Il cambiamento climatico è una preoccupazione diffusa, non un tema settoriale o generazionale, e la sostenibilità non è in crisi. Oltre tre italiani su quattro (il 76%) chiedono più impegno sulla crisi climatica e in generale più impegno da parte della politica (46%). È quanto emerge dal sondaggio sul clima realizzato da Ipsos Doxa su un campione nazionale di popolazione.
Al centro la sostenibilità ambientale, la crisi climatica e la transizione energetica. “Inflazione, difficoltà economiche e crisi geopolitiche – sostiene Andrea Alemanno per Ipsos – sembrano mettere in secondo piano i temi climatici e ambientali. Ma non è così, gli italiani avvertono in modo ampio i rischi, non vogliono arrendersi. Ma non vogliono sentirsi soli in questa battaglia, sarebbe velleitaria. Per impegnarsi sempre più vogliono avvertire un riscontro nelle forze politiche e nell’attività delle aziende. Chi deluderà questa attesa prima o poi sarà punito: dai consumatori, dai lavoratori e anche dal clima”.
Tra i dati emerge che il 60% della popolazione è preoccupato per il cambiamento climatico, in maggioranza donne, under 25 e over 55, e teme che possa peggiorare ulteriormente: per questo il 40,8% chiede misure di adattamento di agire anche se altri Paesi non si impegnano.
La ricerca è stata effettuata in occasione della 29esima edizione di Ecomondo, in programma dal 3 al 6 novembre prossimi alla Fiera di Rimini, e della 15esima edizione degli Stati generali della Green Economy, previsti dal 3 al 4 novembre. “Lo studio – commenta Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo sostenibile – conferma che la percezione dei cittadini sulla pericolosità degli effetti della crisi climatica e dei costi elevati della dipendenza dal petrolio e dal gas sta scavando a fondo e cambiando gli orientamenti dell’opinione pubblica. Saranno sorpresi quanti erano ormai convinti, o rassegnati, a orientamenti eco-scettici e al disimpegno in materia di misure climatiche”.
Solo il 14% esprime ancora scetticismo su queste tematiche, mentre oltre 7 italiani su 10 affermano di essere disposti a adottare uno stile di vita più sostenibile e ritengono che la transizione energetica sia una priorità del Paese.
Nel sondaggio sul clima si trova una novità significativa: anche il mondo produttivo alza la voce. Il 64% ritiene infatti troppo lento il percorso verso la transizione ecologica e ancora di più quello verso la transizione energetica (74%). “La sensibilità di cittadini e imprese italiane verso il cambiamento climatico – dice Alessandra Astolfi, Global Exhibition Director della Divisione Green & Technology di Italian Exhibition Group – è ormai diffusa, così come la percezione che la transizione energetica ed ecologica richiedano un’accelerazione. L’obiettivo oggi deve essere trasformare questa attenzione in soluzioni concrete. È un percorso che richiede un impegno condiviso e la capacità di trasformare questa consapevolezza in azione”.
Il dettaglio del sondaggio sul clima di Ipsos Doxa
Entrando nel dettaglio, l’indagine chiede quali iniziative siano importanti per contrastare il cambiamento climatico: al primo posto con il 38,4% troviamo la riduzione dei combustibili fossili e l’incremento delle rinnovabili. Seguono con il 35,2% risparmio ed efficienza energetica, mentre il 25% degli intervistati sottolinea l’importanza di avere una comunicazione chiara e il 24,2% ritiene necessaria una spinta internazionale per un impegno di tutti i Paesi.
Anche la crisi geopolitica attuale entra nell’indagine Ipsos. Per la maggioranza delle persone intervistate (il 55%) sarebbe necessario il taglio delle importazioni dei combustibili fossili e un impegno sulle rinnovabili per ridurre i costi e aumentare la sicurezza energetica, ma resta anche un 28% che chiede di riaprire le centrali termoelettriche a carbone e un italiano su cinque che vuole riavviare il nucleare.
Sulla concorrenza tra ambiente e competitività, un italiano su due chiede di accelerare su tecnologie idonee a garantire al contempo competitività economica e misure efficaci per clima ed ambiente. Soltanto un partecipante su quattro pensa che investire sulle tematiche ambientali riduca la competitività dell’Italia.
In conclusione, dall’indagine Ipsos Doxa emerge che gli italiani chiedono soluzioni pragmatiche, misurabili e compatibili con la crescita economica. E le ritengono possibili, a partire dalle rinnovabili, per mettere al sicuro Pianeta, bolletta e Paese. Non solo, le persone vogliono impegnarsi. La sfida principale non è più convincere dell’esistenza del problema climatico, ma costruire fiducia nella capacità di governare la transizione e nella volontà di distribuirne in modo sostenibile i benefici e i costi.



