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	<title>contenitori Archivi - Eco dalle Città</title>
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	<description>ambiente urbano</description>
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	<title>contenitori Archivi - Eco dalle Città</title>
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	<item>
		<title>Comuni Virtuosi: oltre 41 miliardi di contenitori di bevande vengono sprecati in Europa ogni anno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 May 2021 10:04:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia circolare]]></category>
		<category><![CDATA[contenitori]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si tratta di dati e stime contenute in What We Waste, un rapporto pubblicato ieri dall’ente di ricerca senza scopo di lucro, Reloop Platform e supportato dalla coalizione Break Free From Plastic e Changing Markets Foundation. Sono tre i messaggi chiave di cui si fa portatore What we Waste, uno studio, unico nel suo genere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/comuni-virtuosi-oltre-41-miliardi-di-contenitori-di-bevande-vengono-sprecati-in-europa-ogni-anno/">Comuni Virtuosi: oltre 41 miliardi di contenitori di bevande vengono sprecati in Europa ogni anno</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di dati e stime contenute in <strong>What We Waste</strong>, un rapporto pubblicato ieri dall’ente di ricerca senza scopo di lucro, <a href="https://www.reloopplatform.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Reloop Platform </em></a>e supportato dalla coalizione <em>Break Free From Plastic </em>e <em>Changing Markets Foundation</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sono tre i messaggi chiave </strong>di cui si fa portatore <strong>What we Waste,</strong> uno studio, unico nel suo genere :</p>



<p class="wp-block-paragraph">• <strong>31</strong> <strong>miliardi di contenitori tra bottiglie e lattine</strong> dei<strong> 41 che vengono sprecati</strong> (che includono <strong>22 miliardi</strong> di bottiglie di plastica) potrebbero invece essere intercettati e riciclati nell’UE se tutti i paesi adottassero sistemi di deposito. Consentendo così a tutti i paesi di raggiungere gli obiettivi della direttiva sulla plastica monouso SUP;<br>• La quota di mercato del vuoto a rendere è <strong>precipitata negli ultimi 20 anni, a livello globale</strong> , ma i paesi che hanno sistemi di deposito con quote elevate di vuoto a rendere <strong>hanno le migliori prestazioni al mondo </strong>in termini di contenitori sprecati;<br>• I responsabili politici dell’UE <strong>hanno un’opportunità unica per ridurre drasticamente l’impatto ambientale dei contenitori per bevande</strong> che dovrebbero sfruttare senza indugi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I dati che emergono indicano chiaramente ai decisori politici e aziendali la strada da percorrere e li invitano a prendere in seria considerazione gli impatti positivi dei sistemi di deposito cauzionali finalizzati al riciclo e al riuso (vuoto a rendere con bottiglie ricaricabili). Questi sistemi, infatti, permettono di ridurre drasticamente lo spreco di risorse che impatta negativamente sulla crisi climatica e l’inquinamento da plastica. La riduzione degli sprechi riduce anche le emissioni, e anche quelle indirette di scopo 3 che le aziende tendono a non considerare quando si tratta di ridurre la propria quota di emissioni climalteranti. Un fattore chiave con cui fare i conti per tutti i governi che devono impegnarsi anche a rispettare gli impegni sul clima dell’accordo di Parigi. <a href="https://www.reloopplatform.org/wp-content/uploads/2020/12/zwe_reloop_executive-summary_reusable-vs-single-use-packaging_-a-review-of-environmental-impact_en.