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	<title>energia rinnovabile Archivi - Eco dalle Città</title>
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	<description>ambiente urbano</description>
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	<title>energia rinnovabile Archivi - Eco dalle Città</title>
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	<item>
		<title>Torino produrrà più energia di quanta ne consuma con il progetto TIPS4PED</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/torino-produrra-piu-energia-di-quanta-ne-consuma-con-il-progetto-tips4ped/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Vendola]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 12:09:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[energia rinnovabile]]></category>
		<category><![CDATA[politecnico di torino]]></category>
		<category><![CDATA[TIPS4PED]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno degli obiettivi più importanti che la Città di Torino si è data è quello di essere carbon neutral entro il 2030. O comunque provarci attraverso la Missione “100 Climate-Neutral and Smart Cities by 2030” dell’Unione europea che accompagna 100 città pilota (tra cui Torino) nella transizione verso la neutralità climatica e la digitalizzazione. L’obiettivo [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Uno degli obiettivi più importanti che la Città di <strong>Torino</strong> si è data è quello di essere <strong>carbon neutral</strong> entro il 2030. O comunque provarci attraverso la Missione “<a href="https://research-and-innovation.ec.europa.eu/funding/funding-opportunities/funding-programmes-and-open-calls/horizon-europe/eu-missions-horizon-europe/climate-neutral-and-smart-cities_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">100 Climate-Neutral and Smart Cities by 2030</a>” dell’Unione europea che accompagna 100 città pilota (tra cui Torino) nella transizione verso la neutralità climatica e la digitalizzazione. L’obiettivo è quello di anticipare di 20 anni il raggiungimento degli obiettivi del Green Deal Europeo tracciando la strada per quelle che dovranno farlo entro il 2050.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tante sono le iniziative che in questi anni vedono Torino fare da apripista alla sperimentazione di nuove tecnologie e progetti, tra questi c’è anche <a href="https://tips4ped.eu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">TIPS4PED</a> che candida a far diventare la città un punto di riferimento europeo per i Positive Energy Districts (PED), <strong>quartieri capaci di produrre più energia di quanta ne consumino</strong>. È questo l&#8217;obiettivo di TIPS4PED &#8211; Towards Innovative and Positive Energy Districts, progetto finanziato dal programma Horizon Europe che vede il Politecnico impegnato nelle attività di ricerca insieme al Comune di Torino, alla Fondazione LINKS e a numerosi partner internazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di scoprire qualcosa in più di TIPS4PED bisogna mettere in chiaro un aspetto: il progetto coinvolge direttamente i cittadini fin dalle sue fasi di avvio, rendendoli davvero protagonisti di azioni volte al raggiungimento della neutralità climatica. Infatti i cittadini potranno aiutare la città a determinare il reale ed effettivo consumo energetico delle proprie abitazioni ma soprattutto potranno aiutare la città, il proprio quartiere e la propria abitazione a produrre energia pulita.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>I</strong><strong>l coinvolgimento dei cittadini tra monitoraggio e produzione di energia</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto TIPS4PED ha scelto come area &#8220;Lighthouse&#8221; della Città il distretto tra Energy Center, Cittadella Politecnica e Fondazione LINKS, destinato a diventare vetrina e banco di prova di soluzioni tecnologiche, sociali e di coinvolgimento dei cittadini e delle cittadine per <strong>accelerare la transizione energetica urbana</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Comune di Torino e il Politecnico con questo progetto invitano cittadini e cittadine a contribuire alla <strong>ricerca scientifica </strong>e allo <strong>sviluppo di tecnologie innovative per la sostenibilità energetica</strong>. Infatti i cittadini interessati (comprese le attività commerciali) riceveranno in comodato d&#8217;uso gratuito un dispositivo di monitoraggio dell&#8217;energia elettrica, che permette di tenere traccia dei consumi e della produzione energetica. Inoltre le persone coinvolte avranno anche la possibilità di ricevere in comodato d&#8217;uso gratuito un impianto fotovoltaico da balcone (disponibile per un numero limitato di partecipanti).<br><br>Sulle <a href="https://www.polito.it/ateneo/comunicazione-e-ufficio-stampa/poliflash/torino-laboratorio-europeo-per-i-positive-energy-districts" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>pagine del sito del Politecnico di Torino</u></a> è possibile aderire alla manifestazione di interesse per partecipare al progetto Turning cIties Planning actionS for Positive Energy Districts into success (TIPS4PED), mentre su <a href="https://tips4ped.eu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>tips4ped.eu</u></a> è possibile approfondire tutta la progettualità, le sue fasi e seguire lo sviluppo del progetto. Ricordiamo che <strong>è possibile aderire alla manifestazione d’interesse fino al 2</strong><strong>8</strong><strong> febbraio 2026.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>TIPS4PED</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">TIPS4PED progetterà, svilupperà e testerà l’efficacia e la fattibilità tecnico-economica di una piattaforma basata sulla creazione di un modello gemello digitale (Digital Twin), per supportare i comuni nell’implementazione di <strong>distretti a energia positiva</strong> (PED). Il progetto adotterà un approccio incentrato sulle persone, coinvolgendo, formando e responsabilizzando i cittadini e i potenziali stakeholder.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I <strong>Positive Energy District</strong> richiedono infatti integrazione tra edifici, utenti e rete di energia, mobilità e sistemi IT. Un distretto energetico urbano a energia positiva – che è un ambiente urbano autosufficiente dal punto di vista energetico e di emissioni di C02 – unisce ambiente costruito, mobilità, produzione e consumo sostenibili per aumentare l’efficienza energetica e diminuire le emissioni di gas serra e per creare valore aggiunto per i cittadini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inotre i PED (Positive Energy District) richiedono integrazione tra edifici, utenti e rete di energia, mobilità e sistemi IT. Le soluzioni TIPS4PED saranno sperimentate a Torino, scelta come città faro (Light House), mentre studi di replicabilità saranno condotti in tre città follower (Cork, Kozani e Budapest). La fase di sperimentazione e replicabilità porterà alla creazione di 4 città gemelle digitali e di mappe di decarbonizzazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il progetto a Torino</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nell’ambito del progetto il distretto selezionato testerà i 3 strumenti IAP TIPS4PED (Fattibilità, Progettazione/road Mapping e Operativo), con l’obiettivo di aprire la strada alla realizzazione della prima PED a Torino e di mostrare le potenzialità di aumentare la capacità installata di energia rinnovabile nelle zone urbane densamente popolate e negli edifici con superficie limitata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Comune si aspetta di avere una comunicazione sinergica con le parti interessate, coinvolgendo studenti e abitanti locali e basandosi su iniziative in corso, come Torino City Lab e Torino Social Impact.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Tecnologie scalabili e riproducibili</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le soluzioni TIPS4PED saranno sperimentate in una città LightHouse (Torino), dove l’Integrated Action Plan sarà collegato a un sistema di monitoraggio per la gestione in tempo reale degli asset, mentre studi di replica saranno condotti in tre città follower (Cork, Kozani e Budapest). La fase di sperimentazione e replica porterà alla creazione di 4 città gemelle digitali e di mappe di decarbonizzazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">TIPS4PED si propone di suggerire tecnologie scalabili e facilmente riproducibili e l’ottimizzazione digitale come soluzione chiave per raggiungere gli obiettivi dell’UE per il 2030, tenendo conto delle varie circostanze di mercato e degli aspetti ambientali, di sicurezza e normativi. Le attività di implementazione, monitoraggio e funzionamento delle soluzioni PED si concentreranno su 2 aree test: <strong>Area Test#1</strong>&nbsp;– Energy Center composto da 5.000 m2 di uffici, che ospitano circa 200 occupanti, e un auditorium da circa 120 persone; <strong>Area Test# 2</strong>&nbsp;– Area uffici del Comune di Torino, composta da 2 palazzine di uffici esistenti con più di 150 dipendenti e 1 area parcheggio, per circa 5.000 mq.</p>
