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	<title>decreto aria Archivi - Eco dalle Città</title>
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	<description>ambiente urbano</description>
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	<title>decreto aria Archivi - Eco dalle Città</title>
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		<title>Decreto qualità dell&#8217;aria, per Legambiente è: &#8220;Un occasione persa&#8221;</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/decreto-qualita-dellaria-per-legambiente-e-un-occasione-persa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Oct 2023 15:05:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aria]]></category>
		<category><![CDATA[critiche legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[decreto aria]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[qualità dell&#039;aria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo il via libera del Senato sul cosiddetto &#8220;decreto aria&#8221; che ha visto respingere le questioni pregiudiziali presentate, Legambiente ha prontamente criticato le misure definendole come: &#8220;Un occasione persa&#8220;. Il decreto &#8211; ricordiamo &#8211; tra le misure prevede l&#8217;imposizione alle Regioni del bacino padano di apportare modifiche entro un anno per ridurre le emissioni e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/decreto-qualita-dellaria-per-legambiente-e-un-occasione-persa/">Decreto qualità dell&#8217;aria, per Legambiente è: &#8220;Un occasione persa&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Dopo il <a href="https://www.ecodallecitta.it/decreto-aria-approvazione-definitiva-della-camera-il-testo-completo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">via libera del Senato sul cosiddetto &#8220;decreto aria&#8221;</a> che ha visto respingere le questioni pregiudiziali presentate, <strong>Legambiente ha prontamente criticato le misure definendole come: &#8220;<a href="https://www.legambiente.it/comunicati-stampa/decreto-qualita-dellaria-legambiente-ancora-una-volta-unoccasione-persa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Un occasione persa</a>&#8220;. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il decreto &#8211; ricordiamo &#8211; tra le misure prevede l&#8217;imposizione alle Regioni del bacino padano di apportare modifiche entro un anno per ridurre le emissioni e un fondo destinato a progetti per la creazione di aree temporanee di sosta a fini turistici. Ma cosa non convince Legambiente? </p>



<p class="wp-block-paragraph">In una nota l&#8217;associazione ha dato le sue motivazioni, dichiarando che: &#8220;<strong>Per migliorare la qualità dell’aria nel nostro Paese serve un piano nazionale contro l’inquinamento atmosferico e piani regionali coerenti tra loro insieme a misure efficaci e strutturali che mettano al centro i veri problemi</strong> che sono la causa di una cattiva qualità dell’aria e che vedono coinvolti settori importanti come la mobilità, l’agricoltura e la zootecnia e il riscaldamento residenziale&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Infatti, continua Legambiente: &#8220;Non convince la conversione in legge del decreto-legge 12 settembre 2023, n. 121, recante “<em>misure urgenti in materia di pianificazione della qualità dell’aria e limitazioni della circolazione stradale</em>” così come approvato, con modifiche, in questi giorni dal Senato ed ora in attesa dell’approvazione dalla Camera&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I &#8220;punti dolenti&#8221; per Legambiente</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nella stessa nota Legambiente elenca diversi punti discutibili: </p>



<ul class="wp-block-list">
<li>&#8220;Non è una misura organica, risolutiva ed efficace come richiesto dall’Europa per non proseguire con le procedure di infrazione in essere;</li>



<li>risponde – ma in maniera inadeguata – ad alcune situazioni relative solo alle regioni del bacino padano, quando la valenza dei provvedimenti dovrebbe riguardare almeno tutti i territori in procedura di infrazione;</li>



<li>è stata usata per introdurre una misura per rimettere in pista un progetto già morto perché bocciato senza appello dalla commissione VIA nazionale, quello relativo all’ampliamento dello scalo di Malpensa, con la assurda giustificazione che l’aumento dell’area logistica aeroportuale permetterebbe di migliorare la qualità dell’aria spostando parte del trasporto su gomma per via aerea. Questo, per&nbsp;<strong>Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia</strong>&nbsp;è: &#8220;Una chiara elusione della normativa in materia di Valutazione di Impatto Ambientale&#8221;,</li>