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Riempire una bottiglia di vetro una seconda volta </a>riduce l’impatto sul clima del <strong>40% </strong>e produrre lattine con alluminio riciclato invece che con materiale vergine significa usare il 95% di energia in meno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le politiche di riduzione dei rifiuti e di gestione efficace delle risorse possono e debbono essere implementate immediatamente, e a livello globale, se si vuole trarne in cambio benefici ambientali ed economici già sul breve e medio termine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Italia come meta turistica con i suoi <strong>settemila chilometri di coste</strong> ha bisogno di affrontare urgentemente il problema della dispersione dei rifiuti plastici nei mari. Secondo l’ultimo rapporto dell’Iucn (International Union for Conservation of Nature,&nbsp;<em>ndr</em>) “<strong><a href="https://www.greenreport.it/news/rifiuti-e-bonifiche/mare-plasticum-ogni-anno-finiscono-nel-mediterraneo-piu-di-200-000-tonnellate-di-plastica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">The Mediterranean: Mare plasticum</a></strong>” i tre paesi maggiormente responsabili dello sversamento di rifiuti plastici nel mare sono l’Egitto l’Italia e la Turchia. Lo studio dell’IUCN ha stimato che ogni anno nel Mar Mediterraneo vengono scaricate circa<strong> 229.000 </strong>tonnellate di rifiuti di plastica, (equivalente ad oltre 500 container al giorno) e che senza interventi di grande portata questa situazione continuerà a peggiorare sino a raggiungere le <strong>500.000</strong> tonnellate entro il 2040.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tassi di intercettazione dei sistemi di deposito</strong></p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://comunivirtuosi.org/wp-content/uploads/2021/04/Tasso-di-intercettazione-paesi-con-DRS-1024x570.jpeg" alt="" class="wp-image-67897"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">L’incentivo economico abbinato alla restituzione del contenitore da parte del consumatore – che recupera così l’importo della cauzione inclusa nel costo della bevanda – permette di intercettare <strong>oltre il 90%</strong> dei contenitori immessi al consumo. Se tutti i paesi dell’UE adottassero un sistema di deposito come quelli già operativi in ​​otto Stati membri – tra cui Germania, Finlandia e <a href="https://comunivirtuosi.org/volere-potere-ovvero-caso-del-sistema-deposito-lituano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lituania</a> – questa mossa <strong>ridurrebbe del 75% gli sprechi totali per questo flusso di rifiuto.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per i <strong>315 milioni di persone</strong> che vivono in paesi europei senza sistemi di deposito, lo spreco pro capite di contenitori per bevande è di <strong>126 all’anno</strong>, ma per chi ha accesso a un sistema di deposito è di <strong>solo 16</strong> unità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Considerando i 24 paesi europei esaminati sono <strong>39,5 miliardi </strong>i contenitori che vengono sprecati nei paesi che non hanno un <em>Deposit Return System </em>(abbreviato DRS) e solamente <strong>2 miliardi</strong> in quelli che invece hanno un tale sistema in vigore. Lo spreco relativo all’Italia si attesta su <strong>oltre 7 miliardi di contenitori </strong>e ne abbiamo parlato <a href="https://comunivirtuosi.org/oltre-sette-miliardi-di-contenitori-per-bevande-sprecati-ogni-anno-in-italia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in questo articolo.</a></p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://comunivirtuosi.org/wp-content/uploads/2021/04/Container-waste-Europe.png" alt="" class="wp-image-67874"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Gli Stati membri hanno tempo fino al <strong>2029</strong> per arrivare a raccogliere il <strong>90%</strong> delle bottiglie di plastica immesse sul mercato in recepimento della direttiva Single Use Plastics SUP. I dati mostrano che se tutti i 24 paesi dell’UE considerati nel rapporto (1) adottassero un sistema di deposito cauzionale, si eviterebbe lo spreco di <strong>22 miliardi di bottiglie in PET</strong>, riducendo significativamente la quantità di plastica dispersa nell’ambiente oppure smaltita in discariche e inceneritori. La creazione di flussi di materiale pulito e di qualità che i solamente i sistemi di deposito permettono , consentirà agli Stati membri di raggiungere più facilmente anche l’ulteriore obiettivo della direttiva SUP : produrre <strong>entro il 2030</strong> bottiglie di plastica con almeno il <strong>30% di contenuto riciclato</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://comunivirtuosi.org/wp-content/uploads/2021/04/SingleUse-PET.png" alt="" class="wp-image-67893"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Clarissa Morawski,</strong>&nbsp;<a href="https://www.reloopplatform.