Accelerare la transizione delle flotte aziendali verso l’elettrico potrebbe creare fino a 344mila posti di lavoro aggiuntivi nell’Unione europea entro il 2030, mobilitando al contempo miliardi di euro in investimenti industriali per la filiera dell’automotive e delle batterie. È quanto emerge dal nuovo studio pubblicato da Transport & Environment (T&E), che analizza l’impatto economico e occupazionale derivante da una rapida decarbonizzazione delle auto aziendali elettriche.
Le auto aziendali, cosiddette company cars, rappresentano una quota enorme del mercato automobilistico europeo e costituiscono il canale principale attraverso cui i veicoli nuovi entrano in circolazione, per poi alimentare il mercato dell’usato dopo pochi anni. Tuttavia, il tasso di adozione dei veicoli elettrici in questo segmento sconta ancora ritardi e differenze marcate tra i vari Paesi membri.
Domanda garantita per la manifattura europea
Il cuore del report sottolinea un concetto chiave per la competitività industriale del continente: l’Europa assembla già la maggior parte dei suoi veicoli elettrici commerciali all’interno dei propri confini, ma per evitare di perdere ulteriore terreno rispetto alla concorrenza cinese e globale ha bisogno di una domanda interna certa e programmabile.
Introdurre obiettivi vincolanti e accelerare la transizione delle flotte aziendali garantirebbe ai produttori di auto e ai giganti delle batterie (i cui impianti sono in fase di sviluppo in diversi Stati membri, tra cui la Polonia e la Germania) il volume di mercato necessario per consolidare gli investimenti e giustificare la costruzione delle fabbriche pianificate.
Auto aziendali elettriche: benefici economici e ambientali
Il passaggio forzato o fortemente incentivato ai veicoli a zero emissioni per le flotte di grandi aziende e società di leasing avrebbe diversi vantaggi. Da una parte, l’occupazione qualificata: i 344mila nuovi posti di lavoro stimati da T&E si distribuirebbero lungo tutta la catena del valore, dalla produzione di batterie all’assemblaggio dei veicoli e alle infrastrutture di ricarica.
Poi, ci sarebbe una spinta al mercato dell’usato. Poiché le auto aziendali vengono rivendute sul mercato dell’usato dopo 3 o 4 anni, immettere milioni di elettriche nelle flotte oggi significa popolare il mercato secondario di veicoli a zero emissioni accessibili per i cittadini nei prossimi anni.
Ci sarebbe infine una riduzione delle emissioni. Le flotte aziendali percorrono in media molti più chilometri rispetto alle auto private, rendendo la loro elettrificazione uno strumento di impatto immediato per la qualità dell’aria urbana e il raggiungimento dei target climatici europei.



