Clima, la BEI investe 30 miliardi di euro entro il 2030 per l’adattamento

Il Gruppo Banca europea per gli investimenti raddoppia i finanziamenti per rafforzare la resilienza di infrastrutture, reti idriche e agricoltura contro gli effetti del cambiamento climatico. Il piano 2026-2030 punta anche su strumenti digitali per individuare i rischi e sostenere nuovi progetti, con interventi dedicati alla gestione dell’acqua e alla mobilità resiliente

Clima, la BEI investe 30 miliardi di euro entro il 2030 per l’adattamento

Il Gruppo Banca europea per gli investimenti (BEI) prevede di destinare almeno 30 miliardi di euro entro il 2030 agli interventi di adattamento climatico, raddoppiando i finanziamenti rispetto ai cinque anni precedenti. Il piano mira a preparare città, infrastrutture e attività produttive agli effetti di ondate di calore, siccità, incendi boschivi e alluvioni.

La seconda fase del piano per l’adattamento climatico, relativa al periodo 2026-2030, combina finanziamenti, garanzie e assistenza tecnica per accelerare gli investimenti nell’Unione europea e nei Paesi partner. Il programma è stato approvato dai consigli di amministrazione della BEI e del Fondo europeo per gli investimenti.

Tra gli ambiti interessati figurano le reti energetiche, gli edifici pubblici, i sistemi di gestione dell’acqua e l’agricoltura. L’obiettivo è rendere più semplice individuare i rischi climatici e trasformare le esigenze di prevenzione in progetti finanziabili, con particolare attenzione anche alle imprese di dimensioni più piccole.

Acqua, infrastrutture e trasporti più resilienti

Una parte degli investimenti sarà destinata alla tutela delle risorse idriche e alla prevenzione dei danni provocati dagli eventi climatici estremi. Il piano sostiene interventi per migliorare l’efficienza dell’irrigazione, lo stoccaggio e il riutilizzo dell’acqua, oltre a soluzioni basate sulla natura, come il ripristino di zone umide, foreste e pianure alluvionali.

Tra le priorità rientrano anche le infrastrutture di trasporto progettate per resistere agli eventi estremi, insieme ai sistemi di allerta precoce e alle misure di gestione del rischio di catastrofi. Il rafforzamento delle infrastrutture è considerato essenziale per ridurre l’esposizione di comunità ed economie a siccità e alluvioni.

Il piano prevede inoltre il sostegno alle tecnologie europee per l’adattamento climatico, tra cui sistemi di raffreddamento, soluzioni energetiche resilienti e tecnologie per risparmiare acqua.

Uno strumento digitale per individuare i rischi climatici

La BEI intende affiancare ai finanziamenti strumenti digitali per aiutare imprese, amministrazioni pubbliche e istituzioni finanziarie a identificare i rischi climatici e le possibili misure di adattamento.

Tra questi figura ClimateSET, sviluppato con il servizio europeo Copernicus sui cambiamenti climatici. Lo strumento, previsto in lancio nel corso dell’anno, sarà integrato anche in una versione potenziata del Green Checker, con l’obiettivo di facilitare l’individuazione degli investimenti più adatti a rispondere ai rischi presenti nei diversi territori.

La strategia comprende anche interventi al di fuori dell’Unione europea, con particolare attenzione ai Paesi più vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico. Sono previsti sostegno tecnico e finanziamenti per la gestione dell’acqua, la protezione delle coste, i sistemi di allerta e le infrastrutture di trasporto resilienti.

Parallelamente, i consigli di amministrazione della BEI e del Fondo europeo per gli investimenti hanno approvato 11,8 miliardi di euro di nuovi finanziamenti, di cui 5,5 miliardi destinati a rafforzare l’autonomia energetica europea.

Il piano per l’adattamento climatico si inserisce nella seconda fase della Climate Bank Roadmap del Gruppo BEI per il periodo 2026-2030 e contribuisce agli obiettivi europei di resilienza e sviluppo sostenibile.

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