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		<title>La capacità globale di energia rinnovabile raddoppierà entro il 2030, trainata dal solare</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/iea-previsioni-crescita-rinnovabili-2030/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2025 14:55:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[energia rinnovabile]]></category>
		<category><![CDATA[energia solare]]></category>
		<category><![CDATA[IEA]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto IEA]]></category>
		<category><![CDATA[Rapporto rinnovabili IEA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le fonti rinnovabili per la generazione di energia elettrica continuano a crescere ampiamente in tutto il mondo, con una capacità globale che dovrebbe più che raddoppiare entro il 2030. A dirlo sono le ultime previsioni a medio termine&#160;dell&#8217;IEA, l&#8217;Agenzia Internazionale dell&#8217;Energia. Guidata dalla rapida crescita del solare fotovoltaico, l&#8217;espansione delle rinnovabili, spiega l&#8217;IEA, avviene in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Le <strong>fonti rinnovabili</strong> <strong>per la generazione di energia elettrica</strong> continuano a crescere ampiamente in tutto il mondo, con una capacità globale che dovrebbe più che <strong>raddoppiare entro il 2030</strong>. A dirlo sono le <a href="https://www.iea.org/reports/renewables-2025" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ultime previsioni a medio termine</a>&nbsp;dell&#8217;IEA, l&#8217;Agenzia Internazionale dell&#8217;Energia. Guidata dalla rapida crescita del solare fotovoltaico, l&#8217;espansione delle rinnovabili, spiega l&#8217;IEA, avviene in un contesto di tensioni nella catena di approvvigionamento, sfide di integrazione della rete, pressioni finanziarie e cambiamenti politici.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nello specifico si prevede che la <strong>capacità globale di energia rinnovabile aumenterà di 4.600 gigawatt (GW) </strong>in cinque anni, ovvero più o meno l&#8217;equivalente della capacità totale di produzione di energia di <strong>Cina, Unione Europea e Giappone</strong> messe insieme.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il solare fotovoltaico rappresenterà circa l&#8217;80% dell&#8217;aumento globale</strong> della capacità di energia rinnovabile, trainato dai bassi costi e dai tempi di autorizzazione più rapidi, seguito da eolico, idroelettrico, bioenergia e geotermico. Gli impianti geotermici sono destinati a raggiungere massimi storici in mercati chiave, tra cui Stati Uniti, Giappone, Indonesia e una serie di economie emergenti e in via di sviluppo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le crescenti sfide di integrazione della rete stanno inoltre rinnovando<strong> l&#8217;interesse per l&#8217;energia idroelettrica ad accumulo</strong>, la cui crescita dovrebbe essere quasi l&#8217;80% più rapida nei prossimi cinque anni rispetto ai cinque precedenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle economie emergenti di <strong>Asia, Medio Oriente e Africa, sono la competitività sui costi e un maggiore sostegno politico a stimolare una crescita più rapida delle energie pulite</strong>, con molti governi che stanno introducendo nuovi programmi, alzando i propri obiettivi. L&#8217;India è sulla buona strada per diventare il secondo mercato di crescita delle energie rinnovabili a livello globale, dopo la Cina, e si prevede che raggiungerà agevolmente il suo ambizioso obiettivo entro il 2030.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A livello aziendale, la fiducia nelle energie rinnovabili rimane forte. La maggior parte dei principali sviluppatori ha mantenuto o aumentato i propri obiettivi di distribuzione per il 2030 rispetto allo scorso anno, a dimostrazione della resilienza e dell&#8217;ottimismo del settore. L&#8217;eolico offshore si distingue, tuttavia, con prospettive di crescita più deboli – circa un quarto in meno rispetto al rapporto dello scorso anno – derivanti da cambiamenti politici nei mercati chiave, colli di bottiglia nella catena di approvvigionamento e aumento dei costi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La crescita della capacità rinnovabile globale nei prossimi anni sarà dominata dal solare fotovoltaico, ma anche l&#8217;eolico, l&#8217;idroelettrico, la bioenergia e la geotermia contribuiranno&#8221;, ha affermato&nbsp;<strong>il Direttore Esecutivo dell&#8217;IEA,&nbsp;</strong><strong>Fatih Birol</strong>&nbsp;. &#8220;Il solare fotovoltaico è destinato a rappresentare circa l&#8217;80% dell&#8217;aumento della capacità rinnovabile mondiale nei prossimi cinque anni. Oltre alla crescita nei mercati consolidati, il solare è destinato a crescere in economie come l&#8217;Arabia Saudita, il Pakistan e diversi paesi del Sud-Est asiatico. Con l&#8217;aumento del ruolo delle energie rinnovabili nei sistemi elettrici in molti paesi, i responsabili politici devono prestare molta attenzione alla sicurezza della catena di approvvigionamento e alle sfide dell&#8217;integrazione della rete&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le previsioni del rapporto per la crescita della capacità globale di energia rinnovabile sono state leggermente al ribasso rispetto allo scorso anno, principalmente a causa dei cambiamenti politici negli Stati Uniti e in Cina. L&#8217;eliminazione anticipata degli incentivi fiscali federali, insieme ad altre modifiche normative negli Stati Uniti, ha ridotto le nostre aspettative di crescita per le energie rinnovabili nel mercato statunitense di quasi il 50% rispetto alle previsioni dello scorso anno. Il passaggio della Cina dalle tariffe fisse alle aste sta influenzando l&#8217;economia dei progetti, con conseguente riduzione delle nostre previsioni di crescita delle energie rinnovabili nel mercato cinese.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Questi aggiustamenti sono in parte compensati dalla vivacità in altre regioni </strong>– in particolare India, Europa e la maggior parte delle economie emergenti e in via di sviluppo – dove le prospettive di crescita sono state riviste al rialzo a causa di nuove politiche ambiziose, volumi d&#8217;asta più ampi, autorizzazioni più rapide e crescente diffusione di impianti solari sui tetti. Anche gli accordi di acquisto di energia da parte delle aziende, i contratti di fornitura di energia elettrica e gli impianti commerciali sono un fattore determinante, rappresentando insieme il 30% dell&#8217;espansione della capacità globale di energia rinnovabile fino al 2030, raddoppiando la loro quota rispetto alle previsioni dell&#8217;anno scorso.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Si prevede che il solare fotovoltaico dominerà la crescita delle energie rinnovabili da qui al 2030</strong>, rimanendo l&#8217;opzione più economica per la nuova generazione nella maggior parte dei paesi, mentre l&#8217;energia eolica, nonostante le sfide a breve termine, è ancora destinata a una notevole espansione. L&#8217;energia idroelettrica e altre tecnologie rinnovabili continueranno a svolgere un ruolo importante nel supportare i sistemi elettrici e aumentare la flessibilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le catene di approvvigionamento globali per il solare fotovoltaico e le terre rare utilizzate nelle turbine eoliche rimangono fortemente concentrate in Cina</strong>, evidenziando i rischi persistenti per la sicurezza della catena di approvvigionamento. Sebbene nuovi investimenti per diversificare le catene di approvvigionamento siano in corso in tutto il mondo, la concentrazione in Cina per i principali segmenti di produzione è destinata a rimanere superiore al 90% fino al 2030.