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	<title>ENEA Archivi - Eco dalle Città</title>
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	<description>ambiente urbano</description>
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	<title>ENEA Archivi - Eco dalle Città</title>
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	<item>
		<title>ENEA identifica nuovi indicatori genetici per valutare la salute dei suoli agricoli</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/enea-indicatori-genetici-salute-suoli-agricoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Dec 2025 11:22:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[ENEA]]></category>
		<category><![CDATA[Indicatori suolo agricolo]]></category>
		<category><![CDATA[suolo agricolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ENEA ha identificato un nuovo indicatore dello stato di salute dei suoli agricoli: si tratta di piccoli elementi genetici che vivono all’interno dei batteri, detti integroni, che ospitano geni di resistenza agli antibiotici e ai metalli pesanti, fungendo da biomarcatori di contaminazione e pressione ambientale. Lo studio ENEA, svolto in collaborazione con Università della Tuscia, è stato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">ENEA ha identificato un nuovo indicatore dello stato di salute dei suoli agricoli: si tratta di piccoli<strong> elementi genetici che vivono all’interno dei batteri</strong>, detti<strong> integroni</strong>, che ospitano geni di resistenza agli antibiotici e ai metalli pesanti, fungendo da biomarcatori di contaminazione e pressione ambientale. Lo studio ENEA, svolto in collaborazione con Università della Tuscia, è stato pubblicato sulla rivista <a href="https://www.mdpi.com/2077-0472/15/17/1833" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Agriculture</em></a> e mostra come la struttura di questi integroni possa raccontare molto su salute e adattamento microbico dei terreni agricoli, in quanto permettono ai microrganismi di acquisire, scambiare ed esprimere quei geni che consentono un adattamento rapido a fattori di stress ambientali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare &#8211; spiega una nota di ENEA &#8211; i ricercatori hanno analizzato il cambiamento nella struttura degli integroni in tre diversi ambienti: nel digestato (da rifiuti urbani e scarti agricoli e alimentari), nel compost e nei suoli rizosferici, ossia la porzione di <a href="https://www.ecodallecitta.it/giornata-mondiale-suolo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">suolo</a> che circonda le radici delle piante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Il digestato è risultato il più ricco di integroni complessi e diversificati, a testimonianza che i batteri possono facilmente acquisire o scambiare geni di resistenza agli antibiotici, rendendo questo ambiente più ‘a rischio’ per la diffusione delle resistenze”, spiega il coautore dello studio Andrea Visca, biotecnologo del Laboratorio ENEA Innovazione delle filiere agroalimentari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il compost, invece, è apparso molto più semplice, a dimostrazione che alte temperature e processi di maturazione riducono drasticamente la complessità degli integroni. “Per la salute del suolo, quindi, il compost può essere considerato un ammendante più sicuro rispetto al digestato: i suoi integroni presentano una struttura più semplice, quindi meno rischiosa, mentre la ricchezza di microrganismi che contiene può contribuire a migliorare le funzioni ecologiche e la salute del terreno”, sottolinea la coautrice dello studio Luciana Di Gregorio, biologa dello stesso Laboratorio ENEA.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, sono stati presi in esami i terreni rizosferici di grano duro e tenero, che hanno rivelato caratteristiche intermedie, ma con una certa abbondanza di geni di resistenza ai metalli pesanti, come il cromo, dovuta presumibilmente alle pressioni selettive legate all’utilizzo di ammendanti agricoli o alla stessa composizione geochimica del suolo. “Un aspetto nuovo e interessante emerso dalle nostre indagini è che le due specie di grano prese in considerazione mostravano differenze nella capacità di ‘modellare’ i microrganismi associati alle radici”, sottolinea la coautrice dello studio Manuela Costanzo, altra biotecnologa del Laboratorio ENEA.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli integroni sono già stati utilizzati in diversi studi come biomarcatori di contaminazione e pressione ambientale, ma la ricerca ENEA fa emergere come la gestione agronomica, ad esempio la scelta degli ammendanti e delle varietà coltivate, influenza non solo la fertilità del suolo, ma anche la resistenza agli antibiotici e ai metalli pesanti. “L’organizzazione e la varietà degli integroni diventano quindi una sorta di ‘cartina al tornasole’ sia per monitorare la salute del suolo e la resilienza dei microbi, sia per valutare la sostenibilità delle pratiche agricole e il rischio di diffusione nell’ambiente di geni di resistenza agli antibiotici”, aggiunge Visca. “Con la prospettiva di un’agricoltura sempre più attenta alla salute del suolo e alla logica ‘<em>One Health</em>’ – conclude – il nostro studio apre la strada a nuovi strumenti di monitoraggio ambientale: osservare come cambiano gli integroni potrebbe diventare un modo efficace per guidare scelte agronomiche più sicure e sostenibili. Un esempio è il digestato che, pur essendo una preziosa fonte di nutrienti, può fungere da potenziale vettore di resistenza antimicrobica, rendendo necessari ulteriori trattamenti o un impiego limitato nelle aree più sensibili”.</p>
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		<title>Efficienza energetica in cinema e teatri: accordo Enea –Osservatorio Spettacolo</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/accordo-enea-osservatorio-spettacolo-efficienza-energetica-cinema-teatri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Oct 2025 13:52:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[efficienza energetica]]></category>
		<category><![CDATA[efficienza energetica cinema e teatri]]></category>
		<category><![CDATA[ENEA]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio spettacolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Analizzare consumi energetici e potenziale di efficientamento delle sale cinematografiche e teatrali, sviluppare strumenti e linee guida per supportare gli operatori del settore nelle diagnosi energetiche e nella rendicontazione dei consumi. È quanto si propone di realizzare l’accordo di collaborazione firmato tra ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l&#8217;energia e lo sviluppo economico sostenibile) e Osservatorio Spettacolo e Ambiente e presentato oggi al GSE nel corso [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Analizzare consumi energetici e potenziale di <a href="https://www.ecodallecitta.it/efficienza-energetica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">efficientamento</a> delle sale cinematografiche e teatrali</strong>, sviluppare <strong>strumenti e linee guida</strong> per supportare gli operatori del settore nelle <strong>diagnosi energetiche</strong> e nella <strong>rendicontazione dei consumi</strong>. È quanto si propone di realizzare l’accordo di collaborazione firmato tra <strong><a href="https://www.enea.it/it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ENEA</a></strong> (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l&#8217;energia