La sete di energia dell’Italia continua a crescere, mentre la transizione pulita fatica. Lo scorso settembre il fabbisogno elettrico nazionale ha raggiunto i 27,8 terawattora, registrando un aumento del 6,5% rispetto allo stesso mese del 2025. Si tratta del valore più elevato di consumi elettrici registrato a settembre dal 2014, che consolida un trend ininterrotto di crescita della domanda che dura ormai da 13 mesi.
A fotografare la situazione è il nuovo rapporto mensile di Terna, la società che gestisce la rete elettrica di trasmissione nazionale. Nei primi nove mesi dell’anno la domanda di elettricità è complessivamente aumentata del 5,2%, spinta anche da fattori climatici: a settembre, in media, la temperatura è risultata superiore di ben 2°C rispetto all’anno precedente.
Consumi elettrici: il freno delle rinnovabili
A fronte di una domanda che corre e aumenta del 4,6% anche al netto dell’effetto temperatura, con aumenti distribuiti uniformemente dal Nord al Sud del Paese, la produzione da fonti rinnovabili registra un incremento minimo, pari appena all’1,1% su base annua. Nel mese di settembre le fonti verdi hanno coperto il 39,4% del fabbisogno nazionale, mentre si attestano al 42,1% considerando l’aggregato dei primi nove mesi, in cui la nuova capacità installata ha raggiunto circa 5,3 gigawatt.
Nonostante la corsa del fotovoltaico, cresciuto a doppia cifra, e dell’eolico, la produzione pulita non è riuscita a compensare la pesante frenata di altre fonti: a pesare sul bilancio è soprattutto il crollo della produzione idroelettrica del 29,2%, accompagnato da una leggera flessione della geotermica del 2,6%.
Si torna a bruciare più termoelettrico
Per colmare il divario e far fronte alle elevate punte di fabbisogno energetico, il Paese ha dovuto fare marcia indietro temporanea sui combustibili fossili e ricorrere alle importazioni estere. A settembre la produzione nazionale netta, attestata a 24 terawattora con un +6,5%, ha soddisfatto l’85,2% della domanda, mentre il restante 14,8% è arrivato dal saldo degli scambi con l’estero (+7,7%). Per coprire i picchi, la produzione termoelettrica è balzata del 14,7% rispetto a settembre 2025.
Sul fronte industriale, l’indice Imcei di Terna, che monitora i consumi delle circa mille aziende più energivore del Paese, mostra consumi sostanzialmente stabili: +0,2% su base annua nel mese, ma in crescita del 3,3% se si guarda all’intero bilancio dei primi nove mesi. Il settore dei servizi, misurato dall’Indice mensile dei Servizi (Imser) conferma invece la vivacità della richiesta, toccando a luglio i massimi storici dall’avvio delle rilevazioni nel 2019.
Qui sono disponibili tutti i rapporti mensili di Terna, mentre i dati in tempo reale sull’esercizio del sistema elettrico nazionale sono consultabili sull’app di Terna.