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Allo stesso tempo, la rapida crescita delle fonti rinnovabili variabili sta esercitando una pressione crescente sui sistemi elettrici</strong>. In diversi mercati si stanno già verificando tagli e prezzi negativi, segnalando la necessità di investimenti urgenti in reti, sistemi di accumulo e generazione flessibile. Diversi Paesi stanno iniziando a rispondere con nuove aste di capacità e sistemi di accumulo, ma sarà necessario molto di più per garantire che le fonti rinnovabili variabili siano integrate in modo economicamente efficiente e sicuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si prevede che il ruolo delle energie rinnovabili nei trasporti e nel riscaldamento aumenterà nei prossimi anni, ma solo di poco. Nel settore dei trasporti, si prevede che la loro quota di energia utilizzata aumenterà dall&#8217;attuale 4% al 6% nel 2030, trainata principalmente dall&#8217;elettricità rinnovabile per i veicoli elettrici in Cina e in Europa, con i biocarburanti che contribuiranno alla crescita in Brasile, Indonesia, India e altri mercati chiave. La quota di energia rinnovabile utilizzata a livello globale per fornire calore a edifici e industrie aumenterà dal 14% al 18% nel periodo di previsione.</p>
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		<title>Rinnovabili, report EY: &#8220;Gli investimenti realizzati sono ancora pochi per gli obiettivi 2030&#8221;</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/rinnovabili-secondo-il-63-report-ey-gli-investimenti-realizzati-sono-ancora-pochi-per-gli-obiettivi-2030/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisa Rossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jul 2024 09:13:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[energia rinnovabile]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti nelle energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[report EY]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo i risultati della 63° edizione del report realizzato dal network mondiale di servizi professionali di consulenza EY: &#8220;È necessario accelerare sul percorso lungo la transizione energetica in quanto gli investimenti realizzati rimangono al di sotto di quanto necessario per raggiungere l&#8217;obiettivo della COP28 di triplicare la capacità di energia rinnovabile entro il 2030. Questo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/rinnovabili-secondo-il-63-report-ey-gli-investimenti-realizzati-sono-ancora-pochi-per-gli-obiettivi-2030/">Rinnovabili, report EY: &#8220;Gli investimenti realizzati sono ancora pochi per gli obiettivi 2030&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Secondo i risultati della 63° edizione del report realizzato dal network mondiale di servizi professionali di consulenza EY: &#8220;È necessario<strong> accelerare sul percorso lungo la transizione energetica</strong> in quanto gli investimenti realizzati rimangono al di sotto di quanto necessario per raggiungere l&#8217;obiettivo della COP28 di triplicare la capacità di energia rinnovabile entro il 2030. Questo nonostante il picco di investimenti in energia green dell&#8217;anno scorso, che ha raggiunto i 1800 miliardi di dollari, inclusi 660 miliardi destinati alle rinnovabili&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Infatti, il nome del report è Renewable Energy Country Attractiveness Index (<strong>RECAI</strong>) e classifica i primi 40 Paesi al mondo per attrattività di investimenti e opportunità di sviluppo nel settore delle energie rinnovabili. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Nella presente edizione del RECAI, Stati Uniti, Cina e Germania sono sul podio e seguono Francia, Australia, Regno Unito, India, Danimarca, Canada e Giappone. <strong>L’Italia migliora la propria posizione, salendo al 13° posto. </strong>Nel Paese, nel primo semestre 2024 sono stati installati 3,7 GW di nuovi impianti rinnovabili, con il fotovoltaico che copre quasi il 90% delle nuove installazioni con 3,3 GW, seguito dall’eolico con circa 360 MW, da bioenergie e idroelettrico che insieme coprono circa 20 MW. Il confronto tra il primo semestre 2023 e il primo semestre 2024 conferma un importante incremento della nuova potenza installata da fonti rinnovabili che è stata del <strong>41%</strong>&#8220;, spiega una nota EY. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="923" height="871" src="https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2024/07/2.png" alt="" class="wp-image-39287" srcset="https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2024/07/2.png 923w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2024/07/2-300x283.png 300w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2024/07/2-768x725.png 768w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2024/07/2-445x420.png 445w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2024/07/2-150x142.png 150w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2024/07/2-696x657.png 696w" sizes="(max-width: 923px) 100vw, 923px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Anche l’impegno prefissato sulle comunità energetiche, grazie al decreto sulle CER (Comunità energetiche rinnovabili) che stanzia 5,7 miliardi di euro per la loro istituzione, ha contribuito a rafforzare la diffusione di rinnovabili di piccola taglia e quindi il posizionamento dell’Italia nel ranking. Tuttavia, per raggiungere gli obiettivi del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) del 2030, che prevedono circa 130 GW di potenza rinnovabile installata, l&#8217;Italia deve accelerare&#8221;, continua la nota. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Giacomo Chiavari</strong>, <strong>EY Europe West Strategy and Transactions Energy Leader,</strong> commenta:<em>&#8220;</em>L&#8217;Italia ha fatto progressi significativi nel settore delle rinnovabili, ma questo slancio deve continuare e intensificarsi. Con i nuovi decreti FER X e FER 2, abbiamo l&#8217;opportunità di accelerare sul percorso della transizione energetica e di avvicinarci agli obiettivi prefissati a livello nazionale. Ma per farlo, sarà necessario non solo aumentare il numero di installazioni, ma anche sfruttare le opportunità tecnologiche. In particolare, bisogna guardare con occhio attento l’opportunità dello stoccaggio, fattore stabilizzante della rete che permetterà un ingresso più controllato della nuova capacità rinnovabile. Per sfruttare il potenziale dei BESS, è fondamentale l&#8217;impegno di tutti gli stakeholder. Innovazione da parte dei produttori della tecnologia (per garantirne competitività), partnership strategiche, per condividere necessità e competenze che questo nuovo ramo di investimenti si porta dietro, e una gestione attenta dei rischi, sono elementi chiave per consolidare lo sviluppo di questi sistemi e per realizzare un futuro realmente sostenibile e resiliente<em>.&#8221;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Con la previsione di un aumento della domanda di elettricità di 1,7 volte entro il 2050, <strong>i sistemi di accumulo di energia tramite batterie (BESS)</strong> sono essenziali per gestire l&#8217;intermittenza delle energie rinnovabili e per immagazzinare l&#8217;energia in eccesso. I BESS acquisiranno un ruolo sempre più strategico anche nel medio-lungo periodo. A questo proposito, secondo le stime <strong>la capacità dei BESS crescerà passando da 160 GWh a 1800 GWh entro il 2030 (una crescita di oltre 10 volte)</strong>&#8220;, spiega EY. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2024/07/1--1024x683.png" alt="" class="wp-image-39289" srcset="https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2024/07/1--1024x683.png 1024w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2024/07/1--300x200.png 300w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2024/07/1--768x512.png 768w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2024/07/1--1536x1024.png 1536w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2024/07/1--630x420.png 630w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2024/07/1--150x100.png 150w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2024/07/1--696x464.png 696w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2024/07/1--1068x712.png 1068w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2024/07/1-.png 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;I progressi compiuti dall&#8217;Italia nel mercato BESS hanno svolto un ruolo cruciale nella transizione energetico. Infatti, nel ranking appositamente creato per il mercato BESS, <strong>il Paese si classifica al 6° posto nell’indice mondiale</strong> e sono previste gare di stoccaggio per 71GWh (da 12 GW a 15GW) entro il 2030, da qui l’importanza nell&#8217;istituire un quadro regolamentato ottimale per potenziare lo sviluppo italiano di tali sistemi. L’Italia punta a un significativo sviluppo nell’ambito dei BESS, con <strong>l&#8217;obiettivo di raggiungere 71 GWh di capacità entro il 2030.</strong> Vari i modelli di applicazione, che spaziano da modelli a mercato con i relativi di rischio prezzo e volume, fino a modelli fortemente infrastrutturali e regolati. Soprattutto per questi ultimi si pone la necessità di un quadro normativo robusto: proprio per soddisfare questa necessità si è stato avviato il modello di regolazione MACSE (Mercato a termine degli stoccaggi). Infine, un fattore che diventa fondamentale per tutte le batterie è l’evoluzione e la competizione tecnologica: oltre alle oramai tradizionali batterie al litio, stanno emergendo nuove soluzioni, come le batterie a flusso di vanadio e al sodio-ione, che grazie alle loro performance e costi attesi promettono di trasformare nei prossimi anni il mercato dello storage energetico&#8221;, conclude EY. </p>
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		<title>Maggio 2024 mese record per la domanda di energia coperta da rinnovabili: raggiunto 52,5%</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/terna-maggio-2024-e-il-mese-record-per-la-domanda-di-energia-coperta-dal-rinnovabile-raggiunto-il-525/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jun 2024 14:53:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Energia elettrica]]></category>
		<category><![CDATA[energia rinnovabile]]></category>
		<category><![CDATA[società trasmissione nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Terna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo recenti dati diffusi da Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione nazionale guidata da Giuseppina di Foggia, a maggio il fabbisogno di energia elettrica è stato pari a 24,7 miliardi di kWh, riscontrando una crescita dell&#8217;1,9% rispetto a maggio 2023. Secondo Terna, poi, questa variazione positiva che recupera parzialmente il dato del [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Secondo recenti dati diffusi da Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione nazionale guidata da Giuseppina di Foggia, <strong>a maggio il fabbisogno di energia elettrica è stato pari a 24,7 miliardi di kWh, riscontrando una crescita dell&#8217;1,9% rispetto a maggio 2023</strong>. Secondo Terna, poi, questa variazione positiva che recupera parzialmente il dato del maggio dello scorso anno (-7,4%), si è raggiunta con 22 giorni lavorativi e con una temperatura media in linea a quella del maggio 2023. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il consumo elettrico, destagionalizzato e corretto per gli effetti di calendario e temperatura, non presenta variazioni rispetto a maggio 2023, segnalando una crescita lenta dovuta a una modesta ripresa dell&#8217;industria (+1,4%) e una ripresa più sostenuta del settore dei servizi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A livello regionale, <strong>la variazione tendenziale di maggio è stata del +1,8% nel Nord e Centro Italia, e del +2,3% nel Sud e nelle Isole</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei primi cinque mesi del 2024, la domanda nazionale di energia è aumentata dell&#8217;1,1% rispetto allo stesso periodo del 2023 (+0,2% considerando i valori rettificati). </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;Indice Mensile dei Consumi Elettrici Industriali (IMCEI) di Terna, che monitora i consumi delle aziende energivore, ha mostrato una crescita dell&#8217;1,4% rispetto a maggio 2023</strong>. Anche dopo la destagionalizzazione e la correzione dell’effetto calendario, non ci sono variazioni. Settori come carta, siderurgia, trasporti e alimentari hanno registrato aumenti, mentre meccanica, ceramica e vetro, metalli non ferrosi, cemento, calce, gesso e chimica hanno registrato cali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In termini congiunturali, la richiesta di energia elettrica, destagionalizzata e corretta per gli effetti di calendario e temperatura, ha mostrato un lieve aumento (+0,8%). Anche l&#8217;indice IMCEI ha registrato una variazione congiunturale positiva (+1,2%).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;Indice Mensile dei Servizi (IMSER), basato sui dati dei consumi elettrici mensili forniti da diversi gestori di rete di distribuzione (E-Distribuzione, UNARETI, A-Reti, Edyna e Deval), ha evidenziato una crescita del 4,8% a marzo 2024 rispetto a marzo 2023</strong>. Settori come attività professionali, scientifiche e tecniche, trasporti e logistica, informazione e comunicazione hanno registrato aumenti, mentre finanza, assicurazioni e istruzione hanno mostrato cali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nel bilancio mensile di Terna, la domanda di energia elettrica italiana è stata coperta per l&#8217;84,7% dalla produzione nazionale e per il restante 15,3% dall&#8217;energia importata</strong>. Il saldo mensile dell&#8217;importazione di energia è stato di 3,8 TWh; da gennaio a maggio 2024, l&#8217;import netto è cresciuto del 5,6%.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La produzione nazionale netta è stata di 21,2 miliardi di kWh, con le fonti rinnovabili che hanno soddisfatto il 52,5% della domanda elettrica (rispetto al 42,3% di maggio 2023), segnando un record mensile. Le fonti idrica (+34,7%), fotovoltaica (+36,3%) ed eolica (+10,5%) sono aumentate</strong>. La produzione fotovoltaica è cresciuta di 1.062 GWh grazie all&#8217;aumento della capacità installata (+669 GWh) e al maggiore irraggiamento (+393 GWh). In calo la produzione geotermica (-4,3%) e termica (-14,6%) a causa della crescita delle rinnovabili. A maggio, la produzione a carbone ha coperto circa l&#8217;1% della domanda totale e dall&#8217;inizio del 2024 il suo contributo è rimasto inferiore al 2% del fabbisogno nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La crescita delle energie rinnovabili continua ad accelerare</strong>: nei primi cinque mesi del 2024, la capacità rinnovabile installata è aumentata del 42% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, con un incremento di 3.015 MW.</p>
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		<title>ENEA e Roma Capitale: &#8220;Firmato accordo per favorire la decarbonizzazione del sistema energetico&#8221;</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/enea-e-roma-capitale-firmato-accordo-per-favorire-la-decarbonizzazione-del-sistema-energetico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Apr 2024 13:57:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[accordo enea roma capitale]]></category>
		<category><![CDATA[decarbonizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[enea e roma capitale]]></category>