e lo sviluppo economico sostenibile) e <strong>Osservatorio Spettacolo e Ambiente</strong> e presentato oggi al <strong>GSE</strong> nel corso delconvegno “Spettacoli Sostenibili 2025”, che fa parte del programma ufficiale della <strong>Festa del Cinema di Roma</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le attività previste figurano: analisi delle diagnosi energetiche del comparto cinematografico e teatrale; individuazione di&nbsp;<strong>indicatori di prestazione energetica</strong>&nbsp;e di&nbsp;<strong>best practice</strong>; studi di&nbsp;<strong>letteratura tecnica</strong>&nbsp;sulle soluzioni più efficaci per la transizione energetica; progettazione di&nbsp;<strong>questionari e sondaggi</strong>&nbsp;per raccogliere dati utili; sviluppo di strumenti per l’<strong>autovalutazione&nbsp;</strong>e il confronto delle&nbsp;<strong>prestazioni energetiche</strong>&nbsp;delle sale; azioni di&nbsp;<strong>divulgazione e sensibilizzazione</strong>&nbsp;a beneficio degli operatori del settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“La collaborazione tra ENEA e l’Osservatorio assume un valore strategico, poiché consentirà di sviluppare&nbsp;<strong>strumenti operativi e linee guida</strong>&nbsp;per supportare gli operatori del settore &#8211; in particolare le piccole, medie e micro imprese &#8211; nella realizzazione di diagnosi energetiche, nel monitoraggio dei consumi e nella loro riduzione, attraverso interventi di efficienza energetica più idonei a seconda della tipologia di struttura”, commenta Ilaria Bertini, direttrice del dipartimento ENEA di Efficienza energetica. “Con questa iniziativa &#8211; aggiunge &#8211; intendiamo fornire un contributo concreto alla transizione energetica del settore culturale, valorizzando il potenziale di innovazione e sostenibilità delle imprese dello spettacolo e contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“L’accordo si inserisce nel contesto della nuova&nbsp;<strong>Direttiva Europea sull’Efficienza Energetica&nbsp;</strong>(UE 2023/1971), che introduce un cambio di paradigma: gli obblighi di diagnosi saranno determinati non più soltanto dalla dimensione d’impresa, ma anche dai livelli effettivi di consumo energetico, aprendo la strada all’inclusione di un numero crescente di PMI”, conclude Bertini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Osservatorio Spettacolo e Ambiente è promosso da&nbsp;<strong>ANEC</strong>-Associazione nazionale esercenti cinema (capofila),&nbsp;<strong>Green Cross Italia</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>ATIP</strong>-Associazione Italiana Teatri Privati ed è finanziato dal NextGenerationEU e dal Ministero della Cultura &#8211; Direzione Creativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le attività ENEA oggetto dell’accordo di collaborazione si svolgeranno nell’alveo del Piano triennale di attuazione della Ricerca di Sistema elettrico nazionale 2025-27 finanziata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.</p>
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		<title>Riscaldamento globale. ENEA: &#8220;Il Mar Mediterraneo è sempre più caldo. Valori di più di 1° rispetto al 20/22&#8221;</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/riscaldamento-globale-enea-il-mar-mediterraneo-e-sempre-piu-caldo-valori-di-piu-di-1-rispetto-al-20-22/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 May 2024 14:43:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[ENEA]]></category>
		<category><![CDATA[medfever]]></category>
		<category><![CDATA[riscaldamento globale]]></category>
		<category><![CDATA[riscaldamento mari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l&#8217;energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) in un comunicato diramato mercoledì 9 maggio ha fatto sapere che: &#8220;Il Mar Mediterraneo è sempre più caldo&#8221;. &#8220;Nell’inverno appena trascorso &#8211; si legge sul comunicato &#8211; la temperatura media del golfo di Napoli ha registrato per la prima volta un aumento di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/riscaldamento-globale-enea-il-mar-mediterraneo-e-sempre-piu-caldo-valori-di-piu-di-1-rispetto-al-20-22/">Riscaldamento globale. ENEA: &#8220;Il Mar Mediterraneo è sempre più caldo. Valori di più di 1° rispetto al 20/22&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l&#8217;energia e lo sviluppo economico sostenibile (<strong>ENEA</strong>) in un comunicato diramato mercoledì 9 maggio ha fatto sapere che: &#8220;Il Mar Mediterraneo è sempre più caldo&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Nell’inverno appena trascorso &#8211; si legge sul comunicato &#8211; la temperatura media del golfo di Napoli ha registrato per la prima volta un aumento di circa 1° C rispetto alla media degli ultimi 7 anni, toccando i 15,5°C. Le temperature in crescita sono confermate anche in superficie in quasi tutti i mari italiani e, in particolare, nell’Adriatico, con valori superiori al grado rispetto alla media 2020-2022. Questi dati sono stati rilevati nell’ambito del <a href="http://www.medfever.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>progetto MedFever</strong></a><strong> &#8211; </strong>che riunisce<strong> ENEA</strong>, associazione<strong> MedSharks, </strong>l’azienda Lush, Università Sapienza di Roma, OGS, Guardia Costiera e un gruppo di subacquei volontari &#8211; e confermati dal <strong>sistema previsionale ENEA </strong><a href="https://climaweb.casaccia.enea.it/MITO/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>MITO</strong></a> sulla circolazione marina del Mediterraneo&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Per controllare la temperatura del Tirreno e monitorare l’impatto del cambiamento climatico sull’ecosistema marino e sui processi di dinamica costiera, i ricercatori di MedFever, insieme a un team di subacquei-sentinelle, hanno creato una vera e propria rete di un centinaio di sensori-termometro posizionati fino a 50 metri di profondità, sia a largo che sotto costa, in 15 punti di osservazione nel Tirreno: Isola del Giglio (Toscana), Nettuno (Lazio), Capri, Palinuro e Vico Equense  (Campania),  Reggio Calabria e Scilla (Calabria); Capo Peloro e Porticello (Sicilia), Capo Figari, Mortoriotto e Santa Teresa di Gallura (Sardegna). A questi punti di osservazione, si sono recentemente aggiunte anche tre stazioni coordinate dai nuclei subacquei della Guardia Costiera, al largo di Portofino (Liguria), lungo la Costiera Amalfitana (Campania) e nel Golfo di Cagliari&#8221;, spiega <strong>ENEA</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Le osservazioni MedFever sono estremamente importanti poiché ‘guardano’ non solo la superficie del mare ma anche ciò che accade sul fondo delle aree costiere”, <strong>sottolinea Eleonora de Sabata</strong>, di MedSharks e coordinatrice del progetto. “In questo contesto che potremmo definire emergenziale, – aggiunge – il supporto dei <em>diving center</em> è fondamentale sia per la gestione della rete di misure, senza le quali il progetto non potrebbe proseguire, ma soprattutto per l’osservazione quotidiana dello stato di salute dell’ecosistema marino. Il contributo di ogni individuo, dalla comunità scientifica ai cittadini appassionati di mare, è fondamentale per monitorare e proteggere le nostre preziose risorse acquatiche”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La