<li>si segnala anche l’introduzione di un finanziamento da 33 milioni di euro ai comuni per realizzare “aree di sosta camper” al fine di incentivare il turismo all’aria aperta, sperando possa essere valutato da Bruxelles come misura efficace&#8221;.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Ulteriori dichiarazioni di Legambiente</h2>



<p class="wp-block-paragraph">“Il decreto sulla qualità dell’aria&nbsp;<strong>–&nbsp;</strong>commenta&nbsp;<strong>Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente&nbsp;</strong>–&nbsp; rappresenta ancora una volta un’occasione persa. Per migliorare la qualità dell’aria nel nostro Paese non servono misure vaghe, inefficaci e spesso contrastanti tra loro, ma una serie di misure efficaci, strutturali, che mettano al centro i veri problemi che sono la causa di una cattiva qualità dell’aria e che vedono coinvolti settori importanti come la mobilità, l’agricoltura e la zootecnia e il riscaldamento residenziale. Serve un piano nazionale contro l’inquinamento atmosferico e piani regionali coerenti tra loro. Quella che è mancata fino ad oggi, in particolare nelle regioni più colpite dal problema, ovvero quelle del Nord, è proprio la tempestività e l’efficacia degli interventi volti ad agire in modo mirato sulla riduzione delle emissioni, atteso che invece l’efficacia delle misure di natura emergenziale risulta del tutto marginale nell’affrontare un problema che ha cause ormai molto chiare e strutturali”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Legambiente, poi, ricorda che</strong>: &#8220;L’Italia ha al momento attive ben tre procedure di infrazione per tre inquinanti come il PM10, PM2.5 e il biossido di azoto (NO2). Gli agglomerati chiamati in causa sono diversi e sono maggiormente concentrati nel nord del Paese (ma non solo); si va dalla valle del Sacco al territorio ricadente tra Napoli e Caserta, dalla zona di Pianura ovest e Pianura Est in Emilia Romagna all’agglomerato di Milano, Bergamo, Brescia, Roma, Venezia, Treviso, Padova, Vicenza, Verona, Torino, Palermo, dalle zone di Prato-Pistoia, Valdarno Pisano e Piana Lucchese, Conca Ternana, zona costiera collinare di Benevento all’area industriale della Puglia. Tutti territori dove la salute dei cittadini è stata messa sistematicamente a rischio per le elevate concentrazioni degli inquinanti atmosferici&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma non è tutto, perché come <strong>ammette Legambiente</strong>: &#8220;Nel corso dei diversi contenziosi con l’Europa in materia di inquinamento atmosferico, sono state giudicate spesso “non sufficienti ed efficaci” le misure adottate dall’Italia per ridurre nel più breve tempo possibile tali criticità, come richiesto dalla normativa. E questo decreto commette gli stessi sbagli perpetrati fino ad oggi dai precedenti governi e dalle regioni. È sbagliata l’imposizione del rinvio del blocco alla circolazione dal 2024 dei veicoli diesel Euro5; una misura in programma, ad esempio, in Piemonte già a partire dal settembre di quest’anno e che è stata volutamente disinnescata con tale provvedimento. Non considerando come le elevate concentrazioni di NO2 siano dovute prevalentemente dalla combustione dei motori diesel e il settore principalmente responsabile di tali emissioni è proprio quello del trasporto su strada&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le cose apprezzate dall&#8217;Associazione c&#8217;è, però, la richiesta che viene fatta alle Regioni del bacino padano. Eppure, nonostante: &#8220;Ben venga la richiesta a Piemonte, Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto di aggiornare i piani di qualità dell’aria entro dodici mesi dall’entrata in vigore del decreto, <strong>ma perché non estendere, allora, tale compito a tutte le Regioni che hanno in corso una procedura di infrazione sul mancato rispetto della qualità dell’aria?</strong> Questa mancanza sembra essere un modo per mettere le mani avanti da parte del Governo nei confronti delle regioni padane quando inesorabilmente arriverà la sanzione economica ai danni dell’Italia da parte dell’Europa e che verrà rigirata alle regioni responsabili&#8221;. </p>