		<category><![CDATA[energia rinnovabile]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità green]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Firmato l&#8217;accordo tra l&#8217;Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l&#8217;energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) e Roma Capitale per: &#8220;Promuovere lo sviluppo di innovative tecnologie energetiche e per la digitalizzazione, sostenendo in particolare la diffusione di fonti rinnovabili, comunità energetiche, idrogeno, smart grid e mobilità sostenibile&#8220;. &#8220;L’obiettivo dell’intesa &#8211; spiegano ENEA e Roma Capitale in una nota congiunta &#8211; è di consolidare e avviare nuove iniziative [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Firmato l&#8217;accordo tra l&#8217;Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l&#8217;energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) e Roma Capitale per: &#8220;Promuovere lo sviluppo di <strong>innovative tecnologie energetiche</strong> e per la <strong>digitalizzazione</strong>, sostenendo in particolare la <strong>diffusione </strong>di <strong>fonti rinnovabili</strong>, <strong>comunità energetiche</strong>, <strong>idrogeno</strong>, <strong>smart grid </strong>e <strong>mobilità sostenibile</strong>&#8220;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;L’<strong>obiettivo</strong> dell’intesa &#8211; spiegano ENEA e Roma Capitale in una nota congiunta &#8211; è di consolidare e avviare nuove iniziative in campo energetico e ambientale per favorire la decarbonizzazione del sistema energetico, l’adattamento al cambiamento climatico, l’efficienza degli usi finali dell’energia, e la tutela dei territori e degli ecosistemi&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">“Con questo accordo vogliamo rafforzare la collaborazione tecnico-scientifica tra ENEA e Roma Capitale in tema di sostenibilità ambientale ed energetica &#8211; <strong>afferma il direttore generale di ENEA Graditi</strong> -. Attraverso specifici accordi attuativi, saranno disciplinati i termini e le modalità dei rispettivi impegni, in particolare le attività svolte in collaborazione e quelle di competenza di ciascuna parte, le modalità di esecuzione e la durata. L’obiettivo è dare il nostro contributo concreto alla transizione ecologica in corso”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Roma Capitale sta portando avanti ambiziosi piani e progetti di decarbonizzazione e adattamento climatico &#8211; <strong>dichiara il Sindaco Roberto</strong> <strong>Gualtieri </strong>-. La collaborazione con Enea ci consente di avere al fianco un partner tecnico-scientifico importante nella individuazione delle scelte che riguardano il futuro della città, per contribuire a realizzare interventi efficaci nella lotta ai cambiamenti climatici e nel rendere la Capitale più vivibile”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Le parti possono concordare, attraverso <strong>accordi attuativi</strong>, la realizzazione di <strong>progetti </strong>di <strong>ricerca </strong>applicata o altre <strong>iniziative </strong>relative ad attività scientifiche e/o di formazione per conseguire gli obiettivi prefissati. Per informazioni è possibile contattare Stefano Pizzuti, ENEA &#8211; Strumenti e servizi per le infrastrutture critiche e le comunità energetiche, all&#8217;indirizzo email <a href="mailto:%20stefano.pizzuti@enea.it">stefano.pizzuti@enea.it</a>&#8220;, conclude la nota. </p>
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		<title>Verso la COP28, raccomandazioni ai governi in un rapporto: &#8220;Triplicare le rinnovabili e raddoppiarne l&#8217;efficienza&#8221;</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/pre-cop-le-raccomandazioni-in-un-rapporto-ai-governi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Oct 2023 14:59:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[COP28]]></category>
		<category><![CDATA[energia rinnovabile]]></category>
		<category><![CDATA[Fer]]></category>
		<category><![CDATA[Pre-COP]]></category>
		<category><![CDATA[Rapporto Alleanza Globale per le Rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[Rapporto IRENA]]></category>
		<category><![CDATA[Rapporto Presidenza COP28]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella giornata del 30 ottobre, la Presidenza della COP28, l&#8217;Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA) e la Global Renewables Alliance (Alleanza Globale per le Rinnovabili in cui si sono uniti i principali attori del settore) hanno lanciato un rapporto che indica quali debbano essere i fattori principali da mettere in campo per &#8220;triplicare la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/pre-cop-le-raccomandazioni-in-un-rapporto-ai-governi/">Verso la COP28, raccomandazioni ai governi in un rapporto: &#8220;Triplicare le rinnovabili e raddoppiarne l&#8217;efficienza&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nella giornata del 30 ottobre, la <strong>Presidenza della <a href="https://www.ecodallecitta.it/la-conferenza-sul-clima-di-bonn-si-chiude-con-discreti-progressi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">COP28</a></strong>, l&#8217;<strong>Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA)</strong> e la <strong>Global Renewables Alliance </strong>(Alleanza Globale per le Rinnovabili in cui si sono uniti i principali attori del settore) hanno lanciato un <a href="https://www.irena.org/Publications/2023/Oct/Tripling-renewable-power-and-doubling-energy-efficiency-by-2030">rapporto</a> che indica quali debbano essere i fattori principali da mettere in campo per &#8220;<strong>triplicare la capacità globale di energia rinnovabile fino a 11.000 GW e raddoppiare i miglioramenti medi annuali di efficienza energetica entro il 2030</strong>&#8220;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il documento è stato lanciato durante la Pre-COP, cioè l&#8217;incontro che si è tenuto ad Abu Dhabi un mese prima della ventottesima Conferenza delle Parti. Lo scopo è quello di fornire le basi per i negoziati che si terranno durante il vertice globale sul clima. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra<strong> i fattori chiave per raggiungere gli obiettivi vengono inclusi</strong>: &#8220;Il funzionamento delle infrastrutture e del sistema, la politica e la regolamentazione, le catene di approvvigionamento, le competenze e le capacità, la finanza e la collaborazione internazionale&#8221;. Sì perché, come spiega il documento, a dover essere presi in considerazione sono diversi aspetti. Per quanto riguarda le infrastrutture e il funzionamento del sistema sono: &#8220;Reti elettriche, stoccaggio dell&#8217;energia, elettrificazione degli usi finali, accoppiamento settoriale e pianificazione delle infrastrutture, gestione della domanda&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per <strong>politica e regolamentazione</strong>, invece, gli aspetti da tener presenti sono: &#8220;Miglioramento dell&#8217;efficienza energetica, incentivi di mercato e politica fiscale, progettazione e regolamentazione del mercato energetico, razionalizzazione delle autorizzazioni, riduzione degli impatti negativi, massimizzazione dei benefici sociali e ambientali&#8221;. In merito alla <strong>catena di fornitura</strong>, capacità e competenze vanno, poi, considerati questi aspetti: &#8220;Costruire catene di fornitura resilienti, istruzione, formazione e rafforzamento delle capacità&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come spiega il Direttore Generale dell&#8217;IRENA Francesco La Camera</strong>: &#8220;La missione è tanto chiara quanto urgente: abbiamo bisogno di un&#8217;azione concentrata per triplicare la capacità di energia rinnovabile entro il 2030. Ciò include la necessità di affrontare urgentemente le barriere sistemiche profondamente radicate nelle infrastrutture, nelle politiche e nelle capacità istituzionali derivanti dall&#8217;era dei combustibili fossili. <em><a href="https://www.irena.org/Publications/2023/Jun/World-Energy-Transitions-Outlook-2023" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il World Energy Transitions Outlook</a></em>&nbsp;dell’IRENA&nbsp;, che fornisce il fondamento analitico di questo rapporto, avverte che la transizione energetica è pericolosamente fuori strada e richiede un’azione collettiva immediata e radicale.&nbsp;Questo rapporto delinea le azioni a cui i governi devono dare priorità per accelerare la transizione energetica globale e mantenere in vita la temperatura di 1,5°C”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/pre-cop-le-raccomandazioni-in-un-rapporto-ai-governi/">Verso la COP28, raccomandazioni ai governi in un rapporto: &#8220;Triplicare le rinnovabili e raddoppiarne l&#8217;efficienza&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