rete di sensori di rilevazione della temperatura di MedFever &#8211; continua il comunicato &#8211; è stata calibrata presso il<strong> Centro Ricerche ENEA di Santa Teresa </strong>(La Spezia). Inoltre, ENEA ha messo in campo anche il modello di circolazione del Mediterraneo MITO, sviluppato e gestito dal Laboratorio di Modellistica climatica e impatti, in grado di fornire previsioni su temperatura, salinità e velocità delle correnti marine con un dettaglio spaziale fino a poche centinaia di metri&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Nello specifico, il trend risulta anche peggiore: negli ultimi quarant’anni le temperature medie dei fondali del Golfo di Napoli sono aumentate di circa 1,5° (da 14 a 15,5° C), se all’aumento di un grado registrato da MedFever si abbina il confronto con i dati storici della Stazione Zoologica Anton Dohrn. Anche in questo caso il dato è confermato da MITO sia per quanto riguarda la superficie che per la rapidità con la quale il calore si trasferisce ai fondali, specialmente nelle aree costiere. Il raffronto con i dati del sistema previsionale ENEA, infatti, ha consentito di rilevare che soprattutto nei mesi invernali, a causa dei venti che soffiano sulla superficie marina, si innescano processi di mescolamento verticali che riscaldano tutta la colonna d’acqua sottostante, con conseguente aumento dei rischi per gli ecosistemi. In particolare, il sistema MITO rileva a 100 metri di profondità nel golfo di Napoli anomalie di circa + 0,5 °C, in accordo con i dati dei sensori di MedFever, e punte di circa + 1 °C nel Tirreno, nel canale di Sicilia e nello Ionio centrale&#8221;, aggiunge ENEA.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Questi dati confermano l’allarme sulle temperature dell’aria e del mare lanciato ieri dal Servizio UE&nbsp;<a href="https://pulse.climate.copernicus.eu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Copernicus</strong></a>, che ha rilevato che, dopo febbraio e marzo 2024, anche aprile è stato globalmente il più caldo mai registrato al mondo”, sottolinea Ernesto Napolitano del Laboratorio ENEA di Modellistica climatica. “Sulla stessa scia anche la temperatura superficiale marina media globale che ad aprile è stata di 21,04°C, valore più alto mai registrato per questo mese, di poco sotto i 21,07°C registrati a marzo 2024, la più alta di qualsiasi mese nella storia dei dati, anche superiore a quella di agosto 2023 (20,98°C). Aprile è stato anche il 13esimo mese di seguito in cui la temperatura globale della superficie del mare è stata la più alta mai registrata in quel mese. Questi cambiamenti non sono solo numeri ma segnalano che ci troviamo agli inizi di un processo più ampio e che tali fenomeni accadranno in modo sempre più frequente”, conclude Napolitano.</p>
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		<item>
		<title>CONAI e ENEA, al via il Bando per Tesi di Laurea 2023-2024: &#8220;Premiate tesi legate all&#8217;economia circolare&#8221;</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/conai-e-enea-al-via-il-bando-per-tesi-di-laurea-2023-2024-premiate-tesi-legate-alleconomia-circolare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Apr 2024 14:42:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia circolare]]></category>
		<category><![CDATA[Bando per Tesi di Laurea]]></category>
		<category><![CDATA[Conai]]></category>
		<category><![CDATA[ENEA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio nazionale imballaggi CONAI ha fatto sapere che sono state aperte le iscrizioni alla seconda edizione del Bando per Tesi di Laurea 2023-2024. Si tratta di un progetto realizzato con ENEA (l&#8217;Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l&#8217;Energia e lo Sviluppo Economico) grazie ad una convenzione siglata nel 2022 che vuole: &#8220;Promuovere lo sviluppo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Consorzio nazionale imballaggi CONAI</strong> ha fatto sapere che sono state aperte le iscrizioni alla seconda edizione del <strong>Bando per Tesi di Laurea 2023-2024</strong>. Si tratta di un progetto realizzato con <strong>ENEA</strong> (l&#8217;Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l&#8217;Energia e lo Sviluppo Economico) grazie ad una convenzione siglata nel 2022 che vuole: &#8220;Promuovere lo sviluppo e l’implementazione di tecnologie e metodi per usare e gestire le risorse in modo efficiente, oltre al rafforzamento delle tecnologie per riutilizzo, riciclo, recupero e la valorizzazione di rifiuti di imballaggio&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;In palio <strong>tre premi da 3.000 euro</strong> ciascuno per <strong>tre tesi di laurea</strong> magistrali su temi legati all’economia circolare, come le strategie adottate dalle imprese per promuovere sostenibilità e circolarità, l’innovazione tecnologica nei settori del riciclo e recupero dei materiali o le strategie di decarbonizzazione delle imprese. Per essere candidabili, le tesi dovranno essere state prodotte tra il 1° marzo 2023 e il 30 aprile 2024.&#8221;, fa sapere CONAI. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Una nuova occasione per promuovere lo sviluppo di competenze concrete nel campo della sostenibilità &#8211; commenta il presidente CONAI <strong>Ignazio Capuano</strong> -. Il Consorzio sostiene e favorisce da sempre la formazione su temi legati alla tutela del Pianeta, lavorando con le scuole primarie, con quelle superiori e con le Università. L’economia circolare, infatti è un ramo importantissimo della nostra economia, e la gestione dei rifiuti e il riciclo sono attività complesse che richiedono formazione e conoscenze sempre più puntuali e aggiornate&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Anche quest’anno ENEA rinnova l’impegno a promuovere tesi di laurea sull’eco-innovazione per la chiusura dei cicli produttivi ed il recupero di materiali da scarti e rifiuti in ottica di Economia Circolare &#8211; dichiara <strong>Claudia Brunori</strong>, Direttrice Dipartimento Sostenibilità, Circolarità e Adattamento al Cambiamento Climatico dei Sistemi Produttivi e Territoriali (SSPT) -. Temi come questi diventano focali per gli studenti universitari soprattutto in vista del loro inserimento nel mondo del lavoro&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;A scegliere i tre vincitori sarà una commissione composta da almeno quattro esperti nominati da CONAI e ENEA. Per inviare le candidature ci sarà tempo fino al <strong>3 maggio 2024</strong>: il modulo di partecipazione dovrà essere inviato a <a href="mailto:greenjobs@conai.org" target="_blank" rel="noreferrer noopener">greenjobs@conai.org</a>. Il regolamento completo del Bando è pubblicato sul sito ufficiale CONAI alla pagina <a href="http://www.conai.org/notizie/bando-per-lassegnazione-di-premi-per-tesi-di-laurea-sulleconomia-circolare-2023-2024/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.conai.org/notizie/bando-per-lassegnazione-di-premi-per-tesi-di-laurea-sulleconomia-circolare-2023-2024/</a>&#8220;. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/conai-e-enea-al-via-il-bando-per-tesi-di-laurea-2023-2024-premiate-tesi-legate-alleconomia-circolare/">CONAI e ENEA, al via il Bando per Tesi di Laurea 2023-2024: &#8220;Premiate tesi legate all&#8217;economia circolare&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Enea responsabile del progetto italiano nell&#8217;ambito dell&#8217;Energy Efficiency First dell&#8217;Unione europea</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/agenzia-nazionale-enea-nei-prossimi-tre-anni-lefficienza-energetica-sara-la-nostra-priorita-assoluta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jan 2024 11:08:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[efficienza energetica]]></category>