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CEO di&nbsp;<strong>Reloop</strong></a>, ha dichiarato:<br>“<em>I sistemi di deposito in cui il contenitore si recupera per essere riciclato o ricaricato riducono sostanzialmente le quantità di lattine e bottiglie che finiscono sprecate nell’ambiente, in discarica o negli inceneritori. I DRS&nbsp;<strong>riducono i costi di raccolta e pulizia</strong>&nbsp;ambientale degli enti locali,&nbsp;<strong>promuovono l’occupazione nell’economia circolare</strong>&nbsp;e<strong>&nbsp;riducono le emissioni di CO2</strong>. Dal punto di vista del consumatore, l’esperienza è la stessa. Se restituisci una bottiglia vuota, riavrai indietro l’importo del deposito pagato nel momento dell’acquisto della bevanda, indipendentemente dal fatto che il passaggio successivo sia il riempimento o il riciclaggio, senza sprechi e con un impatto ambientale nettamente inferiore</em>&nbsp;.”</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://comunivirtuosi.org/wp-content/uploads/2021/04/DRS-Come-funziona-.png" alt="" class="wp-image-67889"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Che cosa si trova nel rapporto</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rapporto ha attinto a 20 anni di dati riferiti a <strong>93 paesi </strong>che nel 2019 rappresentavano l’<strong>81%</strong> della popolazione mondiale che mostrano come, mentre la quota di mercato europea dei ricaricabili – come birra, bibite e bottiglie d’acqua – è crollata dal&nbsp;<strong>47% al 21%</strong>&nbsp;in soli vent’anni, nello stesso periodo i contenitori monouso sono aumentati di oltre il&nbsp;<strong>200%</strong>. Tuttavia, i paesi con sistemi di deposito cauzionali e con una quota di mercato di vuoto a rendere con bottiglie ricaricabili superiore al&nbsp;<strong>25%</strong>&nbsp;sono quelli che hanno ottenuto i risultati migliori in termini di dispersione degli imballaggi.<br>Lo spreco di bottiglie e lattine è infatti&nbsp;<strong>sette volte più basso&nbsp;</strong>in questi Paesi rispetto a quelli che non hanno sistemi di deposito e di vuoto a rendere. Tra questi paesi, la Germania si distingue come la migliore della categoria, con una quota di ricaricabile del&nbsp;<strong>55%</strong>&nbsp;e uno spreco limitato a soli&nbsp;<strong>10 contenitori&nbsp;</strong>per persona all’anno. Lo studio richiama altri casi di provato successo come quello lituano. Prima che la Lituania introducesse un sistema di deposito nel 2016 sfuggivano al riciclo <strong>113</strong> contenitori per bevande pro capite, più di uno ogni tre giorni per persona. Nel 2017, dopo un solo anno di funzionamento del sistema, gli sprechi erano scesi drasticamente a soli <strong>14</strong> (appena uno al mese). Se la vicina Polonia, che attualmente spreca <strong>141 </strong>contenitori pro capite, adottasse un DRS, lo spreco pro capite scenderebbe a <strong>34</strong> unità, con un risparmio di oltre<strong> 4 miliardi tra bottiglie e lattine</strong> ogni anno. In Spagna, uno dei paesi con lo spreco di contenitori per bevande tra i più alti , il passaggio a un sistema di deposito significherebbe <strong>128 </strong>bottiglie e lattine in meno sprecate a persona.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://comunivirtuosi.org/wp-content/uploads/2021/04/Fig.-7-classifica-in-base-contenitori-sprecati-.png" alt="" class="wp-image-67890"/></figure>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://comunivirtuosi.org/wp-content/uploads/2021/04/Legenda-figura-7-classifica-spreco-per-paese.png" alt="" class="wp-image-67913"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il rapporto è accompagnato da un dashboard (in italiano cruscotto) disponibile gratuitamente online che Reloop mette a disposizione dei responsabili politici, aziendali e Ong che consente agli utenti di effettuare simulazioni. Uno strumento particolarmente utile soprattutto nei paesi in cui tali dati non sono disponibili pubblicamente che <a href="https://comunivirtuosi.org/oltre-sette-miliardi-di-contenitori-per-bevande-sprecati-ogni-anno-in-italia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ci ha permesso di ricavare i dati per l’Italia.