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	<title>consorzio italiano compostatori Archivi - Eco dalle Città</title>
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	<description>ambiente urbano</description>
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	<title>consorzio italiano compostatori Archivi - Eco dalle Città</title>
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		<title>Stati Generali dell&#8217;Ambiente in Puglia, il Cic sulla raccolta dell&#8217;umido: &#8220;Scesa qualità e quantità&#8221;</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/stati-generali-ambiente-puglia-lella-miccolis-cic-calo-umido/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Apr 2025 15:22:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia circolare]]></category>
		<category><![CDATA[CIC]]></category>
		<category><![CDATA[consorzio italiano compostatori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ieri si è svolta la prima giornata degli Stati Generali dell&#8217;Ambiente in Puglia, presso il Centro Congressi della Fiera del Levante di Bari. L&#8217;obiettivo principale dell&#8217;incontro è stato quello di delineare un percorso innovativo e virtuoso verso la sostenibilità e la transizione ecologica, coinvolgendo tutti gli stakeholder impegnati in questa sfida cruciale: istituzioni, enti e imprese, [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Ieri si è svolta la prima giornata degli <strong>Stati Generali dell&#8217;Ambiente in Puglia</strong>, presso il Centro Congressi della Fiera del Levante di Bari. L&#8217;obiettivo principale dell&#8217;incontro è stato quello di delineare un percorso innovativo e virtuoso verso la sostenibilità e la transizione ecologica, coinvolgendo tutti gli stakeholder impegnati in questa sfida cruciale: istituzioni, enti e imprese, uniti dalla volontà di collaborare nella definizione del futuro ambientale della regione. Al convegno ha partecipato anche il <strong><a href="https://www.compost.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Consorzio Italiano Compostatori (Cic)</a></strong> che, in una nota, riporta i temi trattati dalla <strong>presidente Lella Miccolis</strong> durante la tavola rotonda del convegno &#8220;Rifiuti ed economia circolare: tra Pnrr e nuovi sistemi di governance&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Miccolis ha invitato a <strong>riconsiderare l&#8217;approccio adottato</strong>, con l&#8217;obiettivo di orientare le strategie verso una direzione più efficace. <br>“Purtroppo &#8211; dice &#8211; <strong>la <a href="https://www.ecodallecitta.it/ispra-nel-2023-raccolta-differenziata-in-italia-al-666-bene-gli-imballaggi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">raccolta differenziata</a> dei rifiuti organici (il cosiddetto umido) in Puglia,</strong> peraltro obbligatoria dal 2022, dopo un&#8217;impennata degli anni scorsi, <strong>ha invertito la rotta</strong> e si sta nettamente riducendo come quantità”. <br>E prosegue: “<strong>La scarsa qualità dell’umido è dovuta sia ai troppi errori durante il conferimento e sia alla scarsità di sacchetti compostabili certificati </strong>consegnati ai cittadini che devono essere utilizzati, nonostante vi sia l’obbligo dal 2010. L’elevata presenza di materiali non compatibili con il processo di trattamento organico non è così in grado di garantire il vero obiettivo del Paese, che è il riciclaggio di materia (grazie alla produzione di compost) e il recupero di energia rinnovabile e biometano”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“<strong>La Puglia</strong> &#8211; continua Miccolis &#8211; come Regione del Sud, <strong>ha ancora grandi spazi di miglioramento </strong>per passare dagli attuali 110 kg/abitante/anno di &#8216;umido&#8217; raccolti agli auspicabili 140 kg/abitanti/anno. Dobbiamo anche poi tener conto che questa Regione sta vivendo un&#8217;emergenza dichiarata pubblicamente sul fronte del trattamento completo dei rifiuti indifferenziati, per cui differenziare di più e meglio è un dovere imprescindibile per l&#8217;Amministrazione Regionale, l&#8217;Ager, i Comuni e tutti i cittadini”.</p>
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		<title>“La filiera del biowaste per lo sviluppo sostenibile”: arriva il IV volume della collana Organic Biorecycling</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/la-filiera-del-biowaste-per-lo-sviluppo-sostenibile-il-quarto-volume-della-collana-organic-biorecycling/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Oct 2023 10:57:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia circolare]]></category>
		<category><![CDATA[CIC]]></category>
		<category><![CDATA[consorzio italiano compostatori]]></category>