		<category><![CDATA[efficienza energetica priorità assoluta]]></category>
		<category><![CDATA[ENEA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ecodallecitta.it/?p=33683</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nei prossimi tre anni, l&#8217;Enea sarà impegnata insieme ad otto partner europei a promuovere l&#8217;efficienza energetica come proprietà assoluta, seguendo l’Energy Efficiency First, principio guida delle politiche nazionali e territoriali.  Lo comunica la stessa Agenzia in una nota in cui spiega che &#8220;il nuovo approccio, introdotto recentemente dalla direttiva UE 2023/1791, fa dell’efficienza la prima opzione/soluzione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/agenzia-nazionale-enea-nei-prossimi-tre-anni-lefficienza-energetica-sara-la-nostra-priorita-assoluta/">Enea responsabile del progetto italiano nell&#8217;ambito dell&#8217;Energy Efficiency First dell&#8217;Unione europea</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nei prossimi tre anni, <strong>l&#8217;Enea sarà impegnata insieme ad otto partner europei a promuovere l&#8217;efficienza energetica come proprietà assoluta</strong>, seguendo <em>l’<strong>Energy Efficiency First</strong></em>, principio guida delle politiche nazionali e territoriali. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo comunica la stessa Agenzia in una nota in cui spiega che &#8220;il nuovo approccio, introdotto recentemente dalla <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32023L1791" target="_blank" rel="noreferrer noopener">direttiva UE 2023/1791</a>, fa dell’efficienza la prima opzione/soluzione sulla quale pubblico e privato devono investire per massimizzare le opportunità di risparmio energetico in edifici, trasporti e industria, prima ancora di considerare nuove fonti o nuove infrastrutture energetiche. Il lavoro si svolgerà nel quadro del progetto ENEFIRST PLUS, coordinato dall’Institute for European Energy and Climate Policy (IEECP) con sede in Olanda, e prevedrà nello specifico l’attuazione di <strong>quattro casi pilota</strong> da realizzare in Italia e in altri tre Paesi dell’Unione Europea (Grecia, Polonia e Croazia)&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nello specifico, aggiunge ENEA: &#8220;Il <strong>principio dell’efficienza energetica al primo posto</strong>, a cui è stata conferita forza giuridica, ha stabilito che gli Stati membri dovranno provvedere a una serie di azioni concrete volte alla realizzazione di&nbsp;<strong>un portale&nbsp;</strong>e di<strong>&nbsp;comunità di pratica</strong>, vale a dire aggregazioni di stakeholders per la condivisione di buone pratiche e azioni, grazie alle quali aumentare le conoscenze sulle opportunità e gli strumenti a disposizione in tema di efficienza energetica&#8221;.  &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<strong>L’ENEA sarà responsabile del caso pilota italiano</strong>&nbsp;che valuterà, sia a livello qualitativo che in termini di analisi costi-benefici, l’allineamento dei Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima-PAESC&nbsp;adottati dagli enti locali con i principi dell’<em>Energy Efficiency First (EE1st)</em>. Nel dettaglio l’ENEA selezionerà alcune delle Amministrazioni comunali tra quelle che hanno aderito al Patto dei Sindaci&nbsp;e le affiancherà nel processo di valutazione del proprio Piano, aiutandole ad utilizzare i principi dell’EE1st nella definizione delle nuove azioni da adottare&#8221;, spiega Maurizio Matera ricercatore della Divisione ENEA Servizi integrati per lo sviluppo territoriale. “Infatti l’efficienza è da considerarsi sempre come<strong>&nbsp;la prima opzione</strong>&nbsp;per&nbsp;<strong>ridurre i consumi energetici</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>mitigare i problemi ambientali</strong>,<strong>&nbsp;sociali ed economici</strong>&nbsp;legati all&#8217;energia del proprio territorio ma anche del Paese Italia” conclude il ricercatore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;L’ENEA sarà impegnata anche nell’organizzazione periodica di tavole rotonde durante le quali istituzioni pubbliche e private, aziende ed enti regolatori potranno condividere esperienze e iniziative di successo per fornire input ai decisori politici affinché possano adeguare correttamente le strategie energetiche nazionali ai principi dell&#8217;efficienza. L&#8217;ENEA, inoltre, interverrà nell’analisi della totalità dei casi pilota sviluppati dai partner del progetto, con l’obiettivo di estendere i risultati a tutti i 27 Stati membri dell’Unione Europea&#8221;, ha concluso l&#8217;Agenzia. </p>
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		<title>Il patrimonio edilizio come miniera urbana: dall’Enea un metodo di rigenerazione circolare degli edifici dismessi</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/enea-messa-a-punto-metodologia-che-individua-i-materiali-degli-edifici-vecchi-per-poterli-reimpiegare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jan 2024 15:38:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia circolare]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia Enea]]></category>
		<category><![CDATA[ENEA]]></category>
		<category><![CDATA[metodologia materiali vecchi edifici]]></category>
		<category><![CDATA[Sapienza Università di Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Insieme all&#8217;Università La Sapienza di Roma, l&#8217;Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l&#8217;energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) ha messo a punto una nuova metodologia di analisi che consente di identificare e quantificare tutti i materiali che si trovano in edifici vecchi o in disuso al fine di poterli reimpiegare &#8211; nell&#8217;ottica dell&#8217;economia circolare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Insieme all&#8217;Università La Sapienza di Roma, l&#8217;Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l&#8217;energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) ha messo a punto una nuova metodologia di analisi che consente di identificare e quantificare tutti i materiali che si trovano in edifici vecchi o in disuso al fine di poterli reimpiegare &#8211; nell&#8217;ottica dell&#8217;economia circolare &#8211; in nuove costruzioni o in progetti di riqualificazione architettonica. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Come spiega ENEA in una nota: &#8220;La ricerca è stata condotta nell’ambito del <a href="https://www.espa.enea.