</a></p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://comunivirtuosi.org/wp-content/uploads/2021/04/Top-countries-refillable-sales-2019.png" alt="" class="wp-image-67891"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.reloopplatform.org/wp-content/uploads/2021/04/What-We-Waste-Reloop-Report-April-2021-1.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nelle 28 pagine del rapporto si trova anche</a> una sezione dedicata alla diffusione dei sistemi di vuoto a rendere nei vari paesi. A differenza di quanto non avvenga per i sistemi di DRS i sistemi di vuoto a rendere sono attualmente più diffusi al di fuori dell’Europa. La Germania è l’unico paese europeo tra i primi 10 paesi della classifica mondiale per quota di mercato in vuoto a rendere con Cina continentale (Mainland Cina), Colombia, Brasile, Messico, India e Filippine, Tailandia, Vietnam e Nigeria. Tuttavia anche in questi paesi, nel contesto di aumento delle vendite di bevande in contenitori monouso, il vuoto a rendere ha perso parecchio terreno. Attualmente copre una quota di mercato inferiore rispetto al 1999, con percentuali in calo tra il <strong>16% </strong>e il<strong> 52% </strong>rispetto ai precedente valori che oscillavano dal 40 % al 91 % con una media del <strong>60%</strong>. La media attuale è scesa al <strong>29%</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quali sono i dati e le fonti del rapporto</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">I dati di vendita riferiti alle bevande immesse al commercio <strong>nei 93 paesi </strong>oggetto della ricerca sono stati acquistati da Reloop su licenza di Global Data. I termini della licenza non permettono una loro diffusione “tal quale” ma possono essere utilizzati per elaborazioni e comparazioni con altri set di dati come quelli relativi ai tassi di riciclaggio dei vari paesi.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://comunivirtuosi.org/wp-content/uploads/2021/04/All-beverage-sales-93-countries.png" alt="" class="wp-image-67892"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Altra fonte di dati utilizzata nel rapporto e dal dashboard che lo accompagna è il volume “<a href="https://comunivirtuosi.org/i-drs-sono-il-futuro-una-radiografia-globale-dei-sistemi-di-deposito/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Global deposit book 2020</a>” sempre uscito con Reloop nel 2020.<br>Questi set di dati rendono possibile esplorare la quota di mercato delle varie tipologie di bevande per materiale e per segmento, alla luce dei cambiamenti intervenuti nel passaggio dal vuoto a rendere al monouso e all’adozione dei sistemi di deposito, ad esempio. Si possono così per ogni singolo paese stimare gli effetti che un aumento della quota di mercato del vuoto a rendere, oppure l’adozione di un DRS e/o una variazione dei tassi di riciclo possono avere sul quadro generale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel periodo coperto dalla disponibilità di questi dati sulle vendite globali di bevande, dal 1999 al 2019, si è verificato un aumento sostanziale dei volumi di bevande vendute.<br>Se nel 1999 sono stati vendute <strong>685 miliardi di bevande</strong> in lattine di metallo, bottiglie di plastica , vetro, o in cartoni questa cifra risulta quasi raddoppiata a <strong>1.300 miliardi</strong> nel 2019. Considerando che questo dato non include circa 100 altri paesi e altre metodologie è probabile che il dato globale corrisponda a <strong>2.000 miliardi</strong> di vendite di bevande per questo<br>stesso anno.<br>I materiali da imballaggio primario coperti dai set di dati valutati nel rapporto sono il vetro , la plastica (PET) delle bottiglie, sia monouso che ricaricabili e acciaio o alluminio (lattine). Sono inclusi anche i dati di vendita relativi a bevande vendute in bottiglie in HDPE (polietilene ad alta densità) e in cartoni di bevande (compresi i cartoni, come Tetra Pak), ma per questi due materiali non sono disponibili nei set di dati i tassi di riciclaggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quanto sono attendibili i dati sui tassi di riciclaggio</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Va notato che i tassi di riciclaggio spesso nascondono una mancanza di chiarezza tra i “materiali raccolti” e “materiali riciclati”. L’approccio comune che vige in particolare nei sistemi di raccolta stradali misti per rifiuti riciclabili e non, e infatti quello di considerare il peso dei materiali raccolti per determinare il tasso di riciclaggio. Una metodologia di calcolo altamente imprecisa che non tiene conto dei materiali “contaminanti” dei flussi di raccolta che vengono smaltiti e che rischia di sovrastimare le quantità effettivamente riciclate degli imballaggi, soprattutto nei paesi dove non esiste un sistema di deposito che garantisce dati più accurati.