in Spagna. Inoltre, l&#8217;Italia ha mostrato un ritardo nella riduzione degli incidenti mortali, registrando solo un calo del 15% nell&#8217;ultimo decennio, rispetto alla media europea del 22%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Questi dati &#8211; <strong>commenta l&#8217;organizzazione ambientalista</strong> &#8211; sono in netto contrasto con la richiesta dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) di ridurre del 50% gli incidenti stradali mortali e i feriti gravi entro il 2030, come indicato nel Piano globale per il Decennio d&#8217;Azione per la Sicurezza Stradale. L&#8217;attuale traiettoria dell&#8217;Italia, evidenziata dagli emendamenti proposti, solleva dubbi sulla capacità del paese di allinearsi a questi obiettivi cruciali. In particolare, l&#8217;impatto nelle città italiane è preoccupante: il 73% degli incidenti stradali avviene in ambito urbano, con l&#8217;eccesso di velocità che rappresenta la principale causa di mortalità nel traffico&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La mobilitazione &#8220;<a href="https://www.ecodallecitta.it/nuovo-codice-della-strage-a-torino-la-protesta/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Stop al Codice della Strage</strong></a>&#8221; continuerà con fermezza nell&#8217;esortare il Governo e il Senato a fermarsi per migliorare il testo, coinvolgendo prioritariamente le associazioni familiari delle vittime della strada nella riscrittura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La mobilitazione &#8220;Stop al Codice della Strage&#8221; è promossa e organizzata a livello nazionale da FEVR – Federazione Europa delle Vittime della Strada, AIFVS – Associazione Italiana Familiari e Vittime della STRADA A.P.S. e dalla piattaforma #CITTÀ30SUBITO – Legambiente, FIAB-Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, Salvaiciclisti, Kyoto Club, Clean Cities Campaign, ASviS, Amodo, Fondazione Michele Scarponi, Associazione Lorenzo Guarnieri, Fondazione Marco Pietrobono, Fondazione Luigi Guccione e Vivinstrada. Con il supporto di molte altre organizzazioni e persone a livello locale in tutto il territorio italiano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/nuovo-codice-della-strada-per-le-associazioni-e-una-brutta-notizia/">Approvato alla Camera nuovo codice della strada. Le associazioni: &#8220;Brutta notizia&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Decreto aria, approvazione definitiva della Camera &#124; Il testo completo</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/decreto-aria-approvazione-definitiva-della-camera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Oct 2023 13:16:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aria]]></category>
		<category><![CDATA[Smog]]></category>
		<category><![CDATA[Camera]]></category>
		<category><![CDATA[Camera del parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[decreto aria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ecodallecitta.it/?p=31479</guid>

					<description><![CDATA[<p>Via libera al cosiddetto &#8220;decreto Aria&#8221;, che nella seduta di martedì 24 ottobre alla Camera ha ricevuto l&#8217;ok definitivo (testo in basso, ndr). Dopo aver respinto le questioni pregiudiziali presentate, l&#8217;aula ha dunque approvato&#160;il disegno di legge di conversione del decreto 12 settembre 2023, n. 121, recante misure urgenti in materia di pianificazione della qualità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/decreto-aria-approvazione-definitiva-della-camera/">Decreto aria, approvazione definitiva della Camera | Il testo completo</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Via libera al cosiddetto <strong>&#8220;decreto Aria&#8221;</strong>, che nella seduta di martedì 24 ottobre alla Camera ha ricevuto l&#8217;ok definitivo (testo in basso, <em>ndr</em>). Dopo aver respinto le questioni pregiudiziali presentate, l&#8217;aula ha dunque approvato&nbsp;il disegno di legge di conversione del decreto 12 settembre 2023, n. 121, recante misure urgenti in materia di pianificazione della qualità dell&#8217;aria e limitazioni della circolazione stradale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo principale della misura, già ampiamente criticata nei contenuti ma anche nell&#8217;impianto generale da ambientalisti e addetti ai lavori, è quello di &#8220;implementare azioni volte a migliorare la qualità dell&#8217;aria e a limitare il traffico stradale&#8221;, in particolare per garantire l&#8217;adempimento di <strong>alcune sentenze della Corte di giustizia dell&#8217;Unione Europea </strong>relative al superamento dell&#8217;Italia dei limiti di PM10 e biossido di azoto.