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">progetto ES-PA dell’ENEA </a>e pubblicata sulla rivista <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S2352554123001389" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sustainable Chemistry and Pharmacy</a>, dimostrando che oltre il <strong>95% dei materiali</strong> <strong>da demolire</strong> <strong>possono essere riutilizzati</strong> per la riqualificazione della struttura stessa (35%) e per altri impieghi (60%), <strong>senza finire in discarica</strong>. La metodologia è stata applicata su uno dei tanti siti di archeologia industriale presenti in Italia (occupano il 3% del territorio per una superficie di 9 mila chilometri quadrati) e, nello specifico, a un progetto di recupero di un deposito degli autobus di 11 mila metri quadrati, costruito a Roma negli anni ‘30 e in disuso dal 2008&#8243;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">“L’approccio proposto &#8211; ha spiegato <strong>Antonella Luciano</strong>, ricercatrice del Laboratorio ENEA Valorizzazione delle risorse nei sistemi produttivi e territoriali e coautrice dello studio insieme a <strong>Laura Cutaia</strong> (ENEA), <strong>Parola Altamura</strong> e <strong>Serena Baiani</strong> di Sapienza Università di Roma &#8211; consente la valutazione a diverse scale, da quella nazionale per individuare l’entità dei materiali recuperabili dal parco edilizio italiano con la finalità di supportare un piano di uso efficiente delle risorse a livello Paese, passando per quella intermedia finalizzata alle pianificazioni strategiche locali o di aree caratterizzate da omogeneità nei caratteri costruttivi, fino ad arrivare alla scala locale con l’obiettivo di fornire strumenti operativi per la pianificazione delle aree urbane, di quartieri o di singoli edifici”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Dalle analisi preliminari &#8211; continua la nota di ENEA &#8211; è emerso che il deposito preso in considerazione ha circa <strong>18mila m<sup>3</sup></strong> di <strong>materiali</strong>, in prevalenza cemento armato, per un peso complessivo di circa <strong>35mila tonnellate </strong>e una quantità di<strong> carbonio incorporato </strong>di oltre<strong> 15mila tonnellate di CO<sub>2</sub></strong>. Il progetto di riqualificazione architettonica, che rappresenta uno degli aspetti chiave della metodologia di ENEA-Sapienza, prevede la conservazione della struttura in cemento armato e il recupero quasi totale di alcuni materiali ed elementi strutturali (finestre con telaio in ferro e porte in legno)&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">“Mentre per i materiali da demolire &#8211; come intonaco, piastrelle, mattoni e impianti &#8211; abbiamo previsto l’invio fuori sito per il riciclo nelle rispettive catene del valore, attraverso impianti presenti sul territorio di Roma, o per la rigenerazione finalizzata a riutilizzi futuri”, spiega la ricercatrice di ENEA.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Su un totale di oltre mille metri cubi di materiali da demolire solo una minima quantità (4,7% in volume e 4,2% in peso) è destinata allo smaltimento in discarica perché potenzialmente pericolosa -prosegue Antonella Luciano-.  È stato così possibile migliorare del 25% la soglia minima di legge per il recupero dei materiali da demolizione (70%). E, soprattutto, questa metodologia è applicabile a tutte le tipologie costruttive che comprendono non solo edifici industriali dismessi, ma anche edilizia residenziale e scolastica”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La presenza diffusa di siti dismessi rappresenta un’opportunità di rigenerazione urbana e di valorizzazione degli stock di materiali presenti negli edifici. L’elevata quantità di materiali e componenti, edifici e infrastrutture ‘a fine vita’ può essere considerata come una vera e propria miniera urbana, una potenziale fonte di nuove risorse che necessitano, però, di essere quantificate e mappate per contribuire allo sviluppo di nuove strategie di riuso e di riciclo, condizione essenziale per un piano nazionale di uso efficiente delle risorse&#8221;, ha spiegato ENEA. </p>



<p class="wp-block-paragraph">“In concreto, l’implementazione su larga scala della circolarità nel settore edile richiede un processo innovativo di progettazione e di costruzione che integri diverse attività come la stima degli stock di materiali, la demolizione selettiva, l’approvvigionamento locale e il riciclo degli scarti provenienti anche da settori industriali diversi, la cosiddetta simbiosi industriale. Per consentire il reimpiego dei materiali, servirebbe un nuovo approccio alla demolizione delle costruzioni (la decostruzione), già in fase di progettazione, che preveda ad esempio uno smontaggio selettivo dei componenti e un’ottimizzazione del recupero di tutti i materiali riciclabili come mattoni in argilla, lastre e blocchi di pietra ed elementi in acciaio che hanno un’elevata energia incorporata e un basso calo di prestazioni nel tempo”, sottolinea Antonella Luciano di ENEA.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Per promuovere questo nuovo approccio si considerano fondamentali quattro fattori: <strong>quantificazione del valore ambientale</strong> dello stock di materiali di costruzioni in disuso o a fine vita;  <strong>banche dati dei materiali</strong> e <strong>mappature georeferenziate</strong> per conoscere le aree di distribuzione dei materiali potenzialmente riutilizzabili presenti su un territorio, integrabili nei software BIM (<em>Building Information Modeling</em>) per l’ottimizzazione della pianificazione, della realizzazione e della gestione delle costruzioni; <strong>piattaforme di scambio di componenti e materiali</strong> provenienti dalle decostruzioni. A livello globale il settore delle costruzioni è responsabile del 60% del consumo di materie prime, del 23% delle emissioni di anidride carbonica e del 50% dei rifiuti prodotti dalle attività di costruzione e demolizione. Alcuni vincoli normativi, la frammentazione della normativa tecnica e ambientale e un’interpretazione a volte non univoca delle norme stesse, ha di fatto seriamente rallentato negli ultimi anni un efficace recupero e riutilizzo di tali rifiuti&#8221;, si legge nelle conclusioni della nota. </p>



<p class="wp-block-paragraph">“Ma qualcosa si sta muovendo come dimostrano alcuni recenti aggiornamenti normativi che puntano a ridurre lo smaltimento dei rifiuti da costruzione e demolizione e a facilitare la creazione di un mercato dei componenti recuperati”, conclude la ricercatrice ENEA.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Energia, da ENEA la nuova versione del software per la certificazione energetica degli edifici residenziali</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/da-enea-il-software-per-la-certificazione-energetica-degli-edifici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Sep 2023 11:46:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione energetica]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione energetica degli edifici]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione energetica degli edifici residenziali]]></category>