<br>Questi tassi di riciclaggio poco affidabili verranno ridimensionati quando entrerà in vigore la nuova metodologia europea di misurazione del tasso di riciclo che sposta il punto di misurazione dall’entrata dei materiali in un impianto di riciclo all’uscita, al netto quindi degli scarti e perdite di processo.<br>E’ prevedibile che ad un tasso di raccolta del PET del <strong>58% </strong>corrisponda un tasso di riciclaggio del <strong>42%</strong>, mentre per il vetro si traduca in un crollo dal <strong>76%</strong> al <strong>66%</strong>, questo significa che più di un quarto del peso delle balle di PET raccolte per il riciclaggio sia costituito da scarti. Per l’alluminio la differenza sarà minore: dal <strong>74,5%</strong> al ​​<strong>69%</strong> trattandosi del materiale più facile da recuperare da un flusso di riciclaggio misto e del materiale più pregiato per tonnellata.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I sistemi di deposito garantiscono dati più accurati</strong> <strong>e attendibili</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, poiché i DRS richiedono ai produttori e agli importatori di rendere conto di ogni contenitore immesso sul mercato, i paesi con tali sistemi<br>tenderanno a mostrare vendite più elevate e figure più accurate. Il monitoraggio sui risultati ottenuti dai sistemi cauzionali, come stabilito generalmente dalle leggi che ne regolamentano l’introduzione e il funzionamento nei vari paesi, avviene da parte delle agenzie preposte al controllo da parte dei governi.<br>Nel complesso – come evidenziano gli autori del rapporto – va considerato che i dati sul riciclaggio <strong>tendono ad essere sovrastimati</strong> mentre, al contrario, <strong>i dati di vendita sono in genere sottostimati</strong>. Da qui ne consegue che i dati sugli sprechi reali tenderanno ad essere ben superiori alle stime che è possibile fare sulla base dei set di dati attualmente disponibili. Questa considerazione vale, ovviamente, anche per questo rapporto di cui consigliamo un’attenta lettura.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://comunivirtuosi.org/oltre-41-miliardi-di-contenitori-di-bevande-vengono-sprecati-in-europa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Silvia Ricci dal sito dell&#8217;Associazione Comuni Virtuosi</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">(1) <em>Trattasi dei dati riferiti a 24 Stati membri che rappresentano il 99,5% della popolazione dell’UE, esclusi Malta, Cipro e Lussemburgo. Anche Islanda e Norvegia, membri dell’EFTA, utilizzano sistemi di deposito cauzionali</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/comuni-virtuosi-oltre-41-miliardi-di-contenitori-di-bevande-vengono-sprecati-in-europa-ogni-anno/">Comuni Virtuosi: oltre 41 miliardi di contenitori di bevande vengono sprecati in Europa ogni anno</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Deposito cauzionale, la &#8220;soluzione&#8221; per arginare gli oltre 7 miliardi di contenitori per bevande che ogni anno in Italia sfuggono al riciclo</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/rapporto-what-a-waste-oltre-sette-miliardi-di-contenitori-per-bevande-sprecati-ogni-anno-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Apr 2021 14:22:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia circolare]]></category>
		<category><![CDATA[bottiglie]]></category>
		<category><![CDATA[contenitori]]></category>
