Secondo una nuova ricerca, l’estate appena trascorsa, la più calda mai registrata in Europa, ha causato nel continente circa 50.000 decessi correlati al caldo. Si tratta della stagione con il più alto tasso di mortalità legata alle alte temperature mai documentato in epoca moderna. L’Italia è tristemente in testa alla classifica, seguita da Francia, Spagna, Germania e Regno Unito.
Il dato emerge da due studi pubblicati sulla rivista Nature Health e prodotti da un team di scienziati dell’Imperial College di Londra, della London School of Hygiene & Tropical Medicine e delle università di Copenaghen, Venezia e Berna.
Si tratta del 71% in più rispetto al record della precedente estate 2022, che aveva registrato 29.480 morti secondo gli stessi ricercatori. Tra l’altro, le cifre dei decessi dell’estate ’26 sono sottovalutate perché non contano l’ondata di caldo estremo di maggio.
Inoltre, di questi 50.000 morti, gli scienziati calcolano che più di 32.000 son dovuti al calore aggiuntivo dei cambiamenti climatici causati dall’uomo. L’Europa è il continente che si riscalda più velocemente – anche se l’Artico, che non è un continente, si sta riscaldando ancora più velocemente – ed è 4,5 F (2,5 C) più caldo rispetto all’epoca preindustriale.
Il team ha utilizzato un metodo scientifico consolidato e accettato per capire quanti dei 50.000 decessi per calore sono dovuti al caldo estivo naturale e quanti ai gas climalteranti che causano il riscaldamento globale. Hanno eseguito simulazioni al computer di un mondo senza cambiamenti climatici e lo hanno confrontato con le morti accadute quest’estate. La differenza è ciò che è stato causato dal riscaldamento globale.



