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	<title>cop29 Archivi - Eco dalle Città</title>
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	<description>ambiente urbano</description>
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	<title>cop29 Archivi - Eco dalle Città</title>
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		<title>COP29, nasce &#8220;Clean the Cop!&#8221;: campagna che chiede al governo di non favorire la presenza dei lobbisti del fossile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Nov 2024 16:24:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[A Sud]]></category>
		<category><![CDATA[Clean the COP!]]></category>
		<category><![CDATA[Clean the COP! - Fuori i grandi inquinatori dalle Cop sul clima]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In concomitanza dell&#8217;apertura dei lavori della COP29 sul clima, l&#8217;11 novembre, presso il Palazzo Montecitorio di Roma, è stata presentata la campagna Clean the Cop! &#8211; Fuori i grandi inquinatori dalle Cop sul clima.  Promossa da A Sud, EconomiaCircolare.com e Fondazione Openpolis (con l&#8217;adesione di Greenpeace Italia, Energia per l&#8217;Italia, ISDE &#8211; Medici per l&#8217;ambiente, Coordinamento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/cop29-nasce-clean-the-cop-campagna-che-chiede-al-governo-di-non-favorire-la-presenza-dei-lobbisti-del-fossile/">COP29, nasce &#8220;Clean the Cop!&#8221;: campagna che chiede al governo di non favorire la presenza dei lobbisti del fossile</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">In concomitanza dell&#8217;<a href="https://www.ecodallecitta.it/al-via-a-baku-la-cop29-in-programma-dall11-al-22-novembre-il-programma-completo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">apertura dei lavori della COP29</a> sul clima, l&#8217;11 novembre, presso il Palazzo Montecitorio di Roma, è stata presentata la campagna <a href="https://www.give-newsletter.cloud/index.php?pagina=newsletter&amp;action=link&amp;idnewsletter=135&amp;logN=41535544&amp;idlink=367&amp;users=25969" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><u>Clean the Cop! &#8211; Fuori i grandi inquinatori dalle Cop sul clima</u></strong></a>.  Promossa da A Sud, EconomiaCircolare.com e Fondazione Openpolis (con l&#8217;adesione di Greenpeace Italia, Energia per l&#8217;Italia, ISDE &#8211; Medici per l&#8217;ambiente, Coordinamento Nazionale No Triv e Rinascimento Green), la campagna ha l&#8217;obiettivo di denunciare l&#8217;influenza dei lobbisti dell&#8217;Oil&amp;gas nei negoziati internazionale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Collegata alla campagna europea <a href="https://www.give-newsletter.cloud/index.php?pagina=newsletter&amp;action=link&amp;idnewsletter=135&amp;logN=41535544&amp;idlink=368&amp;users=25969" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><u>Fossil Free Politics</u></strong></a> &#8211; che lo scorso 4 novembre ha visto l&#8217;invio di una <a href="https://www.give-newsletter.cloud/index.php?pagina=newsletter&amp;action=link&amp;idnewsletter=135&amp;logN=41535544&amp;idlink=369&amp;users=25969" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>Lettera aperta alla Commissione europea e al proprio governo</u></a> da parte di<strong> 112 organizzazioni europee</strong> e <strong>15 italiane</strong> <strong>per chiedere di togliere i badge delle COP clima ai delegati fossili</strong> &#8211; Clean the COP, chiede al governo di non facilitare la presenza dei lobbisti Oil&amp;gas alle conferenze ONU sul clima. </p>



<h3 class="wp-block-heading">La campagna </h3>