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo viene imposto alle Regioni del famigerato bacino padano &#8211; cioè <strong>Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna &#8211;  di aggiornare i loro piani di qualità dell&#8217;aria</strong>, apportando modifiche, se necessario, in base ai risultati ottenuti dalle iniziative già adottate per ridurre le emissioni inquinanti. Il termine originariamente fissato a 6 mesi per l&#8217;aggiornamento dei piani è stato prorogato di altri 6 mesi durante il precedente dibattito al Senato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda il <a href="https://www.ecodallecitta.it/stop-blocco-diesel-euro-5-in-piemonte-governo-approva-il-decreto/">tema controverso dei diesel euro 5</a>, si conferma la possibilità per le Regioni di imporre restrizioni strutturali alla circolazione di questi veicoli <strong>solo a partire dal 1° ottobre 2024</strong>. Viene anche stabilito, in una fase successiva, che gli enti devono identificare e giustificare le eccezioni corrispondenti. Inoltre, sempre sulla base di modifiche apportate al Senato, esse devono escludere dalle misure di limitazione del traffico stradale i veicoli che rientrano nelle categorie esentate dai divieti di circolazione, come stabilito dall&#8217;articolo 6, comma 1 del Codice della Strada.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora. Viene istituito <strong>un fondo di 32.870.000 euro per il 2023</strong>, destinato al finanziamento di progetti proposti dai comuni italiani per la <strong>creazione e il miglioramento di aree temporanee di sosta a fini turistici</strong>, nonché per promuovere il turismo all&#8217;aria aperta. L&#8217;accesso a questi finanziamenti sarà regolato da un apposito bando, che sarà pubblicato dal Ministero del Turismo. Inoltre, è previsto un aumento di 17 milioni di euro per il 2023 della dotazione del<strong> Fondo per lo sviluppo sostenibile</strong>, per favorire ulteriormente la <strong>transizione ecologica nel settore turistico</strong> mediante l&#8217;implementazione di strategie per ridurre le emissioni atmosferiche e promuovere un turismo intermodale.</p>



<figure class="wp-block-embed-pdf-viewer-pdf wp-block-embed-pdf-viewer-pdf__content-wrapper aligncenter"><object class="embed-pdf-viewer" data="https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2023/10/Decreto-Aria.pdf#scrollbar=1&amp;toolbar=1" type="application/pdf" height="727" width="727"></object><iframe class="embed-pdf-viewer" src="https://docs.google.com/viewer?url=https%3A%2F%2Fwww.ecodallecitta.it%2Fwp-content%2Fuploads%2F2023%2F10%2FDecreto-Aria.pdf&amp;embedded=true" frameborder="0" height="727" width="727"></iframe></figure>
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		<item>
		<title>Commissioni Ambiente e Attività Produttive della Camera bocciano il Regolamento Imballaggi</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/le-commissioni-della-camera-bocciano-il-regolamento-imballaggi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Bruno Casula]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jun 2023 14:50:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia circolare]]></category>
		<category><![CDATA[Camera]]></category>
		<category><![CDATA[Commissioni Ambiente e Attività Produttive]]></category>
		<category><![CDATA[Regolamneto imballaggi]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le Commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera dei Deputati hanno espresso parere negativo sulla proposta del nuovo Regolamento Ue sugli imballaggi, attualmente in discussione in Europa. Un voto che conferma la contrarietà al provvedimento che il governo italiano ha già espresso più volte da quando sono state rese pubbliche le bozze di Bruxelles. “Il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Le Commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera dei Deputati hanno espresso <strong>parere negativo sulla proposta del nuovo <a href="https://www.ecodallecitta.it/il-viceministro-gava-sul-regolamento-imballaggi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Regolamento Ue sugli imballaggi</a></strong>, attualmente in discussione in Europa. Un voto che conferma la contrarietà al provvedimento che il governo italiano ha già espresso più volte da quando sono state rese pubbliche le bozze di Bruxelles.