		<category><![CDATA[ENEA]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A partire dal 21 settembre, è ora possibile effettuare il download gratuito della nuova edizione di DOCET, il software semplificato ideato dall&#8217;ENEA per la certificazione energetica degli edifici residenziali. Questo strumento è stato sviluppato in collaborazione con il Cnr &#8211; Istituto per le Tecnologie della Costruzione ed è destinato agli operatori nel campo dell&#8217;edilizia. L&#8217;applicazione [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">A partire dal 21 settembre, è ora possibile effettuare il download gratuito della nuova edizione di <a href="https://www.efficienzaenergetica.enea.it/servizi-per/cittadini/docet.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">DOCET, il software semplificato ideato dall&#8217;ENEA per la certificazione energetica degli edifici residenziali</a>. Questo strumento è stato sviluppato in collaborazione con il Cnr &#8211; Istituto per le Tecnologie della Costruzione ed è destinato agli operatori nel campo dell&#8217;edilizia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;applicazione è progettata per la stesura dell&#8217;<a href="https://www.certificato-energetico.it/certificazione-energetica.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Attestato di Prestazione Energetica (APE)</a> per edifici con una superficie fino a 200 metri quadri, a condizione che non siano soggetti a ristrutturazioni significative. L&#8217;APE è un documento fondamentale che certifica le prestazioni energetiche e la classe energetica di un immobile. Inoltre, fornisce indicazioni sugli interventi di miglioramento energetico più vantaggiosi dal punto di vista economico. La versione precedente di questo software è stata utilizzata da oltre 300.000 utenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le nuove funzionalità introdotte, è ora possibile personalizzare in modo più dettagliato la descrizione dell&#8217;immobile mediante l&#8217;inclusione di ulteriori dati per migliorare la caratterizzazione delle superfici trasparenti, necessari per il calcolo degli apporti solari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa nuova versione, sono stati anche aggiornati i costi unitari dei combustibili. Tuttavia, è importante sottolineare che a causa della variabilità dei prezzi energetici, si raccomanda sempre una verifica accurata da parte del tecnico certificatore. Questo aspetto è stato evidenziato da Carlo Romeo del <a href="https://www.ecodallecitta.it/dal-18-al-29-settembre-torna-la-summer-school-enea/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Laboratorio ENEA di Efficienza energetica negli edifici e sviluppo urbano</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;altra novità importante è la presenza di un avviso che suggerisce di modificare il piano di riqualificazione proposto nel caso in cui non sia economicamente conveniente. Questo messaggio di avvertimento appare quando le azioni proposte, sia per quanto riguarda l&#8217;involucro edilizio che i sistemi impiantistici, mostrano tempi di recupero dell&#8217;investimento non congrui. Per esempio, ciò può verificarsi quando il periodo di recupero dell&#8217;investimento è più lungo della vita utile degli elementi sostituiti, come spiegato dal ricercatore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È fondamentale notare che il calcolo della prestazione energetica del sistema edificio-impianti viene effettuato nel pieno rispetto della legislazione energetica nazionale e delle norme tecniche di supporto. Pertanto, l&#8217;utilizzo di questo software è destinato a utenti con una specifica preparazione, in grado di gestire con precisione le fasi di acquisizione e inserimento dei dati, sia quando si utilizzano opzioni predefinite dal software sia quando si effettua l&#8217;inserimento manuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova versione di DOCET offre la capacità di generare ed esportare un file di interscambio essenziale per il trasferimento delle informazioni relative agli Attestati di Prestazione Energetica (APE) ai sistemi informativi regionali. Questi dati vengono successivamente integrati nel SIAPE, il Sistema Informativo nazionale sugli Attestati di Prestazione Energetica gestito dall&#8217;ENEA.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È importante notare che questa nuova versione è stata sviluppata per soddisfare i requisiti della Procedura di Verifica di Sorveglianza Periodica, come previsto per gli strumenti di calcolo e software commerciali. Questa procedura è necessaria per ottenere l&#8217;approvazione da parte del Comitato Termotecnico italiano (CTI) e rilasciare dichiarazioni conformi alle leggi vigenti per questa specifica categoria di interventi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per ulteriori dettagli relativi all&#8217;applicazione, alle specifiche tecniche, alle metodologie di calcolo e alla compilazione del software, è disponibile un manuale utente che può essere scaricato insieme all&#8217;ultima versione di DOCET. Questo manuale fornirà informazioni dettagliate e istruzioni su come utilizzare efficacemente il software per la certificazione energetica degli edifici residenziali.</p>
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		<title>Efficienza energetica degli edifici, al via il progetto per definire le linee guida Ue</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/efficienza-degli-edifici-al-via-il-progetto-per-definire-le-linee-guida/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2023 15:08:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[APE]]></category>
		<category><![CDATA[Direttiva sulla prestazione energetica degli edifici]]></category>
		<category><![CDATA[edifici]]></category>
		<category><![CDATA[efficienza energetica]]></category>
		<category><![CDATA[ENEA]]></category>
		<category><![CDATA[EPBD.wise]]></category>
		<category><![CDATA[progetto europeo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sviluppare nuove direttive operative per l&#8217;attuazione delle normative europee sull&#8217;efficienza energetica negli edifici, che coprono una vasta gamma di aspetti, dalle costruzioni a emissioni zero agli attestati di prestazione energetica (APE), è il principale scopo del progetto EPBD.wise dell&#8217;Unione Europea. Questo ambizioso progetto sta per prendere il via, coinvolgendo nove enti provenienti da sette Paesi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Sviluppare nuove direttive operative per l&#8217;attuazione delle <strong><a href="https://www.ecodallecitta.it/direttiva-case-green-testo-approvato-dal-parlamento-europeo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">normative europee sull&#8217;efficienza energetica negli edifici</a></strong>, che coprono una vasta gamma di aspetti, dalle costruzioni a emissioni zero agli attestati di prestazione energetica (APE), è il principale scopo del progetto <a href="https://energy.ec.europa.eu/index_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">EPBD.wise</a> dell&#8217;Unione Europea. Questo ambizioso progetto sta per prendere il via, coinvolgendo nove enti provenienti da sette Paesi membri dell&#8217;UE, tra cui l&#8217;ENEA come rappresentante italiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Stiamo operando in conformità con il pacchetto &#8216;Pronti per il 55%&#8217; e la proposta di revisione della Direttiva sulla prestazione energetica degli edifici (EPBD). Questo progetto è finalizzato a semplificare il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi europei in materia di energia e clima. Tali obiettivi richiedono un deciso rafforzamento delle politiche nel settore dell&#8217;edilizia&#8221;, afferma Fabio Zanghirella, del Dipartimento ENEA per l&#8217;Efficienza Energetica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La recente proposta di revisione della Direttiva EPBD introduce nuovi elementi per raggiungere gli obiettivi dell&#8217;Unione europea in materia di energia e clima. Tra questi figurano:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Edifici a emissioni zero (Zero Emission Buildings &#8211; ZEB):</strong> Questi rappresentano un passo avanti rispetto agli NZEB (Nearly Zero Energy Building), in quanto richiedono una quantità molto ridotta di energia proveniente esclusivamente da fonti rinnovabili.</li>