		<category><![CDATA[deposito cauzionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il rapporto internazionale What we Waste, che verrà lanciato il 29 aprile, mette in luce numeri sconcertanti riferiti alle quantità di contenitori di bevande che sfuggono ogni anno ai sistemi di avvio a riciclo in 24 paesi dell’UE (1) , finendo anche nei corsi d’acqua e nei mari. I dati che emergono indicano chiaramente ai [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/rapporto-what-a-waste-oltre-sette-miliardi-di-contenitori-per-bevande-sprecati-ogni-anno-in-italia/">Deposito cauzionale, la &#8220;soluzione&#8221; per arginare gli oltre 7 miliardi di contenitori per bevande che ogni anno in Italia sfuggono al riciclo</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il rapporto internazionale <strong>What we Waste, </strong>che verrà lanciato il 29 aprile, mette in luce numeri sconcertanti riferiti alle quantità di <strong>contenitori di bevande che sfuggono ogni anno ai sistemi di avvio a riciclo in 24 paesi dell’UE </strong>(1) , finendo anche nei corsi d’acqua e nei mari. I dati che emergono indicano chiaramente ai decisori politici la strada da percorrere e li invitano a prendere in seria considerazione gli impatti positivi <a href="https://comunivirtuosi.org/sistemi-di-deposito-su-cauzione-la-via-obbligata-che-conviene-anche-allitalia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dei sistemi di deposito cauzionali</a> finalizzati al <strong>riciclo e al riuso</strong> (vuoto a rendere con bottiglie ricaricabili). </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi sistemi, infatti, permettono di ridurre drasticamente lo spreco di risorse che impatta negativamente sulla crisi climatica. L’incentivo economico abbinato alla <strong>restituzione del contenitore da parte del consumatore </strong>– che recupera così l’importo della cauzione inclusa nel costo della bevanda – permette di<strong> intercettare oltre il 90% dei contenitori immessi al consumo</strong>. Insieme al rapporto i promotori dell’iniziativa mettono a disposizione dei decisori politici, attivisti e media un dashboard (in italiano “cruscotto”) consultabile online. Uno strumento che permette di ricavare informazioni altrimenti difficilmente accessibili e di effettuare simulazioni sullo <strong>stato dell’arte della gestione dei contenitori di bevande nei diversi paesi europei</strong> sulla base di dati aggiornati al 2019.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>119 contenitori di bevande sprecati a livello pro capite in Italia</strong><br>L’Associazione Comuni Virtuosi <a href="https://www.reloopplatform.org/reloop-members/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">come membro della piattaforma Reloop</a>, ha potuto accedere, attraverso questo strumento ad alcuni dati inediti per l’Italia che rivelano che <strong>i contenitori di bevande sprecati ogni anno sono oltre</strong> <strong>sette miliardi</strong>. Un numero esorbitante che rapportato a livello pro capite corrisponde a 119 contenitori “buttati via” in media da ogni italiano all’anno: <strong>98 bottiglie</strong> in PET, <strong>12 bottiglie in vetro</strong> e <strong>9 lattine.</strong></p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://comunivirtuosi.org/wp-content/uploads/2021/04/What-a-waste-TABELLA1-scaled.jpg"><img decoding="async" src="https://comunivirtuosi.org/wp-content/uploads/2021/04/What-a-waste-TABELLA1-1024x448.jpg" alt="" class="wp-image-67779"/></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Per i paesi come l’Italia che devono ridurre la dipendenza dalle <strong>materie prime </strong>e raggiungere gli ambiziosi target di raccolta e riciclo europei, accanto a questi dati negativi c’è però una buona notizia: <strong>la soluzione a questo spreco di risorse esiste già</strong> e porta con sé importanti opportunità ambientali ed economiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nove imballaggi su dieci intercettati dai sistemi cauzionali per un effettivo riciclo o riuso</strong><br>La necessità di raggiungere per le bottiglie di plastica obiettivi di raccolta del <strong>90%</strong> previsti dalla <strong>Direttiva SUP</strong> al 2029 (<strong>77%</strong> entro il 2025 ) e di contenuto riciclato (almeno il <strong>30%</strong> al 2030), stanno infatti spingendo i governi europei ad introdurre i <strong>sistemi di deposito</strong> (Deposit Return System DRS). Le performance di successo dei paesi, prevalentemente nel nord Europa, dove i sistemi di deposito sono