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Il voto delle commissioni rafforza la posizione tenuta da principio dall&#8217;esecutivo in sede Ue &#8211; ha detto il Ministro dell&#8217;Ambiente <strong>Pichetto Fratin</strong> &#8211; La nostra contrarietà è di metodo e di merito: non funziona il veicolo legislativo del regolamento e soprattutto non si può mettere a rischio un sistema efficiente come quello italiano, che dovrebbe piuttosto essere preso ad esempio per vincere la sfida dell’economia circolare. A rischio c’è una filiera di innovatori che tiene insieme tutela dell’ambiente, occupazione e sviluppo. Il nostro obiettivo resta trovare un punto di equilibrio con l’Europa, su basi oggettive e non di contrarietà preconcetta”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco la parte fondamentale del resoconto delle Commissioni Riunite con il <a href="http://documenti.camera.it/leg19/resoconti/commissioni/bollettini/pdf/2023/06/28/leg.19.bol0135.data20230628.com0810.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">documento finale approvato</a>:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>VALUTAZIONE NEGATIVA</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>sulla proposta della Commissione europea si ritiene in ogni caso necessario che,</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">  <em>nel corso del negoziato:</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">   <em>1) la Commissione europea presenti una nuova valutazione di impatto che approfondisca, sulla base di specifici indicatori quantitativi e qualitativi, alcuni aspetti quali:&nbsp;a)&nbsp;l&#8217;impatto della riduzione degli imballaggi sulla distribuzione e la disponibilità di beni essenziali come i generi alimentari e i prodotti medicinali;&nbsp;b)&nbsp;la quantificazione del maggior consumo di acqua potabile ed energia necessari a preparare gli imballaggi al riuso;&nbsp;c)&nbsp;la quantificazione dell&#8217;effettiva riduzione di emissioni di CO<sub>2</sub>&nbsp;e di consumo di combustibili fossili derivanti dalle misure prospettate;&nbsp;d)&nbsp;l&#8217;impatto della riduzione degli imballaggi sugli sprechi alimentari, sulla sicurezza alimentare, sul potenziale aumento di rischi di contaminazioni nella catena alimentare, su potenziali aumenti di costi per i consumatori;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">   <em>2) sia rivista la scelta dell&#8217;atto giuridico, ricorrendo ad una direttiva anziché ad un regolamento o, in subordine, si introducano nel regolamento proposto misure di flessibilità, rispettose delle diverse caratteristiche socio-economiche e condizioni di partenza degli Stati membri, anche con specifico riguardo alle infrastrutture di riciclo esistenti e alla loro capacità di riciclare specifici e innovativi materiali di imballaggio;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">   <em>3) in particolare, sia consentito agli Stati membri di scegliere gli strumenti appropriati a perseguire gli obiettivi della proposta, salvaguardando gli ottimi risultati conseguiti da alcuni tra essi nel riciclo dei rifiuti da imballaggio;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">  <em> 4) al fine di consentire alle imprese un congruo periodo di transizione, si modifichi l&#8217;articolo 65 nel senso di prevedere che la normativa proposta trovi applicazione non prima di 48 mesi dopo la sua entrata in vigore;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">   <em>5) si limiti al massimo il ricorso ad atti delegati della Commissione europea e, al fine di assicurare certezza giuridica, se ne precisino tempistica e criteri direttivi. A questo scopo si valuti, al fine di coinvolgere gli Stati membri e gli operatori del settore nella definizione della normativa di dettaglio, se prevedere per alcune misure di attuazione il ricorso ad atti di esecuzione da sottoporre a comitati di esperti degli Stati membri piuttosto che a quelli delegati;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">  <em> 6) si modifichi l&#8217;articolo 6 nel senso di affidare all&#8217;organismo di normazione dell&#8217;Unione europea (CEN), e non ad un atto delegato della Commissione europea, la definizione dei criteri tecnici di progettazione per il riciclaggio e delle classi di prestazioni di riciclaggio;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">   <em>7) si modifichi l&#8217;articolo 7 nel senso di prevedere che la quota di contenuto riciclato minimo obbligatorio sia riferita alla media di tutti gli imballaggi in plastica di una certa tipologia o venduti da un medesimo operatore economico, e non alla singola unità di imballaggio;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">   <em>8) con riguardo al contenuto riciclato minimo obbligatorio, si modifichi il citato articolo 7 nel senso di escludere da tale obbligo gli imballaggi in PET o altri polimeri per alimenti e bevande, prevedendo invece l&#8217;avvio di una sperimentazione in cui impiegare plastiche