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	<title>zero waste lviv Archivi - Eco dalle Città</title>
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	<description>ambiente urbano</description>
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	<title>zero waste lviv Archivi - Eco dalle Città</title>
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		<title>Ucraina. Continuano le iniziative di Zero Waste Lviv ed Eco dalle Città per la sostenibilità delle mense a Leopoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luigi Vendola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2022 14:08:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cibo]]></category>
		<category><![CDATA[leopoli]]></category>
		<category><![CDATA[lvivsmartfood]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Continua l’impegno di Eco dalle Città per sostenere la popolazione ucraina in fuga dal conflitto sia sul territorio italiano che in Ucraina. Gli aiuti che la nostra associazione ha messo in campo per aiutare i profughi ruotano tutti intorno al tema del cibo, sostenibilità ambientale e inclusione sociale. A Leopoli la nostra associazione sostiene le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/ucraina-continuano-le-iniziative-di-zero-waste-lviv-ed-eco-dalle-citta-per-la-sostenibilita-delle-mese-a-leopoli/">Ucraina. Continuano le iniziative di Zero Waste Lviv ed Eco dalle Città per la sostenibilità delle mense a Leopoli</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Continua l’impegno di Eco dalle Città per sostenere la popolazione ucraina in fuga dal conflitto sia sul territorio italiano che in <strong>Ucraina</strong>. Gli aiuti che la nostra associazione ha messo in campo per aiutare i profughi ruotano tutti intorno al tema del <strong>cibo,</strong> <strong>sostenibilità ambientale </strong><strong>e inclusione sociale.</strong></p>


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<figure class="alignleft size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2022/10/image-1024x728.png" alt="" class="wp-image-18216" width="305" height="216" srcset="https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2022/10/image-1024x728.png 1024w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2022/10/image-300x213.png 300w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2022/10/image-768x546.png 768w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2022/10/image-150x107.png 150w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2022/10/image-696x495.png 696w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2022/10/image-1068x759.png 1068w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2022/10/image-591x420.png 591w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2022/10/image-100x70.png 100w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2022/10/image.png 1172w" sizes="(max-width: 305px) 100vw, 305px" /></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">A <strong>Leopoli</strong> la nostra associazione sostiene le iniziative messe in campo da <a href="https://www.facebook.com/zerowastelviv" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Zero Waste Lviv</a> che hanno come obiettivo quello di rendere sostenibile le mense da campo e la distribuzione del cibo alla popolazione. Il primo passo è stato quello di limitare al massimo l’uso di prodotti in plastica monouso nelle mense attraverso la donazione di una <strong>lavastoviglie</strong> professionale così liberare risorse economiche limitando l’acquisto massiccio di stoviglie monouso e contemporaneamente ridurre la produzione di rifiuti in città.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi giorni l’azione ha visto il sostegno all’acquisto e alla distribuzione di <strong>vaschette riutilizzabili</strong> in vetro con tappo in plastica per il trasporto e la conservazioni degli alimenti alla popolazione civile, e contestualmente inserendoli nel circuito di <em><strong>Lvivsmartfood</strong></em> il progetto di catering e distribuzione di pasti realizzato con prodotti “salutari” e provenienti dalla “filiera corta”. Un progetto nato durante la pandemia e che con lo scoppio della guerra ha dovuto riconvertirsi per soddisfare le mutate esigenze della popolazione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.facebook.com/zerowastelviv/videos/850075272658775/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img decoding="async" width="1024" height="602" src="https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2022/10/vaschette-lviv-1-1024x602.png" alt="" class="wp-image-18213" srcset="https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2022/10/vaschette-lviv-1-1024x602.png 1024w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2022/10/vaschette-lviv-1-300x177.png 