<p class="wp-block-paragraph">Come spiega A Sud: &#8220;La denuncia è rivolta al governo Meloni, visto che nel 2023 per la Cop28 di Dubai il badge alla stragrande maggioranza dei lobbisti nostrani è arrivato <strong>direttamente dal governo italiano</strong>. Secondo i dati delle Nazioni Unite, alla scorsa conferenza sul clima il governo è stato <strong>il principale “sponsor” del settore oil&amp;gas nazionale</strong>. Calcolando i rappresentanti di enti con interessi esclusivi o parziali nel mondo fossile: Eni, Snam, Saipem, Enel, A2A, Edison (cioè limitando l’analisi solo ai soggetti con interessi più evidenti), si contano <strong>40 accrediti dal governo su un totale di 47 lobbisti italiani</strong> del fossile presenti. Le due organizzazioni col più alto numero di delegati accreditati dall’Italia sono stati <strong>Saipem (16 accrediti) e Eni (14)</strong> i cui affari, legati alla sempre maggiore diffusione delle fonti fossili, vanno in direzione contraria agli obiettivi della Cop e a quelli che dovrebbero essere gli obiettivi del governo italiano&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">“In un momento cruciale per la sfida climatica, in cui è necessario moltiplicare gli sforzi di riduzione delle emissioni, è fondamentale svincolare gli obiettivi delle Cop da quelli delle imprese del gas e del petrolio e di chi queste imprese le finanzia. Partendo dall’esclusione da quelle stanze di chi ne difende gli interessi”, dichiara <strong>Lucie Greyl</strong>, responsabile relazioni internazionali di <strong>A Sud.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“Il peso dell’industria fossile è un macigno che comprime anche la libertà d’informazione &#8211; spiega <strong>Andrea Turco</strong>, giornalista  di <strong>EconomiaCircolare.com</strong>. Dal nostro osservatorio vediamo come queste lobby influenzano le scelte della politica e in molti casi anche la formazione del libero pensiero in ambito accademico o nei contesti culturali. Come giornale abbiamo scelto di rinunciare a ogni forma di finanziamento dall&#8217;industria fossile e mappato tutti i casi noti di governi e città che hanno vietato la pubblicità per le aziende di questo settore. Si tratta di una battaglia culturale che richiede il segnale concreto di una scelta di campo da parte di governi, società civile, media e mondo accademico”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Secondo Michele Vannucchi di Openpolis</strong> “Il governo ha titolo a invitare chi ritiene più appropriato alle Cop ma è anche tenuto a rendere conto ai cittadini delle proprie scelte. Per questo sarebbe opportuno che l’esecutivo presenti in parlamento l’elenco delle persone a cui ha fornito un accredito spiegando, nel caso, qual’è il senso di invitare portatori di interessi del mondo del fossile a una conferenza sul cambiamento climatico”</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Francesco Romizi di ISDE</strong> è intervenuto sugli impatti sociali e sanitari del riscaldamento globale partendo col ricordare che “In questa Cop aleggia l’ombra del più grosso lobbista dell’oil&amp;gas del mondo, il presidente Trump, a complicare un quadro già complesso”. “Nel 2023, l&#8217;impatto del cambiamento climatico ha raggiunto livelli critici a livello globale e locale. &#8211; ha spiegato &#8211;  La crescente crisi climatica ha portato il mondo ad affrontare mediamente 50 giorni in più di temperature pericolose per la salute umana, mentre il 48% della superficie terrestre ha subito almeno un mese di siccità estrema, un valore mai così alto dal 1951. Negli ultimi dieci anni, i decessi legati a condizioni di caldo estremo sono passati da 129 a 159 ogni 100.000 abitanti. A ciò si aggiunge che gli impatti climatici favoriscono la diffusione di malattie potenzialmente mortali. Per questo è necessario fare pressione affinché le politiche climatiche  siano efficaci e tempestive, e per questo la nostra mobilitazione contro l’inazione climatica dei Governi è particolarmente importante”.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;azione parlamentare</h3>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La campagna ha promosso anche una serie di azioni istituzionali coinvolgendo le forze di opposizione in una interlocuzione che mira a chiedere al governo di dare conto dei criteri coi quali concede accrediti governativi per partecipare alle negoziazioni internazionali sul clima e di garantire maggiore trasparenza sia sui processi di accredito che sulle posizioni con cui l’Italia  partecipa alle negoziazioni internazionali&#8221;, spiega A Sud. </p>



