Mobility management: spostato a febbraio il webinar promosso da Euromobility

Il webinar “Il Mobility Management per le nuove aree edificabili” previsto il 12 dicembre, per iniziativa di Euromobility, è stato posticipato a febbraio 2026. Nelle prossime settimane le verrà indicata la data esatta. L'iniziativa è stata concepita per diffondere e far conoscere buone pratiche di tecniche di mobility management nei processi di pianificazione di nuove aree edificabili, che sono ancora scarsamente praticate nonostante una normativa stringente

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Il webinar “Il Mobility Management per le nuove aree edificabili” previsto il 12 dicembre, per iniziativa di Euromobility, è stato posticipato a febbraio 2026. Nelle prossime settimane le verrà indicata la data esatta.

L’iniziativa è stata concepita per diffondere e far conoscere buone pratiche di tecniche di mobility management nei processi di pianificazione di nuove aree edificabili, che sono ancora scarsamente praticate nonostante una normativa stringente. Introdotte in Italia negli anni 1998-2000 con un decreto interministariale e rilanciate con la legge 77/2020, queste tecniche prevedono precise scadenze e obblighi sia a livello di Istituzioni pubbliche che di imprese private, tenute all’obbligo. Ma nel nostro paese, salvo casi virtuosi, sono largamente disattese. Invece a livello europeo il mobility management è un elemento centrale delle politiche di mobilità, di gestione e di sviluppo del territorio.

Ogni polo attrattore di traffico, a prescindere che sia insediamento lavorativo, scolastico, amministrativo, ospedaliero, commerciale, produttivo, universitario, turistico, sportivo, culturale, residenziale, deve dotarsi della figura di un responsabile della mobilità, il mobility manager aziendale. Questo, sulla base di indagini puntuali – un questionario dettagliato somministrato a tutti i fruitori dell’insediamento – deve redigere un Piano degli spostamenti casa-polo attrattore e, incrociando i dati dell’offerta di infrastrutture e servizi di mobilità verso/dal polo attrattore in questione, deve evidenziare necessità e proposte da mettere in atto per ridurre l’uso individuale dell’auto ed aumentare l’utilizzo di altre forme di mobilità a minor impatto ambientale, di consumo di suolo e di incidenti stradali.

Secondo la normativa italiana tutti i soggetti obbligati devono dotarsi di un Piano entro il 31 dicembre di ogni anno ed entro i 15 giorni successivi devono trasmetterlo al Mobility Manager di area nominato all’interno del Comune di riferimento. Al fine dell’attuazione di tutti i piani degli spostamenti finalizzati e riequilibrare la percentuale di riparto modale – il modal split, oggi spostato enormemente sul trasporto autoveicolare privato – il Mobility Manager di area deve acquisire dati, informazioni e richieste puntuali essenziali, affinchè l’Amministrazione dia risposte esaurienti alle imprese, al commercio, ai cittadini.

Nel resto d’Europa il mobility management è talmente una prassi consolidata al punto che, prima ancora che nascano nuovi insediamenti edilizi, differentemente da quando succede da noi quando e se va bene, si prevede soltanto l’allargamento di una strada e la realizzazione di nuovi posti auto, all’estero si prevede la realizzazione di un sistema multimodale.

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