4ª riunione Comitato Interministeriale per la transizione ecologica: stop a nuove auto a combustione entro 2035

Tra le altre cose il CITE ha stabilito che occorre mettersi in linea con la maggior parte dei paesi avanzati, dove il phase out delle automobili nuove con motore a combustione interna avverrà entro il 2035, mentre per i furgoni e i veicoli da trasporto commerciale leggeri entro il 2040

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Si è svolta a Palazzo Chigi giovedì 9 dicembre la quarta riunione del Comitato Interministeriale per la Transizione Ecologica (CITE), presieduta dal Vice Presidente del CITE, il Ministro della transizione ecologica, Roberto Cingolani. Erano presenti alla riunione i Ministri delle politiche agricole, alimentari e forestali, Stefano Patuanelli, delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, del lavoro e delle politiche sociali, Andrea Orlando, per gli affari regionali e le autonomie, Mariastella Gelmini, la Sottosegretaria del Ministero dell’economia e delle finanze, Maria Cecilia Guerra, la Vice Ministra del Ministero dello sviluppo economico, Alessandra Todde, la Sottosegretaria di Stato per il sud e la coesione territoriale, Dalila Nesci e il Sottosegretario di Stato con delega agli affari europei, Vincenzo Amendola.

Il Ministro Cingolani ha riferito sugli esiti della COP26, tenutasi a Glasgow, durante le prime settimane di novembre e sulle iniziative internazionali guidate dall’Italia per promuovere il coinvolgimento dei giovani, in particolare dando continuità all’iniziativa Youth for Climate nei prossimi anni, in concomitanza con le future edizioni delle COP.

Il CITE ha inoltre discusso le tempistiche di sostituzione dei veicoli con motore a combustione interna, osservando che nella maggior parte dei paesi avanzati, con i quali mettersi in linea, il phase out delle automobili nuove con motore a combustione interna avverrà entro il 2035, mentre per i furgoni e i veicoli da trasporto commerciale leggeri entro il 2040. In una nota del MiTe viene spiegato che “in tale percorso occorre mettere in campo tutte le soluzioni funzionali alla decarbonizzazione dei trasporti in una logica di ‘neutralità tecnologica’, valorizzando, pertanto, non solo i veicoli elettrici, ma anche le potenzialità dell’idrogeno, nonché riconoscendo – per la transizione – il ruolo imprescindibile dei biocarburanti, in cui l’Italia sta costruendo una filiera domestica all’avanguardia. Per quanto riguarda i costruttori di nicchia – conclude il comunicato -, misure specifiche potranno essere eventualmente valutate con la Commissione europea all’interno delle regole comunitarie”.

Sui sussidi ambientalmente dannosi (SAD) invece, in continuità con la discussione tenutasi durante la precedente riunione del CITE, il Ministro Cingolani ha comunicato che entro febbraio 2022 verrà presentata al Comitato la ricognizione completa di tutti i SAD e dei loro impatti sulle filiere produttive. Il CITE formulerà una proposta di graduale sostituzione dei sussidi che avverrà in maniera progressiva nel periodo 2022-2025. A tale scopo saranno attivati entro il primo trimestre gruppi di lavoro interministeriali (che coinvolgeranno anche le forze sociali) per studiare nuove soluzioni atte a compensare con opportune misure di chiara valenza sociale e ambientale le filiere produttive e i settori che vedranno la progressiva riduzione dei SAD.

È poi intervenuto il Sottosegretario Amendola che ha fornito aggiornamenti in merito agli sviluppi delle politiche dell’Unione europea sul clima, con particolare riferimento al pacchetto “Fit for 55”. Il CITE ha ribadito la necessità di porre dovuta attenzione agli interessi nazionali e di valorizzare, nel corso del negoziato, l’impegno finora profuso dall’Italia in alcuni settori con rilevanti investimenti e importanti risultati.

Successivamente il Ministro Cingolani ha dato conto dell’esame della Proposta di piano per la transizione ecologica da parte delle Camere e della Conferenza unificata nonchè dell’attività che stanno svolgendo gli otto gruppi di lavoro istituiti nell’ambito del Piano per la transizione ecologica con il compito di elaborare documenti e analisi specifiche per settore. 

Su proposta della Ministra Gelmini, il CITE ha positivamente valutato il coinvolgimento dei rappresentanti delle Regioni nei predetti gruppi. Il CITE ha inoltre stabilito di riunirsi con cadenza regolare, in linea principio, a metà di ogni mese, dopo una riunione del Consiglio dei ministri.