300w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2022/10/vaschette-lviv-1-768x452.png 768w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2022/10/vaschette-lviv-1-150x88.png 150w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2022/10/vaschette-lviv-1-696x410.png 696w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2022/10/vaschette-lviv-1-1068x628.png 1068w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2022/10/vaschette-lviv-1-714x420.png 714w, https://www.ecodallecitta.it/wp-content/uploads/2022/10/vaschette-lviv-1.png 1239w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">“Ma servono prodotti riutilizzabili anche al fronte dove le condizioni nei campi non si possono definire comode – scrivono gli attivisti di Zero Waste Lviv sui loro social -. E lì, fornelli turbo, fuochi, pentole salvano davvero i difensori. Pochi minuti e l&#8217;acqua calda è pronta, dando contemporaneamente l&#8217;opportunità di mangiare e riscaldarsi. Pertanto, su richiesta dei militari, abbiamo organizzato una raccolta e stiamo acquistando e consegnando questi prodotti per loro. Insieme a te, rendiamo un po&#8217; più comode e calde le difficili condizioni del campo dei difensori. E allo stesso tempo, ci prendiamo cura dell&#8217;ambiente!”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una raccolta fondi quella lanciata da Zero Waste Lviv che punta a sostenere l’esercito non attraverso le armi ma attraverso il miglioramento delle condizioni dei soldati al fronte in vista dell’inverno. (A questo link potete sostenere l’iniziativa <a href="https://zerowastelviv.org.ua/pidtrymaty/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://zerowastelviv.org.ua/pidtrymaty/</a>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche in Italia, e per la precisione a <strong>Torino</strong>, l’impegno di Eco dalle Città nei confronti dei profughi ucraini (principalmente donne e bambini) continua sulle tematiche legate al cibo, alla sostenibilità ambientale e all’inclusione sociale. Infatti fin dai primi arrivi la nostra associazione si è attivata per sostenere dal punto di vista alimentare i profughi attraverso la <strong>Carovana Salvacibo</strong> (con due distribuzioni settimanali di frutta e verdura proveniente dal CAAT e da Battaglio Frutta) e con progetto RePoPP attraverso le distribuzioni quotidiane nei mercati. Senza dimenticare le iniziative ricreative volte all’integrazione che si svolgono all’interno del Mercato Centrale di Piazza della Repubblica con incontri e scambi culinari tra i profughi ucraini e quelli africani.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Aperitivo Ucraino Africano. Promuovere il dialogo, l&#039;integrazione e la pace tra i popoli con il cibo" width="696" height="392" src="https://www.youtube.com/embed/oZJb1CIE5c8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
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<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/ucraina-continuano-le-iniziative-di-zero-waste-lviv-ed-eco-dalle-citta-per-la-sostenibilita-delle-mese-a-leopoli/">Ucraina. Continuano le iniziative di Zero Waste Lviv ed Eco dalle Città per la sostenibilità delle mense a Leopoli</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
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		<title>&#8220;Il secondo disastro&#8221;: rifiuti anziché aiuti umanitari. L’allarme di Zero Waste Leopoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luigi Vendola]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jun 2022 11:54:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia circolare]]></category>
		<category><![CDATA[aiuti umanitari]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[zero waste lviv]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un articolo di ЄВГЕНІЯ ДЕВ&#8217;ЯТКОВА sul sito internet di Zero Waste Leopoli lancia l’allarme sulle possibili ricadute negative che possono avere gli aiuti umanitari se scoordinati su larga scala. Il rischio concreto è quello di trasformare preziosissimi aiuti in rifiuti da smaltire. Nell’articolo (che riproponiamo integralmente) Zero Waste Leopoli riprende alcuni “dei peggiori esempi mondiali [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecodallecitta.it/il-secondo-disastro-rifiuti-anziche-aiuti-umanitari-lallarme-di-zero-waste-leopoli/">&#8220;Il secondo disastro&#8221;: rifiuti anziché aiuti umanitari. L’allarme di Zero Waste Leopoli</a> proviene da <a href="https://www.ecodallecitta.it">Eco dalle Città</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Un articolo di ЄВГЕНІЯ ДЕВ&#8217;ЯТКОВА sul sito internet di <a href="https://zerowastelviv.org.ua/gumanitarna-dopomoga-potribna-i-nepotribna/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Zero Waste Leopoli</a> lancia l’allarme sulle possibili ricadute