riciclate provenienti dal riciclo di imballaggi già impiegati per prodotti alimentari;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">   <em>9) con riguardo agli imballaggi primari dei farmaci, che potrebbero conservare residui dei principi attivi, si modifichi l&#8217;articolo 6 nel senso di escludere tali imballaggi dall&#8217;obbligo di riciclaggio per evitare il rischio di contaminazioni di lotti di materiale riciclato;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">   <em>10) per garantire l&#8217;integrità di medicinali, dispositivi medici e diagnostici, assicurarne l&#8217;efficacia e la stabilità dei principi attivi, si modifichi l&#8217;articolo 7 nel senso di escludere in modo permanente gli imballaggi primari di tali prodotti dall&#8217;obbligo di inserirvi una quota minima obbligatoria di materiale riciclato. Per tali prodotti si preveda inoltre l&#8217;esenzione dalle disposizioni relative all&#8217;etichettatura, al fine di poter utilizzare gli spazi disponibili sulla confezione alle necessarie indicazioni e avvertenze;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">   <em>11) si modifichi l&#8217;articolo 8 nel senso di ampliare la lista delle applicazioni che possono essere realizzate con materiali compostabili. Occorre consentire agli Stati che abbiano idonee strutture di riciclo organico di ammettere alla circolazione tutti gli imballaggi compostabili certificati ad uso alimentare, conformi ai criteri tecnici di progettazione per il riciclaggio organico di cui all&#8217;Allegato III della proposta di regolamento;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">   <em>12) si continui a consentire l&#8217;utilizzo di imballaggi monouso sostenibili e riciclabili, ottenuti con minore consumo di materie<strong>Pag. 35</strong>prime, ovvero con l&#8217;utilizzo di materie prime rinnovabili (in ottica di decarbonizzazione dell&#8217;economia) e riciclabili in compostaggio assieme agli scarti di cibo residui (piatti, posate, vaschette eccetera). A tal fine si sopprima l&#8217;articolo 22, eliminando le restrizioni previste all&#8217;utilizzo di alcuni formati di imballaggio (monouso per prodotti alimentari, ortofrutticoli o cosmetici), prive di giustificazione ambientale e non sostenute da valutazioni di impatto sulla effettiva sostenibilità dei materiali impiegati e sulla loro riciclabilità;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">   <em>13) si escludano dagli obblighi relativi al riutilizzo degli imballaggi, all&#8217;istituzione di sistemi di riutilizzo e di deposito cauzionale quegli Stati membri che riciclano elevate quantità di rifiuti da imballaggio;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">   <em>14) si sopprima l&#8217;articolo 26, che stabilisce una serie di obiettivi in materia di riutilizzo e ricarica per diversi settori e formati di imballaggi per alimenti e bevande, alla luce dell&#8217;impatto negativo su ambiente, igiene, sicurezza alimentare e contenimento degli sprechi;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">   <em>15) si modifichino le disposizioni finalizzate a ridurre gli imballaggi eccessivi ed in particolare la conformità al rapporto di spazio vuoto del 40 per cento per gli imballaggi destinati al commercio elettronico, precisando che esse si riferiscono alla media di tutte le spedizioni effettuate per&nbsp;e-commerce&nbsp;da uno stesso operatore economico e non alla singola unità di imballaggio.</em></p>
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		<title>Nasce &#8220;FacciamoEco&#8221;, componente ecologista del gruppo Misto alla Camera</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/nasce-facciamoeco-componente-ecologista-del-gruppo-misto-alla-camera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Mar 2021 08:15:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Camera]]></category>
		<category><![CDATA[facciamoEco]]></category>
		<category><![CDATA[gruppo Misto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Siamo felici oggi di annunciare la nascita della componente ecologista dal nome FacciamoEco in collaborazione con la Federazione dei Verdi&#8221;. Lo affermano i deputati del gruppo Misto alla Camera Rossella Muroni, Alessandro Fusacchia e Lorenzo Fioramonti.  &#8220;In questa fase politica- proseguono i parlamentari -, in cui tutti si reinventano ecologisti, è importante che chi ha [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Siamo felici oggi di annunciare la nascita della componente ecologista dal nome FacciamoEco in collaborazione con la Federazione dei Verdi&#8221;. Lo affermano i deputati del gruppo Misto alla Camera Rossella Muroni, Alessandro Fusacchia e Lorenzo Fioramonti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;In questa fase politica- proseguono i parlamentari -, in cui tutti si reinventano ecologisti, è importante che chi ha una storia di impegno concreto sul fronte ambientalista faccia sentire la propria voce, dando spazio a tutte quelle realtà associative e scientifiche che da decenni si battono per una vera transizione ecologica del Paese. Grazie all&#8217;accordo con la Federazione dei Verdi- affermano i tre deputati -, abbiamo deciso di mobilitarci per ricordare come un vero cambiamento sia possibile solo dando &#8216;voce&#8217; a chi non ce l&#8217;ha, soprattutto le nuove generazioni, che ci chiedono un&#8217;inversione di rotta tanto radicale quanto concreta per garantire un futuro sostenibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ambientalismo politico non può prescindere da una nuova visione dell&#8217;economia, che sia improntata ai valori dell&#8217;ecologia, facendo leva su tutti gli ecosistemi dell&#8217;innovazione tecnologica e sociale&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Lotteremo contro il greenwashing, contro la finta transizione che si trasforma in &#8216;transazione&#8217; e incalzeremo il Governo per passare dalle parole ai fatti. Cominciando con una serie di proposte concrete, dall&#8217;inserimento di un servizio civile ambientale nel PNRR per unire lavoro e formazione sulla messa in sicurezza del territorio, fino ad una riforma fiscale green (partendo dal taglio graduale dei sussidi ambientalmente dannosi) e ad un nuovo approccio sulla scuola e sulla ricerca, vere leve dello sviluppo di una nazione&#8221;, concludono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">(Ansa)</p>
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		<item>
		<title>Ddl Salvamare, la Camera approva con con 242 voti favorevoli</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/ddl-salvamare-la-camera-approva-con-con-242-voti-favorevoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Oct 2019 12:37:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia circolare]]></category>
		<category><![CDATA[Camera]]></category>
		<category><![CDATA[ddl]]></category>
		<category><![CDATA[economia circolare]]></category>
		<category><![CDATA[legge Salvamare]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[recupero rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[senato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’aula della Camera ha approvato con 242 sì&#160;(139 astenuti, nessun voto contrario)&#160;il ddl Salvamare&#160;“per il recupero dei rifiuti in mare e nelle acque interne e per la promozione dell’economia circolare“. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato. Su Facebook il Ministro dell’Ambiente&#160;Costa&#160;commenta così l’approvazione del provvedimento: “È stata approvata pochi minuti fa alla Camera dei [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’aula della Camera ha approvato con 242 sì</strong>&nbsp;(139 astenuti, nessun voto contrario)&nbsp;<strong>il ddl Salvamare</strong>&nbsp;“per il recupero dei rifiuti in mare e nelle acque interne e per la promozione dell’economia circolare“. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Su Facebook il Ministro dell’Ambiente&nbsp;<strong>Costa</strong>&nbsp;commenta così l’approvazione del provvedimento: “È stata approvata pochi minuti fa alla Camera dei Deputati la legge&nbsp;<a target="_blank" href="https://www.facebook.com/hashtag/salvamare?epa=HASHTAG" rel="noreferrer noopener">#SalvaMare</a>. Un altro passo importante per la tutela dei nostri mari, fiumi e laghi e liberarli dai rifiuti. il 50% del pescato è rifiuto. Ma la cosa incredibile è che i pescatori sono, per un errore normativo, costretti a ributtarli in mare perché valutato come rifiuto speciale. Con questa legge finalmente i pescatori possono portare a riva i rifiuti e smaltirli nelle isole ecologiche. Inoltre sono incentivate le attività di pesca sostenibile, la pesca, per esempio, che usa cassette di legno e non di polistirolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora manca l&#8217;ultimo passaggio al Senato e poi sarà legge. Grazie a tutto il lavoro parlamentare che la sta ampliando e migliorando.&nbsp;<a target="_blank" href="https://www.facebook.com/hashtag/avanticos%C3%AC?epa=HASHTAG" rel="noreferrer noopener">#AvantiCosì</a>”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/ddl-salvamare-la-camera-approva-con-con-242-voti-favorevoli/">Ddl Salvamare, la Camera approva con con 242 voti favorevoli</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
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