<h3 class="wp-block-heading">L’appello degli scienziati e delle scienziate</h3>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Nel corso della Conferenza a è stato presentato l’<a href="https://www.give-newsletter.cloud/index.php?pagina=newsletter&amp;action=link&amp;idnewsletter=135&amp;logN=41535544&amp;idlink=370&amp;users=25969" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><u>Appello al governo</u></strong></a> firmato da oltre 30 appartenenti alla comunità scientifica nazionale e rappresentanti del mondo accademico.  L’Appello chiede al Governo di smettere di facilitare la presenza di rappresentanti di grandi inquinatori alle Cop sul clima e di  promuovere a livello internazionale e nazionale scelte finalmente in linea con le indicazioni della scienza, non con i piani industriali delle imprese petrolifere. A firmarlo climatologi, meteorologici, fisici, chimici, ecologi appartenenti ad importanti centri di ricerca e atenei italiani ma anche medici, epidemiologi e giuristi esperti di diritto climatico. Tra i nomi: <strong>Vincenzo Balzani</strong> e <strong>Nicola Armaroli</strong> assieme a molti esponenti del gruppo Energia per l’Italia, <strong>Luca Mercalli, Mario Tozzi, Paolo Lauriola</strong> e <strong>Maria Grazia Petronio</strong> di ISDE, <strong>Michele Carducci, Serena Baldin </strong>e <strong>Silvia Bagni</strong> ta i giuristi. <a href="https://www.give-newsletter.cloud/index.php?pagina=newsletter&amp;action=link&amp;idnewsletter=135&amp;logN=41535544&amp;idlink=370&amp;users=25969" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>Qui tutti i firmatari</u></a>&#8220;, continua il comunicato stampa di A Sud. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Come spiega <strong>Vincenzo Balzani</strong>, Professore emerito di Chimica presso Università di Bologna e fondatore di Energia per l&#8217;Italia “È ormai scientificamente dimostrato che l’uso dei combustibili fossili comporta l’emissione di enormi quantità di anidride carbonica che entrando nell’atmosfera provoca il cosiddetto “effetto serra”. Le conseguenze sul clima sono già molto evidenti, come dimostrato dalle recenti alluvioni in Spagna, in Italia e altri paesi e dall’estendersi di zone aride in molte nazioni del pianeta. L’attuazione di una politica di rapida riduzione nell’uso dei combustibili fossili, però, è ostacolata da grandi interessi economici e politici. L’incontro di oggi fa parte di una iniziativa che, basandosi su un appello degli scienziati, vuole informare i cittadini sulla necessità di portare a termine la transizione energetica e vuole richiamare i decisori politici alle loro responsabilità affinché le lobby dei combustibili fossili vengano estromesse da queste conferenze.”</p>



<h4 class="wp-block-heading">Da Baku a Belem</h4>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Con l’obiettivo di <strong>togliere il badge ai lobbisti del fossile</strong>, da qui alla prossima COP30, in programma tra un anno a Belem, in Brasile, che si preannuncia un momento cruciale per la sfida climatica, i promotori di “Clean the Cop!” lanceranno una serie di iniziative rivolte a chi siede in Parlamento e anche al mondo scientifico. Con approfondimenti, inchieste e iniziative pubbliche, la campagna monitorerà quanto accade a Baku, dove i petrolieri e i lobbisti del fossile sono di casa, a partire da chi coordinerà i lavori: Mukhtar Babayev, ex vice-presidente della State Oil Company of Azerbaijan Republic&#8221;, conclude A Sud. </p>
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		<title>Conferenza di Bonn, modesti passi avanti e grandi sfide verso la COP29 di Baku</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jun 2024 09:38:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[conferenza bonn]]></category>
		<category><![CDATA[cop29]]></category>