		<category><![CDATA[economia circolare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il quarto volume della serie Organic Biorecycling, intitolato &#8220;La filiera del biowaste per lo sviluppo sostenibile&#8220;, pubblicato da Edizioni Ambiente, mette in luce l&#8217;importanza cruciale della gestione del biowaste per promuovere lo sviluppo sostenibile in Italia e in Europa. Questa affermazione è solidamente supportata da dati e ricerche approfondite. Il volume, curato da Massimo Centemero, [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il quarto volume della serie Organic Biorecycling, intitolato &#8220;<strong>La filiera del biowaste per lo sviluppo sostenibile</strong>&#8220;, pubblicato da Edizioni Ambiente, mette in luce l&#8217;importanza cruciale della gestione del biowaste per promuovere lo sviluppo sostenibile in Italia e in Europa. Questa affermazione è solidamente supportata da dati e ricerche approfondite. Il volume, curato da <strong><a href="https://www.ecodallecitta.it/biowaste-ue-massimo-centemero-confermato-vice-presidente-dello-european-compost-network/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Massimo Centemero</a></strong>, il Direttore Generale del <a href="https://www.compost.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Consorzio Italiano Compostatori (CIC)</a>, raccoglie i contributi di numerosi esperti del settore. In particolare, il libro si concentra sulla connessione tra la gestione responsabile del biowaste e il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile stabiliti nell&#8217;Agenda Globale 2030 delle Nazioni Unite.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si parte <strong>dal 15° obiettivo</strong> “<strong>Vita sulla terra</strong>”, che sottolinea l’importanza di proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre, gestire sostenibilmente le foreste, contrastare la desertificazione, arrestare e far retrocedere il degrado del terreno e fermare la perdita di diversità biologica. In questo senso, il <strong>ruolo del biowaste è cruciale</strong>, come raccontano i dati contenuti nel libro. Solamente nel 2021, in Italia, sono state trattate <strong>8,3 milioni di tonnellate di rifiuti a matrice organica</strong>, di cui ben <strong>7,3 milioni</strong> provenienti <strong>dalla raccolta differenziata</strong>, che sono state trasformate in <strong>2,1 milioni di tonnellate di compost</strong>, un fertilizzante organico che, nutrendo il suolo, compartecipa alla lotta contro il <strong>cambiamento climatico</strong>. Sono stati ottenuti inoltre <strong>406 milioni di metri cubi di biogas</strong>, valorizzati mediante la produzione di circa 440 GWh di energia elettrica, 125 GWh di energia termica e <strong>136 milioni di metri cubi di biometano</strong>, utilizzabili sia per l’immissione in rete che per l’autotrazione, riducendo il ricorso alle fonti fossili.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1000" height="667" src="https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2023/10/unnamed-10-1.jpg" alt="“La filiera del biowaste per lo sviluppo sostenibile”, il quarto volume della collana Organic Biorecycling" class="wp-image-30983" srcset="https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2023/10/unnamed-10-1.jpg 1000w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2023/10/unnamed-10-1-300x200.jpg 300w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2023/10/unnamed-10-1-768x512.jpg 768w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2023/10/unnamed-10-1-150x100.jpg 150w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2023/10/unnamed-10-1-696x464.jpg 696w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2023/10/unnamed-10-1-630x420.jpg 630w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Numeri alla mano, risulta evidente come la filiera del <em>biowaste</em> rappresenti una grande opportunità, in termini sia di sostenibilità che economici. Ma non solo, perché i fenomeni meteorologici estremi ai quali siamo sempre più abituati ad assistere hanno evidenziato l’urgenza di <strong>preservare il suolo dalla minaccia della desertificazione</strong>: proprio una buona dotazione di sostanza organica aiuta a migliorare la capacità di ritenzione idrica, la struttura e la stabilità del suolo, con conseguente riduzione dell’erosione. Il compost, dunque, non solo trasforma i rifiuti in un prezioso alleato per il Pianeta ma consente anche di <strong>limitare l’utilizzo dei fertilizzanti di sintesi </strong>grazie a una migliore qualità del suolo che, diventando maggiormente lavorabile, permette anche di ridurre l’utilizzo dei macchinari (e dunque dei combustibili fossili per la loro movimentazione), con un significativo risparmio in termini di emissioni di anidride carbonica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella corsa verso la transizione ecologica conta molto anche la <strong>qualità dei rifiuti