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		<title>Decreto aria, approvazione definitiva della Camera &#124; Il testo completo</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/decreto-aria-approvazione-definitiva-della-camera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Oct 2023 13:16:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aria]]></category>
		<category><![CDATA[Smog]]></category>
		<category><![CDATA[Camera]]></category>
		<category><![CDATA[Camera del parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[decreto aria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Via libera al cosiddetto &#8220;decreto Aria&#8221;, che nella seduta di martedì 24 ottobre alla Camera ha ricevuto l&#8217;ok definitivo (testo in basso, ndr). Dopo aver respinto le questioni pregiudiziali presentate, l&#8217;aula ha dunque approvato&#160;il disegno di legge di conversione del decreto 12 settembre 2023, n. 121, recante misure urgenti in materia di pianificazione della qualità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/decreto-aria-approvazione-definitiva-della-camera/">Decreto aria, approvazione definitiva della Camera | Il testo completo</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Via libera al cosiddetto <strong>&#8220;decreto Aria&#8221;</strong>, che nella seduta di martedì 24 ottobre alla Camera ha ricevuto l&#8217;ok definitivo (testo in basso, <em>ndr</em>). Dopo aver respinto le questioni pregiudiziali presentate, l&#8217;aula ha dunque approvato&nbsp;il disegno di legge di conversione del decreto 12 settembre 2023, n. 121, recante misure urgenti in materia di pianificazione della qualità dell&#8217;aria e limitazioni della circolazione stradale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo principale della misura, già ampiamente criticata nei contenuti ma anche nell&#8217;impianto generale da ambientalisti e addetti ai lavori, è quello di &#8220;implementare azioni volte a migliorare la qualità dell&#8217;aria e a limitare il traffico stradale&#8221;, in particolare per garantire l&#8217;adempimento di <strong>alcune sentenze della Corte di giustizia dell&#8217;Unione Europea </strong>relative al superamento dell&#8217;Italia dei limiti di PM10 e biossido di azoto.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo viene imposto alle Regioni del famigerato bacino padano &#8211; cioè <strong>Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna &#8211;  di aggiornare i loro piani di qualità dell&#8217;aria</strong>, apportando modifiche, se necessario, in base ai risultati ottenuti dalle iniziative già adottate per ridurre le emissioni inquinanti. Il termine originariamente fissato a 6 mesi per l&#8217;aggiornamento dei piani è stato prorogato di altri 6 mesi durante il precedente dibattito al Senato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda il <a href="https://www.ecodallecitta.it/stop-blocco-diesel-euro-5-in-piemonte-governo-approva-il-decreto/">tema controverso dei diesel euro 5</a>, si conferma la possibilità per le Regioni di imporre restrizioni strutturali alla circolazione di questi veicoli <strong>solo a partire dal 1° ottobre 2024</strong>. Viene anche stabilito, in una fase successiva, che gli enti devono identificare e giustificare le eccezioni corrispondenti. Inoltre, sempre sulla base di modifiche apportate al Senato, esse devono escludere dalle misure di limitazione del traffico stradale i veicoli che rientrano nelle categorie esentate dai divieti di circolazione, come stabilito dall&#8217;articolo 6, comma 1 del Codice della Strada.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora. Viene istituito <strong>un fondo di 32.870.000 euro per il 2023</strong>, destinato al finanziamento di progetti proposti dai comuni italiani per la <strong>creazione e il miglioramento di aree temporanee di sosta a fini turistici</strong>, nonché per promuovere il turismo all&#8217;aria aperta. L&#8217;accesso a questi finanziamenti sarà regolato da un apposito bando, che sarà pubblicato dal Ministero del Turismo. Inoltre, è previsto un aumento di 17 milioni di euro per il 2023 della dotazione del<strong> Fondo per lo sviluppo sostenibile</strong>, per favorire ulteriormente la <strong>transizione ecologica nel settore turistico</strong> mediante l&#8217;implementazione di strategie per ridurre le emissioni atmosferiche e promuovere un turismo intermodale.</p>



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