La rete ferroviaria regionale dell’Emilia-Romagna registra una crescita dei passeggeri e un progressivo ampliamento delle infrastrutture elettrificate. Nel 2025 i viaggiatori hanno superato quota 5,4 milioni, con un incremento del 20,2% rispetto all’anno precedente. È quanto emerge dal Rapporto di Sostenibilità 2025 di Fer (Ferrovie Emilia-Romagna), la società controllata dalla Regione che gestisce la rete ferroviaria locale.
Il documento, pubblicato sul sito aziendale, rendiconta i risultati raggiunti sul fronte della transizione ecologica, dell’innovazione tecnologica e della sicurezza ferroviaria. Nel corso dell’anno sono transitati sulla rete 66.097 treni passeggeri e 7.033 convogli merci, che hanno movimentato complessivamente 5,6 milioni di tonnellate di merci.
A sostenere l’evoluzione del sistema ferroviario regionale sono anche gli investimenti programmati, che superano i 400 milioni di euro e puntano al completamento dell’elettrificazione, all’ammodernamento tecnologico e al miglioramento della sicurezza.
Elettrificazione e sicurezza della rete
La rete gestita da Fer conta complessivamente 364 chilometri, di cui 245 già elettrificati, pari al 67,3% del totale. La progressiva estensione della trazione elettrica ha consentito di aumentare la quota di convogli che utilizzano questa tecnologia: nel 2025 ha riguardato il 76,3% dei treni passeggeri, con una crescita di 4,1 punti percentuali, e il 64,2% dei treni merci, in aumento del 24%.
Il rapporto evidenzia anche i progressi sul fronte della sicurezza della circolazione. Il Sistema di controllo marcia treno (Scmt) protegge oggi circa 300 chilometri di rete, pari all’83% del totale.
Valore economico e occupazione in crescita
Nel 2025 il valore economico generato da Fer ha raggiunto 228,34 milioni di euro, circa 11 milioni in più rispetto all’anno precedente. Di questa cifra, 222,63 milioni di euro sono stati distribuiti agli stakeholder locali. È aumentato anche il personale della società, arrivato a 275 dipendenti.
Il Rapporto di Sostenibilità rappresenta inoltre un passaggio nell’evoluzione della rendicontazione aziendale, con un progressivo allineamento agli standard europei più rigorosi. Un percorso che, secondo l’amministratore unico di Fer, Gianluca Benamati, punta a garantire maggiore trasparenza sui risultati raggiunti e sugli obiettivi futuri.
“Questo rapporto segna un passaggio evolutivo rilevante per Fer, con un progressivo allineamento ai più rigorosi standard europei di rendicontazione, per garantire il massimo della trasparenza”, dichiara Benamati.
Oltre 400 milioni per ammodernare le ferrovie regionali
Il programma di investimenti, che supera i 400 milioni di euro, comprende il completamento dell’elettrificazione, l’eliminazione dei passaggi a livello e l’aggiornamento tecnologico delle infrastrutture. Tra gli interventi previsti figurano anche opere di ricucitura urbana nei nodi ferroviari di Bologna e Ferrara, con l’interramento dei binari, e lavori di ammodernamento delle stazioni per renderle più sicure e inclusive.
“Il Rapporto di Sostenibilità non è un adempimento formale, ma l’occasione per dare una rappresentazione completa di quello che siamo e di ciò che stiamo costruendo. Siamo gestori di infrastrutture che connettono luoghi, persone e creano opportunità, uno dei motori della transizione ecologica e snodo di coesione economica e sociale del territorio”, sottolinea l’amministratore unico.
Benamati ribadisce che la sostenibilità deve tradursi nella realizzazione concreta degli interventi programmati e in un miglioramento del servizio per i cittadini. “La sostenibilità è un impegno tangibile: significa mettere a terra con efficienza gli oltre 400 milioni di investimenti e restituire ai cittadini una mobilità sempre più ecologica e sicura. Dalle grandi opere di ricucitura urbana nei nodi di Bologna e Ferrara, fino all’ammodernamento delle stazioni per renderle spazi protetti e inclusivi, la nostra visione guarda al lungo periodo”.
L’obiettivo dichiarato dalla società è sviluppare un’infrastruttura capace di coniugare mobilità, sicurezza e crescita del territorio. “Vogliamo un’infrastruttura che unisce, capace di generare un valore economico e sociale diffuso per il territorio e di migliorare la qualità della vita delle persone”, conclude Benamati.