<li><strong>Piani nazionali di ristrutturazione degli edifici (National Building Renovation Plans &#8211; NBRP):</strong> Questi piani di pianificazione sono fondamentali per ridurre le emissioni di gas a effetto serra degli edifici, contribuendo così agli obiettivi ambientali.</li>



<li><strong>Norme minime di prestazione energetica degli edifici (Minimum Energy Performance Standards &#8211; MEPS):</strong> Queste norme stabiliscono i requisiti minimi di prestazione energetica che gli edifici devono soddisfare, promuovendo l&#8217;efficienza energetica.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, questi strumenti si aggiungono ai passaporti di ristrutturazione degli edifici (Building Renovation Passports &#8211; BRP), documenti che forniscono dettagli sul processo di riqualificazione di un edificio, e agli attestati di prestazione energetica (APE), entrambi già previsti dalla normativa europea esistente ma potenziati dalla proposta di revisione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;L&#8217;obiettivo che ci poniamo è di offrire sostegno alle istituzioni degli Stati membri, con particolare attenzione ai sei Paesi focali. Come ENEA, abbiamo il compito di guidare l&#8217;implementazione degli APE e degli ZEB&#8221;, afferma il ricercatore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Partendo da un&#8217;analisi delle migliori pratiche già in atto nei vari Paesi dell&#8217;Unione Europea, intendiamo adattare questi strumenti alle specifiche esigenze dei &#8216;Paesi focali&#8217;. Prevediamo inoltre di mettere in atto un sistema di monitoraggio, rendicontazione e valutazione per misurarne l&#8217;efficacia&#8221;, conclude Zanghirella.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo finale è creare modelli replicabili che semplifichino l&#8217;attuazione della legislazione europea in tutti i 27 Stati membri. Questo sforzo avverrà in stretta collaborazione con la Concerted Action-EPBD, la rete delle agenzie nazionali per l&#8217;energia (European Energy Network &#8211; EnR), i partner nazionali della Campagna Renovate Europe, così come con i responsabili politici e tutte le parti interessate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per agevolare la replicabilità e l&#8217;adattamento dei nuovi strumenti in tutti i 27 Stati membri, è previsto un road show con la partecipazione di esperti e stakeholder.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Enea: nel primo semestre 2023 calano consumi ed emissioni, crescono le rinnovabili</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/energia-enea-nuovo-calo-di-consumi-ed-emissioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Paolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jul 2023 12:13:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[ENEA]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[rinnovabili]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ecodallecitta.it/?p=28815</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel primo semestre del 2023, nonostante una decisa diminuzione dei prezzi, si è registrata una continuazione della riduzione dei consumi di energia, con una percentuale del -5%. Questo risultato segue la forte contrazione avvenuta nel quarto trimestre del 2022, che aveva raggiunto un significativo -12%. L&#8217;Analisi ENEA del sistema energetico italiano, nell&#8217;ultimo aggiornamento trimestrale, ha [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/energia-enea-nuovo-calo-di-consumi-ed-emissioni/">Enea: nel primo semestre 2023 calano consumi ed emissioni, crescono le rinnovabili</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nel primo semestre del 2023, nonostante una decisa diminuzione dei prezzi, si è registrata una <a href="https://www.ecodallecitta.it/rallenta-crescita-domanda-globale-elettricita-avanzano-rinnovabili/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">continuazione della riduzione dei consumi di energia</a>, con una percentuale del -5%. Questo risultato segue la forte contrazione avvenuta nel quarto trimestre del 2022, che aveva raggiunto un significativo -12%.<a href="https://www.pubblicazioni.enea.it/le-pubblicazioni-enea/analisi-trimestrale-del-sistema-energetico-italiano.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> L&#8217;Analisi ENEA del sistema energetico italiano</a>, nell&#8217;ultimo aggiornamento trimestrale, ha rivelato anche un nuovo importante calo delle emissioni di CO2, pari al -9%. È da notare che tali emissioni erano già diminuite tra ottobre e dicembre 2022, dopo sei trimestri consecutivi di crescita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“La flessione dei consumi riguarda in primo luogo il <strong>settore civile</strong> (-12%), principalmente per effetto del minor impiego di gas per il riscaldamento, come conseguenza delle misure amministrative e di efficienza adottate, ma soprattutto per il clima eccezionalmente mite dei primi mesi dell’anno, a gennaio in particolare”, spiega Francesco Gracceva, che cura l’Analisi ENEA&nbsp;del sistema energetico. “Anche l’<strong>industria</strong> ha registrato una riduzione dei consumi (-10%), determinata in particolare dal calo fino al 20% della produzione nei settori <em>gas intensive</em>, i cui consumi energetici risultano ormai inferiori di oltre il 5% rispetto a quelli del 2020. Crescono invece i consumi dei trasporti (+3%), con un incremento concentrato quasi tutto nel primo trimestre 2023 e un progressivo ritorno ai livelli pre-pandemia”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In termini di <strong>fonti</strong> energetiche, alla riduzione dei consumi di <strong>gas</strong> (-16%) e <strong>carbone </strong>(-15%) ha fatto da contraltare un deciso aumento dell’<strong>import</strong> di <strong>elettricità</strong> (+22%). In crescita le <strong>rinnovabili</strong> elettriche (+5%), con una quota complessiva delle&nbsp;fonti rinnovabili&nbsp;sui consumi finali che si prevede possa a fine 2023 <strong>superare il massimo storico</strong> del 2020 (20,4%). “Anche se la traiettoria verso il nuovo target del 40% al 2030 richiederebbe una crescita molto più marcata”, commenta Gracceva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo le stime ENEA, le rinnovabili elettriche non programmabili (eolico e solare) hanno fatto registrare nella fascia oraria 13-15 del 10 aprile (giorno di Pasquetta) un <strong>nuovo massimo storico con la copertura di oltre l’80% della domanda</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel primo trimestre, la diminuzione dei consumi energetici in Italia è stata in linea con quella dell’eurozona, sempre per il clima mite e la fase di debolezza delle economie. Anche in Europa, infatti, il PIL è diminuito soprattutto a causa della flessione dell’attività manifatturiera, particolarmente marcata nei settori <em>gas intensive</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla riduzione delle <strong>emissioni</strong> <strong>CO<sub>2 </sub></strong>hanno contribuito nel primo trimestre 2023 sia i settori ETS (generazione elettrica e industria energivora) che non-ETS (civile, trasporti, agricoltura, rifiuti e piccola industria). “Nel secondo trimestre, diversamente, il calo si è concentrato principalmente nei settori ETS (-19%), in particolare per il minor impiego di carbone nella generazione elettrica (-60%) e per l’aumento delle importazioni di elettricità (+4%) e delle