in vigore da tempo sono caratterizzate infatti da<strong> tassi di raccolta media del 91% per gli imballaggi di bevande immessi sul mercato</strong>. Paesi che hanno implementato un DRS in tempi più recenti come la Lituania, dimostrano inoltre che è possibile raggiungere questi risultati di intercettazione media in tempi brevissimi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come emerge da simulazioni ottenibili dal cruscotto che accompagna lo studio, <strong>se l’Italia adottasse un DRS con le performance medie di riciclo dei sistemi di deposito attivi in Europa ridurrebbe del 75% </strong>lo spreco di imballaggi per bevande. I <strong>7 miliardi di contenitori</strong> che sfuggono al riciclo si ridurrebbero a <strong>1,7 miliardi</strong> con una quota media pro capite di <strong>29 contenitori </strong>(figura nr. 2).</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://comunivirtuosi.org/wp-content/uploads/2021/04/What-a-waste-TABELLA2-scaled.jpg"><img decoding="async" src="https://comunivirtuosi.org/wp-content/uploads/2021/04/What-a-waste-TABELLA2-1024x345.jpg" alt="" class="wp-image-67780"/></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La riduzione più consistente si avrebbe per le bottiglie in PET che dai quasi <strong>5 miliardi </strong>di unità non riciclate, scenderebbe a <strong>974 milioni</strong>. Ovvero da quasi <strong>100</strong> bottiglie sprecate pro capite a sole <strong>16</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“I sistemi di deposito cauzionale si stanno velocemente diffondendo in Europa. <a href="https://comunivirtuosi.org/i-drs-sono-il-futuro-una-radiografia-globale-dei-sistemi-di-deposito/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Altri 12 paesi </a>hanno già stabilito l’introduzione del sistema entro i prossimi quattro anni in relazione agli obiettivi imposti dalla SUP. In Italia ancora non se ne parla e la nostra associazione è stata l’unica realtà italiana ad avere fatto informazione sui sistemi di deposito cauzionali per bevande da almeno un lustro. Siamo stati anche gli unici ad avere portato all’attenzione del Governo –<a href="https://comunivirtuosi.org/le-nostre-proposte-per-il-pnpr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> attuale </a>e <a href="https://comunivirtuosi.org/le-nostre-proposte-per-lambiente/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">precedente</a> – un elenco di proposte in materia di prevenzione dei rifiuti ed economia circolare, in cui i sistemi cauzionali e i modelli di riuso giocano un ruolo centrale”, ha dichiarato Silvia Ricci, responsabile Rifiuti ed Economia Circolare dell’Associazione Comuni Virtuosi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Vuoto a rendere per migliorare le performance ambientali dei sistemi cauzionali</strong><br>Il rapporto contiene anche i dati sull’immesso al consumo dei contenitori di bevande venduti in regime di vuoto a rendere in Europa (refillables). Trattasi in prevalenza di bottiglie in vetro, ma anche in PET, come nel caso della Germania adatte all’uso multiplo. Per l’Italia nel 2019 tale quota si attestava sul <strong>10,8 %</strong>. Se in aggiunta ad un sistema di deposito incrementassimo la quota italiana di bevande vendute in contenitori ricaricabili (con vuoto a rendere) – dall’attuale <strong>10,8%</strong> al <strong>25%</strong> – la quantità di imballaggi per bevande che sfuggono al riciclo si ridurrebbe <strong>dell’80% </strong>scendendo al di sotto del <strong>1 miliardo e mezzo di unità.</strong></p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://comunivirtuosi.org/wp-content/uploads/2021/04/What-a-waste-TABELLA3-scaled.jpg"><img decoding="async" src="https://comunivirtuosi.org/wp-content/uploads/2021/04/What-a-waste-TABELLA3-1024x401.jpg" alt="" class="wp-image-67781"/></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Con un DRS e vuoto a rendere lo spreco di contenitori scende di 7 volte</strong><br>Il rapporto attinge anche a 20 anni di dati che mostrano come, mentre la quota di mercato europea dei ricaricabili – come birra, bibite e bottiglie d’acqua – è crollata dal <strong>47% al 21%</strong> in soli vent’anni, nello stesso periodo i contenitori monouso sono aumentati di oltre il <strong>200%</strong>. Tuttavia, i paesi con sistemi di deposito cauzionali e con una quota di mercato di vuoto a rendere con bottiglie ricaricabili superiore al <strong>25%</strong> sono quelli che hanno ottenuto i risultati migliori in termini di dispersione degli imballaggi.