Oltre 1,25 milioni di cittadini europei chiedono all’Unione europea di non indebolire le leggi che proteggono la natura. La coalizione #HandsOffNature ha presentato 1.254.722 firme davanti alla sede della Commissione europea a Bruxelles, consegnandole alla commissaria all’Ambiente Jessika Roswall.
L’iniziativa riunisce BirdLife Europe, ClientEarth, European Environmental Bureau (EEB) e WWF Europa e punta a fermare le modifiche normative che, secondo le organizzazioni promotrici, rischiano di ridurre le garanzie ambientali in nome della semplificazione e dell’accelerazione dei progetti industriali e infrastrutturali.
La mobilitazione arriva in un contesto segnato dagli effetti della crisi climatica. Una ricerca dell’Imperial College London e della London School of Hygiene & Tropical Medicine, citata nel comunicato della coalizione, stima oltre 50.000 decessi legati al caldo nell’estate 2026 in 854 aree urbane europee. Di questi, più di 32.600 sarebbero attribuibili al cambiamento climatico causato dalle attività umane. L’Italia risulta il Paese più colpito, con 13.303 decessi stimati legati al caldo, di cui 8.772 associati al riscaldamento globale. A questi impatti si aggiungono incendi, siccità e perdita di biodiversità.
Omnibus Ambiente, le preoccupazioni sulle autorizzazioni
Al centro delle contestazioni c’è il pacchetto Omnibus Ambiente, presentato dalla Commissione europea nel dicembre 2025. Il provvedimento punta a semplificare le procedure e accelerare le autorizzazioni, soprattutto per i cosiddetti progetti strategici, dalle grandi infrastrutture agli impianti industriali.
Secondo la coalizione, le corsie preferenziali previste dalla posizione adottata dai governi europei a settembre potrebbero indebolire le valutazioni ambientali e introdurre deroghe capaci di ridurne l’efficacia. Il rischio riguarda le conseguenze dei nuovi interventi sul consumo di suolo, sugli habitat naturali e sulle risorse idriche, oltre alle garanzie per le comunità interessate.
Le associazioni segnalano anche possibili ripercussioni sulle specie protette, qualora le nuove regole rendessero più semplice il loro disturbo o la loro uccisione, oppure la distruzione di nidi e uova durante la realizzazione delle opere.
Per #HandsOffNature, accelerare gli investimenti non dovrebbe significare rinunciare alle verifiche preventive sugli impatti ambientali. Le valutazioni, sostengono le organizzazioni, devono consentire di individuare e prevenire i danni prima che i progetti vengano autorizzati.
Acque, habitat e biodiversità: le altre norme nel mirino
Le preoccupazioni della coalizione riguardano anche la Direttiva quadro sulle acque, della quale la Commissione europea ha annunciato una revisione per facilitare le attività estrattive. Secondo le associazioni, questo percorso potrebbe indebolire le tutele di fiumi, laghi e falde acquifere, fondamentali per garantire la disponibilità di acqua pulita.
Un’ulteriore verifica riguarda le Direttive Habitat e Uccelli, che costituiscono strumenti centrali per la protezione delle specie selvatiche, degli habitat naturali e delle aree della rete Natura 2000. La revisione, avvertono le organizzazioni, potrebbe aprire la strada a un allentamento dei vincoli ambientali per nuovi progetti.
Le firme consegnate a Bruxelles rappresentano quindi una richiesta di mantenere le garanzie previste dalla legislazione europea e di non utilizzare la semplificazione amministrativa come giustificazione per ridurre la protezione degli ecosistemi.
L’appello è rivolto alla Commissione europea, ma anche al Governo italiano e agli europarlamentari: secondo la coalizione, le esigenze di accelerazione degli investimenti devono essere conciliate con gli obiettivi ambientali dell’Unione, la tutela della salute e la salvaguardia dei territori.