raccolti</strong>, altro tema affrontato nel volume presentato dal CIC: per far sì che la filiera possa ottenere i migliori risultati per il riciclo dei rifiuti a matrice organica, occorre ridurre al minimo le occasioni di contaminazione dei rifiuti. Attraverso le pagine del volume, il CIC indica una serie di <strong>proposte</strong> indirizzate agli attori della politica nazionale, partendo proprio dalla richiesta di diffondere buone pratiche attraverso campagne locali mirate che promuovano un miglioramento della qualità della <strong>raccolta differenziata del rifiuto organico</strong>, adottando misure capaci di migliorare la qualità dei rifiuti organici, favorire i processi integrati disincentivando, invece, l’adozione di soluzioni tecnologiche di raccolta differenziata che peggiorano la qualità del rifiuto organico. Ci si aspetta altresì un <strong>concreto sostegno al recupero di materia da ogni rifiuto organico compostabile</strong>, promuovendo la centralità dei fertilizzanti organici e del carbonio nel suolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Come dimostrano i numeri, nel settore biowaste, l’Italia è un’eccellenza nel mondo, e l’obiettivo è portare la nostra esperienza anche in Europa”, spiega <strong>Massimo Centemero, Direttore Generale del CIC e curatore del libro</strong>. “Il settore dei rifiuti organici è più che mai strategico per portare avanti gli obiettivi di transizione ecologica necessari per raggiungere la neutralità climatica del Continente e per affrontare alcune delle complesse crisi che stiamo vivendo, da quella climatica a quella energetica”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Il CIC ha avuto e continuerà ad avere sempre di più un ruolo centrale nella promozione della filiera del biowaste e nel portare le istanze del settore sui tavoli della politica a livello europeo, nazionale e locale”, conclude <strong>Lella Miccolis, presidente del CIC</strong>. “Questo perché abbiamo il compito di rappresentare tante realtà diverse. Non dobbiamo però dimenticarci che le nostre imprese, oltre a valorizzare le risorse ambientali ed agronomiche, lavorano nel territorio e per il territorio, portando benefici economici e sociali fondamentali per la crescita del sistema Paese nel suo insieme”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Numerosi gli esperti e i rappresentanti del settore che hanno fornito gratuitamente il proprio contributo per la realizzazione di questo volume, disponibile in tutte le librerie sia fisiche che digitali: <strong>Riccardo Gambini; Gabriele Chilosi; Andrea Vannini; Alessia Catalani; Merima Jasarevic; Carmen Morales Rodriguez; Emanuele Radicetti; Roberto Mancinelli; Marco Grigatti; Cipriano Loiudice; Giuseppe Carlucci; Teodoro Berloco; Domenico Laterza; Egidio Lardo; Sebastiano Nigris; Nadine de Biasio; Barbara Baldan; Werner Zanardi; Tiziano Bonato; Michele Giavini; Enzo Favoino; Matteo Nardi</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/la-filiera-del-biowaste-per-lo-sviluppo-sostenibile-il-quarto-volume-della-collana-organic-biorecycling/">“La filiera del biowaste per lo sviluppo sostenibile”: arriva il IV volume della collana Organic Biorecycling</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
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		<title>Qualità raccolta differenziata, la precisazione di Legambiente e Consorzio Italiano Compostatori</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/qualita-raccolta-differenziata-la-precisazioni-legambiente-consorzio-italiano-compostatori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jul 2023 10:41:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia circolare]]></category>
		<category><![CDATA[consorzio italiano compostatori]]></category>
		<category><![CDATA[Forsu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;In merito a quanto contenuto nel comunicato stampa (4 luglio 2023) della X edizione di Ecoforum di Legambiente e relativamente al seguente passaggio: Solo in un impianto su quattro lo scarto della frazione organica è inferiore al 2,5%, quantità massima ottimale per ottenere compost di qualità in uscita. Si precisa e specifica quanto segue a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/qualita-raccolta-differenziata-la-precisazioni-legambiente-consorzio-italiano-compostatori/">Qualità raccolta differenziata, la precisazione di Legambiente e Consorzio Italiano Compostatori</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;In merito a quanto contenuto nel <a href="https://www.ecodallecitta.it/qualita-raccolta-differenziata-dellorganico-ancora-troppe-impurita/#:~:text=Solo%20in%20un%20impianto%20su,qualit%C3%A0%20in%20uscita%20dagli%20impianti" target="_blank" rel="noreferrer noopener">comunicato stampa</a> (4 luglio 2023) della X edizione di Ecoforum di Legambiente e relativamente al seguente passaggio:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Solo in un impianto su quattro lo scarto della frazione organica è inferiore al 2,5%, quantità massima ottimale per ottenere compost di qualità in uscita.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Si precisa e specifica quanto segue a vantaggio degli organi di stampa:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Lo studio evidenzia come i Comuni conferiscano rifiuti di matrice organica che solo nel 25% dei casi sono di qualità molto elevata, ovvero con una percentuale di impurità inferiore al 2,5%.</li>