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		<item>
		<title>Rapporto Energie Rinnovabili 2023 PoliMi: &#8220;i 3 GW aggiunti nel 2022 sono pochi, un terzo del necessario&#8221;</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/rapporto-energie-rinnovabili-2023-polimi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 May 2023 08:59:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[energia rinnovabile]]></category>
		<category><![CDATA[Energy & Strategy]]></category>
		<category><![CDATA[eolico]]></category>
		<category><![CDATA[fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[politecnico di milano]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto sulle energie rinnovabili 2023]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono stati presentati i risultati contenuti nel Rapporto sulle energie rinnovabili 2023 (RER) realizzato dall’Energy &#38; Strategy della School of Management del Politecnico di Milano. Nel corso della mattinata del 22 maggio, infatti, il rapporto è stato illustrato durante un convegno dove hanno partecipato anche molte aziende del settore partner della ricerca. Davide Chiaroni, professore [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/rapporto-energie-rinnovabili-2023-polimi/">Rapporto Energie Rinnovabili 2023 PoliMi: &#8220;i 3 GW aggiunti nel 2022 sono pochi, un terzo del necessario&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Sono stati presentati i risultati contenuti nel <strong>Rapporto sulle energie rinnovabili 2023 (RER) realizzato dall’Energy &amp; Strategy della School of Management del Politecnico di Milano</strong>. Nel corso della mattinata del 22 maggio, infatti, il rapporto è stato illustrato durante un convegno dove hanno partecipato anche molte aziende del settore partner della ricerca.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Davide Chiaroni, professore di Strategy &amp; Marketing, co-fondatore e vice-direttore dell&#8217;Energy &amp; Strategist group della Buisness School del Politecnico di Milano, ha fatto sapere</strong>: “Senza un’accelerazione, al 2030 avremo una copertura del fabbisogno elettrico da <a href="https://www.ecodallecitta.it/italy-for-climate-rinnovabili-ancora-penalizzate-in-italia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rinnovabili</a> di solo il 34%, ben al di sotto del minimo richiesto (65%). Quello che manca sono soprattutto i grandi impianti, il ritardo con cui avanziamo ci hai impedito anche di sfruttare l’effetto calmierante delle FER (Fonti energie rinnovabili) sul prezzo dell’elettricità salito alle stelle”. Puntare sulle rinnovabili avrebbe effetti positivi anche sull’economia: il raggiungimento degli obiettivi comporta investimenti per le installazioni tra 43 e 68 miliardi di euro e 3-400.000 nuovi posti di lavoro. Senza contare la riduzione delle emissioni compresa tra 39 e 51 MtCO2 (Milioni di tonnellate di CO2)&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<strong>Il ritmo con cui l’Italia sta installando nuovi impianti a fonte rinnovabile è decisamente troppo lento</strong> rispetto a quanto servirebbe per raggiungere gli obiettivi di 125- 150 GW al 2030. I poco più di 3 GW aggiunti nel 2022 (526 GW di eolico e 2,5 GW di fotovoltaico), benché rappresentino una crescita del 125% sul 2021 e abbiano portato la capacità FER installata a 63,6 GW, sono appena un terzo dei circa 10 GW (tra 8,6 e 10,7 GW) che dovremmo aggiungere annualmente per tenere il passo, al pari degli effettivi 10,7 GW della Germania, 5,9 della Spagna e 5 della Francia (la quale però nel mix aggiunge l’energia nucleare). E nel frattempo l’elettrificazione dei consumi corre, cosa che porterà al raddoppio del fabbisogno elettrico (+126%) entro il 2050. <strong>Eppure, le ragioni economiche, sociali e ambientali per puntare sulle rinnovabili ci sono eccome</strong>: il raggiungimento dei target 2030 comporterebbe investimenti per le nuove installazioni tra i 43 e i 68 miliardi di euro (dipende se si considerano gli obiettivi “minimi” del PTE, il Piano per la Transizione Energetica, pari a 63 GW di nuove installazioni, oppure quelli più ambiziosi di Elettricità Futura (in linea con il <a href="https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/priorities-2019-2024/european-green-deal/repowereu-affordable-secure-and-sustainable-energy-europe_it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">REPowerEU</a> definito dalla Commissione Europea, pari a 82 GW), suddivisi tra 34-42 miliardi per il fotovoltaico e 14-21 per l’eolico, e genererebbe tra i 310.000 e i 410.000 nuovi posti di lavoro. Senza contare una riduzione delle emissioni di CO2 annuali da produzione di energia compresa tra 39 e 51 MtCO 2 a partire dal 2030, superiore agli obiettivi di 30 MtCO 2 attualmente imposti dal <a href="https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/fit-55-il-nuovo-pacchetto-climatico-dellue-e-le-sfide-litalia-31197?gclid=CjwKCAjwpayjBhAnEiwA-7ena6pNzzIT7D-eB203ri7BNbSL9bhkMVECYLQHW0hLi1fA23Xrz_NSNhoCzKcQAvD_BwE" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fit for 55</a>&#8220;, prosegue la nota rilasciata dal Politecnico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> “<strong>Il tempo che rimane da qui al 2030 è poco &#8211; sentenzia Davide Chiaroni, vicedirettore di Energy&amp;Strategy</strong> &#8211; e senza un’accelerazione ci troveremo con una copertura del fabbisogno elettrico da rinnovabili di solo il 34%, contro il 65% richiesto dal Fit-for-55 e i target ancora più alti di REPowerEU, che arrivano all’84% sulla generazione elettrica nazionale. <strong>Quello che manca sono soprattutto i grandi impianti</strong>, con un coefficiente di saturazione per le aste che negli ultimi 4 bandi non ha mai superato il 30%. A causa di questo ritardo non è stato possibile sfruttare l’effetto calmierante delle rinnovabili sul prezzo dell’elettricità: nel 2022 sono riuscite a ‘spiazzare’ le fonti fossili nel determinare il prezzo di riferimento orario ma solo per l’1,7% delle ore, 63 €/MWh contro 142 €/MWh. E senza contare i picchi dovuti alla guerra in Ucraina. In più, ciò si è verificato quasi esclusivamente al Sud, mentre al Nord e al Centro Nord sono rimasti prezzi orari in media più alti del 20%”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="350" src="https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2023/05/unnamed-1024x350.png" alt="" class="wp-image-26432" srcset="https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2023/05/unnamed-1024x350.png 1024w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2023/05/unnamed-300x103.png 300w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2023/05/unnamed-768x263.png 768w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2023/05/unnamed-150x51.png 150w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2023/05/unnamed-696x238.png 696w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2023/05/unnamed-1068x365.png 1068w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2023/05/unnamed.png 1123w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Credit grafica: Politecnico di Milano</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<strong>Lo scenario PTE, che può essere considerato la baseline di diffusione auspicabile, mostra come la quota di fotovoltaico ed eolico da raggiungere al 2030 sia pari a circa 100 GW</strong>. Tale scenario richiede l’installazione di capacità aggiuntiva per oltre 63 GW rispetto al 2022, suddivisi in circa 48 GW di fotovoltaico e 15 GW di eolico&#8221;. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1125" height="384" src="https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2023/05/unnamed-1-2.png" alt="" class="wp-image-26434"/><figcaption class="wp-element-caption">Credit grafica: Politecnico di Milano</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<strong>Lo scenario Elettricità Futura, invece, riporta un target più ambizioso, con una capacità installata al 2030 che sfiora i 120 GW</strong>: +82 GW rispetto al 2022, suddivisi in 59,5 GW di fotovoltaico e 22,5 GW di eolico&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1142" height="324" src="https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2023/05/unnamed-2.png" alt="" class="wp-image-26435"/><figcaption class="wp-element-caption">Credit grafica: Politecnico di Milano </figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Al 2030, le emissioni evitabili grazie alle installazioni di impianti FER saranno comprese tra 39 e 52 MtCO 2 l’anno, a seconda dello scenario considerato (PTE o EF), in ogni caso superiori al target del Fit for 55. <strong>Un altro problema continua ad essere rappresentato dall’incertezza normativa, che non accenna a migliorare</strong>: &#8216;L’inefficienza delle aste FER e le lungaggini degli iter autorizzativi sono tra i principali ostacoli alle installazioni da rinnovabili nel Paese &#8211; conferma Chiaroni -. <strong>C’è un evidente disallineamento tra la velocità normativa europea e quella italiana: il mese scorso gran parte dei provvedimenti nazionali attesi per il 2022, tra cui decreti attuativi di recepimento della REDII e il Decreto FER II, non erano ancora stati promulgati, così come risultano in attesa di autorizzazione circa la metà dei progetti fotovoltaici ed eolici onshore presentati nel 2019 e il 60-65% di quelli presentati nel 2020</strong>. Le percentuali arrivano a sfiorare il 100% se si considerano i progetti del 2021 e del 2022, con un backlog complessivo di richieste che a inizio 2023 superava i 300 GW”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<strong>Le installazioni crescono troppo lentamente, e c’è anche un problema di taglia. A fine 2022 la potenza totale installata da fotovoltaico superava i 25 GW complessivi, di cui 2,5 GW aggiunti nell’ultimo anno e suddivisi in 295.000 nuovi impianti</strong>: la crescita, infatti, è stata trainata soprattutto da impianti di piccola taglia (meno di 20 KW, in media 6 KW) nelle regioni del Nord Italia, pari a circa la metà<br>della nuova potenza disponibile, anche per effetto del Superbonus 110%. Una novità destinata a causare ulteriore incertezza, perché mancano quasi completamente all’appello i grandi impianti (sono appena 6 quelli con taglia superiore ai 10 MW, l’11% della potenza totale), senza i quali non è possibile immaginare di scalare l’installato.<br><strong>Per quanto riguarda invece l’eolico, a fine 2022 la capacità installata si avvicinava a 12 GW complessivi, con appena 0,5 GW (+31% sul 2021)</strong> di nuove installazioni suddivise tra 208 impianti (in media 2,5 MW ciascuno) realizzati prevalentemente in Sicilia e Puglia e quasi esclusivamente onshore. Aste e registri: un quadro non soddisfacente&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<strong>La conclusione delle ultime aste e registri previste dal D.M. 04/07/2019 (FER1) fa emergere un quadro desolante in merito all’applicazione di questi strumenti</strong>. Soprattutto per gli impianti di grande taglia, la saturazione del contingente non ha mai superato il 30% negli ultimi 4 bandi e dopo ben 10 bandi risultano non ancora assegnati 1.412 MW (il 47% dell’installato annuo, se si considera il<br>2022)&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<strong>Anche la mancata pubblicazione della “riedizione” del Decreto FER, previsto dalla legge di recepimento della REDII, sta generando notevole incertezza tra gli operatori di mercato</strong>. Non va meglio sul fronte del revamping e del repowering, dove si procede estremamente a rilento: negli ultimi 3 bandi la partecipazione è oscillata tra lo 0% e l’1% del contingente&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<strong>La survey: le valutazioni di investimento in impianti FER con esito positivo non superano il 45%</strong>. Energy&amp;Strategy ha realizzato una survey coinvolgendo operatori che coprono oltre il 90% del mercato elettrico italiano: i risultati mostrano come le valutazioni di investimento in impianti FER che si concludono con esito positivo si attestino attorno al 40-45%, escludendo quindi oltre la metà dei progetti potenziali. Oltre alle problematiche legate agli iter autorizzativi, le maggiori criticità riscontrate dagli operatori in fase di costruzione del business plan riguardano soprattutto la stima dei ricavi, a causa dell’estrema instabilità del prezzo dell’energia e della difficoltà a scegliere tra progetti merchant e PPA. Per quanto riguarda invece la struttura dei costi, l’elemento di maggior complessità riguarda l’eventuale sistema di storage da accoppiare all’impianto oggetto di valutazione&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<strong>I PPA come strumento di mercato a supporto della diffusione delle rinnovabili</strong>. <strong>Dal 2019 al 2022 ben 33 GW di impianti da FER nei principali Paesi in Europa sono stati sviluppati grazie alla stipula di contratti PPA di lungo termine (Power Purchase Agreement), che si stanno affermando come uno strumento abilitante fondamentale per il mercato</strong>, affiancando e talvolta superando le aste pubbliche.<br><strong>Dal punto di vista del venditore, i PPA sono utili a costruire un business plan economicamente sostenibile perché i ricavi generati dal contratto sono prestabiliti lungo un certo orizzonte temporale</strong>, cosa che li rende appetibili anche per l’acquirente, che può stabilizzare i propri costi energetici e rendere più agevole una pianificazione di medio-lungo periodo. Inoltre, poiché l’oggetto contrattuale è rappresentato da energia elettrica da fonti rinnovabili, i PPA contribuiscono alla transizione energetica, senza essere influenzati dall’andamento dei prezzi della CO2. <strong>Esistono tuttavia delle barriere alla diffusione dei PPA in Italia</strong>, come ha evidenziato una seconda survey condotta tra gli operatori del mercato: in particolare, la distanza tra offtaker e produttori nel determinare le condizioni chiave dei contratti, soprattutto su volumi e durata; <strong>l’estrema volatilità dei mercati wholesale, unita alla bassa volatilità dei mercati a termine, che non aiuta nella determinazione di un prezzo di lungo periodo (unica condizione contrattuale su cui ci sia comunanza di visione tra offtaker e venditori)</strong> e il complesso iter autorizzativo, che impatta sulla data di inizio della produzione di energia e dunque sulle condizioni per fissare il prezzo&#8221;, conclude il comunicato diramato dal Politecnico di Torino. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/rapporto-energie-rinnovabili-2023-polimi/">Rapporto Energie Rinnovabili 2023 PoliMi: &#8220;i 3 GW aggiunti nel 2022 sono pochi, un terzo del necessario&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
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		<title>Italia più attrattiva per gli investimenti in energie rinnovabili con opportunità di sviluppo di breve-lungo periodo</title>
		<link>https://www.ecodallecitta.it/italia-piu-attrattiva-per-gli-investimenti-in-energie-rinnovabili-con-opportunita-di-sviluppo-di-breve-lungo-periodo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Oct 2021 09:21:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[energia rinnovabile]]></category>