negative che possono avere gli aiuti umanitari se scoordinati su larga scala. Il rischio concreto è quello di trasformare preziosissimi aiuti in rifiuti da smaltire. Nell’articolo (che riproponiamo integralmente) Zero Waste Leopoli riprende alcuni “dei peggiori esempi mondiali di aiuti umanitari e di come agire per evitare che si ripeta”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dai primi giorni della guerra su vasta scala, un torrente di aiuti umanitari dall&#8217;estero si è riversato in <strong>Ucraina</strong>. Vestiti, scarpe, coperte, medicine: tutto questo era molto necessario per le persone che lasciavano le loro case attraversando il paese in cerca di un posto sicuro. Tale aiuto è molto prezioso e importante, ma anche qui ci sono dei &#8220;ma&#8221;.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Risolvere o creare problemi?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Grandi quantità di aiuti umanitari non coordinati possono diventare rapidamente un peso creando più problemi di quanti ne risolvano. Il risultato sono medicinali e cosmetici scaduti, cose di scarsa qualità o del tutto inadatte all&#8217;uso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo è ciò che gli enti di beneficenza chiamano un &#8220;<strong>secondo disastro</strong>&#8220;. Nella storia recente, grandi quantità di aiuti internazionali sono state spesso raccolte in seguito a disastri naturali su larga scala: inondazioni, incendi, terremoti e altro ancora. E quando l&#8217;ondata di vittime si è attenuata e i bisogni di base sonon stati soddisfatti, manager e volontari hanno dovuto affrontare un problema successivo: il mucchio di cose che non riescono a trovare destinatari e che devono essere smistate, immagazzinate e riciclate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A volte ciò non solo crea disagi, ma impedisce anche la tempestiva ricezione dell&#8217;aiuto realmente necessario, danneggiando l&#8217;economia e l&#8217;ambiente.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Come non fare?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo presumere che il problema sia inverosimile. E puoi guardare degli esempi.&nbsp;Di seguito ne abbiamo raccolto alcuni dei più brillanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; 1998. L&#8217;<strong>uragano Mitch</strong> causa disastri in Honduras. Più di 11.000 persone sono morte e più di 1,5 milioni sono rimaste senza casa. È stata raccolta un&#8217;enorme quantità di aiuti umanitari, ma a un certo punto qualcosa è andato storto. Uno degli aerei, pieno di rifornimenti, non è potuto atterrare perché sulla pista c&#8217;erano dei vestiti: scatole e balle, che occupavano quasi tutto lo spazio della pista di atterraggio. Tra questi cumuli c’erano sono scarpe col tacco alto spaiate e balle di cappotti invernali, tutto questo in piena estate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; 1999. Dopo il <strong>massacro della Columbine School</strong> in Colorado, negli Stati Uniti, un&#8217;enorme quantità di articoli di cancelleria, vestiti e giocattoli è stata consegnata alla città. Compresi 67.000 orsetti di peluche. Ciascuno dei bambini del paese ha ricevuto diversi peluche e per il resto gli assistenti sociali hanno dovuto cercare nuovi proprietari, stessa sorte per migliaia di scatole di giocattoli, slittini e biciclette.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; 2004. <strong>Tsunami nell&#8217;Oceano Indiano</strong>. La spiaggia in Indonesia era disseminata di vestiti usati. I liquidatori della catastrofe non hanno avuto il tempo di ordinare e pulire i vecchi vestiti, quindi sono rimasti all&#8217;aperto per molto tempo. Alla fine, i funzionari locali non hanno trovato niente di meglio che versargli benzina addosso e dargli fuoco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tali situazioni si verificano quando i donatori hanno idee sbagliate sui bisogni o inviano aiuti senza previa approvazione. Se ti prefiggi l&#8217;obiettivo di non sbarazzarti di cose inutili, ma di portare benefici reali, dovresti avvicinarti alla raccolta degli aiuti con attenzione e seguire alcuni importanti e precisi consigli.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cinque principi per un aiuto umanitario efficace per i donatori</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>&#8211; Rilevanza</strong>. Il fatto che le persone abbiano perso tutto non significa che abbiano bisogno di tutto in una volta: questo è un principio chiave, soprattutto se prevedi di trasferire cose usate.&nbsp;Vestiti e scarpe &#8211; puliti, comodi e di stagione, articoli per la casa ed elettrodomestici &#8211; funzionali e pronti all&#8217;uso.&nbsp;E gli abiti da sposa e i costumi di carnevale sono meglio trasferiti a un gruppo teatrale locale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>&#8211; Qualità invece di quantità&nbsp;</strong>.