<li>All’aumentare della percentuale di scarto contenuta nella raccolta differenziata della frazione organica in ingresso negli impianti di compostaggio non si riduce la qualità del compost in uscita dagli stessi.</li>



<li>Il peggioramento della qualità della raccolta differenziata della frazione organica, proprio per mantenere un compost in uscita di qualità, comporta invece un aumento dei costi di processamento e riciclo per gli impianti.</li>



<li>Il Consorzio Italiano Compostatori e Legambiente segnalano la criticità di una diffusa riduzione della qualità della raccolta differenziata della frazione organica su tutto il territorio nazionale che rischia in prospettiva di aumentare la percentuale di rifiuto organico non effettivamente avviato a riciclo, di inficiare negativamente sulla quantità (non qualità) di compost prodotto, di danneggiare il settore economico del biowaste e di aumentare i costi di gestione della frazione organica per i Comuni e i cittadini&#8221;.</li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/qualita-raccolta-differenziata-la-precisazioni-legambiente-consorzio-italiano-compostatori/">Qualità raccolta differenziata, la precisazione di Legambiente e Consorzio Italiano Compostatori</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
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		<item>
		<title>CIC e CIB su autonomia energetica: manca la procedura applicativa al decreto biometano</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/cic-cib-su-decreto-biometano-manca-la-procedura-applicativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Nov 2022 17:04:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[CIC]]></category>
		<category><![CDATA[consorzio italiano compostatori]]></category>
		<category><![CDATA[Ecomondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Italia è sempre più dipendente da materie prime ed energia, soprattutto a causa dell’attuale crisi geopolitica, e di conseguenza è necessario incentivare la diffusione di gas rinnovabili e a basse emissioni di carbonio come&#160;il biometano e il biogas, da produrre “in house” sul territorio italiano. La traiettoria delineata dal&#160;Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr)&#160;si [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/cic-cib-su-decreto-biometano-manca-la-procedura-applicativa/">CIC e CIB su autonomia energetica: manca la procedura applicativa al decreto biometano</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L’Italia è sempre più dipendente da materie prime ed energia, soprattutto a causa dell’attuale crisi geopolitica, e di conseguenza è necessario incentivare la diffusione di gas rinnovabili e a basse emissioni di carbonio come&nbsp;<strong>il biometano e il biogas</strong>, da produrre “in house” sul territorio italiano. La traiettoria delineata dal&nbsp;<strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr)&nbsp;</strong>si è ora tradotta nel Decreto biometano, di recente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, con il quale si allocano gli 1,7 miliardi di euro di investimenti riservati al settore dal Piano per favorire la realizzazione di nuovi impianti e la riconversione degli impianti di biogas esistenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A fare il punto sono stati il&nbsp;<strong>CIB &#8211; Consorzio Italiano Biogas&nbsp;</strong>e<strong>&nbsp;il CIC &#8211; Consorzio Italiano Compostatori</strong>, promotori della Piattaforma Tecnologica Nazionale del Biometano, nel corso dell’incontro “Forum Biometano &#8211; PNRR: Il biometano quale vettore di decarbonizzazione e sicurezza energetica<em>”</em> che si è svolto oggi ad Ecomondo, presso la Fiera di Rimini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie alla digestione anaerobica si può sviluppare un circuito virtuoso di&nbsp;<strong>economia circolare</strong>&nbsp;che, attraverso la valorizzazione dei sottoprodotti di origine agricola e della frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata, attiva sinergie tra diverse filiere produttive: lo scarto di una filiera diventa una risorsa per altre e permette di produrre un gas rinnovabile, utilizzabile sia per l’immissione in rete che per l’autotrazione, riducendo il ricorso alle fonti fossili.