		<category><![CDATA[Nazioni Unite]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di recente, dopo due settimane di lavori, si è conclusa la Conferenza di Bonn sui cambiamenti climatici in cui si è discusso dei progressi da fare in vista della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP29) che si terrà a novembre a Baku, in Azerbaigian. “Abbiamo fatto piccoli passi avanti qui a Bonn,” ha [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Di recente, dopo due settimane di lavori, si è conclusa la <strong>Conferenza di Bonn sui cambiamenti climatici</strong> in cui si è discusso dei progressi da fare in vista della <strong>Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP29)</strong> che si terrà a novembre a Baku, in Azerbaigian.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Abbiamo fatto piccoli passi avanti qui a Bonn,” ha detto <strong>Simon Stiell, Segretario Esecutivo dell’ONU</strong> per i cambiamenti climatici, nel suo discorso di chiusura. “Ma troppi punti sono ancora sul tavolo. Ci siamo lasciati con una montagna molto ripida da scalare per ottenere risultati ambiziosi a Baku.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">In una nota, le Nazioni Unite hanno fatto sapere che i progressi che si sono fatti a Bonn includono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>&#8220;La semplificazione dei contenuti relativi al Nuovo Obiettivo Quantificato Collettivo sul Finanziamento del Clima. Ma <strong>opzioni chiare e il quadro sostanziale di una bozza di decisione devono essere finalizzati prima del COP29</strong>.</li>



<li>Si sono fatti passi avanti verso indicatori di adattamento che siano orientati al futuro, efficaci e scientificamente validi.</li>



<li>Sono stati compiuti progressi verso un mercato internazionale del carbonio meglio funzionante, ma resta ancora del lavoro da fare.</li>



<li>Le parti, poi, hanno collaborato per la trasparenza e si sono supportate reciprocamente nella pianificazione di piani d&#8217;azione climatica più forti.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Un Nuovo Obiettivo Quantificato Collettivo sul Finanziamento del Clima</h3>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Le riunioni di giugno hanno ospitato un <strong>dialogo tecnico di esperti (TED10) per consentire un esame approfondito degli elementi del Nuovo Obiettivo Quantificato Collettivo sul finanziamento del clima (NCQG)</strong>, includendo la garanzia che questo sia: ambizioso, strutturato in modo ottimale, riportato in modo trasparente per migliorare la qualità del finanziamento climatico per i paesi in via di sviluppo&#8221;, continuano le Nazioni Unite. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Le parti hanno anche lavorato per diversi giorni sullo sviluppo di un quadro sostanziale per un testo negoziale di bozza da considerare alla COP29, delineando il testo qui a Bonn. Stiell ha anche sottolineato la necessità di ulteriori progressi sulle questioni di finanziamento del clima al di fuori del processo UNFCCC, incluso da parte del G7. &#8220;Le economie avanzate hanno molteplici leve da azionare, anche come azionisti nelle banche di sviluppo.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;I Co-Presidenti hanno invitato le Parti a presentare le loro opinioni consolidate e aggiornate sul NCQG in modo che possano produrre un nuovo documento di input con opzioni per TED11 e la terza riunione del programma di lavoro ad-hoc, che si terrà consecutivamente in ottobre. Un dialogo ministeriale ad alto livello sul NCQG si terrà anche in ottobre per aiutare a spianare la strada a un risultato alla COP29&#8221;, spiegano le Nazioni Unite. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Progressi nella Costruzione della Resilienza e dell&#8217;Adattamento</h3>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Al COP28 negli Emirati Arabi Uniti lo scorso dicembre, le parti hanno concordato misure per l&#8217;Obiettivo Globale sull&#8217;Adattamento che hanno creato obiettivi tematici che evidenziano le priorità globali orientate al futuro. Alle riunioni climatiche delle Nazioni Unite di giugno, le parti hanno fatto passi importanti verso indicatori in ciascuno di questi obiettivi tematici che saranno inclusivi, trasparenti e scientificamente validi. Le parti hanno fatto notevoli progressi su ciò che è necessario fare per il prossimo passo, incluso come questi indicatori saranno decisi e il lavoro tecnico futuro&#8221;, continua la nota. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Come parte del risultato della Valutazione Globale, le Nazioni Unite sui cambiamenti climatici esortano le parti a sviluppare Piani Nazionali di Adattamento (NAP) entro la fine del 2025 e a fare progressi nella loro attuazione entro il 2030. Solo 58 paesi in via di sviluppo hanno presentato un NAP. <strong>Il segretariato ha chiesto a più paesi di avere un piano entro il 2025 e di fare progressi nella loro attuazione entro il 2030</strong>. Nei prossimi mesi, le Nazioni Unite sui cambiamenti climatici lavoreranno direttamente con i paesi per accelerare la formulazione dei NAP, anche attraverso i loro Centri di Collaborazione Regionale&#8221;, si legge. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Progressi nei Mercati Internazionali del Carbonio sotto l&#8217;Articolo 6</h3>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;I delegati &#8211; raccontano le Nazioni Unite &#8211; hanno c<strong>ompiuto importanti passi avanti su aspetti tecnici chiave dell&#8217;Articolo 6</strong>, inclusa l&#8217;autorizzazione dei crediti di carbonio, l&#8217;ambito delle attività, il registro del mercato internazionale del carbonio e altro ancora. Le discussioni costruttive a Bonn, poi, hanno chiarito le posizioni sull&#8217;Articolo 6.2 e 6.4 in vista della COP29. I delegati hanno anche concordato di tenere un workshop per avanzare ulteriormente il lavoro tecnico sull&#8217;Articolo 6.2 e 6.4 prima di novembre. Di conseguenza, saranno meglio preparati per incontrarsi a Baku pronti a finalizzare un risultato e a procedere verso mercati del carbonio migliori&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;In vista della COP29, si procederà con ulteriori lavori sull&#8217;Articolo 6.4. L&#8217;organismo delle Nazioni Unite responsabile dell&#8217;operativizzazione di un <strong>nuovo mercato globale del carbonio nell&#8217;ambito dell&#8217;Accordo di Parigi</strong> si incontrerà due volte prima delle negoziazioni a Baku per finalizzare le raccomandazioni sulle metodologie e le rimozioni delle emissioni. Il feedback raccolto dalle parti e dai portatori di interessi durante un evento di coinvolgimento durante le riunioni climatiche di giugno sarà incorporato in queste raccomandazioni. L&#8217;organismo di supervisione mira anche a finalizzare uno Strumento di Sviluppo Sostenibile in vista della COP29, per stabilire salvaguardie ambientali e sociali. Completare gli elementi rimanenti sull&#8217;Articolo 6 a Baku sbloccherà ulteriori finanziamenti per i piani climatici nazionali e l&#8217;adattamento&#8221;, precisa l&#8217;Organizzazione. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La nuova presidenza della COP, poi, ha richiesto ai paesi di presentare i loro Rapporti Biennali sulla Trasparenza (BTR)</strong> prima del COP29 a Baku per consolidare una base di prove per obiettivi ambiziosi. A giugno, vari eventi hanno supportato i paesi in via di sviluppo con workshop e dialoghi sul Supporto ETF. Le Nazioni Unite hanno dichiarato che lanceranno nuovi strumenti di reporting del Quadro di Trasparenza Rafforzato e un Climate Data Hub in collaborazione con Microsoft. Prima del COP29, si terranno sessioni di formazione sui nuovi strumenti in Africa, America Latina e Caraibi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per concludere, le Nazioni Unite hanno dichiarato che <strong>le parti devono presentare il prossimo ciclo di Contributi Determinati a Livello Nazionale (NDC) all&#8217;inizio del prossimo anno</strong>, allineati con l&#8217;obiettivo di 1,5 °C e includendo tutti i settori e gas serra. A giugno, le Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e il partenariato NDC hanno introdotto il NDC 3.0 Navigator per supportare le parti nello sviluppo di nuovi NDC con un focus sull&#8217;implementazione. </p>
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