<br>Lo spreco di di bottiglie e lattine è infatti <strong>sette volte più basso </strong>in questi Paesi rispetto a quelli che non hanno sistemi di deposito e di vuoto a rendere. Tra questi paesi, la Germania si distingue come la migliore della categoria, con una quota di ricaricabile del <strong>55%</strong> e uno spreco limitato a soli <strong>10 contenitori </strong>per persona all’anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Clarissa Morawski,</strong> <a href="https://www.reloopplatform.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CEO di <strong>Reloop</strong></a>, ha dichiarato: “<em>I sistemi di deposito in cui il contenitore si recupera per essere riciclato o ricaricato riducono sostanzialmente le quantità di lattine e bottiglie che finiscono sprecate nell’ambiente, in discarica o negli inceneritori. I DRS <strong>riducono i costi di raccolta e pulizia</strong> ambientale degli enti locali, <strong>promuovono l’occupazione nell’economia circolare</strong> e<strong> riducono le emissioni di CO2</strong>. Dal punto di vista del consumatore, l’esperienza è la stessa. Se restituisci una bottiglia vuota, riavrai indietro l’importo del deposito pagato nel momento dell’acquisto della bevanda, indipendentemente dal fatto che il passaggio successivo sia il riempimento o il riciclaggio, senza sprechi e con un impatto ambientale nettamente inferiore</em> “.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Conclude così <strong>Silvia Ricci </strong>dell’Associazione Comuni Virtuosi: “Ogni anno perso nel percorso di adozione di un sistema cauzionale significa caricare sull’ambiente miliardi e miliardi di contenitori che causano danni ambientali e costi evitabili alla fiscalità dei comuni sostenuta dai contribuenti. Implementare un sistema di deposito non significa dovere investire risorse finanziarie pubbliche perché sono i produttori e rivenditori di bevande a doversi fare carico del 100% dei costi di avviamento e gestione del sistema nell´ambito della loro <strong>responsabilitá estesa del produttore </strong>(2). Al governo spetta scrivere la legge che dovrà governare il sistema e monitorarne i risultati. Per raggiungere la <strong>neutralità climatica entro il 2050</strong>, con l’obiettivo intermedio di ridurre le emissioni nette di gas serra di almeno il 55% entro il 2030, è necessario <strong>ridurre drasticamente il consumo di risorse</strong>. Per farlo serve un quadro legislativo coerente che introduca <strong>obiettivi di prevenzione e riuso obbligatori </strong>che incentivi modelli imprenditoriali sostenibili.Mi riferisco a modelli basati sul riuso in primis oppure ad altri modelli imprenditoriali indispensabili purché chiudano le catene del valore dei materiali e dei beni senza dispersioni e sprechi evitabili”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">______________________________________________________________________________</p>



<p class="wp-block-paragraph">(1) Trattasi dei dati riferiti a 24 Stati membri che rappresentano il 99,5% della popolazione dell’UE, esclusi Malta, Cipro e Lussemburgo. Anche Islanda e Norvegia, membri dell’EFTA, utilizzano sistemi di deposito cauzionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">(2) Ai sensi dell’ articolo 178-ter del TUA, che recepisce nell’ordinamento nazionale i requisiti minimi in materia di responsabilità estesa del produttore introdotti dall’art. 8-bis della Direttiva 851/2018, i costi relativi all’intercettazione e avvio a riciclo dei rifiuti di imballaggio dovranno essere interamente in capo ai produttori (in deroga almeno l’80%) e non a carico dello Stato o degli enti locali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/rapporto-what-a-waste-oltre-sette-miliardi-di-contenitori-per-bevande-sprecati-ogni-anno-in-italia/">Deposito cauzionale, la &#8220;soluzione&#8221; per arginare gli oltre 7 miliardi di contenitori per bevande che ogni anno in Italia sfuggono al riciclo</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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