Emissioni industria Ue, ok a nuovi parametri del sistema Ets

Via libera dal Parlamento europeo ai nuovi parametri del sistema ETS (lo scambio quote di emissione) per il periodo 2026-2030, con l’obiettivo di offrire maggiori quote gratuite all’industria. Si tratta della revisione annunciata a luglio dalla Commissione europea, la cui proposta è stata approvata dall’Europarlamento. Il Parlamento è ora pronto per avviare i negoziati con il Consiglio

Emissioni industria Ue, ok a nuovi parametri del sistema Ets

Via libera dal Parlamento europeo ai nuovi parametri del sistema ETS (lo scambio quote di emissione) per il periodo 2026-2030, con l’obiettivo di offrire maggiori quote gratuite all’industria. Si tratta della revisione annunciata a luglio dalla Commissione europea, la cui proposta è stata approvata dall’Europarlamento. 474 i voti a favore, 82 i contrari, 28 le astensioni.

Strasburgo si impegna ad usare tutte le quote disponibili fino al 2030 (si stimano 88 milioni), proponendo anche di aggiungere altri 11 milioni di quote prelevate dagli impianti che non hanno rispettato le regole degli ETS, per arrivare a sbloccare circa 100 milioni di quote aggiuntive a favore delle industrie. La proposta approvata prevede la ripartizione delle quote non utilizzate fra il Fondo per la modernizzazione (11 milioni) ed il Fondo per l’innovazione (11 milioni).

Il mandato negoziale prevede inoltre la possibilità di introdurre parametri specifici per alcuni settori industriali, calcolati sulla base delle prestazioni del 10% degli impianti più efficienti del settore. Fra questi settori industriali prioritari rientrano la ceramica ed i materiali refrattari.

Il relatore Adam Jarubas (PPE, PL) ha dichiarato: “Aumentando l’assegnazione gratuita proposta dalla Commissione, il Parlamento riconosce che alcuni settori necessitano di una protezione più forte contro il carbon leakage. Allo stesso tempo, tiene conto della gamma di diversità delle industrie coperte dal benchmark generale del carburante. Invita inoltre la Commissione ad agire rapidamente per settori come la ceramica, che, secondo i calcoli, dovrebbero ricevere un’assegnazione più alta di quella che il benchmark generale dà loro”.

Il Parlamento è ora pronto per avviare i negoziati con il Consiglio. L’obiettivo è applicare i nuovi valori di riferimento dell’aggiornamento 2027.

Articolo precedenteRifiuti tessili, parte la raccolta nei negozi a Milano
Articolo successivoEstate 2026: in Europa 50mila decessi dovuti al caldo, Italia in testa