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dal 2017</strong>, anno in cui il primo impianto associato al&nbsp;<strong>CIC ha immesso i primi metri cubi di biometano in rete</strong>, la situazione è andata evolvendosi rapidamente.&nbsp;<strong>Secondo le stime del CIC</strong>, già oggi vengono immessi in rete 130 milioni di metri cubi di biometano e biogas ottenuto da Forsu (Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano). Sono in corso di realizzazione e avviamento impianti che porteranno il percorso di&nbsp;<strong>produzione nazionale di biometano a partire da rifiuti organici fino a 300 milioni di m3 al 2025</strong>&nbsp;e a traguardare la soglia di&nbsp;<strong>1 miliardo di m3 come potenzialità massima al 2030</strong>. Tra realizzazioni ex novo e soprattutto ammodernamenti, sono infatti pronti a diventare operativi più di 50 impianti di produzione di compost e biometano da frazione organica proveniente dalle raccolte differenziate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questi si aggiungono i dati&nbsp;<strong>del</strong>&nbsp;<strong>biometano e biogas ottenuto in agricoltura</strong>.&nbsp;<strong>Secondo il CIB</strong>&nbsp;il settore del biogas agricolo con più di&nbsp;<strong>1700 impianti di biogas sul territorio nazionale</strong>&nbsp;rappresenta oggi circa l’88% del totale, con una potenza installata di 1014 MW. Grazie all’implementazione delle misure del PNRR dedicate al settore, si stima&nbsp;<strong>entro il 2026 una produzione di oltre 4 miliardi di mc di biometano agricolo</strong>, pari a circa il 30% del totale forniture di gas naturale che viene importato dalla Russia. Ma&nbsp;<strong>volgendo lo sguardo al 2030</strong>&nbsp;il potenziale identificato dal CIB è ancora più ampio. Si parla di&nbsp;<strong>circa 6,5 miliardi di mc</strong>&nbsp;p<strong>er il solo biometano agricolo.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Italia, già secondo Paese in Europa per produzione di biogas e tra i principali al mondo, con un adeguato sistema legislativo a supporto potrebbe quindi raggiungere &#8211; in totale &#8211; una produzione di&nbsp;<strong>circa 8 miliardi di m3 di biometano al 2030</strong>. Per raggiungere questo ambizioso obiettivo, il Decreto biometano rappresenta una prima importante misura. Serve ora attendere il provvedimento contenente le procedure applicative del Decreto biometano: un documento fondamentale che darà i dettagli sui bandi per poter accedere ai nuovi meccanismi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>In un momento di crisi energetica come quello attuale è più che mai necessario trovare alternative, ma ancora più importante valorizzare le fonti che già abbiamo e gli impianti in funzione o che aspettano solo di essere riconvertiti. Il biometano rappresenta il futuro sotto tanti aspetti, nonché un’occasione per favorire la decarbonizzazione e incrementare la sicurezza energetica nazionale. Per questo auspichiamo che la scelta di investire su questo biocarburante non sia soltanto una risposta momentanea dovuta alla crisi energetica, ma diventi un punto di partenza per valorizzare le potenzialità produttive della filiera del rifiuto domestico e agricolo, per creare un sistema ‘win-win’ che produca energia dagli scarti organici”</em>,&nbsp;<strong>sottolinea Massimo Centemero, Direttore del CIC</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<em>La pubblicazione del Decreto biometano in Gazzetta ufficiale è un primo passo per l&#8217;avvio di nuovi investimenti nel settore primario. Si tratta di un provvedimento molto atteso e che può portare il settore del biogas e biometano agricolo a offrire il proprio contributo per affrontare la crisi energetica, aggravatasi anche a causa del conflitto in Ucraina</em>&#8220;,&nbsp;<strong>dichiara Piero Gattoni, Presidente del CIB</strong>. &#8220;<em>Ora è necessario passare al più presto alla fase attuativa del decreto, con l&#8217;adozione delle procedure applicative per le prime aste. Per questo è importante che le regole applicative prevedano misure chiare che tengano conto anche della congiuntura economica in corso e che consentano di rispettare le scadenze del PNRR, senza incorrere nei ritardi che in passato hanno rallentato il pieno sviluppo del settore. Riteniamo parimenti importante che il Ministero apra una fase di consultazione sulle procedure applicative per raccogliere gli spunti e le osservazioni di chi dovrà mettere a terra gli investimenti</em>”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/cic-cib-su-decreto-biometano-manca-la-procedura-applicativa/">CIC e CIB su autonomia energetica: manca la procedura applicativa al decreto biometano</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
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