&nbsp;Fornire aiuti umanitari non è una competizione per chi è più grande e più veloce.&nbsp;La qualità e la pertinenza dei bisogni è molto più importante del valore dell&#8217;aiuto, del suo equivalente monetario o della velocità con cui arriva.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>&#8211; Soldi al posto delle cose</strong>.&nbsp;L&#8217;assistenza attraverso l’invio di oggetti o prodotti è indispensabile quando non è possibile acquistare ciò di cui hai bisogno in loco.&nbsp;Ma a volte è meglio acquistare le cose necessarie attraverso le organizzazioni locali.&nbsp;I prodotti alimentari o beni acquistati in questo modo saranno freschi, familiari alle vittime, acquistati nelle giuste quantità e consegnati rapidamente. Così facendo si supportano gli imprenditori locali, il che rafforza l&#8217;economia locale a lungo termine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; <strong>Considerazione</strong>. Se si donano attrezzature specializzate usate, incluso quelle mediche, è bene inviarle alle istituzioni che potrebbero utilizzarle nel miglio modo possibile. Naturalmente, concordando preventivamente le esigenze, le attrezzature e le opportunità di formazione per il personale.&nbsp;Assicurarsi inoltre che la struttura abbia accesso a materiali di consumo e pezzi di ricambio e che l&#8217;apparecchiatura&nbsp;soddisfi i requisiti di certificazione&nbsp;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; <strong>Rispetto</strong>. È la prima regola di ogni aiuto. L&#8217;aiuto umanitario non è un modo per sbarazzarsi dell&#8217;inutile e liberare spazio nell&#8217;armadio. Aiutare con gli oggetti è importante, ma ancora più importante è aiutare le vittime a mantenere un senso di autostima.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cosa fare?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Gli studi dimostrano che dopo gravi disastri naturali risultano efficaci e necessari dal 50 al 70% di tutti gli aiuti umanitari ricevuti. Tutti questi aiuti (dallo stoccaggio alla distribuzione, ndr) ricadono sulle spalle della parte ospitante: autorità locali, enti di beneficenza e ONG. Questi attori vedono con i loro occhi quale aiuto arriva in eccesso e cosa è gravemente carente. E possono fare qualcosa per ridurre le quantità di merce eccedente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Coordinarsi tra loro</strong>. Creare connessioni richiede sempre tempo, ma è estremamente importante.&nbsp;Lo scambio di informazioni tra le autorità nazionali e locali, i rappresentanti di organizzazioni caritative, organizzazioni non governative e altre iniziative che si occupano della distribuzione di aiuti umanitari copriranno più bisogni e distribuiranno gli aiuti in modo più efficiente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Informare sui bisogni attuali</strong>. Ai benefattori e alle organizzazioni partner dovrebbe essere sempre detto quale aiuto è necessario e cosa non dovrebbe essere inviato. Questo è importante tanto quanto specificare le specifiche e i requisiti per l&#8217;attrezzatura e le forniture che verranno consegnate. Le raccomandazioni dovrebbero essere diffuse a tutti i potenziali fornitori di assistenza, sia nazionali che esteri, in quanto ciò potrebbe impedire contributi inefficaci.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Analizza le informazioni</strong>.&nbsp;Le organizzazioni locali possono valutare al meglio quale assistenza è appropriata e quale ridondante. Sulla base di ciò, è possibile elaborare raccomandazioni per una migliore organizzazione degli aiuti umanitari per prevenire problemi in futuro. Ciò è in parte svolto dai grandi enti di beneficenza internazionali, ma è anche importante che i destinatari traggano conclusioni su come formulare ulteriori principi di lavoro.&nbsp;Ci auguriamo tutti che la guerra finisca presto e che allo stesso tempo scompaia il bisogno di aiuto.&nbsp;Ma l&#8217;aiuto umanitario come fenomeno rimarrà e qualsiasi sforzo per ottimizzarlo non perderà rilevanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dare aiuti umanitari non significa solo raccogliere o acquistare cose, imballarle e inviarle. Tra l&#8217;invio e la ricezione dell’aiuto ai bisognosi, c&#8217;è una lunga catena nelle mani di assistenti sociali e volontari, grazie alla quale l&#8217;aiuto arriva a destinazione. Queste sono persone che apprezzano e conoscono il prezzo di ogni cosa ricevuta, ogni scatola. Ed è anche importante che i donatori apprezzino il loro lavoro e facciano del loro meglio per non complicarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Foto di copertina: Андріана Сиванич</em></p>


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