rinnovabili elettriche (+9%), oltre alla già forte flessione delle produzioni energivore. La contrazione delle emissioni nel periodo aprile-giugno 2023 è invece divenuta marginale nei settori non ETS (-2%), a conferma del fatto che, al netto del calo dei consumi invernali di gas, nei settori civile e trasporti non sembrano esserci in atto dinamiche virtuose”, aggiunge Gracceva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo una lunga serie di variazioni negative e pur rimanendo vicino al minimo della serie storica, torna a migliorare l’indice della transizione energetica&nbsp;<strong>ISPRED</strong> (+14% rispetto al primo trimestre dell’anno), grazie al miglioramento della componente decarbonizzazione (contrazione dell’impiego di carbone e delle produzioni energivore) e alla diminuzione dei prezzi di elettricità e gas, che rimangono comunque ancora ampiamente superiori alle medie di lungo periodo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Secondo le valutazioni preliminari fatte da ENEA, nel primo semestre dell’anno il <strong>prezzo</strong> medio dell’elettricità per un’impresa con consumi medio-bassi è stato di poco inferiore a 300 €/MWh (-15% rispetto al secondo semestre 2022), mentre si stima che il prezzo medio del gas sia tornato nel primo semestre 2023 ben al di sotto dei 100 €/MWh (-30% rispetto al record della seconda parte del 2022)”, conclude Gracceva.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/energia-enea-nuovo-calo-di-consumi-ed-emissioni/">Enea: nel primo semestre 2023 calano consumi ed emissioni, crescono le rinnovabili</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
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		<title>Roma, la micromobilità elettrica potrebbe coprire il 20% degli spostamenti &#124; nuovo studio ENEA</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/roma-micromobilita-elettrica-puo-coprire-il-20-degli-spostamenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jul 2023 12:21:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[ENEA]]></category>
		<category><![CDATA[micromobilità]]></category>
		<category><![CDATA[micromobilità elettrica]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Roma, le biciclette e i monopattini elettrici potrebbero rappresentare in media fino al 20% dei tragitti solitamente effettuati in auto privata dal lunedì al venerdì. Inoltre, l&#8217;utilizzo dei mezzi privati durante l&#8217;ora di punta potrebbe diminuire del 10% se si opta per l&#8217;utilizzo della metropolitana o del treno insieme a monopattini elettrici privati che [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">A Roma, le biciclette e i monopattini elettrici potrebbero rappresentare in media fino al 20% dei tragitti solitamente effettuati in auto privata dal lunedì al venerdì. Inoltre, l&#8217;utilizzo dei mezzi privati durante l&#8217;ora di punta potrebbe diminuire del 10% se si opta per l&#8217;utilizzo della metropolitana o del treno insieme a monopattini elettrici privati che possono essere trasportati a bordo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È quanto emerge da un’<a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0965856422000088?via%3Dihub" target="_blank" rel="noreferrer noopener">indagine condotta da ENEA</a> in collaborazione con le università “Roma Tre” e “Roma Tor Vergata” su un campione di 240 mila autovetture, per un totale di 9 milioni di spostamenti monitorati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Carlo Liberto, ricercatore del <a href="https://www.ecodallecitta.it/studio-enea-smog-calato-nella-pandemia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Laboratorio ENEA Sistemi e Tecnologie per la Mobilità Sostenibile</a>, afferma che lo studio aveva l&#8217;obiettivo di individuare i viaggi in automobile che potrebbero essere sostituiti con forme di micromobilità elettrica. &#8220;Abbiamo stabilito due limiti di distanza massima per i mezzi elettrici, 6 chilometri per le biciclette e 3 chilometri per i monopattini, tenendo conto delle caratteristiche delle infrastrutture, dell&#8217;accessibilità e dei costi dei servizi di condivisione disponibili in diverse aree della città. Abbiamo considerato che coloro che si spostano in zone con una presenza significativa di piste ciclabili o strade a velocità ridotta saranno più propensi ad adottare soluzioni di micromobilità elettrica, in quanto vi è una maggiore percezione di sicurezza&#8221;, aggiunge Liberto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per condurre questa ricerca, i ricercatori hanno introdotto un nuovo indicatore chiamato Micromobility Compatibility Index (MCI), progettato per valutare la compatibilità potenziale delle infrastrutture stradali con i mezzi di micromobilità, in particolare le e-bike e i monopattini, nell&#8217;intera area metropolitana di Roma, <strong>suddivisa in circa 1.400 zone</strong>. L&#8217;indice MCI rivela che Roma ha un notevole potenziale di sviluppo per la mobilità alternativa, sebbene siano evidenti differenze significative tra le varie aree. In alcune zone, il valore dell&#8217;indice è basso a causa della scarsa presenza di infrastrutture stradali per la mobilità attiva, mentre in altre zone è elevato grazie alla presenza di ampie aree verdi con numerosi percorsi pedonali e ciclabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Considerando la combinazione di monopattini e mezzi di trasporto pubblico come una soluzione di viaggio, si osserva che le percentuali più elevate di domanda potenziale di micromobilità si concentrano lungo le <strong>linee B1 e C della metropolitana</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Questi risultati potrebbero essere utili per un fornitore di servizi di micromobilità condivisa al fine di valutare meglio le aree della città e persino le fermate della metropolitana in cui proporre servizi di biciclette e monopattini elettrici. D&#8217;altra parte, l&#8217;amministrazione avrebbe a disposizione una mappa delle aree in cui sono necessari interventi infrastrutturali per offrire ai cittadini la possibilità di utilizzare forme di mobilità più sostenibili e favorevoli alla vivibilità urbana&#8221;, <strong>sottolinea Francesco Vellucci</strong>, <strong>responsabile del Laboratorio ENEA Sistemi e Tecnologie per la Mobilità Sostenibile</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;approccio metodologico utilizzato in questo studio può essere replicato per tutte le città che dispongono di dati sulle abitudini di mobilità individuale, infrastrutture stradali e servizi di trasporto, al fine di identificare le aree urbane con il maggior potenziale di sviluppo della micromobilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Tuttavia &#8211; <strong>aggiunge Vellucci </strong>&#8211; per ottenere stime più accurate sul mercato potenziale, sarà necessario condurre indagini campionarie più specifiche, focalizzandosi su fattori e caratteristiche personali degli utenti come età, genere, reddito, propensione a comportamenti ecologici, esigenze di mobilità e stile di vita. In Italia, il 32% degli spostamenti viene effettuato utilizzando la micromobilità e la mobilità attiva. Sebbene non possano sostituire completamente il trasporto privato in tutte le situazioni, possono diventare un alleato del trasporto pubblico per ridurre il traffico cittadino, l&#8217;inquinamento e migliorare la qualità della vita&#8221;.</p>
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