		<category><![CDATA[Giacomo Chiavari]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo sviluppo di energie rinnovabili sta attraversando un momento di rapida ed importante crescita grazie alle favorevoli condizioni di mercato, dei progressi tecnologici, del sostegno dell’opinione pubblica e di leader politici sui temi legati all’ambiente: lo rivela la 58° edizione del report EY Renewable Energy Country Attractiveness Index (RECAI) che evidenza che, nonostante la crisi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/italia-piu-attrattiva-per-gli-investimenti-in-energie-rinnovabili-con-opportunita-di-sviluppo-di-breve-lungo-periodo/">Italia più attrattiva per gli investimenti in energie rinnovabili con opportunità di sviluppo di breve-lungo periodo</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Lo sviluppo di energie <strong>rinnovabili </strong>sta attraversando un momento di rapida ed importante crescita grazie alle favorevoli condizioni di mercato, dei progressi tecnologici, del sostegno dell’opinione pubblica e di leader politici sui temi legati all’ambiente: lo rivela la 58° edizione del report EY <a href="https://www.ey.com/en_uk/power-utilities/renewable-energy-country-attractiveness-index" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Renewable Energy Country Attractiveness Index</em></a> (RECAI) che evidenza che, nonostante la crisi pandemica, a livello mondiale lo scorso anno gli investimenti in capacità di energia rinnovabile sono cresciuti del <strong>2%</strong> mentre le installazioni di capacità rinnovabili sono aumentate del <strong>45%</strong> rispetto al 2019, segnalando il tasso di crescita più veloce negli ultimi vent’anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa edizione del RECAI si conferma che il <em>climate change</em> e le energie rinnovabili sono tra le priorità dell&#8217;agenda internazionale in vista della COP26 e dell’agenda europea al fine di accelerare la transizione energetica volta a ridurre le emissioni di carbonio. Sarà tuttavia fondamentale supportare ed espandere lo sviluppo di una rete infrastrutturale in grado di sostenere la transizione globale verso un’economia cosiddetta decarbonizzata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo scenario, l&#8217;Italia passa dal 15° al <strong>13° posto nel RECAI che classifica 40 Paesi in base all&#8217;attrattività di investimenti e opportunità di sviluppo nel settore delle energie rinnovabili</strong>. Il Paese scala dunque due posizioni in classica, in meno di sei mesi, consolidando il proprio impegno nella transizione energetica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>L’impatto della pandemia sull’economia mondiale sta innescando un’accelerazione volta a raggiungere l’obiettivo di emissioni zero, &#8211; </em>commenta <strong>Giacomo Chiavari</strong>, EY Europe West Strategy and Transaction Energy Leader<em> &#8211; riorientando gli investimenti attorno ad agende ambientali, sociali e di corporate governance e dove le energie rinnovabili assumono un ruolo determinante per raggiungere l’obiettivo europeo di neutralità climatica entro il 2050. Siamo infatti di fronte a un momento cruciale per accelerare la transizione energetica del Paese, grazie alle risorse del PNRR per il settore green, in particolare per quanto riguarda l’idrogeno verde, e ai progressi legati al mercato dei PPA. Ma per farlo è necessario consolidare e abilitare i driver di breve e lungo periodo in grado di incrementare lo sviluppo di energia prodotta a partire da fonti rinnovabili”.</em></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Driver di mercato e di medio periodo per raggiungere gli obiettivi ambiziosi del Paese</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono due principali fattori di mercato e di medio periodo che assumono ruoli di rilievo nel mix energetico nazionale. In primo luogo, in termini di capacità produttiva l’Italia si è posta dei target energetici ambiziosi, nonostante gli effetti della pandemia, puntando a <strong>raggiungere l’obiettivo di circa 95 GW di capacità installata al 2030</strong>, rispetto ai <strong>55</strong> <strong>GW</strong> di capacità installata finora negli anni passati, a cui si sommano ulteriori <strong>10-15 GW</strong> di capacità incrementale al 2030 che dovrebbe essere installata per soddisfare la domanda di energia rinnovabile necessaria per raggiungere l’obiettivo di produzione di idrogeno verde. La somma dei due fabbisogni suggerisce che <strong>nell’arco di 10 anni sarà necessario installare quello che abbiamo installato finora in 20 anni</strong>, oltre a sostituire l’attuale capacità in obsolescenza.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro importante sistema di incentivo sul lungo periodo è dato dalle risorse previste dal <strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)</strong> a supporto delle rinnovabili: <strong>4</strong> <strong>miliardi di euro</strong> per l’incremento di capacità di RES (Renewable Energy Sources) e <strong>1,9</strong> <strong>milioni di euro</strong> per la produzione di biometano. A questo si sommano <strong>3,6</strong> miliardi di euro a supporto della produzione di idrogeno verde: la strategia nazionale Idrogeno prevede infatti l’installazione entro il 2030 di <strong>5GW</strong> di elettrolizzatori e di coprire il <strong>2%</strong> dei consumi finali di energia del nostro Paese con idrogeno verde.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’idrogeno verde rappresenta una leva fondamentale per contribuire a soddisfare gli ambiziosi obiettivi sostenibili di zero emissioni. Nonostante la grande abbondanza universale di questo gas, per decenni le difficoltà principali risultavano nell’impiegare adeguati processi tecnologici per produrre idrogeno verde, dunque a basso impatto ambientale, con prezzi contenuti. <strong>Sono 5 i fatti chiavi che possono dunque accelerare l’adozione dell’idrogeno verde</strong> in Italia come nel resto del mondo: in primo luogo, è necessario accelerare la riduzione dei costi partendo da un’evoluzione delle tecniche di produzione e delle economie di scala (le previsioni suggeriscono che ci vorranno circa <strong>10</strong> anni per raggiungere la convergenza dei costi con l&#8217;idrogeno grigio); un&#8217;altra componente del costo totale dell&#8217;idrogeno è la complessità di collegare grandi punti di produzione con un consumo decentralizzato: per una soluzione nel breve termine occorrerebbe sviluppare delle aree di rifornimento per collegare un fascio di punti di consumo con uno o più punti di produzione, limitando la complessità; come terzo aspetto, risulta essenziale armonizzare la regolamentazione e gli incentivi in materia di idrogeno verde come realizzato nell’ambito del solare e dell&#8217;eolico che hanno raggiunto la <em>grid parity</em> in 20 anni; inoltre, il ruolo degli operatori lungo tutta la catena di approvvigionamento energetico è fondamentale per accelerare le capacità di generazione, stoccaggio e distribuzione di questa energia; infine, è importante&nbsp; mettere in evidenza i benefici dell&#8217;idrogeno verde nel raggiungimento di una società decarbonizzata e più sostenibile che potrebbe incentivare i consumatori ad una più rapida adozione di questa energia.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Driver di breve periodo per accelerare lo sviluppo delle rinnovabili</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto attiene invece ai fattori contingenti o di breve periodo delle energie rinnovabili, si rileva in primo luogo un forte aumento del prezzo dell’energia elettrica all’ingrosso (<strong>triplicato</strong> in 14 mesi). Questo è dovuto ad un aumento dei prezzi delle materie prime (in particolare del gas e di un’eventuale carenza di volumi per il futuro prossimo) e del prezzo della CO2. Questo rappresenta un fattore di rilievo in quanto rende profittevoli e interessanti qualsiasi tipo di investimento in rinnovabili che andrebbe a essere remunerato a un valore molto più alto rispetto a un anno fa. In parallelo, il mercato dei <em>Power Purchase Agreement (</em>PPA) è in costante maturazione e con un conseguente aumento della frequenza delle transazioni oltre alla durata e alla dimensione. Si registra infatti una progressiva ripresa della pipeline di progetti di impianti rinnovabili.<br>Questi continuano infatti ad essere strumenti importanti, in grado di accelerare lo sviluppo delle rinnovabili in Italia e quindi di contribuire a raggiungere gli obiettivi nazionali. Dal lato della domanda, le aziende interessate a sottoscrivere PPA sono ancora poche a causa della complessità di gestire contratti di lungo periodo e a prezzi fissi o quasi rispetto ad un mercato molto volatile. Tuttavia, sono invece sono più attive e dinamiche nella ricerca di PPA le utillity, grazie alla loro capacità di gestire meglio il rischio all’interno di portafogli grandi e differenziati. Sul lato dell&#8217;offerta, c&#8217;è un forte interesse da parte degli sviluppatori; il mercato sta infatti dimostrando l&#8217;interesse e la capacità di proporre offerte a prezzo fisso con durate che si estendono fino a <strong>10</strong> anni. Non tutto però è andato a regime: per esempio permangano forti limiti per le aziende per quanto attiene alle procedure di autorizzazione per la costruzione di nuovi impianti che restano ancora lunghe.</p>
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